Niente panico

Qui ridir non saprei come, nè quale
Avverso nume a me stesso mi tolse

Virgilio, Eneide, Libro II

 

Sappiamo tutti cosa è successo a Torino sabato sera davanti al maxischermo dove si proiettava la finale di Champion League: l’allarme, la fuga, i feriti. Ho degli amici, dei conoscenti che vi ci si sono trovati in mezzo.

I mezzi di comunicazione si sono soffermati su un ragazzo, il “ragazzo a torso nudo con lo zainetto”, che è rimasto fermo mentre intorno tutti correvano via. Sospetto.

Ma perché?
Per esperienza, ci sono tre modi in cui si reagisce ad una emergenza improvvisa.
Il primo è scappare via il più in fretta possibile, senza aspettare di capire cosa stia accadendo davvero. E’ vero, può salvarti la vita: ma in questo caso è ciò che ha causato il disastro.
Il secondo è andare in panico, senza sapere cosa fare. Si rimane bloccati, in preda alla confusione. Può accadere anche a persone intelligenti e decise. Di solito ci si sblocca per imitazione, e si segue la massa o la prima voce decisa.
Il terzo è mantenere il sangue freddo, valutare il problema, agire di conseguenza. Non è di tutti, anzi, chi ci riesce è una minoranza. E’ un atteggiamento che, entro i propri limiti, può essere imparato.

Ecco, a prescindere dal fatto se quel tipo  con lo zaino risulterà essere effettivamente colpevole di procurato allarme o, come ora pare, troppo stravolto e ubriaco per scappare, oppure dotato di abbastanza sangue freddo da capire che non c’era niente di cui avere paura, mi colpisce come si dia per scontato che chi non corre via sia in qualche maniera anomalo.
Come se la fuga fosse l’unico responso accettabile davanti al terrore.

Personalmente mi rifiuto di fuggire. Non voglio essere terrorizzato, ma andare se possibile in direzione opposta, a vedere se si può essere d’aiuto. E se ci si dovesse proprio ritirare, lo vorrei fare con calma. Senza perdere la testa. Magari con una birra in mano.
Sì, ho timore. Della paura.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 giugno 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. non sai essere eroico nemmeno per finta

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