La cerva alla fonte

Il sottobosco è un intreccio di rovi e cespugli, di alberelli vivi e rami morti. Le foglie dell’autunno precedente sono ancora sul terreno, e attutiscono il rumore degli zoccoli. Si fa strada quasi senza rumore, appena di tanto in tanto il colpo secco di un rametto spezzato. Sa che deve essere prudente. I suoi nemici sono vicini, lo sente dall’odore. Ma non può fare a meno di continuare a cercare.

E’ una delle composizioni più belle di Palestrina. L’ho cantata tante volte. L’ho già anche commentata. Però non mi ero mai immedesimato con quelle parole.

Il bosco è verde, ma il terreno è secco. Fa caldo, non piove da quasi due settimane. Le pozze si sono inaridite. Ma là, nella valletta, se si tende l’orecchio si può udire uno sgocciolio, un rumore di cascatella.

Parole che sono prese dal salmo 42.  Sicut cervus desiderat ad fontes aquarum, ita desiderat anima mea ad te, Deus. Come la cerva desidera le fonti delle acque così l’anima mia desidera te, o Dio.

Sì, odore di predatore. Sono ossa, sotto a quel tronco? Un teschio sbiancato? La cerva scruta attenta i segni. C’è pericolo. Eppure l’acqua è indispensabile. Non si può farne a meno. Occorre rischiare, rischiare tutto.

Una sete inestinguibile, un desiderio che arde. La musica sono scrosci di suono che salgono nell’invocazione finale a quel “Tu” verso cui siamo spinti dalla nostra stessa natura. Dal nostro bruciante anelito di tutto. Oh, sì, sono quel cervo nel fitto bosco che non può fare a mano di cercare.

E la cerva risale il pendio scosceso. Il rigagnolo mormora tra le felci, l’acqua viva zampilla tra le rocce. Ancora poco e potrà bere l’acqua a cui anela.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 30 maggio 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Bellissimo, vorrei ascoltarlo decine di volte, ma trovare la parentesi di pace e solitudine in cui farlo, senza disturbare intorno a me… (chissà dove diamine ho schiaffato le mie cuffie?).

    E comunque non c’è da stupirsi per questo coinvolgimento sempre più intimo con le parole del salmo e con le note del mottetto di Palestrina. Non è stato forse detto che “A chi crede in Me, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno?”.

    Auguri sinceri per una splendida giornata di Pentecoste a Lei e a tutti i Suoi cari (così come a tutti quelli che passano di qui, sulle tracce della cerva assetata).

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