Di padri e Padri

Partiamo da questo bel brano di Peguy:

«Chiedete a un padre se il miglior momento
Non è quando i suoi figli cominciano ad amarlo come uomini,
Lui stesso come un uomo,
Liberamente,
Gratuitamente,
Chiedetelo a un padre i cui figli stiano crescendo.

Chiedete a un padre se non ci sia un’ora segreta,
Un momento segreto,
E se non sia
Quando i suoi figli cominciano a diventare uomini,
Liberi
E lui stesso lo trattano come un uomo,
Libero,
L’amano come uomo,
Libero,
Chiedetelo a un padre i cui figli stiano crescendo.

Chiedete a quel padre se non ci sia una elezione fra tutte
E se non sia
Quando la sottomissione precisamente cessa e quando i suoi figli divenuti uomini
L’amano, (lo trattano), per così dire da conoscitori,
Da uomo a uomo,
Liberamente.
Gratuitamente. Lo stimano così.
Chiedete a quel padre se non sa che nulla vale
Uno sguardo d’uomo che incontra uno sguardo d’uomo.

Ora io sono il loro padre, dice Dio, e conosco la condizione dell’uomo.
Sono io che l’ho fatta.
Non chiedo loro troppo. Non chiedo che il loro cuore.
Quando ho il cuore, trovo che va bene. Non sono difficile.

Tutte le sottomissioni da schiavo del mondo non valgono un bello sguardo da uomo libero.
O piuttosto tutte le sottomissioni da schiavo del mondo mi ripugnano e io darei tutto
Per un bello sguardo da uomo libero».

da Ch. Peguy, “Il Mistero dei Santi Innocenti”

Come padre posso dire che sì, è vero. Ma tra il momento in cui tuo figlio ti adora come bambino e quello in cui ti ama come uomo, tra quello in cui tua figlia è la tua piccola principessa che si siede felice sulle tue ginocchia e quello in cui è la donna forte e indipendente c’è quel limbo angoscioso, quel terribile tratto in cui l’amore diventa odio, disprezzo, rifiuto. Sì, l’adolescenza.

Oh, so bene  che è un momento necessario.  Che è meglio così. E’ la spinta fuori dal nido, l’espulsione della placenta, il seme scagliato lontano. Non fa meno male per questo.

E questo pensiero mi ha colpito. Il Signore è il nostro Padre. E noi tutti siamo suoi figli.
Che dolore deve essere questa libertà quando la ribellione non muore, l’adolescenza non finisce, rimane urlo contro.
Che fatica per un padre passare per il mare tempestoso del rifiuto. Ma che sofferenza se questo mare non finisce, se la barca naufraga nell’ostinazione.

E noi tutti siamo figli ribelli. Che dolore quando il figlio che amiamo sbaglia. Pensate al Padre, questa sofferenza moltiplicata per i miliardi dei suoi figli. Moltiplicata ancora per l’amore che ci porta, così profondo che il nostro è pozzanghera fangosa.

Insopportabile, deve essere.
Così, da padre, non stupisce che sia venuto, che si sia incarnato, per diminuirla, per farla finire.

Perché un padre farebbe di tutto per i suoi figli. Figurarsi un Padre.

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 23 maggio 2017 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Come parole di polvere

    Post stupendo❤

  2. “Dio si è fatto uomo, affinché l’uomo diventasse Dio”

    Atanasio

    e ancora:

    “Dio si è fatto uomo perché l’uomo si facesse Dio. Perché il servo si cambiasse in padrone Dio prese la condizione di servo. Abitò sulla terra l’abitatore dei cieli perché l’uomo abitatore della terra potesse trovar dimora nei cieli.”

    S. Agostino nel magnifico discorso 371
    facilmente reperibile in rete.

  3. Delusioni “Paterne” precoci?

    Una mia bellissima nipotina (che appartiene alla chiesa mormone e frequenta la 1^ elementare), la settimana scorsa torna da scuola rabbuiata, siede a tavola e abbassa il capo per la preghiera di ringraziamento.
    Comincia a mangiare controvoglia… quindi, riabbassato lo sguardo, dichiara decisa:
    ” Stamattina ho pregato tanto il Padre celeste perché la maestra mi chiamasse a dire la poesia che avevo imparato tanto bene. E invece niente, …tutti ha chiamato fuorché me!
    Così ho deciso: io non lo prego più il Padre celeste!

  4. ” Che dolore quando il figlio che amiamo sbaglia. Pensate al Padre, questa sofferenza moltiplicata per i miliardi dei suoi figli. Moltiplicata ancora per l’amore che ci porta, così profondo che il nostro è pozzanghera fangosa.

    Insopportabile, deve essere.
    Così, da padre, non stupisce che sia venuto, che si sia incarnato, per diminuirla, per farla finire.”

    E come “santificare” quel Nome più di così?
    Berlicche, Lei ha consolato pienamente il Padre per il broncio risentito della nipotina di ToniS.
    E per tutti i nostri ( ma non della deliziosa, piccola studentessa!) mancati ringraziamenti innumerevoli, al punto da divenire, per noi, abitudinaria indifferenza a quella incessante premura, vera cura parentale.

    Buona solennità dell’Ascensione a tutti!

  5. Pare in effetti che l’adolescenza sia diventata eterna… fra poco non ci sarà più nessuno in grado di capire Peguy!

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