Non è Vangelo – XXVI – I predatori della tomba perduta

Cari equilibrati commentatori e ragionevoli revisori, cosa ci fate qui? Queste righe non sono per voi. Non ci interessate. Siete troppo di parte, troppo ostili al dubbio e allo scetticismo a priori per poter prendere parte alla nostra discussione. Via, andate altrove, nel vostro buco. E, mi raccomando, zitti. Il vostro pontificare ci disturba, perturba il nostro giudizio e ci irrita profondamente. Se avete delle ragioni, non ci interessano. Siete troppo fondamentalisti per noi, e quindi certamente in errore.

La nostra forza, invece, risiede proprio nella certezza che qualsiasi cosa dica o faccia dire ai suoi cagnolini il Nemico-che-sta-Lassù deve essere rifiutata. Non ci stiamo ad imparare cosa dovremmo fare per essere felici. Siamo contro i maestri, quaggiù. Come osa impicciarsi, il parruccone della causa prima persa? Noi stiamo bene dove stiamo. Qui comandiamo.

Se invece volete affiancare noi demoni nella nostra marcia contro l’oppressione divina dovete anche voi fare come noi: prendere atto che occorre rifiutare in blocco i Vangeli. Soprattutto nella loro ultima parte, quella sorta di appendice di fantasia dove si parla della fantomatica resurrezione dalla tomba di “G”, quel falegname finito inchiodato sul legno.
La nostra posizione l’abbiamo già chiarita: si tratta del tentativo commerciale di prolungare le vicende del supposto messia oltre la sua ovvia conclusione, usando una discutibile sceneggiatura. Quante volte avete visto il vostro eroico serial killer morire e risorgere nel film successivo mediante un’improbabile espediente? Stessa cosa.

Aggravata dal fatto che detta sceneggiatura è piena di buchi, scritta male, con personaggi abbozzati, senza drammaticità o una vera trama.
Prendete ad esempio la mancanza del cadavere dal sepolcro. Un bravo sceneggiatore avrebbe creato una suspense, un colpo di scena,  avrebbe usato effetti speciali. Invece qui quello che doveva essere il culmine narrativo è ampiamente telefonato: si comincia a preannunciarlo già molte pagine prima. Perché rovinare tutto con degli spoiler? Quando poi accade avviene di notte, senza testimoni, e tutto ciò che si vede è un lenzuolo piegato e una pietra rotolata. Viene da pensare che avessero finito i fondi, o forse la fantasia.

E la scoperta della mancanza del cadavere? C’è un tentativo di compiacere il pubblico – sono delle donne a farla – ma queste non appaiono particolarmente sexy e neppure richiamano avventuriere alla Lara Croft. Personaggi sprecati, praticamente delle comparse. Avevamo una tomba violata, c’erano delle guardie armate, un paesaggio esotico, pure delle ragazze: si poteva fare molto meglio. Un inseguimento, una lotta almeno.

Quando lo scrittore fa un tentativo nella direzione che indicavamo sbaglia tutto. Compare uno sconosciuto,  forse il guardiano del giardino, e una delle femmine cerca di abbracciarlo credendo che sia G. Questo però la rifiuta, urlandole di non toccarlo. Forse perché la crede pazza. Oppure perché è ben brutta.
Vi pare la maniera di inventare una storia? Niente sesso?

Noialtri demoni facciamo fatica a capirvi, voi umani. Per quale motivo si possa rifiutare una tentazione è per noi motivo di perplessità. Se imparaste a cedere quando vi viene proposto qualcosa avreste tutto da guadagnarne, e anche noi. Si poteva fare di quest’appendice un vero best-seller, un successo planetario, e tutto quello che vi è stato dato sono pochi capitoletti mosci in cui l’eroe spaccatutto risorto non fa altro che parlare e mangiare. Un vero spreco. Fosse stato per noi, avrebbe dovuto fare irruzione nel Sinedrio con uno spadone. E chi lo avrebbe fermato, uno che si prende i colpi di lancia nel petto e non muore? C’era materiale potenziale per almeno una trilogia di film, una serie tivù, per non parlare degli eventuali spin-off. Se hai per le mani un buon successo di pubblico, inventati qualcosa di decente! Non questo.

Ma non è solo la trama. Gli interpreti… che disastro.

Ad esempio, che dire dei discepoli? Tutti terrorizzati, rintanati in un buco, demotivati. Diciamo la verità: erano una massa di cretini creduloni senza spina dorsale. Certamente non il materiale per una bella storia. Il capo del personale, che li aveva assunti, avrebbe dovuto essere licenziato in tronco, crocefisso, oh oh.
Quanto li avevamo spaventati, ammazzando il loro capo. Alcuni se l’erano fatta letteralmente sotto. Anche vomitato, a vedere il loro amichetto appeso. Non degli eroi. Neanche dei comprimari. Appena delle comparse, quelle che vengono ammazzate a mazzi durante le scene d’azione. Certo non il materiale per una serie di successo.

E così, d’un colpo, pof! Diventano tutti coraggiosissimi e se ne vanno a morire, uno dopo l’altro. Solo perché c’è una tomba vuota. Perché delle donnette isteriche dicono di avere visto il loro capo, massacrato poche ore prima. Mentre le autorità danno  la colpa a loro, ed è un’accusa che certo non si può trascurare. Ci sono le guardie a testimoniare, ufficiali pubblici certo più affidabili.

Capite che non c’è giustificazione. Per quale motivo avrebbero dovuto cambiare di colpo atteggiamento, sviluppare un’arte oratoria mai dimostrata prima, immolarsi per una causa persa? Chiunque abbia scritto il copione non comprende un accidente di psicologia umana, come invece noi, che abbiamo millenni di esperienza. Non puoi cambiare così d’un colpo il carattere di un personaggio. La gente non capisce.

Se hai degli interpreti che fanno schifo, una trama già vista, zero budget per gli effetti speciali, che ti resta? Nessun premio ai festival, ti tolgono dalle sale dopo la prima settimana. Sei fortunato se acquistano i diritti televisivi.
E’ per questo che tutta la storia della resurrezione si può dire un flop. Ascolti bassissimi all’epoca, anche se sul lungo periodo qualcosa hanno rimediato.

La nostra recensione, perciò, non può essere che negativa. La visione è sconsigliata a tutti, e regista ed attori sono cordialmente invitati a scegliersi un altro mestiere. Non è così che si salva il mondo.

Almeno per noi.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 18 maggio 2017 su Non è Vangelo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. “Non è così che si salva il mondo”.

    A sentire certi personaggi molto accreditati in zona S.Marta sembra che anche da quelle parti qualcuno ragioni proprio così……

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