Risiko

Sandra aprì la porta, reggendo la borsa della spesa. Roberto era sul divano, che leggeva. Suo marito alzò appena gli occhi. “Ciao”.
“Ciao. Novità?” chiese la donna.
Roberto alzò le spalle. “Niente di particolare”.
L’occhio di Sandra cadde sul ricevitore del telefono di casa. Era uno di quelli antichi, ancora con la cornetta. Ed era staccato.
“Scusa, perché c’è la cornetta staccata?” Chiese Sandra.
Suo marito non smise di leggere. “Ah, l’ho staccata io. Non la smetteva più di chiamare.”
“Chi, scusa?”
“Il Papa. Gliel’ho detto che era andato via, ma non ascolta, quell’uomo.”
Sandra spalancò gli occhi. “Dici che ha telefonato il Papa? E chi sarebbe che è andato via?”
“Trump. Non si è fermato molto, giusto il tempo di scambiare due chiacchere.”
“Con te?”
“Ma no. Con Putin, ovviamente.”
“Perché, c’era anche Putin?” domandò la moglie, sempre più incredula.
“Beh, sì. E’ arrivato subito dopo che è venuto giù quella specie di aereo.”
“Aereo?”
“Ma sì, quello strano, color argento, che è atterrato nel cortile dietro. Aveva schiacciato le aiuole, ma gli omini vestiti di nero le hanno rimesse a posto. Bravi ragazzi.”
“Così c’erano anche gli uomini vestiti di nero…”
“Sì, un sacco. Li aveva portati quell’altro tizio, quello nella grossa macchina.”
“E sentiamo, chi sarebbe questo tizio? Il Presidente del Consiglio?”
“No, quello ha telefonato prima del Papa dicendo che non poteva venire. A dire la verità non so chi fosse: aveva tutte quelle modelle attorno, e poi gli occhiali scuri…”
“Andiamo bene, anche le modelle!”
“Non le ho neanche guardate, cara, lo giuro! E poi ero troppo occupato a fare i pop-corn per tutti. A proposito, non c’è bisogno che li ricompri: Trump  ha mandato qualcuno del servizio segreto al supermercato a fare provvista.”
“Va bene. Basta. Ci rinuncio. Scema io a chiedere. Vado a cambiarmi, intanto tu riattacca il telefono, vuoi?”
Sandra, scuotendo la testa, salì le scale. Robertò sospirò, poi si alzò e riattaccò il telefono. Immediatamente cominciò a squillare.
Roberto alzò gli occhi al cielo e sollevò la cornetta. “Pronto?”
Ascoltò pazientemente qualche secondo, poi sbottò. “Mi scusi, Santità, davvero, qui non c’è più nessuno. Ha provato sul cellulare?”
Attese la risposta. “Capisco. Comunque, direi martedì. Dopo le nove, credo.”
Rimase a sentire quanto gli veniva detto, poi annuì. “Sì, certo. Donald ha detto che le pizze le prende lui. Credo giocheremo a Risiko.”

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 17 maggio 2017 su diavolerie e cattiverie, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Però potevano anche avvisare! Almeno uno non prepara solo dei pop-corn.

  2. Oddio! altro che attacco di claustrofobia, ci manca pure il videogioco sovraffollato di big, che tolgono già fin troppo spazio al telegiornale, adesso poi debordano anche in casa….

    Però carina l’idea dei pop-up golosi di pop-corn, con i men in black in missione speciale al supermercato per farne scorta (non si sa mai, meglio attrezzarsi dovesse scoppiare la WWIII).

    E comunque che spreco: tutta ‘sta parata megagalattica di tecnologia, e alla fine si gioca tutti a Risiko.

    Almeno, vista la titanica scorta di pop-corn, potrebbero guardarsi tutti insieme un bel film: “Avalon”, per esempio.
    Secondo me, anche solo per ascoltare la splendida colonna sonora di Kenji Kawai (questa: https://www.youtube.com/watch?v=6FLrh7wMoTA), un attimo libero dalle sue frenetiche attività filantropiche lo troverebbe persino Bill Gates (che porterebbe le birre).

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