Crepa (piano piano)

Stiamo arrivando. Piano piano. Non ve ne accorgete? No, certo che no. Perché noi facciamo piano. Un passetto per volta. Un pezzettino per volta. Vi cambiamo. Cambiamo voi. Cambiamo te. Delicatamente. Profondamente. Cambiamo il modo con cui guardi agli altri. Cambiamo il modo con cui consideri quelli che ami. In maniera che non li ami più così. In maniera che non li ami più. Che li ami in modo diverso. Più rispettoso, diciamo. Allontanandoti. Lasciandoli andare. Tagliando i legami. Facendoti pensare che il loro bene sia non volere loro bene. Che sia il non volere il loro bene. In piccole cose. E poi nelle grandi cose. Ma non subito. Per gradi. Passando dall’amore al rispetto. Dal rispetto all’indifferenza. Dall’indifferenza a quello che c’è dopo, e dopo c’è tanto. Noi lo sappiamo. Ieri non potevate ammetterlo. Poi sono arrivati i casi speciali. I casi pietosi. Quasi mai veri. Mai veri del tutto. Ma erano un passo. Un piccolo passo. Per abituarvi. Piano piano. Per cambiarvi. Piano piano. La seconda volta che accade è già visto. La terza è noioso. La quarta si spinge più in là. Verso di noi. Piano piano. Dal caso pietoso a quello normale. Non ci si può tirare indietro. Non ci si può più tirare indietro. Chi si tira indietro sarà denunciato. Non è pietoso. Non ha pietà. La sua pietà vera sarà derisa. Sarà derisa perché vera. Sarà impedita perché vera. Sarà vietata perché vera. Quella falsa avrà vinto. Noi avremo vinto. Piano piano. Ti permetteremo di morire di sete. Ti faremo morire di sete. Per non morire di vita. Ma la sete è crudele. Saremo pietosi. Ti uccideremo con una pastiglia. Con una iniezione. Per pietà. La nostra pietà. Ti addormenteremo. Ti sederemo. Per non fartene accorgere. Non ve ne accorgerai. Non te ne stai accorgendo. Ti abbiamo sedato. Ti abbiamo addormentato. Basta una volta. Mille no. Ma basta un sì. Ci sarà il cedimento. Ci sarà il crollo. Siamo abili. Piano piano, a strisciare. Nelle crepe. Allargarle. Piano piano. Finché non ci sarete più. Ci saremo solo più noi. E verremo da voi. Forti. Senza più bisogno di andare piano. Avremo vinto. Vi guarderete intorno. Non ci sarà più nessuno. Solo noi. A dire che non avete più libertà. Che adesso siamo noi a comandare. E che dovete sparire. Obiezioni? No, non le accettiamo ormai. Dovevate parlare prima. L’avete fatto? Peccato, non vi abbiamo sentiti.
Avete parlato troppo piano.

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 aprile 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 71 commenti.

  1. “Produci, consuma, crepa” (cit.)

  2. Titolo tutt’altro che discreto: è esplosivo, altroché!
    Anche se — per ora — fa molto meno rumore dei missili russi o americani in Siria.

    Mi ricorda anche un messaggio della Gospa, di tanti anni fa, in cui la Madre del Buon Consiglio ci metteva tutti in guardia dal lasciare disponibile anche solo il più minuscolo “mala praznina” (cioé, secondo la traduzione istantanea di Padre Livio: il più piccolo spazio vuoto, forellino) all’infiltrazione dell’antico e astuto serpentaccio sempre in agguato, sempre pronto a sfruttare ogni nostra minima debolezza, superficialità o distrazione, a suo vantaggio e a nostro discapito.

    Infine, per quanto riguarda il ddl sui DAT in discussione in questi giorni in Parlamento, mi sembra molto significativo il passaggio — che copincollo poco più sotto — di un articolo apparso su Avvenire due giorni fa, a firma di Paolo M. Rossini e Roberto Bernabei, due medici specialisti, rispettivamente, in neurologia e geriatria, e docenti all’Università Cattolica:

    “In tanti anni, abbiamo raramente osservato curanti che imponevano a malati senza speranza procedure diagnostiche e terapeutiche invasive, dolorose e inopportune costringendoli a un prolungamento di vita senza prospettiva, non richiesto e non voluto dai medesimi. Abbiamo purtroppo più spesso incontrato l’esatto contrario, perché è molto, molto meno oneroso (da tutti i punti di vista) lasciare che le cose vadano verso una soluzione definitiva senza insistere troppo nel contrastarla, in modo da liberare famiglia e ospedale da un peso ritenuto eccessivo sul piano finanziario e organizzativo.”

    L’articolo intero è reperibile qui:

    https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/questa-legge-sul-fine-vita-stravolge-le-relazioni-di-cura

  3. Marilù, la legge serve proprio per spostare questa scelta dal medico al malato , che è poi il vero protagonista. Molti medici si sono presi la responsabilità per anni di fare cose che in punta di diritto erano border line , scegliendo di fatto al posto dei pazienti, magari con l’appoggio dei parenti ma sempre in responsabilità autonoma . Ora come è giusto sarà possibile per noi decidere su noi stessi. voi la leggete come una crepa , solo perché diventa legge quello che prima era un uso nascosto e clandestino. Anche in questo caso spaventa di più la forma della sostanza , che in parte già esisteva ma dipendeva come sempre dal medico che trovavi , creando le solite ingiustizie tra caso è caso. Anche in questo caso , come per le unioni civili , scopriremo tra qualche anno che l esistenza di un diritto non toglie a nessuno la possibilità di rinunciarci.

  4. Caro Mentelibera, se guardi cosa è successo negli stati che in passato hanno adottato misure simili scoprirai che il paziente ha cessato di decidere: adesso viene “dimissionato” direttamente, specie se è vecchio, disabile, ha problemi mentali…
    Guarda ai dati, non alle parole con cui ti intortano. La verità è che quella decisone, presa quasi sempre qquando non si sa, è una maniera per eliminare quelli che il potere designa come inutili.
    Qui si pensa che nessuna vita sia inutile. Sei felice che si ammazzino persone, o che le persone si ammazzino; tra qualche anno scoprirai quanto male questo ha portato questa crepa.

  5. “Dovevate parlare prima. L’avete fatto? Peccato, non vi abbiamo sentiti.
    Avete parlato troppo piano”.

    Ecco un punto nevralgico: non parliamo, non agiamo, non ci facciamo sentire abbastanza. Possibile che si debba solo assistere al degrado senza poter fare niente? Non posso crederci. Pregare, certo, è fondamentale, ma bisogna anche agire, farsi sentire e a voce molto, molto alta!

    Vale anche per la deriva che sta prendendo la Chiesa.

  6. Abbiamo già affrontato questo discorso , dove tu insisti nel sostenere l’esistenza di fatti che per tutte le leggi del mondo, incluse Belgio e Olanda, sono dei crimini e delitti e cioè che sia possibile lasciar morire qualcuno senza la sua adesione esplicita secondo regole ben precise e garantiste. la realtà è che tu non hai alcuna prova di tutto questo e, non contento , proietti queste paure anche per la situazione futura italiana.
    Non vuoi affrontare in modo oggettivo un fatto incontrovertibile e cioè che dopo 10000 anni di storia l’uomo si trova oggi nella condizione di poter mantenere in una forma di vita di totale sofferenza o vegetativa le persone per anni, mentre un tempo tutto questo non esisteva nel senso che molto semplicemente si moriva prima .
    Insisti a leggere con la logica vecchia dei fatti nuovi che sono davanti agli occhi di tutti.
    Ma sopratutto non ti chiedi neanche per un secondo se sia effettivamente etico e cristiano spendere Migliaia di euro per mantenere in vita vegetativa qualcuno che non lo vuole , e non avere poi i soldi per salvare dalla morte per fame e stenti qualche centinaio di bambini nel mondo.
    Nessuno fa un parallelo su questi aspetti che etici, che con massima ipocrisia vengono regolarmente dimenticati.

  7. Ma per piacere Mentelibera! A chi la vuoi raccontare? La legge serve per spostare la decisione sul malato? Sentita ieri sera durante un telegiornale, riporto liberamente: deciderà il paziente; se il paziente non è in grado di decidere decideranno il medico e i parenti. Se il medico e i parenti sono in disaccordo, deciderà il giudice. Su quel che farà il giudice … non credo ci sia bisogno di fare scommesse.
    E i soldi risparmiati dal mantenimento dei malati andranno in pane e nutella per i bambini poveri, come no…

  8. MenteLibera mente in libertà?

  9. Mentelibera, ti ho fornito i link a suo tempo. Li hai seguiti? Non sembra. Valli a ripigliare.
    Chiediti ad esempio la ragione di questo: http://www.truenumbers.it/suicidi-olanda/
    Poi leggi attentamente il seguente: http://www.libertaepersona.org/wordpress/2016/09/rischi-e-abusi-nei-paesi-che-hanno-legalizzato-l%E2%80%99eutanasia-eo-il-suicidio-assistito/

    Si moriva prima perché la scienza medica non aveva le conoscenze di adesso. Adesso che le abbiamo, vogliamo rinunciarci per una questione economica.
    La logica nuova è far morire l’anziano e il debole? Chiamala nuova: la praticavano i popoli primitivi. Guardati, o leggiti, “Un uomo chiamato cavallo”. La novità è che ogni vita è preziosa.
    “Bimbi poveri”: ma che ipocrisia. La tua. Rinuncia al cellulare o alla gita e manda i soldi a quei bimbi poveri, poi ritorna. Perché dovrei barattare una vita con un’altra, quando si spende tatno in cose inutili?
    Quanto vale una vita?
    Per finire: tu hai mai assistito una di queste persone la cui vita, per te, non vale la pena di essere vissuta? Io sì.

  10. Il complesso del vigile urbano all’incrocio: le automobili targate Boldrini Vendola Cirinna’ passano di qua e le altre di la e le altre con speciali caratteristiche si fermano in quell’area laggiù. Io vigile urbano so perfettamente cosa è bene e cosa è male (tanto è che posso dirigere il traffico) e lo sapeva anche Giuda che si teneva stretta la sua cassa (riempita tra l’altro di furti e non di sua ricchezza legittima) e pontificava in casa di Simone​ il fariseo che quelle tali risorse così erano sprecate ed era meglio darle ai poveri. Tal quale a quanto appena appena affermato in questo blog.

    Se non arriva in zona Cesarini un fatto tipo buon ladrone, tutti questi scoreggiatori, che fanno puzzette usando il culo degli altri, faranno la fine di Giuda stesso in questa vita (anche lui diciamo si è autoeutanasizzato ahime) e si dovranno accontentare di un posto in piedi e all’ultima fila nell’inferno affollato di cui in questa vita negavano l’esistenza usando i loro televoto verso la reincarnazione la quale ipso facto era verità in quanto maggioranza schiacciante come provato anche al telegiornale di Vendola Boldrini e Cirinna’. Tarattarattata’

  11. mistress, e se si chiedesse al malato di esprimersi quando è ancora sano, come si fa già con le assicurazioni, o con le proprietà?

    (tu pure, mi pare, per essere in grazziadiddio non ti riduci ad aspettare l’agonia… o sbaglio?)

  12. Berlicche,

    “Si moriva prima perché la scienza medica non aveva le conoscenze di adesso. Adesso che le abbiamo, vogliamo rinunciarci per una questione economica.
    La logica nuova è far morire l’anziano e il debole? Chiamala nuova: la praticavano i popoli primitivi. Guardati, o leggiti, “Un uomo chiamato cavallo”. La novità è che ogni vita è preziosa.”

    Credo che Mentelibera65 volesse dire una cosa diversa, e cioè che un tempo queste situazioni innaturali di vita vegetale non c’erano.

    Ad esempio un incidente grave (chessò, in guerra o a cavallo) all’epoca del Concilio di Trento non avrebbe costretto le persone a vivere in una situazione inumana per anni o decenni perché, banalmente, sarebbero morte.

    Lo stesso vale per la medicina di 50 anni fa (che pure aveva fatto enormi progressi).

    È un po’ il rovescio della medaglia del progresso: se da un lato siamo tutti felici di venire curati e di non morire più per banali malattie, e siamo parimenti felici di invecchiare meglio, e di avere condizioni di vita migliori, dall’altro si è creata questa situazione inedita, e cioè una medicina che praticamente ti tiene in vita per forza.

    Per l’uomo morire per un raffreddore o una appendicite, come accadeva nelle passate generazioni, e morire giovane, è male.

    Ma penso che per molti sia male anche essere inchiodati in un letto per anni o decenni senza potere di fatto vivere, costretti ad una vita che non augurerebbero nemmeno al loro peggior nemico.

    Chi di noi, ad esempio, è in grado di affermare, pur essendo cattolici, che se ci capitasse una disgrazia di proporzioni come quella accaduta a dj Fabo, noi avremmo diversamente?

    Eppure su diversi blogs ho letto, riguardo a Dj Fabo, di gente che parlava di “anima persa’ e di “condanna all’inferno”.

    Ricordiamo che il corpo di questo poveretto era diventato un involucro inerte che conteneva un cervello funzionante… una cosa tanto orribile che non posso pensarci per più di due secondi senza provare un profondo disagio, ed anche in quei due secondi mi si gela il sangue.

    Personalmente, preferirei morire per molto, molto, molto (ma molto!) meno di così, quindi mi mantengo ben lungi dal giudicare una tragedia di queste immani proporzioni.
    Se qualcuno si sente di pontificare, stando ben al sicuro sulla riva, riguardo ad uno sventurato che vede col binocolo in mezzo alla peggiore delle bufere, faccia pure, io mi astengo.

    Se qualcuno in grado di sentenziare su qualcosa di così tremendo lo faccia pure..
    Io ritengo che si tratti di un qualcosa di molto più grande di me, credo che solo Dio possa giudicare una simile circostanza..

    Pensate al momento preciso nel quale quel povero ragazzo realizzò che non si sarebbe mai più mosso nè avrebbe mai più visto nulla, pensate in che indicibile abisso d’orrore possa essere precipitato in quel momento. Mi vengono i brividi di terrore solo al pensiero!
    Non dico davanti a tre anni in quello stato, ma soltanto davanti a quell’istante tutte le parole si dissolvono ; non perchè non abbiamo ragione in linea puramente teorica, ma perchè non abbiamo neppure un accenno di pallida idea di cosa possa aver provato qul ragazzo in quel momento.

    Per il resto mi rendo conto anche io del fatto che probabilmente ci saranno degli abusi anche qui, ed è la ragione per la quale sono contrario in linea di principio a questa legge, ma se avessi la certezza che questa legge venga applicata solo in casi come quello detto sopra sarei molto più combattuto.

    Probabilmente sarei comunque contrario in quanto cattolico, ma ben cosciente di essere un ipocrita, dato che in quelle situazioni probabilmente cercherei anche io una via di uscita.

    Del resto è difficile, razionalmente, capire perché auto-imporsi decenni di inferno qui sulla terra senza speranza quando esiste una vita migliore di la.

    Per evitare l’inferno? Sinceramente non credo che Dio condannerà persone come Dj Fabo ad una pena eterna, perlomeno io ho pregato per lui quando è morto.

    Penso che il senso del discorso di Mentelibera65 fosse questo, ma purtroppo sui blogs è difficile un discorso sereno e obiettivo, perché spesso sembra di assistere ad una battaglia tra diverse tifoserie, dove ciò che conta, più che la verità, è una battaglia culturale o contro-culturale, una battaglia identitaria.

  13. Frazier, avevo capito cosa intendeva Mentelibera. E quanto a giudicare chi si trova in situazioni estreme, non voglio farlo. Ma per la mia limitata esperienza, e per le esperienze che gli altri mi hanno portato, anche in queste situazioni quello che si desidera è la vita, non la morte.
    Il desiderio di morte arriva quando viene a mancare la speranza. Quando viene a mancare il conforto delle altre persone. Quando qualcuno ti mette in testa che non vale la pena che tu viva.
    Perché il punto è quello. Se la tua vita valga in qualsiasi situazione tu ti trovi, che tu riesca a camminare o a parlare o a vedere oppure no, o se ci sia qualcosa che la rende non valida, non degna, da eliminare.
    Se esiste qualcosa che la rende non degna, cos’è? E, una volta stabilito che c’è, cosa impedisce di allargare il campo? Se ti uccidi perché non ti puoi muovere, lo puoi fare se non cammini e basta? Se non muovi una gamba? Se sei depresso e non hai voglia di muoverti ma hai voglia di morire? Cosa impedisce che un potere stabilisca che la tua vita non è degna secondo i suoi parametr, e ti tolga di mezzo?
    Se vedi uno che si butta da un ponte, lo fermi o no? Perché non puoi sapere se è in preda ad una sofferenza intollerabile…
    Non so se hai mai visto un suicida. Io parecchi. Quando si è morti si è morti. E se qualcuno ti ha spinto a morire, per calcolo politico o “culturale”, quello è omicidio, anche se consensuale.
    Capisci bene: non è una questione di identità, tanto meno di politica. E’ comprendere ciò che fa dell’uomo un uomo.

    Se questa legge alla fine passasse, il nostro compito di cristiani sarebbe ripartire dallo stare vicino a chi si trova in queste situazioni, sapendo che sarà molto più difficile salvare le pesone perché la disperazione sarà approvata per legge.
    In quasi tutte le culture il suicidio per mille motivi c’è stato. Quando la situazione personale è sentita come insostenibile, da Socrate ai samurai. Quando sono venute a contatto con il cristianesimo sono cambiate. Io credo che, quando l’ubriacatura di morte sarà passata e si capirà davvero cosa è in gioco, anche la nostra civiltà tornerà alla ragione. Se staremo saldi.

    PS: come già per le unioni civili, sono convinto che questa legge non abbia niente a che fare con la pietà o la libertà (come prova la negazione dell’obiezione di coscienza) ma sia un tentativo per eliminare il cristianesimo forzando i cristiani a rinnegarlo o a essere messi da parte dalla società. Non facciamoci prendere per il naso.

  14. Qui in Italia ho personalmente assistito (sono medico, attualmente di medicina generale – il che comporta per la mia formazione l’aver frequentato 2 mesi in reparto di ginecologia, oltre al semestre al quinto anno di università) a discussioni tenutesi da parte dei colleghi strutturati. Ebbene: non di rado se una gestante ha una gravidanza a rischio, i colleghi tentano di trovare una scusa per farla abortire. Questo A PRESCINDERE DALLA VOLONTA’ DELLA DONNA!

    Perchè? Perchè davanti ad un giudice ci si può difendere se riesci a dimostrare di averlo fatto per la salvaguardia della paziente (quindi giù con i briefing per cercare una motivazione valida per fare abortire queste gestanti), mentre è più difficile difendersi in sede civile se qualcosa va storto. Un pò come avviene per i testimoni di Geova: se rifiutano la trasfusione ma tu gliela fai il giudice ti assolve perchè vi era lo stato di necessità, se rifiutano la trasfusione e tu rispetti la sua volontà, i parenti ti possono (e lo fanno!) perseguire, e vincono pure la causa!
    Stesso principio: quando per l’aborto la legge diventa un qualcosa che il medico piega alla propria opportunità (non posso dimostrarvelo, posso solo dirvi che ho assistito personalmente a tali discussioni), cosa impedirà che ciò avvenga anche per le DAT?
    Pensateci: rischio di rendere invalido uno e rischio una causa, ma se il bene della persona diventa ucciderla… Non pensate che sia un assurdo! Già lo si pensa per i bambini non nati: meglio morto che sofferente, meglio morto che senza genitori, meglio morto che disabile etc…
    Che differenza c’è tra un anziano che progressivamente sviluppa demenza e un bambino non nato? Perchè lasciarlo andare incontro ad un lento declino delle funzioni e alla sofferenza, quando – per il suo bene – lo si può uccidere. E quanto alle sue DAT… Beh, è stato di necessità! Basta trovare il giudice giusto!

  15. MenteLibera,

    per quanto riguarda i “molti casi” in cui in passato i medici avrebbero deciso in “punta di diritto”, secondo le Sue parole, di prevaricare volontà di pazienti e parenti, La rimando al brano dell’articolo di Avvenire che ho copincollato nel mio precedente commento, là dove gli autori asseriscono proprio il contrario, e cioé che “abbiamo RARAMENTE osservato curanti che imponevano a malati senza speranza procedure diagnostiche e terapeutiche invasive, dolorose (…) costringendoli a un prolungamento di vita (…) NON RICHIESTO E NON VOLUTO DAI MEDESIMI”.

    Sul resto, penso che la sempre puntuale, incisiva e molto ben informata senm_webmrs Le abbia fornito una risposta più che calzante.

    Un caro saluto, marilù.

  16. Quando ho scritto il mio precedente commento, non avevo letto ancora l’intervento de “ilgrandefratollo”: grande per davvero!

    Grazie!

  17. Chiedo scusa a senm_, ma, in attesa che lo faccia anche lei, vorrei cogliere l’occasione per rispondere al commento di “ricco&spietato”, del 21 aprile, delle ore 9:23.

    In quell’intervento, R&S chiedeva:

    “se si chiedesse al malato di esprimersi quando è ancora sano, come si fa già con le assicurazioni, o con le proprietà?”

    Prima di tutto, il semplice cittadino non è né un medico né un profeta e quindi è estremamente difficile che possa, in tutta sincerità e padronanza, decidere in anticipo su quali saranno le condizioni di limitazione e sofferenza in cui potrebbe trovarsi a vivere un giorno (per vecchiaia, ma anche solo per un incidente, come è accaduto al tanto spesso menzionato DJ Fabo).

    Inoltre, la ricerca medica, come anche affermato ripetutamente da MenteLibera, Frazer e tanti altri fautori dei DAT, continuamente progredisce e potrebbe benissimo accadere che, proprio in virtù di quel continuo progredire delle conoscenze e delle tecniche, sia di diagnosi che di terapia, le condizioni di menomazione e sofferenza che, al momento della redazione dei DAT, la comunità scientifica è unanime nel reputare irreversibili e nemmeno attenuabili oltre una certa soglia, saranno invece, tra dieci, venti o 50 anni, agevolmente trattabili, quando non addirittura completamente guaribili.

    Sempre che una valanga di DAT pubblicamente registrati non risulti optare per la soppressione dei firmatari stessi nell’evenienza, per esempio, che questi prevedano di essere colpiti da demenza senile più o meno avanzata, o addirittura solo incipiente.

    In quel caso, scommetto che i governi diverrebbero ancora più restii di quanto già non sono a stanziare ingenti fondi per la ricerca su queste e altre patologie, ad oggi ritenute più o meno gravemente invalidanti e/o inguaribili.

    In definitiva, la legge sui DAT sembra essere uno strumento di tutela della libertà e discrezionalità di chi detiene il potere molto più che non un rafforzamento della libertà e dell’autodeterminazione individuale dei singoli malati che da quell’eccesso di discrezionalità vorrebbero difendersi e premunirsi.

    (Qualcosa di profondamente ipocrita, dunque, e realmente diabolico).

  18. L’attacco è al cristianesimo. Il loro obiettivo è manifesto. Il resto sono bubbole, riconoscibilissime bubbole: “Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore”

  19. L’ha ribloggato su Betania's Bar.

  20. Grazie Marilù della risposta a ricco&s.
    @ Ricco&S posso solo rispondere con uno scampo di mia esperienza personale.
    In vita mia ho avuto un periodo in cui ero sanissima ma per vari piccoli guai al suicidio ci ho pensato più di una volta. Forse ci sono anche andata vicina.
    Poi ho avuto un periodo in cui sono stata malata (male “abbastanza serio”, diciamo). Ebbene, credimi: a tutto ho pensato ma al suicidio mai.
    Questa esperienza personale mi induce a declinare l’invito a dare disposizioni per il mio trapasso anticipato. E a confessarmi regolarmente, e a ringraziare Dio sera e mattina per avermi conservata nel giorno e nella notte.
    Auguro lo stesso anche a te e a tutti voi frequentatori del blog.

  21. @Joe Frazier
    Ti ringrazione per la difesa ed aver chiarito il mio pensiero. Purtroppo come avrai notato sono i pregiudizi a guidare la lettura, il che impedisce una sana discussione e di trovarsi d’accordo anche sulle cose sulle quali si sarebbe d’accordo.

    @Marilù.
    In questo caso hai letto proprio male quello che ho scritto . Lo lo copio qui e te lo traduco : “Molti medici si sono presi la responsabilità per anni di fare cose che in punta di diritto erano border line , scegliendo di fatto al posto dei pazienti, magari con l’appoggio dei parenti ma sempre in responsabilità autonoma .”
    Quando scrivevo questo intendevo dire che tuttora, mentre noi scriviamo, molti medici si prendono la resposanbilità di interrempere cure o trattamenti verso pazienti dove la loro coscienza ed esperienza personale li guida a capire che c’è solo sofferenza inutile. Lo fanno in modo clandestino ed interpretando le leggi attuali in modo un po forzato, e se ne assumono la responsabilità per il bene del paziente, e a volte con il consenso tacito o esplicito dei familiari. E’ storia quotidiana , sommersa e continuamente negata. Purtroppo quando si perdono di vista i casi concreti e reali, e ci si affida alla teoria, si perde anche di vista l’uomo e la sofferenza dell’uomo, per diventare perfetti professionisti dell’etica e della teologia. L’opposto di quello che il Signore ci insegna (non l’uomo è fatto per la legge , ma la legge è fatta per l’uomo).

    Per tutti quanti poi :
    Smettiamola di utilizzare la malizia ed il sospetto per classificare i medici , gli infermieri , i poitici, i parenti e quanti altri sono a contatto con queste realtà.
    Sembra che ci siano orde di persone che come unico obiettivo abbiano quello di uccidere le persone e distruggere il mondo. E’ una visione apocalittica e pessimista tutt’altro che cristiana.
    Nessuno legge potrà mai imporre a qualcuno di fare qualcosa contro la sua volontà (chi dice il contrario mente sapendo di mentire ed altera alla base il dialogo: uccidere una persona contro la propria volontà è un omicidio in tutti i paesi del mondo), e nessun medico sano di mente o semplicemente onesto potrà mai costringere qualcuno alla morte.
    I medici insani di mente e disonesti ci saranno sempre, ma possono uccidere in mille modi anche adesso ed anche senza DAT. Succede per un autista di pullmaan che guida distratto, per un cacciatore che usa le armi in modo leggero , etc etc. Chi ha in mamo un’arma (sia essa propria , o impropria) può sempre usarla male in modo accidentale o volontario.
    Ma ci sono centianaia di migliaia di professionisti onesti che fanno con coscienza il proprio lavoro e ci tengono alla propria anima ed alla propria etica persona così come noi. Ad essi ,con fiducia, dobbiamo affidarci in certi momenti.
    Come pure smettiamola di parlare di aldilà e difendere a tutti i costi l’aldiquà. Ognuno deve avere il diritto di scegliere in tutta libertà e coscienza cosa fare della propria vita, affrontandone davanti al Signore le conseguenze.
    Solo chi ha la libertà di fare un atto estremo può scegliere liberamente di NON farlo. Se questa scelta non fosse libera, che merito ne avrebbe ?
    Buona Giornata a tutti.

  22. “Questa esperienza personale mi induce a declinare l’invito a dare disposizioni per il mio trapasso anticipato.”

    …aspettiamo serenamente seduti sulla riva del fiume qualche esperienza personale che ti (vi) convinca ad astenerti(vi) dallo imporre tale astensione – opelegis, eh – anche agli altri; sondino accluso.
    personalmente dispero, ma non si sa mai: come dice marilù “chissà che fra 20, 30, 500 anni…”.

  23. @Mario
    A mario poi, il cui intervento ho dovuto leggere tre o quattro volte per capirlo, e che probabilmente ritiene di essere un esteta delle lettere ed un acuto conoscitore delle scritture e della teologia, dedico una risposta personalizzata.
    Egli parla come quelli che giustificano i ladri di miliardi dicendo “rubano tutti, anche tu hai rubato una mela”.
    L’episodio citato è quello del vangelo , dove Gesù bacchettava gli apostoli perchè avevano rimproverato una donna che aveva “sprecato” un vaso di profumo per profumarlo, invece di venderlo e dare il ricavato ai poveri.
    Mario vuol espandere il significato teologico di questo episodio, e farci credere quindi che Gesù avrebbe accettato quacuno che gli avesse donato un castello e vestiti di broccato ed oro, mentre fuori i poveri morivano di fame. Eppure tutta la parola di Gesù è sempre un invito a vendere i beni, darli ai poveri , e seguirlo.
    Ora io , nel mio post, ho semplicemente denunciato una IPOCRISIA del mondo occidentale, di cui dobbiamo renderci conto.
    Mentre infatti spendiamo centinaia di migliaia di euro per salvare qualcuno contro la sua stessa volontà (pensate quanto costava al giorno DJ Fabo in termini di cure mediche), migliaia di bambini muoiono di fame e stenti.
    Dipendesse da me quindi proporrei una legge per la quale un malato in certe situazioni (coma irreversibile, etc etc) potesse volontariamente ed anticipatamente rinunciare ad una parte dell’assistenza prevista per il suo caso, interropendo le cure di permanenza forzata in vita in modo anticipato, DONANDO questo suo sacrificio per salvare la vita di qualcuno attraverso il riversamento diretto dei soldi risparmiati a qualche entità che lotta contro la morte per fame.
    La legge dovrebbe presumere una durata media di una persona in coma irreversibile (che ne so…3 anni ?) e dire : se tu nel testamento biologico aderisci a questa scelta con la clausola “1 anno” , allora nel caso che tu finisca in coma irreversibile, dopo un anno di coma irreversibile staccheremo le macchine Tutti i soldi che avremmo speso per tenerti in vita fino a 3 anni di coma li verseremo per la fame nel mondo.
    Vi sembra così assurdo ?
    “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.” (Giovanni 15,13)

  24. Caro MenteLibera,

    mi dispiace di averLa fraintesa, e Gliene domando scusa.
    Comunque, resta il fatto, attestato dai due medici autori dell’articolo pubblicato da Avvenire, che solo DI RADO, allo stato attuale delle leggi e della situazione, i medici curanti di pazienti in gravi o gravissime condizioni decidono autonomamente cosa fare dei malati, senza tenere in nessun conto il deisiderio dei medesimi e dei loro parenti.

    Spero che il fatto che si tratti di due docenti dell’Università Cattolica non Le impedisca di prestare fiducia alle loro affermazioni e testimonianze.

    Poi, non si tratta di mentire sapendo di mentire (si è proprio arrabbiato, eh?); se rilegge con attenzione l’articolo summenzionato e anche il prezioso intervento de ilgrandefratollo del 21 aprile alle 14:25, dovrà necessariamente convenire che motivi di prudenza e diffidenza, in quest’ambito, ce ne sono, e anche parecchi.

    I casi tipo quello del dottor Cazzaniga di Saronno sono solo la punta dell’iceberg. Mai sentito parlare dell’alta incidenza di casi di “burning out” in professioni particolarmente logoranti, dal punto di vista fisico (turni di notte, turni massacranti, ore in piedi in sala operatoria in situazioni in cui anche l’attenzione e la vigilanza sono tese al massimo del rendimento) e psicologico?
    Effetti di “burning out” che, per giunta, tendono ad aumentare in una situazione di spending review con tagli selvaggi alla spesa sanitaria. Mai stato in ospedale? Io sì, e ho visto portare persone in sala operatoria in letti senza federe e lenzuola, perché ne mancavano di pulite. Manco fossi stata in una struttura di Emergency a Kandahar, sotto i missili e i proiettili che fioccavano.

    Sulla proposta di donare, per legge, il corrispettivo di anni di cure per una persona in stato comatoso ai poveri (cioé alle ONLUS che, generalmente, se ne occupano), anche in questo caso vorrei invitare a una sanissima ponderazione e prudenza (mai letto il Siracide, nella Sacra Bibbia?). Voglio dire, ha presente il faccendiere criminale Buzzi che, intercettato al telefono, gongola per il fatto che “gli immigrati” sono un affare ancora più redditizio della droga? Ora, questo non mi vieta — né mai lo farà — di predisporre la mia personale e familiare spending review per aiutare chi sta molto peggio o anche solo peggio di me. Però è di sicuro un freno potente a dare la mia vita o quella di miei figli e nipoti in cambio di “donazioni” che, poi, non so veramente in quali mani finiscano o per quali veri scopi. Salvo d’Acquisto e san Massimiliano Maria Kolbe hanno sì dato eroicamente la loro vita per gli altri, ma con la piena certezza che, così facendo, ne stavano salvando di altre, per il tempo terreno o per l’eternità.

    Infine, per quanto concerne la Sua convinzione che la diffidenza e la prudenza non siano attegiamenti cristiani, vorrei invitarLa a riprendere in considerazione i messaggi della Santa Vergine a Medjugorje, là dove in innumerevoli passaggi delle Sue esortazioni e suppliche rivolte a noi, Suoi figli amatissimi ma un po’ tardi di comprendonio, mette in guardia contro il Nemico di Dio e nostro e contro i suoi infaticabili inganni e sottili tranelli orditi a danno del nostro vero bene, terreno e celeste.

    Su questo tema, mi permetto di proporLe un libro di Padre Livio Fanzaga: “Satana nei messaggi di Medjugorje”, edizioni SugarCo. Sempre nell’ipotesi che Lei, come mi pare di aver capito, sia un cristiano credente.
    In caso contrario, mi scuso ancora una volta di averLa fraintesa e cordialmente La saluto.
    marilù

  25. Senm_webmrs,

    prego, di nulla. Tocca a me ringraziarti per la sentita e sofferta testimonianza personale che non ti sei trattenuta dal darci.
    Grazie, davvero: ammiro profondamente il tuo coraggio e la tua umanità.
    Mi hai fatto riflettere su mie situazioni personali, sia di relativa buona salute sia di grave malattia, in cui anche a me è capitato di sperimentare reazioni molto simili alle tue.
    Almeno per quanto mi riguarda, le tue parole non sono state “perle ai porci”.

  26. Marilù, sei sempre troppo gentile. Ma non è coraggio, è solo dire le cose come stanno. R&S è libero di scherzarci sopra ma quella malattia è stata la cosa migliore che potesse capitarmi. Niente come un po’ di sano terrore per migliorare il senso della prospettiva ;-)

  27. Mentelibera,
    “Nessuno legge potrà mai imporre a qualcuno di fare qualcosa contro la sua volontà (chi dice il contrario mente sapendo di mentire”
    ma li hai letti i link che ti ho forniti? Tutta gente che mente? Non so in che mondo idilliaco tu viva: nel mio il male esiste.

    “Sembra che ci siano orde di persone che come unico obiettivo abbiano quello di uccidere le persone e distruggere il mondo”
    Ho appena finito di leggere un interessante libercolo sulle persecuzioni anticristiane oggi. Sì, queste orde ci sono.

    Una domanda: ma tu chiudi a chiave casa tua, la tua auto (se ce l’hai) eccetera, o la lasci aperta perché tutti devono avere il diritto di scegliere in tutta libertà e coscienza se essere onesti o no? Ti fidi che tutti NON rubino? Se fossero impediti da una serratura, che merito ci sarebbe a non rubare?
    Mi pare che il concreto lo abbia peso di vista tu.

  28. “ma tu chiudi a chiave casa tua, la tua auto (se ce l’hai) eccetera, o la lasci aperta perché tutti devono avere il diritto di scegliere in tutta libertà e coscienza se essere onesti o no? Ti fidi che tutti NON rubino? Se fossero impediti da una serratura, che merito ci sarebbe a non rubare?”

    aspe’ scusa:

    a me – non so a te, lo riconosco – la serratura non serve a tutelare l’onestà altrui in quanto merito – serve a impedire per quanto possibile che il mio sassofono sia separato da me senza giusta causa né giustificato motivo.

    metti che io scelga

    – per me stesso! non lo sto prescrivendo ad altri!

    bambini NON PROVATECI A CASA! -,

    nonostante la letteratura scientifica non lo prescriva ed anzi implicitamente lo sconsigli, di curarmi l’artrite deformante con un antiemetico e trenta grammi di pentobarbital sodico disciolti in acqua.
    può essere poco meritevole, lo riconosco; e al limite disonesto, secondo i punti di vista.

    ma qual è il danno a terzi che la legge dovrebbe tutelare?

    qual è l’analogia col furto (oh magari c’è, ma io sinceramente non la vedo)?

  29. (riformulo: “ma qual è il diritto/interesse di terzi che la legge dovrebbe tutelare?”
    oppure:
    “ma qual è il danno a terzi che la legge dovrebbe prevenire/punire?”

    e chiedo scusa; ma in qualche misura è domenica mattina persino per me)

  30. Gentilissimo Eppe,

    grazie del Suo augurio che di cuore contraccambio, anche se, in effetti, con un un po’ di ritardo. E grazie anche per la pazienza con cui accoglie le mie astruserie.

  31. R&s, a quanto pare qualcuno crede che siano tutti in buona fede, e nessuno pensa di fare del male al prossimo in presenza di un suo pur minimo interesse.
    Ma questo è un mondo dove il male c’è.

  32. “R&s, a quanto pare qualcuno crede che siano tutti in buona fede, e nessuno pensa di fare del male al prossimo in presenza di un suo pur minimo interesse.”

    plausibile, e anzi verosimile.

    e anzi, tiè: SONO D’ACCORDO CON TE.

    …però, scusa: non scorgo risposta alla mia domanda (o meglio, ne intravedo una possibile, che però non ti metto in bocca perché non è mio costume agire così, nemmeno su un piano virtuale. vuoi ritentare?).

  33. R&s, a questo punto non capisco la tua domanda. Hai seguito la discussione?

  34. non osavo sperare, in effetti.

    hai letto i miei due ultimi – brevi, peraltro – commenti?

  35. ah, bene.

    …e cosa aspettiamo? il poliziotto cattivo? la lampada negli occhi? l’avvocato?

    (sei il berlicche che legge e il berlicche che scrive è fuori stanza?)

  36. R&s, io leggo, ma non capisco il senso di quello che scrivi. Ho spiegato il motivo di ciò che ho messo nel commento, le ragioni; cosa non ti va?

  37. vorrei capire quale interesse legittimo e reale di terzi dovrebbe tutelare la legge che tu propugni – l’attuale, in pratica – che, mi par di capire, dovrebbe proibire il suicidio “pulito” a me e a chiunque altro lo richieda.

    il fatto che tu dica e ripeta che c’è la possibilità di abusi non me lo spiega.
    tutt’al più mi ricorda una mia passata suocera che, scippata da due tizi in motorino, voleva abolire i tizi o quantomeno i motorini.

  38. Guarda l’ultimo link che ho fornito.

  39. visto. embé?
    santamadreteresa non passava nemmeno l’aspirina.
    è lei il modello alternativo?

  40. @ricco&spietato:
    non c’è una legge che ti punisca se assumi quella pozione: con Mentelibera si discuteva del fatto che dove c’è una legge che autorizzi altri a somministrartela, quando sicuramente sei tu a volerlo e vi sono gravi motivazioni, inesorabilmente si moltiplicano in misura esponenziale gli abusi. Non solo, ma inesorabilmente la legge stessa, combinandosi con la casistica relativa all’accanimento terapeutico e costituendo un argine inadeguato rispetto alla pressione degli interessi economici, finisce per venire estesa a coprire i casi in cui non è sicuro che sei tu a volerlo e poi anche quelli in cui tu in effetti non vorresti, mentre anche il campo delle motivazioni si estende: terminali a poche settimane, a sei mesi, a cinque anni (!), depressi, minorenni, bambini, neonati, dementi e incapaci di intendere e volere che hanno espresso una volontà in passato, che non l’hanno espressa ma si presume, che la esprimono ma sotto ricatto psicologico ed economico – o addirittura sotto tortura, se gli rifiuti le cure e le cure palliative.
    Per tutto questo vi sono dati statistici, studi che esaminano le leggi e la casistica giudiziaria, interviste e notizie alla ribalta delle cronache. Ma Mentelibera nega senza entrare nel merito, e vi oppone solo la propria fiducia nel genere umano.
    Madre Teresa aveva per sua missione quello che nessuno vuole fare per quelli che nessuno vuole: certamente sarebbe stato comodo per lei, oltre che per chi glielo chiedeva, rivolgere altrove tempo e risorse, risparmiare una federa lavata, la pulizia di una piaga verminosa, sorsi d’acqua e parole a un moribondo spacciato già mezzo in putrefazione, e somministrare un’aspirina in più e una federa d’autoclave ad altri, ma evidentemente non ha voluto cedere al ricatto del mondo: pertinente in effetti, bravo.
    @ Mentelibera:
    la cosa più buffa per me è che tu ovviamente non neghi che certe cose (programmi eugenetici e relative derive) siano avvenute in passato: ritieni di avere una superiorità antropologica rispetto alla generazione che ti precede? Dobbiamo immaginare la scaletta dal cercopiteco al sapiens con penultimo tuo nonno e ultimo te? Non è che confondi la fede in Cristo a cui ci richiami sovente col più vieto progressismo?
    A parte che quando dici “oggi non potrebbe capitare” sei subito costretto a specificare oggi dove (perché adesso in Italia non è adesso in Corea, Cina, Turchia, Iran… ma nemmeno, a quanto pare, in Belgio, Olanda, Oregon..), in realtà non godiamo di nessuna superiorità antropologica garantita, nemmeno nei confronti degli antichi, ma solo di determinati “vantaggi” culturali (e di una speranza..), semi che fruttificano o inaridiscono a seconda di quel che ne facciamo.

  41. “@ricco&spietato:
    non c’è una legge che ti punisca se assumi quella pozione:”

    che sollievo.

    vai tu a monterrey a comprarmene sei scatole (di nembutal, l’antiemetico ce l’ho già)? io ho delle lavatrici da fare.

    …ti spiace? no, non credo.
    dopo che hai passato la dogana mandami un wassap, ti vengo a prendere al treno…

  42. @ M
    Ti ringrazio per il commento così ben argomentato.
    Mi colpisce l’espressione “inesorabilmente”, che di nuovo parte dal presupposto che vi sia un esercito di medici pronti a forzare le leggi pur di metterti nella bara.
    Io sto esercito di persone così non le conosco. Magari non saranno tutti geni, ma i medici dei reparti di rianimazione o simili sono medici spesso di una umanità notevole, che si trovano a combattere sempre con casi disperati e che farebbero di tutto per salvare un paziente e portare un sorriso ai parenti.
    Tu invece assumi delle distorsioni del sistema come se fossero regole, e non ti rendi conto che ogni legge umana ha uno zoccolo duro di errori di applicazione, che non vedo perchè debbano però per forza andare in un segno piuttosto che in un altro.
    Ma perchè non si dice semplicemente di essere contro per ragioni semplicemente religiose a queste leggi ?
    Non ci sarebbe nulla di male.
    Invece si cercano mille ragioni “umane” , tutte opinabili e piene di contraddizioni.
    Ogni legge umana è per sua natura perfettibile, e di certo questa sul testamento avrà mille imperfezioni, qualcuna sanabile e qualcuna che non sarà mai sanata, ma semmai è più facile che sia applicata in modo restrittivo piuttosto che estensivo. Chi mai infatti, nel dubbio, rischierà di essere accusato di omicidio per averla applicato in modo estensivo?
    Come dice “ricco e spietato” voi volete abolire i motorini :-)

  43. Supponiamo che il mondo si sia “liberato” delle religioni, Dio è definitivamente scomparso dall’orizzonte di qualsiasi istituzione umana, e che io e te, pur vivendo ancora secondo principi cristiani, fossimo ormai sostanzialmente atei.
    Un comune amico (agnostico e scettico) si ammala gravemente rimanendo estesamente paralizzato: una situazione senza speranza.
    Ovviamente cerchiamo di stargli vicino, di confortarlo “laicamente”. Passano i giorni, i mesi e tutti sentiamo la pesantezza di una situazione che non dà segni di svolta.
    Così arriva il giorno fatale che il nostro amico dice di essere stanco, ci fa capire che ha deciso di morire, che la sua è una non-vita, e che quindi, a termini di legge, tra un paio di giorni andrà incontro alla morte.
    Improvvisamente sentiamo che qualcosa non va, che quella tragica decisione potrebbe essere dovuta a noi che non siamo stati in grado di consolarlo, di trasmettergli ancora il valore e la dignità della quella sua “non-vita”.

    Ma che scemi! E’ tutto a posto, tutto secondo la legge, nessuno abuso, nessuna sopraffazione.
    Solo quegli stupidi sensi di colpa, brutto retaggio cristiano!

  44. MenteLibera (e R&S in tandem),

    mi spiace, ma la legge sui DAT non è il motorino, è il motorino con scippatore incorporato.

    Il motorino c’è già ed è la legge 38 del 2010, in seguito alla quale, in scienza e coscienza, il signor Dino Bettamin, affetto da sclerosi multipla in fase terminale, ha chiesto e ottenuto, qualche settimana fa, di essere sottoposto a “sedazione profonda”, prevista dalla legge, perché oppresso dalle sofferennze estreme impostegli dalla malattia non più curabile né contenibile, quanto a dolori, in modo efficiente.
    Ne parlavo in un altro commento, in calce al post di Berlicche “Morte à la carte”, postato da me il 4 marzo scorso alle 16.06.

    Saludos mexicanos!

  45. @marilu
    E quindi in quale modo la morte del sig. Bettamin dovrebbe aver danneggiato te , il mondo o lui stesso?
    Senza quella legge egli avrebbe continuato a stare in una situazione di “oppresso dalle sofferennze estreme impostegli dalla malattia non più curabile né contenibile, quanto a dolori, in modo efficiente” (lo hai scritto tu , non io)
    Ovviamente a te cosa importa? tanto era lui a soffrire e tu , di lui , non avresti saputo neppure l’esistenza.

  46. Berlicche sloggato

    Mente libera, in che modo la morte di qualunque uomo ti riguarda?

  47. MenteLibera65, certo che sei di dura cervice.

    non è che un Bettamin qualunque – o peggio un MarinoVoglio – si può svegliare una mattina e dire “lasciatemi tornare alla casa del padre”. devono strippa’.

    lo vuoi capire o no???

    [“Voi non la sapete bene sì come me. Sappiate che gli uomini come Benvenuto, unici nella lor professione, non hanno da essere ubrigati alla legge.” (Paolo III, papa, 1534-1549)]

  48. @berkicche
    Non mi riguarda la morte di quell’uomo, ma la libertà di quell’uomo di scegliere di morire. perché se sarà libero lui , forse un giorno sarò libero anche io di scegliere per conto mio , senza che ci sia un berlicche che (per il bene di tutti , tranne il mio) me lo impedisca .

  49. Interessante, quindi in fondo non te ne importa niente degli altri e quindi il tuo scrivere di prima era fasullo.
    Ma hai riflettuto che la morte e’ la cessazione di ogni libertà?

  50. E’ evidente che leggi le mie parole in modo volutamente distorto, quindi sull’argomento è impossibile discutere in modo sereno e razionale , senza fare ideologia.
    Sono per la libertà di ognuno, il che significa che sono per la libertà mia , ma anche per la libertà di tutti compresa la tua ovviamente.
    Sono cioè per fare in modo che , in una situazione del genere descritta, tu possa decidere liberamente e senza imposizioni se rinunciare subito alla tua vita e salire al padre, oppure se resistere finchè possibile , offrendo la tua sofferenza per i mali del mondo.
    Sono perchè tu possa fare questa scelta , senza che qualcuno te la imponga.
    Quindi mi interessa (e come!) degli altri, e mi interessa (e come!) di te.
    A te invece interessa solo di te stesso, perchè avendo già deciso che in quella situazione deciderai di resistere finchè possibile, vuoi imporre agli altri di fare lo stesso.
    E’ esattamente l’opposto di quello che dici.
    Se qui c’è un egoista , quello sei tu, e chi la pensa nel tuo stesso modo, anche se siete convinti di agire per il bene, e quindi penso che siate inconsapevoli e quindi incolpevoli di questa forma di egoismo camuffata da altruismo.
    L’ideologia produce esattamente questo effetto : si è pronti a giustificare alcune imposizioni, per la convizione che siano imposizioni fatte per il bene di chi le subisce, partendo quindi dal presupposto che chi le subisce non sia in grado di decidere per se stesso e, come un banbino, debba essere guidato da chi è più “sapiente”, per il bene suo degli altri intorno.
    In realtà si entra nella vita delle persone , anche la dove la loro vita è escusivamente loro.

  51. MenteLibera,

    la cosa comincia a essere imbarazzante persino per me.
    Evidentemente, come si dice a Roma, “qui famo a nun capisse”.

    Quanto ho scritto prima circa il signor Bettamin e circa la legge 38 del 2010 (ha poi letto il mio commento più vecchio, del 4 marzo scorso?) non intendeva contenere il minimo — e sottolineo “minimo” — giudizio di condanna o anche solo remota disapprovazione sia della scelta del summenzionato, sfortunato malato di SLA (scelta che reputo non solo comprensibilissima, ma anche arci-legittima e ora pure pienamente legalizzata, e ciò nient’affatto “in punta di diritto”, per usare le sue parole) sia della legge medesima, frutto di una lunga e sofferta elaborazione in sede parlamentare a cui — stando almeno alla presentazione sommaria che ne fu fatta a un tg de “La 7”, all’incirca 2 mesi fa — hanno prestato un notevole e lodevole contributo diversi parlamentari cattolici.

    Mi pare di capire — ma anche qui, non ci scommetterei nemmeno due semi di girasole — che, al contrario di lei e sia pure con i consueti contorsionismi meningocriptici a lungo marinati in vernice romanesca, il siòr R&S abbia invece correttamente colto il nucleo della questione, ribadendo, con la solita allusività elusiva per non dire eleusina, che “sì, però ma quando uno è impossibilitato a esprimere la propria contrarietà alle cure barra accanimento terapeutico ecc. ecc.?”.

    Al che io lo rimando, insieme a lei, al punto: “motorino con scippatore incorporato”. Il motorino, come ogni motore di ricerca, è in se stesso neutro e innocente. Ma se è un motore truccato (vedasi legge sui DAT attualmente approvata da uno dei due raqmi del parlamento, ma speriamo non anche dall’altro), un motore, cioè, impostato per condurla con una probabilità del 95% nel sito — e solo in quello — del dottor Dobermann, allora la sua natura di strumento neutro e indifferente a ogni questione morale ed etica, non dico che cambia: viene proprio del tutto stravolta.

    Pertanto, almeno per quanto riguarda la sottoscritta, devo dire che con la sua ultima, appassionata filippica anti ideologie egoistico-opportunistiche-clerical-ipocrite, ha preso proprio un grosso abbaglio. Sempre restando al buio, si capisce.

    Saluti cordiali, marilù.

  52. @Marilù
    E allora mi dispiace, perchè il suo riferimento al motorino mi ha portato fuori strada e pensavo che lei deprecasse la legge ed il comportamento del sig. Bettamin.
    Purtroppo questi blog si prestano ai fraintendimenti.

  53. Mente libera, al contrario, ti ringrazio perché mi obblighi a dare ragione di quello di cui scrivo. Il mio commento era teso a cercare l’origine di quello che vuoi,e del perché stai scrivendo qui. Se in ultima analisi non ti importa della vita o della morte di quella persona allora il tuo batterti per la libertà è qualcosa di astratto, è come se fosse un’idea senza corpo perché la libertà o la vita sono tali sono se sono riferiti a persone concrete.

    Il mio avere un’idea opposta alla tua non si basa invece su un mio supposto resistere, ma sul l’esperienza che la vita e’ degna di essere vissuta, e che non sono le circostanze della vita, anche quelle più negative, che possono cambiare ciò.

    Appunto guardare alla mia esperienza e all’esperienza di altri paesi, che ti ho fornito e che senza dubbio avrai letto, mi dice che permettere il suicidio prima o poi conduce a pretendere il suicidio. Perché di questo si tratta.
    Le persone, tutte, vogliono vivere, ogni istante che viviamo lo dice. Se lasciamo uno spiraglio alla morte si prenderà quello che non le spetta, a partire dalle più deboli. Coerentemente con la tua posizione, tu fermeresti o no un tuo amico che si vuole suicidare? Lasceresti a lui la libertà di cui parli? Pensaci un attimo.

  54. @Mentelibera: non vorrei infierire, ma anch’io volevo pregarti di evitare tu di distorcere: avevo scritto esattamente quello che penso: sono contraria a certe leggi non per motivi religiosi, ma perché le considero socialmente e antropologicamente pericolose e nocive. “Inesorabilmente” non perché lo presuppongo, a priori, ma perché credo a posteriori a quei fatti, dati e testimonianze, di storia e attualità, che tu continui a non voler prendere in considerazione.
    La motivazione religiosa che intendi sarebbe il principio dottrinario che dare o darsi la morte sia peccato, a prescindere da certe circostanze. Come hai visto, per me la questione non si risolve su questo piano, ma su quello più prammatico del bene comune e individuale: evidentemente non ritengo che quei vantaggi che indichi tu (l’opportunità di liberare risorse e quella di accedere ad un protocollo di suicidio assistito) valgano a controbilanciare il bene per tutti e per ciascuno di una società dove la vita umana sia considerata inviolabile e quindi da curare e sostenere. E qui la religione prima accantonata rientra sì, perché il Cristianesimo, se a livello dottrinario sulle questioni più ambigue e spinose lascia un margine di ombra (nel senso che Dio solo può giudicare), risposte sul piano prammatico ne dà, ma da soli per lo più non ne siamo capaci, non siamo all’altezza: perché le sofferenze siano alleviate, i carichi condivisi, i bisogni sanati, occorre qualcosa di più delle buone intenzioni dei singoli, qualcosa a cui i singoli possano appoggiarsi: il Cristianesimo non può fare a meno della dimensione pubblica, di una struttura sociale e culturale. Per questo la questione politica di cui Berlicche al post successivo (Perché non possiamo dirci cattolici) è urgente.

  55. Pur non essendo d’accordo con voi su molte cose, apprezzo comunque moltissimo il dibattito aperto e approfondito, a cui dedicate comunque tempo ed attenzione, e mi scuso per le spigolosità.
    Si tratta di temi fondamentalmente nuovi per l’umanità, perchè mai come ora ci si è trovati nella possibilità concreta di allungare la vita umana fino a confini oggettivamente inesplorati.
    Resta il fatto evidente che la scelta di vivere è una vera scelta solo quando vi è anche la possibilità di scegliere di morire, ed il suicidio è un fatto quotidiano in tutte le società, anche se limitato a chi si trova effettivamente nella possibilità di poterlo compiere.
    In ogni caso come avrete capito non condivido l’approccio pessimista sulla razza umana in generale e sui medici in particolare, che fa prevalere la necessità di evitare le distorsioni su quella di concedere un diritto personale, seppur cosi terribile.
    Resto dell’idea che la libertà valga sempre il prezzo, anche alto, che si paga per goderne.
    In generale gli uomini hanno davanti mille sfide etiche, perchè sempre di più la tecnologia consentirà delle possibilità inimmaginabili, e bisognerà avere il coraggio di guidare questi processi, o sarà la jungla della clandestinità ad impossessarsene, quella si guidata soltanto da interessi economici.

  56. @mentelibera: ma sì, una ONG che faccia da tramite si troverà certamente.

  57. Mentelibera, lo hai letto nei link che ho fornito come le assicurazioni non paghino per la terapia del dolore ma per l’eutanasia si? Questo per la parte economica. Lo vedi che il potere preme per questo genere di leggi: chiediti perché.

    La libertà se non la si vede in atto in un uomo vivo rischia di diventare solo un’astrazione, un’idea che diventa ideologia. Gli uomini veri, reali, cosa vogliono veramente? Vivere. E si vive solo per un senso, per una speranza. Se tu togli loro quella speranza, se dici che sono inutili, e’ come se li ammazzassi con le tue mani. Come fai a dire che è utile una vita? Quanto vale una vita? Qualunque criterio tu abbia, qualcun altro può avere il suo criterio su di te.

    Solo se la vita non è un bene disponibile si può evitare la tirannia dell’uomo sull’uomo.

    Ho in mente una persona particolare, quasi cieca, le avevano tagliato le gambe, il cuore era inservibile, il fegato andato, e mi parlava dei suoi progetti per il futuro.
    No, la vita di ognuno non è qualcosa che si possa prendere, per qualsiasi progetto si possa avere. Qualunque tecnica o progresso ci sia.

  58. “…e mi parlava dei suoi progetti per il futuro.”

    anch’io quando farò sei al superenalotto vedrai, te. intanto me sposo co’ maria sharapova. anzi, co’ valentina lisitsa. anzi co’ tutt’eddue.

    (…so’ stolto, ve’?)

  59. @Mentelibera65:
    se con una legge prevedessero la possibilità che uno possa vendersi come schiavo (ovviamente volontariamente), tu saresti d’accordo?
    (oppure nei contratti di lavoro si possa prevedere la possibilità di lavorare 20 ore al giorno NON retribuite, o con mansioni differenti, ecc, il tutto ovviamente VOLONTARIAMENTE)

  60. bellissima Kosmo!!!

    …io a suo tempo partecipai a dei – col senno di poi inutili, ahimé – picchetti contro quelli che smontavano la fabbrichetta di stracci per rimontarla in bangladesh, in effetti.

    …e tu quale eri? magari ci siamo pure fatti una birretta insieme.

  61. Oh, e perché volete ostacolare la libertà di quelli che si vendono volontariamente? Perché contestate quelli che offrono questa possibilità?

  62. …infatti ho smesso (e tu, c’eri a quel picchetto? scommetto di no).
    adesso mi diverto a osservare quelli che fanno a botte per salire sulle navi negriere, pensa te.

  63. Ognuno si diverte secondo il suo temperamento, r&s.

  64. ognuno ce prova, berli’, finché non arrivano le sentinelle e i caporali in genere.

  65. @r&s:
    preferisci vedere quelli che si ammazzano da soli?
    Già ti vedo col pacchetto di popcorn sotto ar ponte de Brocclin (Brooklyn), o a quello de SenFransisco (San Francisco) o sopra l’Empair Steit Bilding (Empire State Building). m’immaggino che spettacolo…

  66. “Già ti vedo col pacchetto di popcorn…”

    ehm, kosmo…

    non so come dirtelo, e se hai più di quattro anni forse è tardi, ma comunque:

    ci sono nella vita dell’essere umano alcune pratiche – e alcune funzioni – che, pur non essendo intrinsecamente malvagie*, per convenzione si espletano in privato.
    almeno a me hanno insegnato così, e così mi regolo, e mi sono sempre trovato abbastanza bene.

    * almeno secondo me; d’altra parte non è mai impossibile trovare qualche sentinella o caporale in genere che opini e prescriva diversamente

  67. Quanto vale una vita?
    Domenica scorsa si è letto: “Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati …
    ma con il sangue prezioso di Cristo”
    (1Pt 1,18-19)
    Ecco quanto vale una vita, … una vita qualunque.

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