Attenti all’etichetta

Un piccolo avviso a giornalisti, scientisti e blogger, nonché ai loro commentatori.
Una ricerca sociologica, una statistica sui comportamenti umani, una serie di interviste o anche di dati anagrafici spesso non sono scienza.
La scienza ha a che fare con il ricercare leggi e dimostrarle; con il fare esperimenti riproducibili per verificare queste leggi; con il predire comportamenti basandosi su ipotesi rigorose. Confrontate con ciò che spesso invece si vuole far passare sotto l’etichetta di scientifico. Dov’è la legge che lo spiega, dove le ipotesi dimostrate sperimentalmente? Ci sono casi che invalidano le ipotesi? Se sì, li si è considerati o sono stati semplicemente ignorati?

Feynman, uno dei più grandi scienziati del secolo scorso, in questo breve video, chiama quella “pseudoscienza“, fatta da pseudoesperti pseudoscientifici.
“Avendo io il vantaggio di aver personalmente scoperto quanto duro sia sapere davvero qualcosa, quanto cauto devi essere nel controllare gli esperimenti, quanto è facile che tu stesso faccia errori, io so cosa voglia dire “conoscere” qualcosa, e quindi vedo come loro (questi pseudoscienziati, ndt) ottengono le informazioni. E non posso credere che loro questo lo sappiano e abbiano fatto il lavoro necessario, e i controlli necessari e abbiano avuto la cura necessaria… ho il grande sospetto che non sappiano come questa cosa vada fatta.”

Perciò, prima di etichettare qualcosa come “scientifico”, assicurarsi che lo sia davvero e non un accozzaglia di dati raccolti in modo discutible, analizzati in base ai desideri più che ai fatti, e poi presentati ai creduloni per confermare quel che già si pensa di sapere. Propaganda, non scienza.

La differenza tra uno scienziato e uno pseudoesperto imbonitore è che il primo dovrebbe cercare la verità nella realtà per quella che è. Diffidate delle imitazioni.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 3 aprile 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 40 commenti.

  1. E sei stato anche moderato. Io direi che sociologia e compagnia MAI sono scienza; nelle hard sciences la maggioranza degli studi sono forse fondati, ma anche lì la facilità di sbagliare e truccare un po’ i dati invitano alla cautela…

  2. Alle volte anche nelle “hard sciences” c’è chi si illude…e se lo studioso è cattolico, c’è anche la tentazione del vittimismo: di immaginarsi lo studioso geniale che avrebbe trovato la soluzione dei problemi dell’umanità, ma siccome è cattolico e ci sono i cattivacci accademici rivali, i poteri forti, la massoneria etc., allora il valore delle sue ricerche è misconosciuto etc.

  3. “…e se lo studioso è cattolico,”
    Qualche esempio, please?

  4. Il ragionamento non fa una piega, solo non mi aspettavo di trovarlo qua.

  5. …la teologia è scienza o no?

    (chiedo)

  6. @ToniS

    Ciao. Ad esempio, cerca in rete “piezoelettrico nucleare” o piezonucleare.

  7. r&s: se intendi scienza in senso aristotelico, ossia ragionamento dimostrativo che parte da certe premesse e che è dotato di un metodo rigoroso, sì, la teologia è scienza. Ma qui si parla di scienza in senso galileiano.

    “Scienza” di per sé ha più di un senso, raggruppa più metodi e più discipline di ricerca.

  8. ah vabbè, san tommaso. a me è simpatico ma insomma è un po’ – come dire – vintage.

    (per esempio: non era lui quello che sosteneva che dio infonde l’anima ALLA FINE del processo di gestazione del feto umano…?)

  9. Geologia e geofisica saranno “hard sciences”? Di certo la storia non lo è. Io vengo dalla seconda e lavoro in una terra di mezzo, quindi non credo di avere molta voce in capitolo. Comunque, per quel che può valere, è dal 2009 che suggerisco ai colleghi di non chiamarsi/farsi chiamare “scienziati”. Basta e avanza “ricercatori”, forse anche meglio semplicemente “studiosi”. Meno false aspettative, meno ex seguaci delusi e inclini a sbranarti (forse).

  10. r&S: “vintage” nel tuo caso direi che equivale a “non l’ho letto e non lo voglio leggere, perché in ultima analisi di una risposta alla mia domanda non me ne frega niente, in quanto la facevo solo per disturbare; e fessi voi che perdete tempo a rispondermi”.

  11. per carità: fesso io che perdo tempo a fare domande a un…

    …a uno che chissá da quanto tempo non si controlla la glicemia.
    cuul iu bro.

  12. @Berlicche: perché m’è sembrato di capire che qui si crede in cose che non sono dimostrate scientificamente e questo in qualche modo non è coerente con il dimostrare e riprodurre di cui parlavi.

  13. Dmitri, tu credi all’amore di tua madre? Dimostralo scientificamente.
    Solo una piccolissima parte delle nostre certezze sono dimostrabili scientificamente, eppure sono comunque vere.
    Qui si è, tra il resto, cultori della scienza e si usa la ragione per capire il mondo. L’approccio scientifico è un modo per farlo, e non è per niente in contraddizione con gi altri, anzi.
    Io credo nel cristianesimo anche perché non solo è perfettamente ragionevole, ma anche perché offre spiegazioni a ciò che altrove è taciuto o non considerato.

  14. L’amore di una madre è osservabile, non devo crederlo perché mi si racconta che è accaduto e ho anche una spiegazione: l’amore serve alla riproduzione e all’allevamento della prole. Gli animali che fanno piccoli autosufficienti, infatti, non li amano. So che questo potrebbe togliere un po’ di poesia alla vita.

  15. Dmitri, “osservabile” è ben diverso da “dimostrabile scientificamente”. La tua spiegazione è un’ipotesi, che deve essere suffragata da esperimenti riproducibili… che è quanto dice Feynman.
    Se volessi basarti nella tua vita solo sula certezza scientifica, dovresti ogni mattina uscendo analizzare l’aria, per non respirare veleno, misurare la gravità in modo da non fare passi falsi…
    L’amore di una madre, che l’aria sia respirabile, o il fatto che l’autista del tuo bus non ti vuole uccidere, sono quelle che si chiamano certezze morali; e sono il metodo di conoscenza più comune che tu ed io abbiamo. Ma non è scienza.
    Qui non si esclude niente: né la certezza scientifica (e su questa ci sarebbe da discutere), né quella morale.

    Anche gli effetti positivi della fede sulla vita sono osservabili.

  16. “sappiamo sempre di più, capiamo sempre meno”

  17. I disturbi specifici dell’apprendimento sono scienza?

  18. Una ricerca sociologica non è scienza?! Ne ho letto una che ipotizzava che i comportamenti umani influenzino il prossimo (l’esempio) e utilizzando i dati ultraventennali raccolti per una ricerca sull’influenza di fumo e sovrappeso sulle malattie cardiache arrivava a misurare l’effetto statistico sugli altri delle scelte individuali. Se mi ricordo i risultati la scelta di smettere di fumare faceva aumentare del 40% la probabilità che un conoscente smetta anch’egli di fumare, e del 10% la probabilità che un conoscente di un mio conoscente smetta di fumare. Non è scienza?!

  19. Il problema sta nella prospettiva della divulgazione, nel modo (inconsciamente o volutamente) fraudolento col quale può essere condotta una ricerca e poi passata alle masse la sintesi dei suoi risultati. Qualsiasi scienza diventa problema quando diventa sinonimo di “verità oggettiva” unica e incontestabile da qualsivoglia altro punto di vista.

    E dire che, nel primo ‘900, proprio un matematico aveva messo in guardia la comunità scientifica dal rischio del “fideismo”:

    “Tutto il ragionamento positivo consiste per natura nel giudicare la proporzione di qualcosa all’interno di un’intera collezione per mezzo della proporzione trovata in un campione. Di conseguenza ci sono tre cose che non possiamo mai raggiungere col ragionamento, ovvero la certezza assoluta, l’esattezza assoluta, l’universalità assoluta. Non possiamo essere assolutamente certi che le nostre conclusioni siano anche approssimativamente vere, in quanto il campione potrebbe essere completamente diverso dal resto della collezione…”
    (Charles Sanders Pierce, fallibilism continuity and evolution 1931)

  20. dmitri tua madre ha smesso di amarti da quando sei autosufficiente (ammesso e non concesso tu lo sia, e non parrebbe invero…)?

  21. Ubi Deus, i cablaggi del nostro cervello non si attivano e si disattivano con la stessa facilità con cui si accende e spegne una lampadina.

  22. Marcoz puoi dimostrare scientificamente che l’amore umano è solo questione di sinapsi? Anche quello del nemico che ti sta uccidendo e che ti porta a pregare per lui e per la sua salvezza. Dmitri sembra esserne convinto…

  23. Ubi Deus, penso sia necessaria una certa predisposizione di base, ma non credo che le manifestazioni dell’amore umano siano esclusivamente il risultato del funzionamento di strutture più o meno ataviche.
    Ma ciò che ritengo nello specifico (e che è argomento lontano dall’essere spiegato dal sapere scientifico) non ha grande importanza, qui, perché – forse non era chiaro – la mia era un’obiezione all’obiezione.
    Si può pure coltivare l’idea che l’amore sia una questione squisitamente spirituale, e rifiutare in toto qualsiasi componente materialista. Ma se si scende in “campo materiale” anche solo parzialmente, replicando nel merito di un’affermazione che propone l’amore come risvolto evolutivo, l’obiezione deve tenere conto delle ricadute che i meccanismi evolutivi prevedono. Altrimenti c’è il rischio di risultare non pertinenti.

  24. EDIT: “che è argomento lontano dall’essere spiegato esaurientemente dal sapere scientifico”

  25. MenteLibera65

    Forse prima di proseguire oltre con la discussione, ognuno di noi potrebbe rileggere :

    https://it.wikipedia.org/wiki/Scienza_esatta

    https://it.wikipedia.org/wiki/Scienze_sociali

    L’amore di una madre rientra nelle scienze sociali (anche dette scienze umana) che per definizione non sono esatte, ma studiano i comportamenti ed i pensieri degli esseri viventi.
    Ovviamente l’amore della mamma è osservabile ma non misurabile secondo i parametri delle scienze esatte.

  26. Ubi Deus, penso sia necessaria una certa predisposizione di base, ma non credo che le manifestazioni dell’amore umano siano esclusivamente il risultato del funzionamento di strutture più o meno ataviche.
    Ma ciò che ritengo nello specifico (e che è argomento lontano dall’essere spiegato esaurientemente dal sapere scientifico) non ha grande importanza, qui, perché – forse non era chiaro – la mia era un’obiezione all’obiezione.

    Anche la mia voleva essere un’obiezione all’obiezione dell’obiezione.

    Se mi si vuole ricondurre tutto su un piano esclusivamente materialistico (e nessun cristiano si sognerebbe mai di schifare la materia, essendosi fatto materia anche il Creatore), mi si dovrà pur spiegare materialisticamente perché l’uomo è in grado di andare contro il proprio istinto di sopravvivenza non solo nei confronti di sconosciuti (si pensi a chi muore consapevolmente per salvare altre persone), ma persino nei confronti dei propri nemici, pur potendo evitare tutto ciò (ad esempio esercitando una legittima difesa).

    Insomma se è vero che affirmanti incumbit probatio, dmitri dovrà pur spiegarci attraverso le “meccaniche evolutive” perché la madre lo ama anche ora che non abbisogna piú delle sue cure per sopravvivere, e perché un padre Kolbe è morto cercando di spiegare l’amore a chi – dopo due settimane di inedia in una cella della morte del lager – gli iniettò una dose letale di veleno per accelerarne la morte, che tardava a venire.

  27. “perché l’uomo è in grado di andare contro il proprio istinto di sopravvivenza”

    Ubi deus, nel video che segue c’è un compendio molto sintetico delle varie dinamiche egoistiche/altruistiche del comportamento umano che sono oggetto di studio (spero di ricordare bene, l’ho visto parecchio tempo fa).
    Non è detto che si debba per forza essere d’accordo su tutto, però spiegazioni plausibili ce ne sono.

    “dovrà pur spiegarci attraverso le “meccaniche evolutive” perché la madre lo ama anche ora che non abbisogna piú delle sue cure per sopravvivere”

    Perché l’amore non è uno strumento messo a punto dai genitori col preciso fine di perseguire il bene della generazione successiva; strumento che si dismette quando i figli si emancipano così come si smantella un’impalcatura dopo che la casa è stata costruita. Questa è teleologia.
    Le meccaniche evolutive ci dicono, invece, che nel tempo sono stati selezionati i caratteri, i temperamenti amorevoli, quelli che hanno permesso a una prole bisognosa di molti anni di cure (dilatati a loro volta dalla caratura dell’assistenza disponibile) di sopravvivere, e di perpetuare la specie.
    Per questo la provocazione (?) sul piano del “materialismo evolutivo” della mamma di Dmitri (che, poverina, non può smettere di voler bene al figlio solo perché questi ha conseguito la patente di guida) è come minimo ingenua.

  28. Ubi deus, nel video che segue c’è un compendio molto sintetico delle varie dinamiche egoistiche/altruistiche del comportamento umano che sono oggetto di studio (spero di ricordare bene, l’ho visto parecchio tempo fa).

    Se l’hai visto sarai in grado di riassumerlo…

    Non è detto che si debba per forza essere d’accordo su tutto, però spiegazioni plausibili ce ne sono.

    Quindi siamo nel campo delle mere ipotesi, o meglio opinioni? Non si era detto che si avevano risposte scientifiche?

    Perché l’amore non è uno strumento messo a punto dai genitori col preciso fine di perseguire il bene della generazione successiva;

    No affatto, ma è quanto sosteneva dmitri. Sono contento che dissenti anche tu. Probabilmente dmitri non avrebbe parlato di “bene” quanto di “sopravvivenza”, ma la sostanza è la stessa ai fini scientifici, non essendo il “bene” quantificabile.

    strumento che si dismette quando i figli si emancipano così come si smantella un’impalcatura dopo che la casa è stata costruita. Questa è teleologia.
    Le meccaniche evolutive ci dicono, invece, che nel tempo sono stati selezionati i caratteri, i temperamenti amorevoli, quelli che hanno permesso a una prole bisognosa di molti anni di cure (dilatati a loro volta dalla caratura dell’assistenza disponibile) di sopravvivere, e di perpetuare la specie.
    Per questo la provocazione (?) sul piano del “materialismo evolutivo” della mamma di Dmitri (che, poverina, non può smettere di voler bene al figlio solo perché questi ha conseguito la patente di guida) è come minimo ingenua.

    E se dmitri fosse tetraplegico? O se avesse una terribile tara genetica e quindi nessuna chance di sopravvivenza? La mamma di dmitri si starebbe affaticando invano, tentando di forzare un inevitabile fallimento biologico? Non sarà piuttosto che questo fine che aborri (e che non è certo limitato alla crescita dei figli, ma a qualcosa di Altro, che rende la teleologia connessa sensata per un essere razionale, ben poco appagato da un’impersonale Natura da assecondare) dà un senso anche a queste anomalie evoluzionistiche?

    Le meccaniche evolutive come spiegano perché sono decine di migliaia di anni che vengono selezionate persone bisognose di seppellire dignitosamente e pregare per i propri morti (unicum umano! Gli elefanti si limitano ad andarli a ritrovare)? Ci sanno spiegare perché tutte le piú grandi stragi e oppressioni dell’umanità sono opera di persone prive di questo afflato (leggasi atei)?

  29. “Se l’hai visto sarai in grado di riassumerlo…”
    “Non si era detto che si avevano risposte scientifiche?”
    Ho accidentalmente segnalato il video solo per cortesia, vista la richiesta di determinate spiegazioni.
    Sono intervenuto sull’appunto rivolto a Dmitri e a quello intendevo limitarmi.

    “(…) è quanto sosteneva dmitri.”
    Dmitri ha scritto “l’amore serve alla riproduzione e all’allevamento della prole.”, che è la classica e comoda forma colloquiale – all’apparenza teleologica – che usano correntemente anche gli addetti ai lavori, che di certo sono al corrente dei fondamentali dei processi evoluzionistici. Credo che qui sia stata usata esattamente con la medesima valenza (anche perché agevolato dal fatto che un po’ lo conosco, Dmitri).
    In ogni caso, mi pare che il concetto di sopravvivenza sia implicito.

    “E se dmitri fosse tetraplegico?”
    “Non sarà piuttosto che questo fine che aborri”
    “Le meccaniche evolutive (…) persone bisognose di seppellire dignitosamente
    “perché tutte le piú grandi (…) questo afflato (leggasi atei)”

    Ubi, se pensi che adesso ti seguirò per la tangente che hai preso, temo che ti dovrò deludere.

    Tu puoi rifiutare tutto alla radice (l’ho già detto), pensare che l’essere umano abbia una scintilla divina dentro sé e che non sia il frutto di un processo naturale pilotato dal caso. Per quel che mi riguarda, fai bene (non è condiscendente approvazione, non fraintendermi). Ma se entri nell’ingranaggio dei concetti evoluzionistici, non puoi dire una sciocchezza come quella della mamma di Dmitri. Tutto qui.

    Buonanotte.

  30. Ho accidentalmente segnalato il video solo per cortesia, vista la richiesta di determinate spiegazioni. Sono intervenuto sull’appunto rivolto a Dmitri e a quello intendevo limitarmi.

    Marco perdonami, ma non vi vedo cortesia: chiedere di vedere un filmato da 90 minuti senza neppure anticiparne i contenuti è un po’ come rispondere: “Leggi l’opera omnia di Dawkins.” Ossia non è una risposta.

    Dmitri ha scritto “l’amore serve alla riproduzione e all’allevamento della prole.”, che è la classica e comoda forma colloquiale – all’apparenza teleologica – che usano correntemente anche gli addetti ai lavori, che di certo sono al corrente dei fondamentali dei processi evoluzionistici. Credo che qui sia stata usata esattamente con la medesima valenza (anche perché agevolato dal fatto che un po’ lo conosco, Dmitri).
    In ogni caso, mi pare che il concetto di sopravvivenza sia implicito.

    Perché questo pleonasmo? Non ho proprio capito! Voleva essere un chiarimento? Non hai fatto che ribadire la concezione non teleologica e materialisticamente di dmitri.

    Ubi, se pensi che adesso ti seguirò per la tangente che hai preso, temo che ti dovrò deludere.

    Marco mi “deludi” sì: se ritieni ingenue le controobiezioni dovresti argomentare. Altrimenti sembra solo imbarazzo. Naturalmente libero di non rispondere, ma altrettanto libero io di trovare deludenti le obiezioni se non motivate. Sanno di supercazzola, e non mi pari tipo da sarchiaponi.

    Tu puoi rifiutare tutto alla radice (l’ho già detto), pensare che l’essere umano abbia una scintilla divina dentro sé e che non sia il frutto di un processo naturale pilotato dal caso. Per quel che mi riguarda, fai bene (non è condiscendente approvazione, non fraintendermi). Ma se entri nell’ingranaggio dei concetti evoluzionistici, non puoi dire una sciocchezza come quella della mamma di Dmitri. Tutto qui.

    Il problema è che non hai spiegato ancora quale sarebbe la sciocchezza. Tutto qui.

    Buonanotte a te.

  31. Perdona la mancata chiusura di un tag che rende meno chiara la lettura.

    Visto che ritieni si possa solo lanciare il sasso ritirando la mano, faccio altrettanto: invito dmitri a dar un senso agli sforzi della mamma, nonostante per le meccaniche evoluzionistiche essi potrebbero sembrare vani.

  32. “chiedere di vedere un filmato da 90 minuti senza neppure anticiparne i contenuti è un po’ come rispondere

    Be’ ho scritto che ci si può trovare un “compendio molto sintetico delle varie dinamiche egoistiche/altruistiche”: questi sono i contenuti. Comunque accetto l’appunto. Me lo riascolterò in settimana e indicherò i punti in cui si fa cenno alla “infrazione” dell’istinto di sopravvivenza.

    “Il problema è che non hai spiegato ancora quale sarebbe la sciocchezza.”
    Ne prendo atto.

  33. Naturalmente non basta “l’infrazione all’istinto di sopravvivenza”, ma è necessario che ritrovi il punto in cui trattano il vantaggio evolutivo/sociale/egoistico (non so cosa abbiano dichiarato) nel dare la vita pregando altruisticamente per il proprio assassino. È questa la “follia” cristiana: pregare per i propri nemici, senza opporre loro alcuna resistenza (che pure sarebbe legittima per lo stesso cristiano: il martirio è abbracciato, non cercato… vedi il caso di Tertulliano, morto eretico proprio per la sua insensata ricerca della morte per fede), con l’agognato fine di contribuire alla loro salvezza.

    L’utilità sociale dell’altruismo è infatti sostenuta da un qualunque socio UAAR.
    Se c’è va ricercato un distinguo tra chi si fa uccidere per un alto ideale, cui non può rinunciare, ma è indifferente o addirittura ostile al proprio assassino (Cesare Battisti per dirne uno), e chi invece non oppone alcuna resistenza al proprio nemico (anche potendolo fare), per restar fedele ad una Persona, e darne testimonianza usque ad effusionem sanguinis sperando che tale testimonianza e le sue preghiere non solo gli meritino il Paradiso, ma possano anche salvare il suo assassino.

  34. aho, vedo che vi piacciono i percentili estremi delle curve gaussiane.

    kolbe, eh?

    vedo e rilancio: erika di nardo.

  35. “il vantaggio evolutivo/sociale/egoistico”
    Vengono illustrati alcuni paradigmi molto attinenti (se non ricordo male). Vedremo se la memoria non mi inganna.

    Per quanto riguarda gli esempi riportati, non capisco come gli “estremi percentili” di costrutti culturali possano mettere in discussione lo sviluppo pregresso delle componenti dell'”animale uomo” (i suoi cablaggi) e i princìpi della teoria evoluzionistica più in generale.
    Certo, se si ritiene che tutto ciò sia una fregnaccia e che l’uomo è stato modellato a immagine e somiglianza dal proprio onnipontente creatore, capisco la riluttanza ad accogliere certe istanze.

  36. Allora, Ubi Deus, la prima mezz’ora del video è occupata da una panoramica evoluzionistica sulle pulsioni egoistiche e altruistiche (con diverse forzature per la compressione temporale), che salterei a piè pari. L’unico “dettaglio” che non va dimenticato è che la psicologia si innesta nella contingenza dell’evoluzione biologica, da cui è inevitabilmente condizionata – in modo variabile – a seconda delle situazioni.

    L’esposizione degli schemi psico-sociali iniziano qui.
    Io consiglierei a chiunque di guardare da questo punto fino alla fine; tuttavia, per agevolare ulteriormente una “lettura veloce”, ho individuato alcuni punti che, articolati fra loro, possono suggerire in quale direzione cercare una spiegazione ai quesiti posti:

    Fine ultimo del comportamento altruistico

    Aiuto vincolato

    Aiuto trascendente

    Variabili incremento altruismo

  37. Quella figlia di buona piattaforma non mi considera i link.
    Metto qui la pezza, con i riferimenti nello stesso ordine:

    http://tinyurl.com/mdt8wep

    http://tinyurl.com/mbv5zm2

    http://tinyurl.com/lnm436x

    http://tinyurl.com/n7o3sz8

    http://tinyurl.com/kpw5s3u

  38. :D :D :D

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