Come vuole lei

Dallo sguardo del medico Rosa capì subito che c’era qualcosa che non andava. “E’ una formalità”, le avevano detto le sue amiche, ma a quanto pare non sarebbe stato così. Provò una stretta al cuore.
“Questi sono gli esami del suo feto”, disse il dottore. “Purtroppo c’è qualcosa.”
Feto. Quelle farfalle che sentiva, talvolta, dentro di lei. Perché si era lasciata convincere? Perché si era lasciata tirare in questa grana?
“Di cosa si tratta?” Chiese, stupendosi lei stessa di come la sua voce fosse ferma.
“Bene, diciamo subito che non si tratta di nessuno dei marker principali. Non si tratta né della sindrome di Down, né di predisposizione all’autismo, schizofrenia o una delle altre patologie trasmissibili geneticamente che rendono l’aborto obbligatorio”. La stava prendendo alla larga, pensò Rosa. Non ho capito metà dei termini che ha usato.
“Mi scusi, ma non so neanche cosa sono quelle cose che ha detto…”
Il medico fece un gesto con la mano. “Oh, erano tutte malformazioni di qualche tipo che erano diffuse in passato. Mostruosità, per così dire. Oggi non è permesso nascere con simili tare: i costi per il servizio sanitario sarebbero troppo alti. Si figuri che anche io, che sono del campo, non ho mai visto dal vivo un individuo con la sindrome di Down. Ma”, proseguì, “nello sforzo di rendere la popolazione sempre più sana e sradicare ogni anomalia il governo ha individuato una serie di caratteristiche genetiche secondarie che potrebbero rendere la vita agli individui che le possedessero breve e penosa.”
Richiamò sull’aeroschermo una serie di dati, e glieli mostrò. “Ecco. Sono stati appena inclusi nell’elenco altri sei marker oltre ai duecento già esistenti. C’è la predisposizione a diciotto tipi di cancro…”
“Mi scusi, ma il cancro non è curabile?” Domandò Rosa.
“Sì, ma è costoso. Meglio prevenire”, puntualizzò il medico con un sorrisetto.
“Ah.”
“E poi altre malattie o malformazioni… e il gene VMAT2“. Fece una pausa. “Che è quello che ha suo figlio”.
Rosa si sentì gelare. “VMAT2? E che malattia sarebbe?”
Il dottore fece schioccare le labbra. “Ecco, non è una patologia nel senso letterale del termine, anche se qualcuno lo sostiene. Lo chiamano anche ‘il gene della credulità”, o il “gene di dio’. Non so se ha seguito le discussioni in merito…”
“No, io guardo solo le miniserie”
“Sì. Dicevo, si tratta di una predisposizione a quella che un tempo era chiamata religiosità. Quelli che hanno questo gene sono più propensi degli altri a credere in entità immaginarie, come facevano molti nei tempi bui. Questo, è chiaro, può abbassare di parecchio la qualità della vita. Il bambino di questo tipo tende ad essere più ribelle, dotato di troppa vivacità e fantasia, e quindi anche molto più costoso. Può essere facilmente preda di ideologie e fanatismi molto diffusi in passato che hanno causato danni enormi all’umanità, ed è per questa ragione che oggi si preferisce eliminare questo tipo di problemi prima che comincino a manifestarsi.”
Rosa era molto pallida. “Mi sta dicendo che mio figlio potrebbe diventare uno… uno di quelli che si vedono nei vecchi film? Un terrorista? Ma è certo?”
Il dottore scosse la testa. “Non è certo, infatti molte persone che hanno questo gene vivono bene lo stesso. Ad esempio, è probabile che lei stessa o probabilmente l’altro genitore ce l’abbiate almeno in forma latente. E’ per questo che il servizio sanitario consiglia solo l’eliminazione, ma non la rende obbligatoria.”
Rosa si mordicchiò le labbra. “Cosa… cosa succede se lo tengo?”
Il medico si aspettava la domanda. “Intanto, per legge il figlio con queste caratteristiche non potrà accedere ai normali servizi sanitari offerti dallo stato, perché graverebbero troppo sul contribuente. Avrà una presunzione di DAT negativa, vale a dire che in caso di incidente grave è automatica la desistenza da qualsiasi cura. Potrà accedere ai servizi base, a quelli di emergenza e, per adesso, anche alle scuole, ma deve considerare che porterà sempre su di sé lo stigma sociale. Non riuscirà ad integrarsi, sarà sempre un escluso. E’ molto difficile, ad esempio, ottenere un impiego per chi ha uno di questi marker. Già oggi.”
Sospirò. “E’ per questo che la consiglio caldamente di decidere per l’eliminazione. Se lo farà, potrà accedere ad un servizio di riproduzione assistita, con i costi sostenuti quasi totalmente a carico dello stato, per la sostituzione con un figlio geneticamente migliore. L’offerta vale per due anni. Ci pensi bene: preferisce doversi sobbarcare qualcuno di imperfetto, con tutta la crisi che c’è, o preferisce qualcuno di certamente migliore?”
A Rosa girava la testa. Vedeva quella lista di cose brutte. Sentiva quelle farfalle nello stomaco.
“A proposito, le devo anche dire che il feto darebbe origine ad un individuo probabilmente bassino, con i capelli scuri. Non il massimo dell’aspetto. Guardi, per il bene suo sarebbe meglio evitare che soffra…”
Il piccolo riquadro a cui apporre la sua firma pulsava piano, di un rassicurante azzurro.
“Lo posso avere biondo?”
“Prego?”
“Dicevo” ripetè Rosa, più piano, “Lo posso avere biondo? Se lo cambio?”
“Certo, signora. Come vuole lei”.
Le farfalle nel suo stomaco svolazzarono ancora per un attimo, poi chiusero le ali.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 marzo 2017 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. Tu terribilis es,
    et quis resistet tibi?

  2. Mi (s)piace terribilmente.

  3. Tristezza infinita

  4. Mi sembra che fu suor Faustina Kowalska a rivelarci che l’inferno e’ pieno di gente che non credeva che l’inferno esiste.

    Non ho voglia di fare lo spiritoso, non e’ serata. Ma e’ un fatto che io personalmente non faccio parte di questo insieme.

    A) potrei non andare all’inferno

    B) potrei andarci ma so che esiste e lo so benissimo

  5. “A proposito, le devo anche dire che il feto darebbe origine ad un individuo probabilmente bassino, con i capelli scuri. Non il massimo dell’aspetto. Guardi, per il bene suo sarebbe meglio evitare che soffra…”

    e soffrirebbe si me sa, se il “padre” è leif erikson… e la mamma deppiù.

  6. …ma magari fra gli antenati materni c’è diegoarmando. nel qual caso – hai visto mai – rischierei. boh.

  7. Fatelo girare, per piacere. Grazie Berlicche.

  8. Sto giusto leggendo “Il mondo nuovo” di A. Huxley, piuttosto impressionante per come già 70 anni fa descriveva il mondo come ormai si sta realizzando, passando per la fase descritta da Berlicche, già in corso, dato che in molti paesi la sindrome di Down (o meglio: i portatori di sindrome di Down) è già scomparsa.

  9. david il piccolo

    managgia berlicche troppo pessimismo. mi piaciono molto le tue fiabodi ed anche questa è azzeccatissima in tutte le sue parti. ho però un rimprovero da farti mi sembra che in questo momento tu stia attraversando un periodo un poco soggetto al pessimismo quello che ci fa dire ….è la fine…. ecco non è così. NOI SIAMO CRISTIANI PORTATORI DI SPERANZA PERCHE’ PORTIAMO CON NOI GESU’ LA VERITA’- LA VIA – LA VITA , A NOI QUESTO MONDO CHE CON UN PERBENISMO SCHIFOSO STA CERCANDO DI STERELIZZARE LE COSCIENZE PER PORTARE L’INFERNO IN TERRA NON DEVE PRENDERCI MAI ( o almeno ci si deve provare – con l’aiuto di Gesù). Qundo Dio si è incarnato c’è stata la “STRAGIE DEGLI INNOCENTI”, ricordi il passo, ecco il sangue di quei Santi Bambini di cui neppure sappiamo il nome non è stato vano loro sono stati coloro che con il loro sacrificio inconsapevole e forzato hanno permesso che il Figlio di cui tutti noi siamo figli potesse portare a compimento la sua opera nella prima venuta (anche quei bambini martiri erano figli di Lui, Gesù il Dio Vivente). Ora io non so perché in questo momento storico il sangue di tanti innocenti scorre addirittura prima di vedere la luce del sole ma sono sicuro che questo sangue serve ad irrigare la vigna del Signore e tocca a noi fare in modo che esso non vada sprecato, tocca a noi non aver paura e continuare a professare la Verità di Cristo Risorto. Ecco io penso che questo sangue sia la linfa vitale che ci permetterà di portare avanti la lotta malgrado i nostri limiti e le nostre miserie. Io in particolarmodo sono un codardo e superbo e solo vedendo la fortuna che io ho avuto rispetto a questi miei piccoli fratelli trovo la forza di scrivere ciò che sto scrivendo e non so neppuro come. Ciao Berlicche pensa a una fiaboide che metta in evidenza la vittora di Cristo che di sicuro è già in cammino.

  10. xDavid il piccolo: Hai ragione! Probabilmente, per mia predisposizione, il pessimismo è più nelle mie corde. Più che altro tendo a portare alle sue conseguenze peggiori certi andamenti, nell’augurio che non debba finire così. Se tutto va bene, poi perché si vorrebbe cambiare? Invece io cerco di spaventare. Perché fa spavento e orrore, se uno non è completamente morto dentro – e allora cerca di cambiare argomento, di scherzare per esorcizzare l’orrore. O magari cambia idea, e agisce.
    Il male, c’è, non possiamo nasconderlo. Il bene, sta dopo.
    A dire la verità il finale ha sorpreso pure me: avevo pensato un finale in cui Rosa dice la sua al medico. Mi si è letteralmente scritto tra le dita, da solo. Devo dirla tutta: anch’io preferisco le storie che finiscono bene, quelle che finiscono male pur belle non riesco a riprenderle. Sono autolesionista…

  11. Berlicche, secondo me sei geniale. Grazie. Grazie anche a David il piccolo. E’ una vera fatica essere ottimisti oggi, il buio sembra senza fine, se non ricordassimo la promessa che Cristo non ci abbandonerà mai. Solo che sembra stia dormendo, proprio come sulla barca…..

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