Debolezza e forza

Appaiono forti come non mai, in questo momento storico, tutte le ideologie che vogliono depotenziare l’uomo.
Alla legge naturale e al senso di colpa derivante dal peccato si sovrappone il nuovo codice etico: ambientalismo (rinuncia al dominio del creato), sesso libero e omosessualismo ( rinuncia al dominio di sé), multiculturalismo globale (rinuncia alla propria identità culturale), politically correct (rinuncia alla realtà e alla onestà intellettuale). Con buona pace della volontà di potenza. Contro tutti queste rinunce ormai appare schierata quasi solo la Chiesa, alla faccia di Nietzsche, e neanche tutta.

Sono proprio i poteri forti che vogliono questa debolezza: perché chi è forte vuole essere ancora più forte, e una strada per ottenerlo è che i deboli siano ancora più deboli. Non c’è vincitore più completo di chi vince perché il suo avversario decide di perdere.

Il cristianesimo fa della debolezza e dell’umiltà la sua forza. Ma la debolezza del cristianesimo non è una rinuncia fine a se stessa: è la rinuncia alla menzogna, non alla realtà. E’ la rinuncia alla forza, non ad essere forti; la rinuncia a imporre il proprio volere, non al volere; la rinuncia al peccato, non alla virtù.
Diffidate di chi predica questo nuovo spiritualismo imbelle, questo catarismo degenere che si lascia usare dal mondo perché ogni cosa diventa lecita, tranne essere veri.

frog-holding-on

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 27 marzo 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 34 commenti.

  1. La libertà ci renderà veri ?

  2. Se ne può parlare ma appena ho letto la tua frase ho storto il naso, ma non perché fiutavo falsità ma perché fiutavo ambiguità.

    Il suo inverso invece e’ stupendo, inattaccabile, verificato, lineare.

    LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI

    Non negare che l’hai toccato con mano anche tu.

    E non lo ha detto Vanna Marchi

    Lo ha detto Uno che stava per morire ma che ha precisato “io ho vinto il mondo”.

    E da quel momento anche morire non e’ più come prima.

    La nostra sorte e’ caduta in luoghi deliziosi

    Tenetevelo il vostro ventre e tutte le sciocchezze che lo nutrono. Mi basta e mi avanza la verità che poi e’ ….. Una Persona

  3. Ma dai questa è una forzatura bella e buona:

    – ambientalismo: rispetto del creato!
    – sesso libero e omosessualismo: no ok qui hai ragione
    – multiculturalismo globale: scusa ma non siamo tutti figli di Dio? E l’accoglienza? Ma dai.
    – politically correct: non credo che essere incivili possa essere considerato un pregio.

    3 su 4 rientrano perfettamente nell’essere cattolici.

  4. Forse, Fasullo, occorre che io specifichi dato che mi sembri non cogliere i concetti.
    L’ambientalismo è quella religione per cui è meglio che l’uomo sparisca per non danneggiare la natura. Per cui sono più importanti gli alberi delle persone. Per cui guai a toccare un gattino ma il bambino lo puoi abortire.
    Multiculturalismo: non è questione di accoglienza o figli di Dio, è la rinuncia alla propria identità. Compreso quando dice cose vere. Hai le idee un poco confuse, su questo.
    politically correct: è la rinuncia a dire o fare qualcosa che potrebbe toccare la “sensibilità” di qualcuno. Per cui si rinuncia a dire il vero, e se lo dici sei bastonato (a volte letteralmente) perché c’è chi si sente offeso. Per cui, ad esempio, nelle università americane non si possono più fare certi corsi perché potrebbero offendere. Storia, filosofia…anche teologia: la crocefissione potrebbe turbare, meglio non nominarla. Non sto scherzando.
    Noto che sei quasi perfettamente allineato, Fasullo.

  5. Fasullo,
    il politicamente corretto non va confuso con la buona educazione o la sensibilità personale al sentire altrui, che può (sottolineo “può”) suggerirci l’autocensura, in alcune occasioni.
    Il politicamente corretto che conosciamo, cioè quello istituzionalizzato di fatto, risulta essere solo una forma di repressione del pensiero.

  6. Per una volta concordo in pieno con un commento di marcoz. Lo sottoscrivo in pieno!

    Quel che è giusto è giusto: bravo marcoz!

  7. Ben detto, Marcoz!
    Non lo sopporto questo tentativo di gabellarci il correttismo per la buona creanza, anche se capisco che avendoci imposto pure i corsi aziendali ecc. ci han fatto cascare molti. Questa pretesa di venire ad insegnare nella culla della tradizione cortese e del galateo le buone maniere in nome di quel recente prodotto d’importazione è un po’ da parvenù.
    Il correttismo nasce come codice di cautela nei contesti lavorativi, e da subito ha connaturati due aspetti: 1) garantisce non tanto l’individuo quanto le categorie, fenomeno lobbistico; 2) va a braccetto col relativismo, perché è un codice artificiale, che non appartiene ad una tradizione culturale in cui sia sedimentato dalla pratica sociale, ma cala burocraticamente dall’alto con la pretesa di essere super partes.
    Viceversa il nostro più genuino codice di cortesia è una forma mentis distillata dall’intreccio vivo di fonti eterogenee. Una è l’ideale estetico aristocratico, espressione tipica che matura in forme diverse nella maggioranza delle culture, quasi come un’esigenza universale dell’animo umano, e che nel nostro caso ha trovato l’ultima sua codificazione compiuta a valle del MedioEvo. La seconda l’insegnamento evangelico, che invece costituisce un unicum sbocciato in seno al giudaismo.
    La prassi evangelica la troviamo in perfetta contraddizione col correttismo (che infatti mentre pretende di difendere ogni fede, ethos e orientamento culturale, si accanisce con avversione nei confronti del cristianesimo). Nell’esempio del Nazareno non troviamo nessuno sconto sulla Verità, ma l’invito alla testimonianza e all’annuncio, un parlare con autorità. Parimenti non troviamo riguardo o compiacenza nei confronti di categorie e gruppi, che in quanto tali hanno un piccolo o grande potere (scribi e farisei; mercanti nel tempio; gli zeloti che pongono l’ultimatum con noi o contro di noi; la folla riunita e vociante – al contrario di quella dispersa e smarrita che suscita la compassione del Cristo; il sinedrio in assemblea; ma persino riferendosi ai gentili e ai rinnegati della autentica fede giudaica non si risparmia la ruvidezza per noi imbarazzante del linguaggio che stigmatizza la loro deviazione). Troviamo per contro un approccio delicato, mite e addirittura di appello accorato, nell’incontro con le singole concrete persone, gli stessi presi individualmente, che non vengono disprezzati né come ospiti né come interlocutori o supplici o discepoli. Nicodemo; i pubblicani Matteo e Zaccheo; il giovane ricco; il centurione romano, la donna samaritana al pozzo e la Cananea; ciascun peccatore o peccatrice, ma anche, in parabola, il fratello “giusto” che non comprende. Il tono con cui Cristo si rivolge alla Cananea ad alcuni pare “personalmente” aspro, ma forse perché immaginiamo Gesù parlare sempre e solo gravemente, senza sfumature. Azzarderei invece che vi siano dialoghi improntati al codice della civetteria, che non significa mancanza di serietà (dove c’è efficacia di comunicazione, tutto è serio e mai fatuo, nemmeno la fatuità ostentata). Cristo provoca le sue interlocutrici perché sa che sono all’altezza, le considera tali e tali esse si dimostrano rispondendo a tono, schiettamente argute.
    Passando all’altro filone, il testo per eccellenza dell’idealizzazione e codificazione del modello cortese, prima di ogni manierismo, è il Decamerone: la novella di messer Torello e il Saladino oggi la chiamerebbero “modello di relazione interculturale”. Ancora una volta nessuno sconto sulla Verità, che non è in questione, e addirittura nessuna pace da fare o incontro di popoli, che anzi Messer Torello parte per la Crociata con l’intima convinzione di dovere un contributo personale alla causa della Cristianità, e non si pente certo. E intanto però instaura col “nemico” un rapporto personale, di reciproca ammirazione, un incontro stabilito su un altro piano, dove veramente sussistono valori comuni, che sono appunto quelli estetici della cortesia, perché è proprio del loro onore combattersi ma anche concedersi misericordia e competere in liberale ospitalità. Qualcosa che un poco riporta alle origini remote di ogni codice aristocratico: all’epica, dove il valore dell’avversario non spegne ma esalta il confronto, e per questa via realizza l’eventuale incontro.
    Stop, ammetto di avere propinato, perché questa polemica mi sta a cuore, un lacerto d’una lunga filippica.

  8. @ M. La filippica mi sarebbe piaciuta più lunga, però :-)

  9. Gentili signori, per favore, calmate gli entusiasmi! Se passa di qui qualche ateo e/o agnostico e/o anticlericale e/o relativista (filosofico) eccetera, che figura ci faccio?

  10. …ma me state a di’ (parlo ai commentatori, perché in effetti rispetto al post è un po’ fuorifuoco) che denunciate i concetti di “vilipendio” e “oltraggio” e che intendete rinunciare per il futuro alle loro applicazioni, anche e soprattutto “in forza di legge”?

    ah.

    (ci crederò quando lo vedrò – anzi, facciamo un par d’annetti più tardi…)

  11. [seppur commentatore tra i commentatori, non credo che l’osservazione di R&S mi riguardi. O sbaglio?]

  12. non so:
    “la risposta è dentro di lei (in che rapporti è con i concetti di “vilipendio” e “oltraggio” e loro applicazine?); e però è…”
    (cit.)

  13. Non avendo una spiccata – anzi, direi proprio per niente – predisposizione alla sacralità, non riesco neppure a dare importanza a vilipendio e oltraggio. Non sarei totalmente insensibile alla sovrapposizione dei due casi con la diffamazione vera e propria della mia persona (però, fondamentalmente, per ragioni pratiche*), ma adesso non mi vengono in mente situazioni assimilabili a questo genere di eventualità.

    *forse vilipendio e ragione ne hanno, di ragioni pratiche?

  14. vabbè “vilipendio e oltraggio ne hanno”

  15. io ho individuato un confine fra le due fattispecie, ma glielo illustrerei altrove, ché qui stiamo sconfinando nell’abuso dell’ospitalità altrui.

  16. Giusto.
    Scelga lei il luogo, se le va. Ma se la cosa si fa seria, si prepari a reazioni lente, che – a proposito di abusi – sto già sporcando parecchio fuori dal vasino del tempo disponibile.

  17. MenteLibera65

    X Berlicche
    Per comodità riporto l’elenco già riportato da Fasullo :

    1 – ambientalismo: Cosa ha l’ambientalismo che non va ? Che c’entra l’aborto con l’ambientalismo. Si può essere ambientalisti ed anti-abortisti, ci vedi qualche incongruenza tra le due cose ? Chi accomuna ambientalismo ed aborto, in realtà tenta soltanto di giustificare se stesso perchè abbandona il cane sull’autostrada o costruisce la casa abusiva sulla spiaggia.

    2 – multiculturalismo globale: Ma da quando è nato il mondo le civiltà si sono fuse , permeate una nell’altra. Un mondo che comunica è un mondo che fonde le culture. Che c’entra col Cristianesimo ? Che paura deve avere un cristiano di tutto questo ? Una religione che non ha fede in se stessa e teme di essere culturalmente surclassata da altre, vuol dire che non ha fede nel Dio nel quale dice di credere.

    3 – politically correct: Chiamiamola tranquillamente educazione. Dare pubblicamente della checca o della culona a qualcuno non significa dire la verità. Significa essere stronzi e fregarsene degli altri. (scusate il termine, ma in italiano non c’è sinonimo per quel termine). Le parole sono come macigni e sono sintomo di disprezzo per le persone. Altro che “verità”.

    4 – sesso libero e omosessualismo: Qui magari si può discutere un po di più, ma certo nessuno obbliga altri ad essere liberi sessualmente o omosessuali. Certo che il dominio di se si esercità anche nel momento si dovrebbe evitare di evadere le tasse per non rinunciare ad una casa più bella o ad una vacanza più lunga (e non perchè si muore di fame) , o quando c’è da rinunciare a calunniare un collega, per tentare di sopravanzarlo sul lavoro. O anche quando bisogna evitare di buttare l’immondizia a terra ma andare fino al secchio (e torniamo al punto 1)

  18. xMentelibera:
    1-Giusto! Chi è contro l’ambientalismo è solo un porco che abbandona il cane in autostrada. Bel giudizio definitivo: bruciamolo usando solo combustibili biologici. Chi volesse sradicare e ripiantare anche solo un olivo, mazzate deve ricevere.
    2-E chi sta parlando di religione? Mettiamo che, in ossequio al multiculturalismo, decine di migliaia di ragazze violentate nel corso di parecchi anni non abbiano avuto giustizia perché gli stupri erano compiuti da individui di una certa cultura. Come lo giudicheresti questo?
    Comunicare va benissimo; rinunciare alla propria cultura nell’assunzione che la verità non ci sia, per un rispetto fasullo, è non credere a chi si è. Meglio: è qualcuno che vuole farti credere che la verità non sia vera.
    3-Tranquillamente un par di balle. Niente a che fare. Il politically correct è chiamare panna la merda e costringerti a mangiarla (scusate il termine, c’è “escrementi” ma non rende coì bene). E’ chiamare interruzione di gravidanza l’uccidere un bambino nella pancia della madre. E’ proibire di dire che il sesso anale è dannoso per la salute. E’ nascondere la verità perché si ha disprezzo per essa.
    4-Visto che si sta parlando del dominio del corpo, direi che siamo un po’ fuori. Noto un esempio di “politically correct”,”liberi sessualmente”…perché, quelli che fanno sesso solo con il proprio coniuge sono prigionieri? La più grande libertà non è amare davvero?

    Vedi, “mente libera”, come sei prigioniero dei tuoi stereotipi?

  19. il sesso anale è dannoso per la salute??!??

    …ma anche se sei “dante”?

    (oddioddioddio)

  20. (vabbe’ ma poi che me frega: fumo da quando c’avevo diecianni…)

  21. Da quale fonte hai saputo che Dante Alighieri aveva gli stessi tuoi gusti sessuali?

  22. Mario, sta buono. Non dare da mangiare al troll. “Dante”, che dà.
    Se proprio vuoi rispondere a chi ha per unico scopo distrarre, puoi sempre citare i dati e basta.

  23. So che apparirò troppo radicale, ma ciò che fa male alla salute è venire al mondo.

    [Risalendo dal link, ho scoperto che per il 99,9 percento delle volte ho avuto rapporti con una donna ho fatto eteroerotismo. Non suona male.

    L’effettivo problema è la promiscuità, non in quale buco ci si va a cacciare. Il sottoscritto ha corso pochi rischi perché, oltre all’aiuto dell’aspetto fisico, è dotato da sempre di una non invalidante dose d’ipocondria.

    Non essere attirati dal posteriore di una donna vuole dire essere totalmente privi di istinto di sopraffazione, cioè del famigerato homo homini lupus. Sfido la dottoressa a dimostrare che non è un istinto connaturato all’uomo.]

    @R&S. Fumo, sodomia e magari qualche immersione e lanci col parapendio. Non oso immaginare il suo premio assicurativo.

  24. In effetti, la prima causa di morte è nascere. Ma se tornassi indietro non ci rinuncerei mai.

  25. @Berlicche
    Visto “Arrival” (o letto il racconto da cui è tratto)?

  26. xMarcoz: Letto il racconto, non ho visto il film

  27. immersioni non ancora. sto aspettando che inventino una sigaretta che funziona nell’acqua.

    (non dimentichi motociclette e biciclette. quanto all’assicurazione, come già confessato altrove, confido nel c…aso)

  28. @senm

    :oops: :)

    (chiedo scusa! non avevo letto – non ho sempre accesso al PC)

  29. @senm

    Ehm, vabbe’: doveva essere faccina rossa confusa della concionatrice importuna + smile di ringraziamento per la tirata d’orecchio benevola!

  30. @ Marcoz: questo è niente: pensa che è stato appurato che tutti quelli che hanno l’abitudine di venire a discutere sui blog cattolici sono statisticamente esposti ad un rischio elevato di incorrere nelle intenzioni di preghiera di una percentuale certa di lettori (poi dipende dai punti di vista: io la prendo come un biglietto della lotteria della festa patronale, che costa poco e si vince spesso)

  31. @M, ho superato da un po’ il mio periodo iconoclasta (breve, tra l’altro), quindi non lo considero un rischio ma una opportunità. Opportunità di benessere per chi prega, ovviamente.

  32. Marcoz, opportunità di benessere per chi prega?
    Sì, conosco questa interpretazione della preghiera. E so pure di certi che convintamente non credendo affatto di rivolgersi a Qualcuno, dicono di applicarsi a pregare (le preghiere, proprio quelle tradizionali e per proprio conto) per questa sola e unica ragione, vantandosi con ciò di saperla più lunga degli altri insipienti. Non ce la farei, piuttosto mi riuscirebbe di fare un’ora quotidiana di ginnastica. Quel poco di fede che ho si appoggia a Chi ha mostrato sicuramente di saperla più lunga.

  33. M, non è una interpretazione – se mi è consentita la precisazione – ma un dato verificato in sede sperimentale.

    È verò che non ha molto senso concettuale affidarsi alla preghiera tradizionale come se si trattasse di una pratica di meditazione buddhistica (o ginnastica), tuttavia ciò a cui mi riferisco io, cioè alla produzione nel cervello di sostanze “buone” (alcune affini alle molecole degli oppiacei*, con relativo effetto analgesico) è la conseguenza di una aspettativa.
    Quindi, sotto questo punto di vista, è innanzitutto determinante credere a ciò che si sta facendo, in un modo o nell’altro.

    Comunque, sono convinto che la convinzione dell’esistenza dell’Oggetto della preghiera (tradizionale) agevoli le cose, in termini di efficacia.

    *si astengano atei militanti, laicisti e simili da facili battute sulla religione. Grazie.

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