Caro Ippocrate ti scrivo

Caro Ippocrate,
ti scrivo perché voglio essere medico. Non equivocare, però: a me che i malati stiano meglio non importa nulla. Anzi, loro non mi interessano proprio. Se c’è una persona che deve stare bene quella sono io. Dovresti aggiornarti: oggi il medico fa molte più cose dei tuoi tempi. Il medico è quello che ammazza i bambini nella pancia della mamma, con mezzi ingegnosi. E’ quello che mette bambini nella pancia della mamma, solo che non si chiama più così, dato che poi deve sparire perché il bambino è già stato venduto. E’ quello che elimina il materiale organico superfluo, che una volta si poteva chiamare umano, vecchio o invalido, idiota o annoiato che sia. Un tempo i carnefici potevano anche essere ignoranti, adesso occorre essere medici.
Se vuoi essere boia, sai cosa devi studiare. Non vuoi esserlo? Difficile che ti assumano.

Quindi, caro Ippocrate, vedi bene che essere medici è la professione del futuro. Non sei felice? Ho solo una richiesta per te: quel tuo giuramento, che hai scritto molti secoli prima di qualsivoglia cristo. Dici di stare lontano da farmaci mortali, azioni corruttive, medicinali abortivi anche se richiesti. Ecco, come dire? Non sei al passo con i tempi. Siamo diventati molto più moderni da allora, da quando tu ti limitavi a curare. E’ il momento di cancellare quelle tue parole, dimenticarle. Danno fastidio.

Nel nostro nuovo ruolo di medici, lo sai cosa facciamo a chi dà fastidio?

giuramento_ippocrate

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 2 marzo 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 28 commenti.

  1. ma visto che ormai i malati de calcoli li posso tratta’, magari posso pure prescrive’…?

    per igea e panacea, beninteso.

  2. Mi concentrerei soprattutto sulla parte dove i medici devono giurare di non occuparsi di calcoli renali: questa parte non viene abbastanza trattata nei dibattiti bioetici oggi.

  3. “Fai Medicina, ho detto a mio figlio, è una professione dove si fanno i soldi”. Così sentivo dire a un conoscente anni fa. E pensavo a mio padre, cardiologo con moglie e quattro figli a carico, che nell’ospedale di paese in cui lavorò tutta la vita si era fatto sette anni di precariato senza stipendio mantenendo sé e famiglia con le visite in studio privato e le ore di ambulatorio mutualistico in un paese di montagna a sessanta chilometri da casa (estate e inverno neve compresa).

  4. “(…) rifuggendo ogni sospetto di ingiustizia e di usata corruzione e soprattutto dal desiderio di illecite relazioni con donne e uomini (…)

    Ma pensa… già allora certe scorciatoie erano mal viste e i medici si invaghivano delle pazienti. E chi l’avrebbe mai detto.

  5. @senm_webmrs

    Grazie, in 4 commenti almeno uno interessante e centrato.

  6. eccerto mistress… ippocrate, il medico di masters/de andré, poi il dottor manson e il dottor kildare, immagino.

    fantasy, per questo vengo qui :)

  7. (andrea taglio:

    si, mo noi facciamo i lepidi ma pensa che se il giuramento “di ippocrate” lo avesse ideato sanpaolo o santagostino a quest’ora avremmo fior di spaemann & compagnia a guadagnarsi onorevolmente la pagnotta spiegandoci come e perché in effetti che il medico si occupi di calcoli è contronatura…)

  8. Grazie perché ci mostrate come evitare di pensare. Un esempio negativo è pur sempre un esempio.

  9. dai berli’ non fare così.
    nemmeno nei più estremi deliri alcoolici immagino di poter insegnare qualcosa a te.
    figuriamoci.

    (quanto a “evitare di pensare”: te dovrebbero da’ una cattedra a monaco a te – e un ufficio accanto a quello de spaemann…)

  10. La biologia e la medicina hanno un enorme potere manipolativo sulle dinamiche della vita, questo è ormai un dato di fatto. Questo potere enorme richiede una dirittura etica molto forte per evitare che possa essere piegato ad interessi di parte.

    Il problema è che l’etica a cui aderire difficilmente può venir fuori dalla filosofia moderna, visto quanto è ripiegata nel “dibattito a tutti i costi” e quanto ha paura di affermare qualsiasi verità per paura di compromettersi di fronte ai “risultati della scienza”. Purtroppo i filosofi non si sono più ripresi dalla crisi che ha portato alla nascita della modernità, e da allora hanno il terrore che qualsiasi cosa dicano sia confutata dalle discipline empiriche, e perciò si limitano a non dire niente.

    Ma la scienza (e la tecnica) non può essere fonte di etica, perché non è il suo compito – del resto la tecnica non può dire come usare la tecnica – e questo ci ha reso sempre più barbari e cinici negli ultimi secoli, tant’è che l’uso o il non uso di una tecnica o il finanziamento di una ricerca dipende in gran parte da questioni meramente finanziarie, non tanto dall’utilità o dal bene che se ne può ricavare: ormai ci rifiutiamo quasi tutti di dire cosa è bene e cosa è male, e il risultato è il mondo che viviamo.

    Lo dico con amarezza, ma è così.

  11. Hahahaha!
    @Ricco&spietato: bellissima risposta!
    Non posso fare altro che sottoscrivere.

    Scusa tanto eh berlicche! Sei sempre tu il maestro

  12. Un consiglio, Andrea Taglio: graficamente per esprimere una risata si scrive Ah Ah Ah…..l’acca dopo la A

  13. Poiché oggi tutto muove il capitale e tutto nel capitale muore, come possono un’etica e una morale vivere in esso quando esso vuole la loro negazione? La chiamano libertà ma la intendono opportunità di business. Ci raccontano di nuovi dispositivi virtuali da installare sul corpo per aiutare i disabili ma il vero fine è trasformare il corpo dei sani in un mercato per il bisogno artificialmente indotto di strumenti di potenziamento. Disprezzano la creatura umana come è, creatura immagine di Dio. Producono nuovi metodi di diagnosi preventiva per curare meglio le malattie, così dicono, ma sono ignari servi del mercimonio dell’eugenetica. Ci promettono la libertà totale di comunicare per mezzo di algoritmi opachi che distorcono la realtà per meglio profilare la nostra essenza contemporanea, esistiamo in quanto consumatori. La scomparsa del discorso etico sulla tecnica è la naturale conseguenza della compiuta dittatura del capitalismo puro. Non nascerà alcuna etica da niente fino a quando non sarà disinnescata l’illusione auto-assolvente del neoliberismo. Il declino occidentale accelera sotto il fuoco incrociato degli utili idioti del capitale, i materialisti atei incensano l’ideologia dell’individuo totalmente indipendente nelle scelte e i cristiani conservatori sono i trombettieri della deregolamentazione totale dell’iniziativa commerciale. Il capitalismo promette a tutti la realizzazione del desiderio e non trova più un potere etico che lo freni, il katéchon che impedisce l’avvento dell’anticristo, seduttore di popoli, abile simulatore, falso Cristo che molti crederanno l’unico vero.
    Quando il Signore ci chiederà a chi abbiamo creduto, cosa risponderemo?

  14. MenteLibera65

    In tutto il vangelo non ho mai letto una sola volta l’espressione “fate fare” , “obbligate gli altri a fare”, ma piuttosto sempre “fate” (fate voi).
    Gesù parla sempre direttamente o ognuno, dicendo cosa deve fare lui, non cosa devono o non devono fare gli altri.
    E anche nelle espressioni è illuminante : “«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo …..etc etc ..” Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano …etc etc
    Quindi il discorso è molto semplice : Avete inteso che è legale fare l’aborto ? Ma voi (se siete cattolici) non lo fate. Avete inteso che è legale il divorzio ? Ma voi (se siete cattolici) non lo fate. Avete inteso che è legale questo e quello ? Ma voi (se siete cattolici) non lo fate.
    Se quindi i cattolici smettessero di pensare e vietare quello che fanno gli altri, ma si impegnessero personalmente in 2 cose : 1) fare quello che gli dice Gesù 2) evangelizzare e trasmettere la fede agli altri , in modo che essi (volontariamente) facciano quello che dice Gesù, tutto andrebbe a posto.
    Buona Domenica.

  15. Per quanto riguarda divorzio aborto etc. non è una questione religiosa: è prima di tutto una questione di ragione e di costume sociale. Insomma, non è che se non sei cattolico allora il divorzio diventa una cosa buona e socialmente un progresso: i danni sociali sono di fronte a tutti, e la società è di tutti, cattolici e non.

    In pratica, è una questione di bene e male morale, non di teologia o di precetti religiosi. E quindi, tutti sono interpellati, non solo i cattolici.

  16. MenteLibera65

    Se usciamo dall’aspetto religioso (ed io volutamente non ho nominato l’aborto , che è una pratica che incide direttamente su una altra persona) ed entriamo nel solo aspetto etico/morale di attività che impattano solo sulla libertà personale, in tutti i discorsi possiamo trovare dei pro e dei contro,
    Vanno affrontati in modo laico ed oggettivo, per poi far decidere democraticamente i cittadini.
    Mi consenta di dire passare il principio che, per esempio, l’indissolubitià del matrimonio (che fuori dall’aspetto religioso è un contratto tra due persone) sia un valore che si possa imporre a tutti è una forzatura. Se due persone si separano è sempre un fallimento ed un dolore per i figli (se ci sono poi), ma i figli stessi non possono essere un legame che impone anche la presenza del coniuge.
    Allora dovrebbe anche essere imposto a tutti , il matrimonio, per la continuità della specie , e fare in modo che mariti e mogli siano scelti dalle famiglie, che hanno più discernimento.
    Con questo principio anche altre mille cose sarebbe opportuno che si facessero o non si facesssero, per l’impatto sulla società.
    Purtroppo la vita reale e le persone sono altro.
    Lo stato “etico” è già esistito. I Nazisti puntavano a creare una società perfetta ed ordinata, secondo un’etica propria.
    Fuori dalla religione sono davvero pochi i principi etici generali su cui tutti si riconoscono, bisogna prenderne atto. La dichiarazione dei diritti dell’uomo è un tentativo in tal senso, e se la si legge si capirà che parte tutta fondamentalmente dall’unica cosa su cui ci può essere un minimo di accordo, e cioè sulle libertà personali
    E’ una società complicata, quella di oggi, e la sfida che ci ha dato il Signore collocandoci qui è proprio quella di portare la sua parola a chi è (finalmente dico) libero di rifiutarla, in modo che chi la accetti sia Cristiano vero e non ipocrita.
    Smettiamola di guardare indietro ed assumiamoci, se ne siamo capaci, il nostro ruolo di testimoni attraverso la nostra vita, della bellezza di essere cristiani. Se non siamo felici noi…come possiamo pensare di proporre o addirittura imporre cose agli altri ?
    Salve

  17. Il bene e il male oggettivi non sono democratici, e quindi non suscettibili di decisione popolare. Per il resto, il fatto che la gente non sia d’accordo su cosa è bene e cosa è male ha portato allo sfacelo attuale.

    Io dico di partire dal DISASTRO attuale, cagionato dalla mentalità impostasi con la rivoluzione francese, per evitarne gli errori. I fatti sono coriacei a riguardo, checché ne dicano “gli intellettuali”, “la gente”, etc. Bene e male si possono vedere dagli effetti che hanno sulla società.

    Questi i fatti. La discussione viene dopo, ma ciò che ho detto è realtà tangibile e non suscettibile a discussione.

  18. xMenteLibera: Non è esattamnte così. Intanto Gesù scinde molto chiaramente l’ambito politico da quello religioso. Poi dice chiaramente “non vi è lecito”. Lecito significa “secondo la Legge”. Cristo si pone in contrapposizione con la Legge, soprattutto con quelli la rispettano formalmente, ma ne tradiscono il senso. Ma la Legge c’era, e c’è. E’ vero, verissimo, che occorre portare a tutti la sua parola; ma non è che ieri fosse impossibile rifiutarla. Anzi, storicamente, è sempre stato più che possibile. Anzi.
    Ma tutto ciò non coglie il punto fondamentale della questione. Ovvero: che cosa è bene per l’uomo? Cos’è giusto per l’essere umano? Cosa gli da la felicità? E ancora: uno stato non dovrebbe cercare di dare il meglio ai suoi cittadini?
    Come cristiano, sono convinto che questo meglio corrisponda con quanto Cristo ha detto. E’ perciò mio dovere fare sì che sia il più possibile tradotto in leggi. Se non lo facessi sarei doppiamente nell’errore: da un lato perché lascerei via libera a coloro che vogliono il male per i loro interessi, dall’altra perché macherei di carità nei confronti di coloro che per debolezza o ignoranza non sanno stare lontani dal male, o non se ne sanno proteggere. Senza pretendere la perfezione, ovviamente.
    Ma è un argomento bello grosso….

  19. Ma che strano! Credevo che dalla penna (o dalla tastiera) inavvertitamente potesse sfuggire un accento o un iota, non un intero periodo di senso compiuto: “Avete inteso che è legale fare l’aborto ? Ma voi (se siete cattolici) non lo fate”. Invece al commento successivo Mentelibera sottolinea: “volutamente non ho nominato l’aborto”… L’aborto è una questione grossa, si cambia idea, ma non così, senza accorgersene, da un commento all’altro. Quindi o la svista si è prodotta perché il commento è copincollato senza rilettura da un originale di quando non ci aveva ancora riflettuto abbastanza, oppure Mentelibera non ha mutato idea o sensibilità, ma si è accorto (questo sì potrebbe capitare nel giro di due commenti) di avere offerto formalmente il fianco a una demolizione dell’argomento che aveva scelto, e ha voluto mettere le mani avanti. Insomma, Mentelibera, ho la sensazione che a te stia a cuore solo di convincere quanti più cattolici a non disturbare le manovre, limitandosi a testimoniare a tu per tu la propria letizia. Ti dirò: io non sono lieto, come Berlicche o altri che testimoniano di avere fatto l’Incontro Personale che ti cambia, ma ci tengo a distinguere le leggi per il gregge da quelle per i lupi.

  20. unO iota (appunto)

  21. MenteLibera65

    X Gennarino
    Probabilmente non mi hai letto con attenzione. Quando ho fatto l’esempio delle parole di Gesù , volevo porre l’attenzione su come Gesù volesse stanare gli ipocriti, che predicano bene e razzolano male e che pensavano di andare in cielo obbedendo alle leggi.
    Quando ho parlato di libertà individuali ho volutamente escluso l’aborto, perchè coinvolgendo un terzo inconsapevole e innocente, non può essere considerata una libertà individuale.
    Allo stesso tempo seppur la legge lo consente, come pure consente un sacco di altre cose, l’invito di Gesù è prima di tutto di non applicarla e di applicare la SUA legge nella nostra vita.
    Che poi si sia contro la legge sull’aborto questo è normale, e bisognerebbe capire , per esempio, come mai non c’è nessuna associazione che abbia il coraggio di raccogliere le firme per l’abrogazione.
    La realtà è che c’è molta paura di scoprire che si è ufficialmente in minoranza, e si preferisce tuonare in modo teorico nei blog e sui giornale , ma poi di fatto non fare nulla.
    Quindi non capisco il tuo iota……spero di essermi spiegato…senno amen…

  22. MenteLibera65

    E comunque per essere precisi vanno distinti in modo serio fatti che coinvolgono dei terzi indifesi (aborto) da quelli che coinvolgono adulti volontari e consenzienti (divorzio, unioni civili , testamento biologico etc).
    Chi mette l’aborto (che oggettivamente è un omicidio) sullo stesso piano delle altre cose, altera il dialogo in modo ideologico. Io la penso cosi.

  23. No, ti ho letto con attenzione, ma proprio non ho capito.
    Commento sopra: fai una serie di esempi di ciò che i cattolici dovrebbero fare/pensare/vietare per sé, e non far fare/pensare/vietare per gli altri: aborto; divorzio; questo e quello (che ora espliciti in unioni civili, testamento biologico etc).
    Commento immediatamente successivo: prima di ribadire che il cristiano deve (limitarsi a) testimoniare attraverso la propria vita e felicità, esordisci: volutamente non ho nominato l’aborto. Dove non l’hai nominato?
    Comunque anch’io sono d’accordo che vanno distinte le cose che coinvolgono gli altri da quelle che no, non siamo d’accordo su quali siano.

  24. Mentelibera,

    non bastano due individui adulti e consenzienti per rendere oggettivamente neutra, quanto a discernimento sulla sua positività o negatività intrinseca, un’azione o una decisione.
    Soffermiamoci sul caso della regolamentazione della serprazione tra coniugi non più intenzionati a condividere il medesimo tetto e/o partner sessuale.

    Certo: il matrimonio non può diventare una prigione senza porte né finestre in cui la o le parti più deboli finiscano sempre per soccombere agli interessi e alla prepotenza della o delle parti più forti, questo è chiaro. E non sempre l’unica eccezione a questa regola può essere rappresentata da violenze fisiche estreme che, come spesso accade, sono rivolte ad annientare ogni possibile resistenza “individuale” di mogli e figli alla dittatura del padre e marito “padrone”. (come ulteriore elemento di chiarimento a questo riguardo, suggerisco la visione del film Angoscia di George Cukor, del 1944: è da lì che deriva il termine clinico “gaslighting”, riferito a una distorsione particolarmente sottile, ma non per questo meno grave, quando non criminale, dei rapporti di coppia).

    La cultura islamica ma anche indù o comunque conformata ai principi etici adottati da altre religioni non cristiane penso che possa fornire numerosi esempi a questo proposito, senza che debba mettermi a intasare il commento con la documentazione di fatti singoli forniti dalla cronaca interna e internazionale più o meno recente.

    In particolare, quando tutte le cautele e le articolazioni cariche di accurata considerazione delle svariate situazioni che possono venirsi a creare in una… coppia scoppiata vengono soppiantate da una legge che promuove il “divorzio per direttissima”, quasi che la rottura di un matrimonio sia equiparabile alla rescissione di un contratto di compravendita qualsiasi, il pensiero non può non correre al caso dell’Arabia Saudita, dove di recente è stata introdotta la possibilità di “licenziare” la moglie divenuta sgradita con un semplice sms. Mettere anche la donna-moglie nelle stesse identiche condizioni (come sarebbe inconcepibile in quella nazione, ma non in Europa o in Nord-America) non renderebbe, grazie al vessillo dell’equità e perfetta parità di diritto tra i due sessi, una legge simile meno ingiusta, o meno immorale.

    E questo non solo nel caso che, in mancanza di figli, la ricaduta sociale negativa non sia immediatamente avvertibile. E’ proprio il presupposto, più che la o le conseguenze di un simile atto, che deve far scattare il campanello d’allarme e che il caso dell’Arabia Saudita mette in luce, a mio parere, con speciale evidenza e brutale incisività: in questa cornice concettuale, infatti, l’altro/ l’altra, vengono, a priori, considerati oggetti, strumenti a servizio del proprio, più o meno umorale, concetto di felicità e soddisfazione personale. Basta che la propria, opinabilissima ma sempre insindacabile, percezione di tale soddisfazione venga più o meno intaccata perché il desiderio di porvi rimedio con un click sul cellulare si trasformi automaticamente in una legge, in cui lo Stato non può e non deve ficcare il naso.

    La ricaduta di un simile presupposto culturale va allora ricercata in un più ampio raggio, e non solo in quello, limitato, della vita di relazione della coppia naufragata e dei loro più stretti congiunti e punti di riferimento affettivo. Perché a quel punto non dovrebbe tutto, dal bullismo fisico o telematico, al furto, allo stupro, alla calunnia, all’omicidio, divenire lecito? Perché tirare in ballo parlamenti e tribunali? Se il criterio di discernimento della soddisfazione o del dolore è solo e sempre personale e insindacabile, lasciamo che la ritorsione e la vendetta abbiano libero corso e… che vinca il migliore. O solo il più forte, spietato e astuto.

    Chiedo scusa — sopratutto a Berlicche — per la lunghezza dell’intervento: non mi è proprio risuscito di essere più concisa.
    Un caro saluto a tutti.

  25. Le società islamiche e induiste sono rimaste tradizionalmente ferme ai loro principi sociali, i quali hanno impedito lo sviluppo delle società in nome da una parte della “legge di Maometto”, dall’altra in nome delle “tradizioni culturali”.

    Aveva pienamente ragione Christopher Dawson quando riteneva che la società fondata sul matrimonio monogamico indissolubile costituisce un miglioramento rispetto ad altre forme di legame sociale (e portava l’esempio di Roma e della Grecia, che sono scomparse per via della debolezza connaturata ai vizi delle persone).

    Generalizzando ed estendendo il discorso, se diamo il là ai vizi, bruciamo ogni possibilità di costruire il futuro. Meglio ritenere la virtù che propagare il vizio, visto che ci si guadagna in prospettive per il futuro e in sviluppo sociale.

  26. «Meglio ritenere la virtù che propagare il vizio, visto che ci si guadagna in prospettive per il futuro e in sviluppo sociale.»
    La versione terrena della scommessa di Pascal.

  27. Ago86,

    non conosco Cristopher Dawson, ma ho vaghe reminescenze scolastiche di cronache di Tacito che descriveva un singolare costume dei temuti “barbari” nordeuropei (galli, sassoni? non ricordo più): mentre i loro soldati si industriavano a menare ferocissimi fendenti in battaglia contro i nemici, le loro mogli, madri e sorelle, a debita destanza ma ben visibili, sollevando in alto tra le braccia pargoli e lattanti, li incitavano, come una sorta di squadra di cheer leaders sanguinarie, ad annientare la tracotanza dell’esercito che minacciava la pace dei loro focolari e la continuazione della loro stirpe.
    Non furono proprio quei barbari a mettere in ginocchio le “aquile romane”? Credo che anche Tacito lo pensasse e …tacitamente insinuasse.

    senm_webmrs,

    non sempre “seguitar virtute e canoscenza” paga (almeno in questo mondo), vero?

    “In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse
    loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.” (Luca, 13, 1-9)

    Un caro saluto a entrambi.

  28. Marilù, i romani e i greci sono scomparsi perché avevano una società debole, minata dalla propagazione dei vizi tra i suoi cittadini. Tutte le società che hanno fatto dei vizi e della mollezza un valore da difendere sono scomparse. L’Europa farà la stessa fine: tra 30 anni sarà solo una propaggine del medioriente.

    Se uno seguisse la virtù per interesse, non sarebbe virtuoso. Ma qui si parlava di società, non tanto di singoli individui e di singole scelte.

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