Non è Vangelo – XV – Allargate la via

Cari confratelli infernali e amici del peccato, nel nostro usuale appuntamento di oggi continueremo l’esame di quello che è conosciuto come “Discorso della montagna”: un assemblaggio di frasi sconnesse di “G”, il noto carpentiere disoccupato che in antico scorrazzava per la Palestina con i suoi amichetti.

Sarebbe demenziale, per il cristiano, prendere quel sermone del figlio del falegname e tentare di applicarlo alla vita moderna. Fermo restando che si tratta di elaborazioni successive di fatti mitici mai avvenuti, risulta evidente che chi lo ha pronunciato era in uno stato di esaltazione mistica, forse dovuta a consumo di alcolici o sostanze stupefacenti. Deve venire inteso come un idealismo spiritualista, non come un concreto modo di vivere la vita. E’ compito della Chiesa e dei suoi sacerdoti, che noi demoni non disdegniamo di consigliare di tanto in tanto, di spegnere i facili entusiasmi e ricondurre quelle parole azzardate ad un più sano realismo ecclesiale.

Sì, va bene essere la lucerna del mondo: ma con umiltà, senza esagerare. Ci sono tante persone più intelligenti: meglio lasciar parlare loro, evitando di sbagliare. La Legge e i profeti non sono aboliti, è chiaro, ma devono essere costantemente modificati perché siano al passo con i tempi. Cosa dice alle nuove generazioni il Vecchio Testamento o, se è per questo, il Nuovo? Niente. G ha dato ampio spazio ai suoi discepoli per reinterpretare quello che lui ha esposto, ammesso l’abbia fatto. Discernimento, ci vuole. Se una frase ci pare troppo dura è evidente che non può averla pronunciata davvero, e anche se fosse non riteniamola obbligante. Non si tratta di trasgredire la Legge, quanto di permettere a quelli che non fossero in grado di seguirla di considerarsi in piena comunione.  Sappiamo tutti, noi diavoli per primi, quanto sia pesante e insopportabile quella ideologia  che è nota come cristianesimo. Se poi uno ne ignora delle parti, come è giusto e auspicabile, non deve essere mai ritenuto in peccato. E’ ignorante, non può sapere che sbaglia. Lasciatelo stare così: vi assicuro che nell’ultimo giorno noi demoni avremo un occhio di riguardo sia per lui che per voi.

Perché correggere qualcuno spiegandogli che fa qualcosa di male, con il rischio che si rafforzi nell’errore? Non toglietelo dall’illusione, questi non hanno bisogno di redenzione. Se non può fare a meno di peccare non può, e basta. Dovrebbe scusarsi perché è fatto così?
Perché proclamare regole assurde, dicendo che chi insulta il proprio fratello commette peccato? Che chi lascia la moglie e si risposa fa adulterio? La psicologia si è aggiornata, non si può considerare una colpa quello di cui tutti i giornali alla moda dicono un gran bene.

Dovete amare i peccatori, e anche quello che li rende tali, il peccato. Chi invece pretende di indicare il giusto e lo sbagliato, di quelli nessuna misericordia. Se qualcuno ti da uno schiaffo, tu devi porgere l’altra guancia; non solo, ma devi accompagnare questo tuo fratello prendendo a tua volta tu stesso a schiaffi qualcun altro. Se ti si oppongono, per prova togli loro la tunica: se non ti danno anche il mantello non sono redenti e quindi puoi essere con loro duro quanto vuoi. Pregate sempre i vostri persecutori; se fate anche loro dei doni e vi adeguate alle loro richieste ancora meglio.
Per i cristiani bisogna amare i propri nemici: quindi, per essere amati, dovete perseguitare i cristiani. E’ scritto chiaramente,  volete andare contro le parole di G?
“Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini”: quindi evitate di praticarla e avrete la ricompensa. E anche l’elemosina, è detto “non sappia la tua sinistra quel che fa la tua destra”. Per evitare disguidi il modo migliore è non farla del tutto.
La preghiera va fatta nel segreto; non in pubblico. Chi prega in pubblico, in chiesa o altrove, va ripreso severamente. Che sia così segreta che voi per primi non vi accorgiate neanche di farla. Se ne doveste avere l‘impulso, sopprimetelo. Volete andare contro G, voi che ci credete?

Le ricchezze sulla terra sono soggetti a tignola e ruggine: a meno che non siano un conto bancario, preferibilmente segreto in maniera da non suscitare l‘invidia di coloro che sono meno abili di voi. Badate quindi a procurarvi un tesoro su nel paradiso fiscale. Là dov’è il vostro tesoro, là sarà il vostro cuore: e, diciamolo chiaramente, il vostro cuore non desidera spiagge tropicali sulle quali folleggiare?

Non preoccupatevi quindi di cosa mangiare e cosa vestire: affidate il tutto alle riviste di cucina e di moda, che dietro il giusto pagamento vi libereranno dell’affanno di pensarci voi stessi. La preoccupazione non può aggiungere una sola ora alla vostra vita, quindi non preoccupatevi di niente. Fatevi i fatti vostri, per dirla un po’ brutalmente: non immischiatevi nelle disgrazie altrui. Non cercate la pagliuzza nel loro occhio, lasciate pure che trovino la loro strada senza giudicarli.

Se vi troverete nel bisogno, bussate e troverete; nel caso quelli dentro non sentano, buttate giù la porta e prendete liberamente, è nel vostro diritto. Se non fossero in casa la colpa ricada su di loro. Tutto quello che volete gli uomini vi facciano, fatelo voi a loro: una mano lava l’altra, e c’è sempre bisogno di complici.

La via larga conduce alla perdizione, la via che conduce alla vita è stretta. E vi pare bello? Datevi quindi da fare per allargare quella via stretta, che diventi una comoda autostrada dove sia semplice passare. Lasciate perdere le porte anguste, inadatte ai volumi di peccatori del mondo contemporaneo, così i milioni di persone che si trovano nella colpa non avranno bisogno di cambiare e sforzarsi per accedervi.
Manco dovranno accorgersi di quella porticina,  se voi farete per bene il vostro lavoro. Se non sanno che esiste, se nessuno gliene parla, il loro flusso sarà enormemente facilitato.

E’ il momento di aggiornarsi, in maniera che il peccatore, non sentendosi giudicato, possa tornare in una Chiesa che non lo indica più come tale, ma lo accolga senza pretendere pentimenti.

Come quella Chiesa così rinnovata lo riceve, così anche noi, non più nemici ma collaboratori, lo ospiteremo in casa nostra. Per sempre.
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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 23 febbraio 2017 su Non è Vangelo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Re del silenzio

    Vorrei chiedere all’autore dell’articolo che scrive questo

    “Se poi uno ne ignora delle parti, come è giusto e auspicabile, non deve essere mai ritenuto in peccato. E’ ignorante, non può sapere che sbaglia. Lasciatelo stare così: vi assicuro che nell’ultimo giorno noi demoni avremo un occhio di riguardo sia per lui che per voi”

    “Perché correggere qualcuno spiegandogli che fa qualcosa di male, con il rischio che si rafforzi nell’errore? Non toglietelo dall’illusione, questi non hanno bisogno di redenzione. Se non può fare a meno di peccare non può, e basta. Dovrebbe scusarsi perché è fatto così?”

    Se ritiene che la Chiesa sbagli, visto che insegna ai confessori a lasciare il penitente in buona Fede qualora il confessore prevedesse che il penitente non modificherebbe la sua condotta e passerebbe a peccare mortalmente.

    Perché di insegnamento della Chiesa si tratta

    “Certamente è da ritenere sempre valido il principio, anche in merito alla castità coniugale, secondo il quale è preferibile lasciare i penitenti in buona fede in caso di errore dovuto ad ignoranza soggettivamente invincibile, quando si preveda che il penitente, pur orientato a vivere nell’ambito della vita di fede, non modificherebbe la propria condotta, anzi passerebbe a peccare formalmente” fonte http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/family/documents/rc_pc_family_doc_12021997_vademecum_it.html

    Quel documento risale al Pontificato di San Giovanni Paolo II.

    L’autore dell’articolo ritiene che un Papa Santo si sia condannato all’inferno e abbia condannato all’inferno dei fedeli con quelle parole?

    Perché da quanto scrive sopra ” Lasciatelo stare così: vi assicuro che nell’ultimo giorno noi demoni avremo un occhio di riguardo sia per lui che per voi” sembrerebbe questo il suo pensiero.

  2. xRe del Silenzio: Teofane, hai cambiato ancora nick?
    Oh, niente affatto. Il demone qui stava proponendo qualcosa di diverso: non solo nei casi di “ignoranza soggettivamente invincibile”, ma in tutti i casi il peccatore deve essere lasciato a sguazzare nel suo guano. Guai ad annunciare Cristo! Guai a dirgli che c’è un modo migliore di vivere! Lasciamogli pure fare tutto quello che vuole, in fondo che bisogno c’è della Redenzione? Se uno è ignorante è bello che salvo. Meglio avrebbe fatto il falegname a starsene a casetta sua.
    E’ anche questo il tuo pensiero?

  3. Ehilà, “Re del Silenzio”: un nome, un programma.

    E per fortuna che avevi dichiarato numerose volte di voler tacere, ma la coerenza a quanto pare non fa parte delle tue virtù.

    Oppure sei così ossessionato dalla teologia della mutanda, che vai in cerca di ogni appiglio, per riproporci le tue tesi?

    Emblematico che, nel Vangelo di oggi, il Satanasso utilizzi proprio le Scritture, per convincere Cristo a peccare.

    Chi utilizza le Scritture… e chi il vademecum… magari con un pizzico di Sant’Alfonso. Ma solo un pizzico, eh: quel tanto che basta per deviare il discorso lì dove si vuole.

    Comunque ti faccio i complimenti per la grande fantasia che possiedi, nella scelta dei nick.

  4. Re del silenzio

    @Berlicche

    “xRe del Silenzio: Teofane, hai cambiato ancora nick?
    Oh, niente affatto. Il demone qui stava proponendo qualcosa di diverso: non solo nei casi di “ignoranza soggettivamente invincibile”, ma in tutti i casi il peccatore deve essere lasciato a sguazzare nel suo guano. Guai ad annunciare Cristo! Guai a dirgli che c’è un modo migliore di vivere! Lasciamogli pure fare tutto quello che vuole, in fondo che bisogno c’è della Redenzione? Se uno è ignorante è bello che salvo. Meglio avrebbe fatto il falegname a starsene a casetta sua.
    E’ anche questo il tuo pensiero?”

    Assolutamente no. Mai affermato che il peccatore in tutti i casi debba essere lasciato a sguazzare nel peccato.

    In una situazione di peccati oggettivo si possono dare tre casi:

    1) il peccatore pecca con piena avvertenza (conoscenza e comprensione della norma) e deliberato consenso e, continuando a peccare in quel modo fino alla fine della vita, si danna;

    2) il peccatore pecca gravemente ma senza piena avvertenza o deliberato consenso e quindi non rende vano il sacrificio di Cristo per Lui, e quindi può salvarsi perché lo stato di Grazia non viene compromesso

    3) il peccatore abbandona il suo peccato completamente, vivendo non solo in stato di Grazia ma in conformità oggettiva col Vangelo, che è il modo migliore di vivere.

    È assolutamente certo che lo scenario migliore sia il terzo, che va perseguito in ogni modo.

    Ho semplicemente fatto presente che, secondo la Chiesa (e non secondo me) quando si prevede che, dall’ammonizione del penitente, si passerebbe al caso 1 enunciato sopra, invece che al caso 3, allora è meglio lasciare (in quel caso) il penitente nello scenario 2, perché sebbene sia ben lungi dall’essere lo stato migliore almeno non compromette la salvezza.

    Questo è ciò che pensa e insegna la Chiesa, poi non so cosa ne pensiate voi. Io ho citato il documento che dice esattamente ciò che ho riportato.

  5. Re del silenzio

    @Adolfo

    Nessuna ossessione, ho semplicemente puntualizzato su una parte dell’articolo di Berlicche.

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