Mondo friabile

Stamattina, a messa, il sacerdote si è scagliato con una certa virulenza contro tutti quei cardinali, preti e fedeli che non capiscono la misericordia della nuova Chiesa e sono legati ad una struttura mummificata. Considerando che il suddetto sacerdote ha una certa rassomiglianza con il Boris Karloff del film “la Mummia” a me scappava da ridere. E’ un ex-missionario, che cambia abitualmente le frasi della messa in omaggio a una certa ideologia inclusiva di una cinquantina di anni fa. Mi domandavo se questo famoso nuovo non sia in effetti già un passato decrepito, come quella stagione, mentre l’antico a me pare eternamente giovane.

Ma sicuramente c’è confusione. Amici mi scrivono che il loro mondo si sta sgretolando sotto i loro occhi, “e al suo posto ne sta nascendo uno razionalmente incongruente, spiritualmente deprimente, emotivamente insostenibile”.
Un mondo friabile, dunque: ma mi domando piuttosto se ad essere friabile non siano le basi su cui questo nuovo mondo è costruito. C’è una certa parabola che ricorda che a costruire sulla sabbia, su ciò che non è solido e certo, ci sono certi rischi. Eppure è proprio ciò che, da talune parti, si chiede: il terreno solido appare troppo duro per certi gusti, occorre traslocare.

Un’altra cara amica mi ricorda che i giovani oggi manco sanno chi è Ponzio Pilato, figurarsi tale Amoris Letizia che con quel nome potrebbe anche essere una attricetta. Se solo due dei ragazzi della sua classe rammentano che Gesù è nato a Betlemme, è chiaro che il problema è un tantinello più profondo di improbabilissimi divorziati risposati dallo pseudo-coniuge intrattabile e figli bisognosi che pretendono l’eucarestia. Ma è invitandoli nella baracca sul greto del fiume che potranno trovare un posto sicuro contro le alluvioni della vita? Oltretutto se si dice loro “state pure fuori se avete altro da fare”?

Nel mezzo della tempesta, con il fiume che si ingrossa, se devo scegliere un riparo preferirò l’edificio costruito sulla roccia, più in alto. Il mio parroco ha detto che se lo Spirito Santo ci ha messo in questa situazione, lui saprà tirarci fuori. Non so se sia stato proprio lo Spirito Santo o la nostra libertà, comunque dietro c’è un disegno di cui noi ora vediamo solo i primi abbozzi. Di questo sono sicuro. Quante volte quelle che mi parevano disgrazie si sono rivelate la mano longa della Grazia in azione. Il nostro vedere è corto, nella migliore delle ipotesi.

Come dicevo a quei miei amici di prima, per il mondo friabile, tranquilli. I casi sono due: o è una prova per cui tra poco tutto si risolverà felicemente, o sono gli ultimi tempi.
Forse la seconda, mi hanno risposto, ormai siamo troppo oltre e non la si può più risolvere con risorse umane.
Potrebbero avere ragione. Se fossimo limitati alle risorse umane.

casa-sulla-sabbia-600x402

Annunci

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 22 febbraio 2017 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. Purtroppo anch’io posso testimoniare la profondissima ignoranza dei ragazzi che sono ammessi ai Sacramenti con nessuna preparazione. Giocano, socializzano, disegnano e colorano ma non conoscono i fondamenti della fede cattolica e dopo pochi anni in chiesa non mettono più piede. A scuola, poi, l’ora di religione è….. ora di tutto un po’! Siamo arrivati ad un punto quasi incredibile di lassismo e buonismo con danni per intere generazioni.
    Mi chiedo fino a quando dovremo assistere anche al silenzio di consacrati che fingono di non capire e non vedere la deriva attuale e l’enorme pericolo in cui si trova la Chiesa. Penso sarebbe meglio prendere posizione. Meglio la chiarezza che la nebbia attuale.

  2. piero ciglianti

    Il rapporto con la fede dei giovani è deprimente. L’Università Cattolica ha commissionato una seria inchiesta, i risultati sono raccolti in un libro uscito due anni fa con l’eloquente titolo “Dio a modo mio”. La secolarizzazione viene chiamata in causa come un demone impalpabile che si insinua misteriosamente e non ci si accorge che il medium è il messaggio. Twittare versetti dell’Evangelo non carica il messaggio di cristianità, banalizza la profonda verità del contenuto cristiano a twittata. La modernità illude con la possibilità di preservare la sacralità della tradizione con nuovi mezzi. La tradizione è anche forma, questo la distingue dal relativismo modernista, ci sono mezzi inadatti a quella forma. Lo svilimento involontario del messaggio ha effetti insidiosi e non immediati, sedimentano in lenta fermentazione.
    In epoca di pervasività televisiva, il messaggio papale era percepito allo stesso modo del messaggio della pop star della musica leggera. Con twitter e compagnia, il Papa è uguale al cantante, entrambi sono uguali all’utente qualsiasi.
    Strumenti inutili quando non creano conversione e robustezza della fede, strumenti nocivi quando sovvertono la concezione cristiana dell’uomo e diffondono mollezza spirituale. Non si possono servire due padroni, non si può affermare la corruzione intrinseca dell’umanità attraverso il peccato, la necessità del ravvedimento attraverso l’esercizio dell’umiltà e dell’abbandono in Cristo, per la salvezza, se tutto intorno siamo immersi in un sistema ideologico stratificato che ovunque celebra il trionfo umano illudendoci che siamo già salvi, qui su questa terra, e che il bene supremo sta nella realizzazione dell’individualità egocentrica. Il cosiddetto progresso dell’ultimo secolo è una celebrazione dell’individuo come entità autonoma, il suo piacere come massimo bene, la concezione perfetta di sé come valore morale inalienabile, il desiderio del superfluo come avanzamento esistenziale. Lo sfruttamento economico, anarchico, empio, immorale, ci offre ogni giorno nuovi oggetti apparentemente neutri che accrescono in noi illusioni diaboliche. Crediamo di usare i nuovi mezzi per la gloria del Signore, di fatto nutriamo il nostro egoismo di visibilità. La genesi del male non è la tecnica, è il mancato raffronto tra le singole manifestazioni della tecnica e il giudizio morale. Viene sempre meno intanto che la tecnica si diffonde tra la masse, allora diventa impossibile investire la tecnica col discernimento, essa è pienamente normalizzata, immune, imprescindibile.
    I santi saranno sempre più una rarità.

  3. Thomas Kuhn diceva che una nuova teoria scientifica trionfa non perché i suoi oppositori si convincono, ma perché poco a poco muoiono e cresce una nuova generazione che si è abituata ad essa.
    Mutatis mutandis, vale anche per le ideologie religiose. Tutti questi misericordiosi o moriranno di vecchiaia o usciranno.
    Chi resta, ricostruirà facendo tesoro dell’esperienza.

  4. Sircliges, temo parecchio quell'”abituati”. Sa tanto di “conformati”.

    xCiglianti: non so se sono d’accordo con il discorso sul mezzo. Certamente un tweet, ma anche un blog, un articolo, un libro non può portare un messaggio completo, ma non è quello il suo ruolo. E’ il cenno che incuriosisce, che smuove: solo il contatto con una verità di carne è il mezzo scelto da Cristo. Questo non vuol dire che quei mezzi non si possano usare anzi, in una qualche maniera si debbano usare. Perché l’alternativa sarebbe un ambito in cui Cristo non entra, non c’entra. Mentre Cristo c’entra con tutto.
    I santi non sono suscitati dai media; è la Grazia e la libertà dell’uomo, e ci saranno dati quelli di cui abbiamo bisogno.

  5. Il mezzo col quale si comunica non è neutrale e il contenuto complessivo di una comunicazione può perdersi o arricchirsi di significati diversi, potendo addirittura diventare altro.
    Ciglianti credo dica anche questo.
    Se McLuhan ha ragione, il messaggio di Cristo è inscindibile dal mezzo usato, un mezzo che non è tecnologia: la voce che annuncia, ma anche legge, ammaestra, interroga e risponde. Una voce che ha un volto, che sta lì, presente. E chi Lo ha ascolta, non solo Lo sente ma anche Lo vede, e può testimoniare la Verità.
    Aggiungerei che nell’evangelizzazione, uomini di chiesa e laici dovrebbero distinguersi proprio su questa diversa attenzione al messaggio insito nel mezzo usato, che per i primi non può prescindere dalla sacralità del contenuto, massimamente rappresentata in quelle forme liturgiche (oggi invero rare) che non si sono lasciate svilire dai modi e dalle mode volgari.
    I laici, nella comunicazione del messaggio cristiano, non devono invece lasciare nulla d’intentato, utilizzando ogni risorsa disponibile per far entrare (forse bisognerebbe dire, tornare) Cristo nella vita quotidiana dell’uomo.

  6. Osservo amaramente che senza olio di palma i biscotti sono meno buoni e più friabili…

  7. in tutto questo ci vedo un nuovo che avanza spero di viverlo con i miei 67 anni ho ancora(forse) tre anni io speriamo che me la cavo le novita’ di Dio sono sempre meglio delle nostre

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: