Astronomia per età oscure

Around the 6th century AD, Europe entered what’s known as the Dark Ages. This period of time from around 500 AD until to the 13th century witnessed the suppression of intellectual thought and scholarship around the continent because it was seen as a conflict to the religious views of the church.

Attorno al sesto secolo della nostra era, l’Europa entrò in quelle che sono conosciute come Età Oscure. Questo periodo di tempo tra circa il 500 DC. fino al 13esimo secolo vide la soppressione del pensiero intellettuale e degli studi nel continente perché era visto in conflitto con la visione religiosa della chiesa.

Quando ho letto questa frase sul sito Astronomy.com entro un articolo sugli studiosi di astronomia islamici (“Come gli studiosi islamici fecero nascere la moderna astronomia“) sono sobbalzato. Mi sono chiesto: ma davvero c’è ancora tanta ignoranza, specie da parte da chi vorrebbe scrivere articoli storici? Si ripropongono bufale smentite da un pezzo.
Perché quella frase che ho riportata è non solo inesatta, ma completamente errata. In effetti, avvenne proprio il contrario.

L’astronomia era una delle quattro “Arti liberali” del Quadrivio. Esse erano insegnate in tutte le scuole europee medievali a partire dal V secolo, quando furono codificate per la prima volta. Queste scuole erano quasi sempre sotto il patrocinio della Chiesa. La Chiesa infatti ha sempre incoraggiato apertamente lo studio delle stelle e dei pianeti, come mezzo per capire meglio il disegno di Dio e la sua Creazione. Monaci e anche santi, come San Ermanno lo Storpio, studiavano e copiavano trattati sulle meccaniche celesti e realizzavano strumenti astronomici. Papa Silvestro II (999-1003), Gerberto di Aurillac, era un astronomo al quale si deve tra l’altro la reintroduzione in Europa dell’astrolabio.

Se di fronte ai fatti ci fossero ancora dubbi basterà ricordare la Divina Commedia, infarcita di riferimenti astronomici in connessione con la divinità: “amor che muove il sole e l’altre stelle“. La Chiesa era così contraria agli studiosi che creò le università (no, quella di Fez era solo una madrassa)…

Non si può negare che, per larga parte del primo medioevo, i migliori astronomi fossero in territorio islamico. Ancora oggi i nomi di molte delle stelle più luminose sono arabi (Algol, Alcor, Altair…): la versione araba del greco da cui furono tradotte. L’eredità degli astronomi indiani e persiani conquistati nonché la disponibilità di testi classici perduti in occidente dava una netta superiorità agli studiosi di quelle terre rispetto agli omologhi europei, dove le conoscenze erano state spazzate via dalle successive ondate di invasioni.
Ma già nel 1200 una certa parità era stata raggiuunta, e nei secoli successivi il divario in favore dell’Europa divenne sempre maggiore. Quale il motivo?  Proprio la spinta della Chiesa, assente in Oriente, dove anzi gli studiosi vennero sempre più visti con sospetto se non con ostilità. Se nel cattolicesimo Dio ci incoraggia a conoscere il mondo perché esso è ragionevole, nell’Islam il mondo è soggetto al capriccio divino, e quindi imperscrutabile. Non molte possibilità di una vera scienza.

Quindi, onore agli astronomi islamici, ma se l’astronomia oggi è grande è per merito della Chiesa. Sì, anche Galileo era cattolico.

astrologi-araba

 

 

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 febbraio 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. “…nell’Islam il mondo è soggetto al capriccio divino, e quindi imperscrutabile.”

    che strano.
    avrei giurato che chi mi ha detto che

    dio se gli gira ti fa ricrescere la gamba amputata – e anzi una volta l’ha fatto, nel seicento, ciabbiamo le prove!!! –

    fosse cristiano, e anzi cattolico.

  2. a) Dio fa regole razionali, ma può fare anche le eccezioni perché è superiore alle regole

    b) Allah non fa regole, perché la razionalità è un limite

  3. Sarà che sono grezzo (e, si sa, la teologia è roba per cervelli fini), ma a me l’unica differenza che salta all’occhio, tra A e B, è che il primo gigioneggia mentre il secondo no.

  4. La differenza e’ che nell’ipotesi A) fare scienza e’ una cosa sensata ed opportuna, nell’ipotesi B) e’ una perdita di tempo sacrilega. Per questo la scienza come la intendiamo oggi e’ nata nell’occidente cristiano e non altrove nel mondo. Se per te questo non fa differenza poco importa, a ma pare un fatto rilevante.

  5. Mi riferivo strettamente al “capriccio divino”, non alle conseguenze culturali della struttura dei due impianti teologici.

  6. Ah, les esprits forts, quanto sono divertenti, nella loro puerilità.

  1. Pingback: Lord Dorwin awards! – La falsa morte

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