Non è Vangelo – XIII – Chi semina vento

Cari colleghi che seguite questo corso per diffamatori dei Vangeli, ovunque voi siate, nelle calde profondità di casa o sull’inospitale superficie del mondo degli umani, sappiate che vi penso e vi apprezzo per il vostro sforzo di superare la naturale ripugnanza che noi tutti abbiamo nel trattare materia così ributtante.

Non è da ogni demone riuscire a vincere l’orrore per il buono e per il bello. Immagino che anche voi come me qualche volta abbiate pensato di lasciar perdere tutto. Che diamine, se quei fessi degli esseri umani preferiscono la schiavitù del Nemico-che-sta-Lassù alla nostra libertà, ebbene, che se la tengano la loro Verità! Rimangano pure legati ad essa, invece di accettare la nostra ricchezza, il nostro piacere, il nostro potere! Eppure no, non possiamo estraniarci dalla lotta. Cosa mangeremmo, altrimenti? Quanto ci punirebbero i nostri superiori, il nostro Padre-che-sta-quaggiù? Come possiamo migliorare la nostra posizione, se non siamo disposti a qualsiasi cosa per essa?

Prendiamo G, il figlio disoccupato del falegname, il protagonista di quei libercoli che vorremmo cancellare dall’esistenza. Forse che si stancava di fare discorsi che quei pezzenti dei suoi paesani manco capivano? Si stufava di guarire quelle loro malattie ripugnanti? Aveva tedio a rovinare tutte le nostre rovine, a spossessarci dalle nostre possessioni? Certo che sì! Non era che un debole ometto. Quindi, ci lasceremo battere da un Figlio del Nemico qualsiasi?

Prendete quella volta che era a predicare vicino alle sponde del lago, e c’erano così tanti fessi che stavano ad ascoltarlo che rischiavano di schiacciarlo. Una persona normale, che avrebbe fatto? Certamente pagare il biglietto! Il fatto che non ci abbia pensato dimostra la sua incapacità a condurre un’attività di successo, e quindi a dare consigli. Non un professionista, ma un dilettante. Un ingenuo, un semplice ai limiti dell’idiozia, o forse dentro.
Invece di approfittare del favore del pubblico lui si limita a farsi imprestare una barca, per poter parlare senza tutti quei puzzolenti disturbatori addosso. Snob da parte sua: lanciare i suoi deliranti proclami da bordo di uno yacht. Fatto sta che, una volta terminato di urlare le sue farneticazioni piene di livore contro noi poveri diavoli, esige dai barcaioli di essere portato al largo.

Immaginiamoci lo stato d’animo di quei poveri pescatori di fronte a pretese del genere. Stanchi morti dopo una notte di lavoro devono eseguire gli ordini arroganti di un predicatore da strapazzo. Plagiati o troppo distrutti per reagire, acconsentono. E questi che fa? Dice loro di buttare le reti.

Vi rendete conto? E’ un carpentiere, vive in montagna, non è praticamente mai salito su una barca eppure si comporta come il padrone, e pretende di spiegare a dei lavoratori professionali come fare il loro mestiere.
Però è questo il modello che ci viene proposto dai Vangeli. E’ per questo che i presuli e i teologi sono  sempre a pontificare su argomenti che non conoscono sulla base della loro superiorità morale: seguono l’esempio del figlio del falegname.
Potrebbe capitare anche a loro la botta di culo che ha avuto G: per una combinazione fortuita quei pescatori acchiappano un banco di pesci che passava di lì. E’ certamente la fortuna del principiante.
Barcaioli creduloni: di fronte ad un fatto che solo agli sprovveduti potrebbe parere miracoloso rimangono impressionati. Ora, qualsiasi matematico di nostra conoscenza potrebbe fornirvi una statistica da cui risulti che una pesca del genere rientra nella curva di probabilità e che i dati sono sicuramente esagerati, trattandosi di pescatori. Non è difficile: questi scienziati riescono a prevedere qualunque cosa, si tratti di riscaldamento globale o di risultati elettorali. L’importante è non farsi distrarre da notizie false e finire per credere che ci sia qualcosa di soprannaturale nell’acchiappare tanti pesci.

Pensate poi al danno ambientale causato dal sottrarre al loro ambiente così tanti esemplari di fauna selvatica. Se oggi i nostri fiumi e i nostri mari sono inquinati e privi di vita la causa deve certo essere addossata a quella noncuranza con cui G se ne serve. Chiaramente Il figlio del falegname, abituato ad abbattere alberi innocenti per il suo lavoro, non ha una coscienza ecologica. Oltre che della deforestazione il cristianesimo deve anche rispondere  per l’estinzione di molte specie animali. Quei poveri pesciolini!

A G piacciono le crociere: infatti sono più di una le volte in cui si fa scarrozzare in barca dai suoi amichetti velisti. Eppure ci viene suggerito che poteva camminare sull’acqua. Se fosse vero, perché preferire la nave? Probabilmente per pigrizia. Lo si capisce dal modo in cui si è addormentato durante una di queste gite: Neanche una tempesta riesce a svegliarlo. L’imbarcazione rischia di affondare e i suoi schiavetti del remo sono giustamente incavolati: come si permette di ronfare, mentre loro rischiano la pelle per portarlo in giro? Da questo atteggiamento di G possiamo dedurre che il bravo cristiano deve essere sempre indifferente ai pericoli in cui il suo sonno getta coloro che lo circondano. In fondo, che cosa importa il mondo materiale?

Ma è quello che accade dopo che smaschera definitivamente la mancanza di rispetto per l’ambiente del cosiddetto messia. Si afferma infatti che sgrida il vento e la tempesta si calma.

Capite anche voi che il presunto profeta intervenendo sul tempo atmosferico crea un precedente drammatico per l’invadenza umana nella natura. L’inquinamento, gli incidenti nucleari, lo smog, il riscaldamento globale arrivano proprio da atti inconsulti come questo. Se G avesse avuto una vera coscienza ecologica non avrebbe ostacolato il libero esprimersi degli elementi.

Domandiamoci quindi: gli esseri umani del XXI secolo possono davvero seguire chi dimostra una simile indifferenza per le tematiche ambientali? Una così evidente trascuratezza dei sentimenti dei sottoposti? Una tale indolenza nel compiere il proprio dovere?
La risposta è no. L’uomo è solo un ospite su questo mondo.
Siamo noi, i suoi padroni, che ve lo ricordiamo.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 10 febbraio 2017 su Non è Vangelo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. Salve posso tornare a ravvivare il blog con i miei interventi?

  2. Scusi, mi rendo conto che non riguarda il post, e quindi contravvengo alle regole che giustamente ha fissato, ma vorrei chiedere se ha ricevuto la mia mail, inviata a berlicche@gmail.com, dato che ultimamente mi capita che non arrivi nulla al destinatario.

  3. Chiara, l’hai mandata all’indirizzo sbagliato. Il mio indirizzo è scriviaberlicche@gmail.com. Posso solo chiederti se l’altro l’hai preso da qualche parte sul sito?
    Non c’è problema per gli OT (out of topic, fuori argomento), basta che siano chiaramente indicati come tali e limitati a comunicazioni tipo questo.

  4. Ah!!! L’ho preso dal sito, lì in alto a sinistra, ma avevo interpretato male: pensavo che ci fosse un errore di battitura e che il verbo fosse tipo un imperativo/esortativo. Errore mio, invio di nuovo e grazie!

  5. Sig.a Chiara, ho ricevuto la mail ma la risposta è stata rifiutata dal suo server: “Impossibile inviare il messaggio a xxxx perché il server remoto non è stato configurato correttamente. Visualizza i dettagli tecnici di seguito per maggiori informazioni.
    La risposta del server remoto è: 554 smtp114.alice.it Service not available – access denied”.
    Mi faccia sapere…

  6. Ho provato a cercare cosa significhi ma non mi sembra un buon segno…provo a scriverle da un altro indirizzo mail, sperando che vada bene! Grazie ancora!

  7. Sig.a Chiara, purtroppo ancora no…per inviare ad un indirizzo certificato bisogna possedere la posta certificata, e io non ce l’ho.
    Posso suggerire di aprirsi un account gratuito gmail o simili?

    Comunque, per tagliare la testa al toro, incollo qui (OT) la mia risposta.
    ***
    Sig,a Chiara
    Il mio nome non è quello che lei indica… credo si sia sbagliata.
    Comunque, nel mondo greco e romano, e anche presso altri popoli, le sacerdotesse esistevano ed erano conosciute. C’erano anche delle regine, se è per questo. Quindi, fatto salvo le differenze culturali, non sarebbe poi stata una scelta così sconvolgente, certamente non una novità. Anche presso gli Ebrei c’erano profetesse, anche se i ruoli sacerdotali erano maschili. Cristo, nei Vangeli, non ha fatto distinzioni. Ma ha esplicitamente scelto i suoi discepoli tra i maschi.
    Attenzione a considerare la tradizione ebraica come “arretrata” e quindi dire che Cristo si sia fatto condizionare da essa. Non dimentichiamo che è sata comunque il poolo eletto, che Dio ha plasmato (per quanto è riuscito) secondo la sua volontà. Etichettare come “arretrato” implica un giudizio culturale a posteriori che non è detto sia corretto. Come sappiamo, l’uguaglianza tra i diversi non ha molto senso (non ho detto migliore, ma diverso!)

    Come dice Costanza, credo sia una questione di ruoli. La Chiesa è femminile, servita da sacerdoti maschili come lo era Cristo. All’uomo la solidità, alla donna l’accoglienza. Ma come la Chiesa non sarebbe tale se non accogliesse, così anche una de-virilizzazione sarebbe letale. Al posto dell’equilibrio dinamico ci sarebbe uno squilibrio…con danni immensi.
    Ad un bambino – come siamo tutti di fronte a Dio – ci vogliono mamma e papà.

    Spero basti…c’è sempre la Mulieris dignitatem da consultare.

  8. La ringrazio della risposta e mi dispiace degli inconvenienti informatici! Per la tradizione ebraica, certamente! Non pensavo in termini di arretratezza, anche perché non ha senso dare giudizi di questo tipo in generale, soprattutto per società diverse dalle nostre, soprattutto nel tempo. Intendevo solo che le condizioni sociali erano diverse, riferendomi però in particolar modo a Greci e Romani, e alla condizione delle donne, che, tranne in rarissimi casi, conducevano una vita piuttosto ritirata. Anche perché, certo, esistevano sacerdotesse, ma quanto erano diverse, ovviamente,rispetto ai sacerdoti cristiani! Mi scuso se non sono stata chiara riguardo a questo.

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