La bocca della nonna

Una definizione che mi è sempre piaciuta di verità è “Adaequatio rei et intellectus“. Ovvero, traducendo dal latinorum, quando le cose corrispondono all’immagine che ho di loro in testa.

I guai cominciano quando questa corrispondenza non c’è.
Se me ne accorgo, posso decidere che non c’è niente da fare. Vivo in un mondo di mia immaginazione, e sono felice così.
Oppure cercare quale sia davvero la verità, ed operare per adeguare l’immagine che ho della realtà nella mia mente.
Da ultimo, posso cercare di cambiare la realtà.

Attenzione, qui non sto parlando di ideale, quando opero perché la realtà migliori. In questo caso la mia idea della realtà può essere quella corretta, anche se non mi piace. Qui parlo di quando non accetto che la realtà sia come è, quindi provo a sostituirla con una mia narrazione della realtà; con una favola. A differenza di quelle della nonna, però, non finisce se mi addomento. In questa ci vivo.

Facciamo un esempio. Se sono convinto che la storia dell’umanità sia progressiva ma constato che il progresso non sta andando dove a mio parere sarebbe dovuto andare, avrò una “dissonanza cognitiva”: quello che penso di sapere non collima con ciò che vedo. Come osano i fatti dissentire da me?
Il reale non è armonico, ferisce l’orecchio. Se sono assolutamente certo della mia convinzione mi dovrò inventare una storia che spieghi da dove arriva questa dissonanza. La colpa sarà del fascismo, del populismo, di questo o quel leader o religione. Non, ripeto non, del fatto che la realtà non è davvero progressiva, o comunque va altrove. Questo va negato assolutamente. Per cercare di ristabilire la mia idea di armonia quindi dovrò sabotare, bandire, distruggere l’ostacolo. Ammazzarlo, il cattivo, buttarlo in carcere, in manicomio, abortirlo, eutanasizzarlo. Spaccare tutto, incendiare, rivoltarmi. Non che serva sul serio: ma così potrò continuare ad abitare nella mia (non così) confortevole favola “corretta”.

Per fare un altro esempio, se sono convinto che ci sia un cambiamento climatico causato dall’uomo, non basterà né il molto caldo né il molto freddo né le alluvioni né le siccità, e nemmeno che le temperature non cambino da dieci anni o che i dati storici indichino altro per farmi cambiare idea: se a tutto quanto accade attribuisco come causa il cambiamento climatico, non c’è spazio per il dubbio. Voglio crederci. Ho già deciso: vivo nella favola.
Applicate la formula a quello che vi circonda. La teoria gender, il terrorismo… le notizie sui media diventano spesso il tessuto stesso della fiaba, una nonna fasulla che sussurra rassicurante: ignora la realtà, qui c’è chi ti protegge da tutte queste cose cattive.

Poi, un giorno, la favola finisce. Se si può giocare con la vita, la morte non inganna. Il tuo intelletto scopre come stanno le cose davvero. E ti accorgi di che grande bocca ha la nonna.

occhi-lupo

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 3 febbraio 2017 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. Alla fine mi è venuto un brivido!

  2. E quando arriva l’anticamera della morte fatta di cartelle cliniche o di tubicini infilati in ogniddove o fatta di altre concrete carnevalate che carnevalate non sono, allora potresti anche dire che chissà forse quel Gesù Cristo, forse quella chiesa, forse se fosse vero…. Ma davvero potrebbe ….. E perché li ho sempre avversati …… E adesso i miei idoli e le mie certezze dove sono? ….. E adesso che faccio ? E se davvero c’è un’altra vita che succederà di me?

    Una volta mio padre stava dormendo semisedato in ospedale con tubicini a non finire e con la mascherina fra naso e bocca. Sentì una mano che gli bussava sulla spalla e apri i suoi grandi occhi chiari

    Ciao Antonio, io sono il cappellano di questo ospedale. Rispondimi con un si o con un no usando il movimento della testa. Tuo figlio Mario che vedi accanto a me e’ venuto a cercarmi chiedendo per te l’unzione degli infermi. Sono obbligato a chiedere il tuo permesso se davvero la vuoi e se stimi opportuna questa idea di Mario. Caro Antonio, con un cenno del tuo capo dimmi se sei contento di ricevere questo sacramento istituito da Nostro Signore Gesù Cristo

    Ebbene cari amici del blog Berlicche

    Immaginate una mitragliatrice con due grandi occhi chiari che spara cento SI’ al secondo con la testa affinché non ci siano dubbi

    Questa e’ la felicità

    Questa e’ la verità

    Alfa e omega. Questo e’ il vero omega

  3. male nun j’avrà fatto, a mario. tranquillo.

  4. a ricco, vedrai che farà bene anche a te!

  5. senzadubbio; quantomeno in omaggio alla vecchia massima “perché è mejo se more uno de loro che uno de noi”.

  6. Ricco&spietato, la vecchia massima è imprecisa. Sarebbe più corretta se fosse: ” … è mejo se more PRIMA uno de loro che uno de noi”. Come ben sappiamo, si muore tutti.

  7. è vero. ne girava un’altra in borgata mia che diceva “tanto tutti dovete mori'”.

  8. a ricco, non è che nella borgata tua nun s’aregge? (Trad. si manca di coraggio?)… Così difficile dire “tanto tutti dovemo morì”?

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