Non è Vangelo – VII – Natale con i tuoi

Egregi manipolatori di coscienze e contributori all’eterno abisso, oggi passiamo a commentare un episodio tra i più celebri delle leggende sulla vita di G, il figlio disoccupato del falegname. Ovvero la sua stessa nascita, nota anche come Natale.

Leggendo quelle pagine si può essere tentati di cadere nel romanticismo, nel dolce torpore dei jingle pubblicitari con la slitta, l’albero, le luci eccetera, e scordare che si sta trattando dell’Incarnazione del Nemico-che-sta-Lassù sulla Terra.
Benissimo! Perfetto! E’ proprio così che deve essere. Se non è possibile ignorare del tutto quel nefasto avvenimento almeno lo si seppellisca sotto una coltre di buonismo, opportunità commerciali e neve. Che la cavalcata parta presto, a novembre o prima, in maniera che abbia adeguatamente stufato ben prima di raggiungere il suo culmine. Ma non siamo qui per consigli su come rovinare il Natale, siamo qui per suggerire nuove eccitanti interpretazioni di quelle righe – rovinare il Natale è puramente secondario.

I fatti sono abbastanza noti. La fidanzata di un falegname si trova improvvisamente incinta e il suo promesso, invece di ripudiarla, inesplicabilmente decide di tenere lei e il bambino. Altri tempi, lontani dalle possibilità di scelta che abbiamo adesso: oggi ci si sarebbe disfatti dell’uno e dell’altra in men che non si dica. Era un’epoca diversa, incivile e barbarica.
L’autorità statale, dicevamo, decide di fare un censimento, e il falegname, che è un immigrato, porta con sé la sua novella sposa al paese d’origine per registrarsi. Ma il falegname si è dimenticato di prenotare l’albergo, e quindi rimane per strada al freddo con la moglie gravida che sta per partorire. Dimentico di ogni considerazione igienico-sanitaria, il falso padre scarica la partoriente in una stalla lurida ricavata in una grotta. E’ in questo clima malsano di degrado che viene alla luce G, futuro fuorilegge crocefisso.

Nella zona sono presenti dei pastori, professione allora associata con i ladri, l’ignoranza e la violenza. Alcuni di loro visitano il bambino appena partorito, senza dubbio curiosi di vedere chi abbia avuto l’incoscienza di venire al mondo in condizioni così precarie; e magari verificare se si può compiere qualche furtarello ai suoi danni. Dato le note attitudini di quella gentaglia, dietro la curiosità non è remoto il sospetto di pedofilia. Il testo parla anche dell’annuncio portato dagli angeli, che avrebbero vorticato sopra quella stalla. Viene subito da pensare all’uso di sostanze allucinogene, ma come ex-angelo posso dire che la faccenda può anche essere verosimile: sui mucchi di spazzatura volteggiano i gabbiani.

Alcune cose vanno evidenziate all’interno del racconto. Intanto la trascuratezza e l’incoscienza dei novelli genitori: è una famiglia allo sbando, se pure si può definire tale. Una ragazza-madre, lo sposo più anziano che si presta ipocritamente ad una menzogna, il vero padre che rimane ignoto. Possiamo anche accusare la società, ma è certo che alcune persone sono patologicamente incapaci di essere genitori. Lo vedremo nel proseguimento della vita di G: da ragazzo scappa di casa, e i suoi famigliari non se ne accorgono nemmeno per due giorni. Un caso da servizi sociali. Crescendo non risulta che eserciti un mestiere se non quello di parolaio errante, non si sposa, non ha una casa: evidente tara psicologica derivante da una famiglia devastata. La sua fine ignominiosa la conosciamo tutti.

Come può dunque una persona del genere pensare di esercitare qualsiasi guida morale su persone tranquille ed equilibrate, di buona estrazione? Dovrebbe essere vietato a figure simili di apparire in pubblico, per il loro stesso bene. A un personaggio di questo tipo quaggiù all’inferno sarebbe proibito entrare.

Quando noi demoni proponiamo una figura esemplare non andiamo certo a frugare nell’immondizia, come in questo caso: i nostri associati sono persone a modo, rispettabili e rispettate. Non se ne vengono certo fuori con teorie bislacche su regni dei cieli o assurde pretese di essere addirittura figli del Nemico. Noi abbiamo una morale seria, di cui imponiamo il rispetto. Altro che libertà.

L’annuncio degli angeli ai pastori è un chiaro esempio di fake news. Chi lo dice, come affermano gli angeli – parte di un fantomatico esercito celeste, cioè militari di una potenza straniera – che quello sia davvero il Salvatore? Si ha solo la loro parola, anzi, peggio, solo quella dei pastori che la riportano. Gente assolutamente inaffidabile, come abbiamo già visto. Non si deve credere ciecamente ai fatti. La notizia infatti non risulta in nessun giornale dell’epoca, quindi possiamo tranquillamente derubricarla a mito o pettegolezzo.

I pastori portano doni al bambino. E’ chiaro qui il messaggio: per avere qualcosa dai potenti occorre pagare. In natura, se necessario. Lo vedremo anche nell’episodio dei magi, dove dei cartomanti extracomunitari recano delle mazzette in droghe e valuta pregiata sperando in favori politici. Come ci possiamo meravigliare poi se i politici cristiani sono nient’altro che opportunisti intrallazzatori? Sono autorizzati da pagine come questa, come possiamo noi disapprovare?

A proposito di migranti: dato che la cosiddetta Sacra famiglia se l’è cavata pur venendo legittimamente rifiutata dalle locande, perché si dovrebbe provvedere all’alloggio dei transfughi? Leggiamo tra le righe del Vangelo che occorre fare sì che se la vedano da soli. Nessuno è obbligato a dare loro di meglio di quello che ha subito la famiglia del falegname. Se non ci fossero stati quegli stranieri negli alberghi, ad occupare tutti i posti, G sarebbe potuto nascere comodamene al caldo in un letto.

Ricapitolando, questa storia letta nei Vangeli si presenta come un assortimento di assurdità e palesi fandonie. Molto meglio quindi lasciarle perdere e pensare solo al lato gioioso della festa, Babbo Natale, i regali, l’albero, vogliamocibene. Nasce un bambino che ha per scopo morire per l’umanità? Dimenticatelo. Non è abbastanza natalizio.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 23 dicembre 2016 su Non è Vangelo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Bel racconto di Berlicche. Natale secondo il principe fasullo di questo mondo.

  2. https://www.google.it/search?q=gesu+bambino+croce&client=safari&hl=it&prmd=inv&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwj2gbmhqYvRAhXOzRoKHUJtBCQQ_AUICCgB&biw=320&bih=372#imgrc=o2xXey8ynpVEsM%3A

    Una discreta foto di Natale e’ anche questa

    Condannato a morte solo perché ha compiuto il crimine di nascere

    Ma poi sarebbe venuto il peggio

    Miliardi di condannati a morte senza neppure nascere

  3. @ Berlicche

    Questi Magi che sono
    “(…) dei cartomanti extracomunitari (e) recano delle mazzette in droghe e valuta pregiata sperando in favori politici. Come ci possiamo meravigliare poi se i politici cristiani sono nient’altro che opportunisti intrallazzatori?”, hanno inquietanti rimandi all’attualità più stringente. Se non è modernista questo quadretto natalizio, di sicuro almeno è modernissimo.

    Grazie a Mario per la carrellata di Bambini Gesù placidamente adagiati o persino addormentati sulla Croce. Sarà stato pure un vagabondo, questo Figlio di falegname, ma molto di più un vero e proprio fissato: non c’è dubbio. Magari riuscissimo ad essere altrettanto fissati — e al contempo mobili, duttili e arrendevoli, come bambini ‘in costruzione’ — tutti noi.

    Buon Natale, caro Mario, e buon Natale a tutti gli avventori di questa “locanda”.

  4. Forse ho fatto casino con iPhone e anziché una foto ne sono venute molte

    Volevo solo mostrare Gesù bambino nudo appena nato ma non adagiato su una mangiatoia bensì steso su una piccola croce a sua misura

    Scusate la mia imperizia

  5. Marilù grazie e auguri anche a te. Mentre mi scusavo in assoluta sincronia tu mi apprezzavi per l’errore. Va bene cosi

  6. Accanto a quello dei magi intrallazzatori, di autentica – e direi “esclusiva” – attualità anche il ritratto dei pastori: perché forse mai come oggi si sono visti tanti “pastori” così inaffidabili, interessati a Gesù solo per calcolo, per lucrare qualche visibilità e qualche compenso.
    Buon Natale a tutti voi e… perché no, buon natale anche a loro.

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