L’ora più buia

L’ora più buia è quando il freddo ti accoltella, ti succhia le ossa il  gelo nebbioso.
L’ora più buia è quando non distingui più chi ti sta attorno, contorni sfocati, estranei in corpi che un tempo conoscevi.
L’ora più buia è la morte dell’amore, la certezza che si ferma smarrita, l’impossibile paura che apre le sue lunghe gambe come un ragno magro.
L’ora più buia è quando butti via ciò a cui tieni per tristezza, noia, ripicca, arida sabbia al posto del cuore.
L’ora più buia è il sole che è disperso, orologio rotto, forse fuggito da questa notte che non finisce.
L’ora più buia è quando la tua mortalità uccide chi sei. il tuo errore è ciò che ti definisce, la tua speranza ti pare illusione.
L’ora più buia è quando sei un fantoccio pieno di carta e fiato, quando il tuo tempo è inutile.
L’ora più buia è adesso.

Poi nasce un bambino.
I fantasmi del buio rivelano ciò che sono.
Non è l’alba, quella fioca luce che trascolora il cielo?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 dicembre 2016 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Mi piace “verso quel cielo di cui ha nostalgia..”
    Grazie…

  2. Qui le metafore suggestive e dirompenti sono tante: dall’ “orologio rotto” del sole, che già nell’aggettivo fa risuonare l’eco del suo essere…rotolato via, in una fuga tanto concitata quanto improbabile da un buio che sembra estendersi senza confini o sfumature;

    al gelo nebbioso che “traduce” in un fitto pallore oscurante il sentimento di nuda impotenza di fronte all’inevitabile;

    all’impossibilità, pur nella luce, di distinguere “chi ti sta attorno, contorni sfocati, estranei in corpi che un tempo conoscevi” (una sintesi eccelsa, da brivido, delle demenze che colpiscono tanti dei nostri più cari affetti, trascinati alla deriva da una corrente maligna e sottilmente discronica rispetto a quella in cui noi e il resto del mondo siamo immersi).

    Ma ancora più efficace di ogni precedente metafora è l’allegoria in cui il post racchiude, in perfetta armonia, Avvento apocalittico, Natività quasi schiva del “Dio nascosto” e Pasqua del riscatto finale.

    Complimenti sentitissimi, mister. E buon, meritatissimo Natale, a Lei e a tutti i suoi cari.

  3. Volentieri e anche per dovere, senm_. Senza dimenticare tutti gli altri, morti, feriti o dispersi che siano.
    Ciao, auguri di Buon, meritatissimo Natale anche a te e a tutti i tuoi.

  4. Senza dimenticare nessuno, certo, ma con una gratitudine speciale per chi pare che abbia cercato anche di difendere gli altri. Buon Natale a te e a tutti i tuoi e a voialtri e a tutti i vostri cari.

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