Cambio manuale

Due parole sul risultato del referendum.

Molto di quello che ho sentito stamattina mi ricorda le reazioni alla sconfitta di Clinton: rifiuto di riconoscere la realtà, con l’ulteriore aggravante che si trattava di una realtà ampiamente prevista. Anche se forse non da chi lamenta la vittoria del populismo. O da chi invoca un nuovo governo guidato da qualcuno che ha appoggiato quelle modifiche appena trombate; evidente sperando che basti il sacrificio del pupone per far dimenticare il resto.
Una cecità spesso condivisa anche da chi tenta di mettere il cappello sul referendum.

Da parte mia mi limito a ribadire quanto ho già detto nei giorni scorsi. La maggior parte di chi ha votato sì ha votato perché voleva un cambiamento, e ha voluto credere che quello Costituzionale fosse quello giusto. Anche molti di quelli che hanno votato no hanno votato per un cambiamento: per cambiare un Governo e soprattutto un Presidente del Consiglio che è riuscito, nel giro di tre anni, a dissipare completamente lo sguardo di speranza che aveva suscitato all’inizio.
Quello che è stato percepito dalla gente è che l’agenda governativa non era dettata dai veri problemi della gente, ma da altro; non per ultima una certa mentalità radical-chic che fa tendenza su certa stampa e televisione ma che non si fila più nessuno.

Al Governo e a Renzi non è stato perdonato di avere mentito, platealmente, a più riprese, e di essersi proposto ossessivamente sui media in uno sfoggio di potere e di arroganza mai visto in tempi recenti. Gli uomini di spettacolo accorti sanno che la propria immagine deve essere centellinata, e una sovraesposizione è molto più dannosa di una sottoesposizione. Tre anni di quotidiani istrionismi stroncherebbero anche il miglior attore, inducendo crisi di vomito nel sostenitore più sfegatato.

Non è stata perdonata soprattutto la percezione diffusa di una incapacità a risolvere davvero i problemi, mascherandoli con altro. Le unioni civili che piacevano tanto ad Obama e a tanti commentatori nostrani, ad esempio, sono state sentite come un insulto a tutti i problemi irrisolti delle famiglie vere: che sono molte, molte di più di chi di quelle unioni ha usufruito. Quando si impone qualcosa a qualcuno con la forza ci si fa un nemico. Molti nemici, molto onore: ma pochi voti.

Pare che qualcuno confonda il cambio con il freno. Se si vorrà imporre ancora una volta alla guida del paese uno di costoro vorrà dire che davvero non si è capito niente. Oppure che si è capito tutto, ma si continua a fare finta di niente perché il potere è lì.
Per adesso, almeno.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 dicembre 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 22 commenti.

  1. Ottimo “manuale di cambio”, questo post.

    Speriamo non resti a prendere polvere sullo scaffale di chi avrebbe il compito e anche tutto l’interesse di leggerlo con attenzione e profitto. Per la Nazione, e non solo per sé e i propri accoliti o — peggio — manovratori.

    P.S.: devo riconoscere che il discorso di dimissioni del premier mi ha colpito in modo inaspettato; addirittura, a tratti, mi ha commossa. Anche ai politici può capitare di appassionarsi a scelte del tutto sbagliate, per non dire esiziali, in perfetta buona fede.

  2. Fortunatamente in casa mia non c’è il televisore, così ho evitato di commuovermi in occasione dell’ultima sceneggiata strappalacrime del fiorentino.
    Perché, quando ti puoi permettere uno spin doctor del calibro di Jim Messina, anche nella sconfitta la performance in uscita dev’essere garantita.

  3. @ Marilù, sono cattiva (anche più di ToniS) per cui non mi meraviglierebbe se tra un po’, dopo il discorso di uscita dalla porta ce ne fosse uno di rientro dalla finestra… :-)

  4. @ ToniS

    Sì, ha ragione, i ghostwriters sono dei veri maghi prestigiatori della comunicazione, abilissimi a nascondere elefanti (o mucche) nel corridoio e a far risplendere di luce incantevole anche la più misera delle foglie secche. Però le pause e i nodi in gola sono a carico di chi poi quei discorsi li legge e che — non lo escludo — può anche rivelarsi un interprete da premio Oscar, oltre che un consumato manipolatore di consensi (per non dire bugiardo seriale, ché mi pare brutto).

    Solo, mi è parso (ed è un’impressione mia, non una certezza assoluta) che, stavolta, oltre alla rabbia, fosse sincera anche la sofferenza morale dell’oratore in questione.

    @ senm_webmrs

    No, non sei cattiva, senm: il tuo è solo sano e saggio realismo, mai abbastanza benvenuto in questo Paese di sognatori e idealisti mai abbastanza delusi e spiazzati.

  5. Il povero Renzi come fa sbaglia: adesso ha pure la colpa di essersi dimesso, facendo nulla di piu e nulla di meno di quello che si auspicava la stra-grande maggioranza di chi ha votato no.

  6. Ho letto i primi due capoversi dell’articolo sulla nuova BQ. Belli, l’articolo mi stava proprio piacendo, solo che dal terzo ho cominciato a sentire il classico “calcio dell’asino”, ho retto ancora qualche altro periodo poi ho chiuso.
    Mi spiace, non per il sig. Renzi ci mancherebbe, ma in questo “sport” non voglio partecipare.
    Piuttosto, visto che si denuncia la solita caduta di valori e quanto era bella l’Italia di Don Camillo e Peppone ecc. ecc., mi piacerebbe che per la parte più affine a Don Camillo, si riprendessero (seriamente) gli inviti di Papa Francesco contro la corruzione e quell’invito agli “arrampicatori” di andare in montagna.
    Di sé dicenti “politici cattolici” che vanno in chiesa per qualche comparsata domenicale finalizzata in seguito a farsi gli affaracci propri, ne ho fin sopra i capelli.
    Astenersi cialtroni, grazie.
    p.s. per la parte affine a Peppone, non so che dire, d’altronde non ho mai avuto bisogno di qualcuno peggiore di me per poter stare in pace con la mia coscienza.

  7. xGatto: mi pare che condividi le tue conclusioni con la parte conclusiva dell’articolo, che forse non hai letto.
    xEnrico: a dimettersi ha fatto bene, e ha fatto pure bene a “congelarsi”, se così è. Io però, che sono cattivo dentro, non posso levarmi un pensiero: che il passo fosse già pensato, del tipo “adesso vedono quanto hanno bisogno di me”. Non posso credere che uno astuto come lui non abbia un piano di “fuga”. Che anche la data sia stata pensata… ma, ve l’ho detto, io sono cattivo.

  8. Credo che Renzi2 menta ancora quando dice di aver perso, e che in realtà ritenga di essere soltanto momentaneamente caduto da cavallo.
    Sono certo infatti che quel 40% di italiani innamorati della sua (sua?) riforma, stanno per essere trasbordati in un importante serbatoio di voti per un nuovo progetto politico…

    Il fiorentino e il suo amico Jim sanno che il fronte del No è squagliato in partenza (Renzi, non a caso, parlava di “accozzaglia”), e il PD è finito. In piedi rimane solo Grillo.
    Renzi3 si trova in mano la straordinaria possibilità di una rapida e ampia rivincita.

    Insomma, c’è poco da stare allegri; auguriamoci che Renzi3 torni a essere simile a Renzi1 e almeno la smetta di mentire.

  9. Berlicche, quello che pensi non e’ una cattiveria ma la verita’ piu’ probabile. Del resto Renzi ha raccolto il 40% dei voti su un tema sul quale non aveva neanche l’appoggio di tutto il suo partito e ci sta quindi che ora voglia misurarsi per ottenere quella legittimita’ popolare la cui (presunta) mancanza gli e’ stata piu’ volte addebitata in questi anni. In passato aveva detto che se avesse perso avrebbe lasciato la politica? Verissimo, d’altro canto successivamente ha piu volte ribadito di aver cambiato idea e le balle da politico non le ha certo inventate lui. Detto questo ora la strada sembra spianata per i vari di maio, di battista e grillo: ad occhio non sara’ un gran passo avanti.

  10. Nelle discussioni televisive degli ultimi giorni si parla di tutti e di ciascuno tranne che del NO cattolico e del NO dei sindaci. Eppure Gandolfini, Amato e Co. si sono dati molto da fare, e anche qualche sindaco non è stato da meno
    Ecco, leggo quest’altro articolo della NBQ e mi faccio la stessa domanda dell’autrice
    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-una-pausa-di-riflessione-dopo-un-governo-gnostico-18285.htm

  11. Se la fanno anche altri
    https://costanzamiriano.com/2016/12/09/il-capolinea-della-liberta-e-linizio-della-reazione-e-non-e-solo-antipolitica/

    “Trovo, ancora, insopportabile che anche nelle analisi post referendum in Italia questo sentire della gente naturalmente poco appassionata alle battaglie che vogliono cambiare l’antropologia sia stato trascurato.”

  12. No, non avevo letto la conclusione dell’articolo. Ripeto: dal terzo capoverso inizia una sequenza incredibile di scaracchi, che per quanto meritati non danno un bello spettacolo.
    Ho una mia piccola e personale interpretazione del referendum: che le riforme siano state bocciate perché “fatte da Renzi”, esattamente come furono bocciate quelle fatte da Berlusconi proprio perché “fatte da Berlusconi”, senza entrare più di tanto nel merito delle stesse. Tra l’altro ho dato una scorsa su wikipedia per vedere le percentuali di favorevoli e di contrari, incredibile quanto siano simili in entrambi i referendum.
    Dopo il tuo cortese invito ho letto fino in fondo tutto l’articolo.
    Lasciando perdere la gran quantità di sputazzi e un’accentuazione di retorica proprio nel capoverso finale, la conclusione mi ha lasciato un po’ perplesso. Potrei anche dirti di essere d’accordo sul generico “darsi una mossa” e ancor più su tutta la “Chiesa italiana … dalla gerarchia all’ultimo dei fedeli”, mi lasciano perplesso il “per che cosa” non detto e “le dovute modalità” buttate lì a casaccio.
    Mi riecheggiano nelle orecchie le parole di un mio carissimo collega, laureato in giurisprudenza, che una volta mi citò la frase di un vecchio statista italiano “la legge con gli amici si interpreta, con chi non è amico si applica”.
    Mi scuso se la citazione non è proprio corretta ma vado a memoria, tuttavia se restiamo a questo livello la vedo molto dura, non tanto per magnifiche e improbabili riforme della Costituzione, ma per il normale vivere sociale quotidiano.

  13. Napolitano Monti Letta Renzi sono stati leaders senza transfughi e senza traditori e senza l’avversione di stampa media star magistratura e guardia di Finanza e senza sentenze ove ti tolgono un bel pezzo di Mondadori per darlo a De benedetti

    Costoro potevano anche essere gay o pedofili ma nessuno avrebbe mai messo spie e fotografi per incastrarli (quell’intelligentone PD dello scandalo trans fu vittima di bassi ricattatori e non dei poteri costituiti)

    Se questi premiers avessero avuto qualche segretaria o qualche colf o qualche autista privato etc etc prima delle investiture ove queste persone ti spettano da parte dei contribuenti, forse sarà stato anche licenziato poiché non mi servi piu

    Conosco qualcuno che non ha licenziato neppure una persona in tutta la vita. Neppure una. Anche se stalliere in odore di mafia, neppure quello e’ stato licenziato.

    Mi sto ricordando che quando i ricattatori del filo-trans testé detto si rivolsero a Marina per vendergli le foto compromettenti, lei avvisò suo padre e suo padre avvisò in segreto il nostro eroe nonostante per tutta la vita gli avesse sputato addosso insieme a tutto il PD

    Cercò di negare l’evidenza quando scoppiò lo scandalo di lì a pochi giorni dopo ma Bersani non credette alla sua versione e lo costrinse alle autodimissioni smacchiando così il PD anziché i giaguari

    Mi chiedo con quale coraggio si difendono omuncoli di questo insignificante spessore

  14. Omuncoli, nel caso di Monti figlio di Napolitano, con il 100% del parlamento dalla sua parte

  15. Se corrompi uno dei giudici che deve decidere un lodo arbitrale in un paese civile e’ giusto che paghi. Se metti in piedi un castello societario di gestione dei diritti cinematografici che ti permette di mininizzare il carico fiscale in italia e di crearti un’ingente provvista di denaro per pagare le tangenti anche in questo caso e’ giusto che tu sia condannato. Monti, Letta, Renzi e Napolitano soni stati graziati dalla giustizia? Puo’ essere (anche se bisognerebbe provarlo, non solamente immaginare possibili colf pagate in nero), ma questo nulla toglie o nulla aggiunge alla bonta’ di alcune delle condanne subite da Berlusconi, il quale certamente e’ stato oggetto di un’attenzione sin troppo interessata da parte di una frangia della magistratura ma che – mettiti il cuore in pace – qualche malefatta l’ha pure compiuta.

  16. Caro Enrico, ariecco, non petito, Berlusconi, fonte di ogni male. Se devo essere sincero, di ogni nome che hai detto non mi importa niente e il parlarne m’annoia. Non sono che distrazioni sulle cose importanti che sono, o non sono, fatte: il siolo senso della politica.

  17. Oddio, a rievocare Berlusconi, seppur senza farne il nome, è stato Mario.
    Piccola precisazione tanto per fugare dubbi: per me Berlusconi come politico è attualmente una buona spanna migliore degli altri che sono in giro, il secondo forse è proprio Renzi.
    Per chi volesse sapere come “misuro” i politici, si riveda una bella battuta pronunciata nel film “Caccia a Ottobre Rosso”, perciò caro Enrico non credo che da una parte ci siano verginelle pudibonde e dall’altra delinquenti totali, con rispetto ma le favolette raccontale ai tuoi figli o nipotini.
    Quel che annoia a me, invece, caro Mario è leggere certe agiografie. Dai, di solito fai molto di meglio.
    A una fan sfegatata di Berlusconi, il giorno dopo che licenziò un allenatore del Milan, le dissi “finalmente non la menerai più con la storia che non ha mai licenziato nessuno …”
    A proposito, caro Berlicche, ricordi? Ho cominciato a intervenire nel tuo blog a seguito di un post sul modo di giocare a calcio da parte di Renzi in cui avanzavi molte riserve e io ti rispondevo che anche il suo antagonista non mi convinceva per niente.
    Bravo: ti meriti una pacca sulla spalla, hai indovinato, è proprio un politico (quasi) da “Caccia a Ottobre Rosso”.
    Piccola annotazione off-topic: di calcio me ne intendo meno dell’italiano che si professa meno esperto, tuttavia devo dire che svela molto della personalità di certuni. Concordi?

  18. Vorrei fare qualche domanda a Enrico, del tipo:
    – E’ affidabile un sistema giudiziario che per efficienza e qualità si classifica al 157° posto nel mondo?
    – In Italia, possiamo essere ragionevolmente certi che una persona condannata sia in effetti un delinquente mentre chi viene assolto sia di sicuro innocente?
    – E’ lecito nutrire dei dubbi quando si vedono casi devastanti coinvolgenti precise forze politiche (vedi suicida acquisizione antonveneta da parte di mps, via libera bankitalia) passare indenni attraverso le inchieste, nonostante gli enormi danni economici inferti al Paese?

    Per una serie di motivi non nutro una particolare simpatia per Berlusconi, ma i mostri forse sono altri e sono ancora e sempre al loro posto…

  19. Sono convinto anch’io che la magistratura italiana abbia moltissimi problemi ed e’ indubbio che alcuni processi intentati a berlusconi siano stati pretestuosi (vedi il caso ruby). Berlusconi e’ stato bravo con le sue tv e media a creare uno schema di contrapposizione “o con me o contro di me” per cui molta gente pensa acriticamente che sia innocente opure colpevole su tutta la linea. Da ex revisore contabile parlo di quello che so ed e’ provato che negli anni 80 inizio 90 Berlusconi tramite una rete di societa’ dislocate in paradisi fiscali sottraeva imponibili e creava delle provviste con cui pagava le tangenti. In molti lo facevano in quegli anni e tanti non soni stati condannati ma mi sembra comunque utile ricordarlo a chi qui a delle agiografie fuori luogo. Poi su Monti sono un ex sostenitore pentito (su di lui ha avuto ragione berlicche) e renzi, sicuramente un bugiardo ed un opportunista, lo ritengo semplicemente e comunque il meno peggio sulla piazza. Sperando sempre che si faccia avanti qualcuno migliore

  20. Prodi, Monti, tutte persone rispettabili e di talento, peccato che abbiano di fatto lavorato a vantaggio delle economie forti, non dell’Italia. Con l’euro si è voluto impedire la correzione dei cambi innescando quegli squilibri nelle bilance commerciali che hanno messo in ginocchio l’economia dei Paesi perdenti nello scacchiere della delocalizzazione produttiva, impossibilitati a crescere in termini di PIL. Con la “manovra Salva Italia” l’ IMU è diventata di fatto un’ICI sul tetto sotto il quale si vive, migliaia di miliardi di valore immobiliare sono stati bruciati in un colpo solo, e i consumi delle famiglie hanno dovuto subire un taglio che si protrarrà fino a quando non si porrà rimedio a tutto questo disastro.
    L’Italia avrebbe bisogno d’altro e di altri, ma per il “pensiero unico”, per i tanti che “l’euro ci ha salvato”, ricordare certe cose è fare becero “populismo”.

  21. Peccato che questo mantra della “legalità” non si applichi agli “amici”, ma solo ai “nemici”.
    Tipo per esempio le TANGENTI che il PCI prendeva attraverso anche il circuito delle cooperative.
    Oppure questo:
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/complottisti-ritirata-macchina-fango-notizia-nascosta-1342662.html

    Fini doveva essere “er mejo fico der bigonzio” solo perchè aiutava la sinistra. Esaurito il suo compito, e’ stato gettato alle ortiche. Questo da’ anche una misura delle presunte “inchieste giornalistiche” che, quando non fanno comodo, vengono ignorate (tipo quella su Boffo).

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