Non è Vangelo – III – Una vicenda adulterata

Anche se il Figlio del Nemico-che-sta-lassù, quel falegname che chiameremo G per evitare di pronunciare il suo nome, non è mai davvero esistito, noi demoni abbiamo comunque un dovere nei confronti dell’umanità: precisare meglio i fatti che lo riguardano, che ci sono giunti in una forma – i cosiddetti Vangeli – spesso imprecisa.

E’ solo un esercizio di dialettica su romanzetti sopravvalutati. Un modo per allontanare le menti confuse dei fedeli da quelle menzogne troppo ripetute: che noi vorremmo il male degli uomini. Al contrario, il nostro desiderio è che più anime possibile trovino la strada di casa nostra. “Satanas sum, humani nihil a me alienum puto”, dice Nostro Padre che sta Quaggiù. Tutto ciò che è umano ci interessa. Fidatevi, sarà più semplice per noi aiutarvi a trovare la vostra collocazione se vi lascerete convincere da quanto vi dirò.

L’episodio della vita di G, quel personaggio di fantasia, che prenderemo in considerazione oggi è comunemente indicato con il nome con “vangelo dell’adultera”. I fatti sono noti: una donna beccata mentre se la sta facendo con qualcuno che non è suo marito viene condotta davanti a G perché la giudichi. Ci si aspetta che il falegname, secondo la legge, la indichi buona per la lapidazione, facendo incavolare di conseguenza i romani, oppure la assolva, dimostrando di disprezzare la Legge mosaica. G se la cava chiedendo a chi è senza peccato di tirare la prima pietra e, poiché nessuno se la sente, la rimanda senza condannarla.

La prima annotazione da fare è il disinteresse di G per quella donna. Quando gliela portano, lui manco la guarda: non parla, si mette a scrivere nella sabbia. Cosa vuole insegnarci con questo? Ovviamente il disprezzo per la materialità delle cose, per le persone stesse. Vuole rimarcare la superiorità dello spirituale sul banale quotidiano. La carne non è cosa mia, fa capire, fatele pure tutto quanto volete sotto quell’aspetto, io mi interesso d’altro. E’ su di un altro livello rispetto all’uomo comune, che non vale niente se non è illuminato dalla luce della conoscenza. Le cose importanti sono quelle scritte, ciò che uno conosce e sa, la scienza; le vicende corporali degli esseri umani invece sono noiose. Chi non ha studiato, chi non è sapiente non può capire e giudicare quanto lo circonda, è ignorante e basta.

Anche i suoi discepoli dovrebbero fare così: abbandonare l’impegno con gli altri uomini per trascorrere la vita nello studio della teologia, la sola occupazione che valga veramente.

La donna, davanti a lui, è portata sola. Non c’è traccia della persona con cui è stata scoperta ad avere rapporti. Il fatto che questa non venga nominata ci aiuta a capire che, in ogni caso, è solo la donna a doversi assumere la responsabilità di questo genere di azioni. L’uomo non è perseguibile, e quindi secondo questa interpretazione basata sull’evidenza, può dedicarvisi liberamente.

Il concetto è ripreso nel seguito. Non esiste peccato sessuale: viva l’adulterio, che G non vuole condannare e quindi nessun altro può. Come si fa a dire che il cristianesimo che sostiene il matrimonio e la famiglia? Piuttosto, la massima libertà nello scambio di partner e qualsivoglia attività connessa. L’amore è amore, tutto è perdonato, anche se non c’è niente da perdonare. “Va e non peccare più”  è certamente un refuso per “va e non farti beccare più”.

C’è un altro aspetto da considerare. “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, dice G. Ma lui non la lancia. Quindi o è ipocrita e incoerente, oppure anche lui ha peccato.
I cristiani amano dire che anche sua madre avrebbe avuto una Grazia tale da risparmiarsi il peccato. Sappiamo che lei era solita seguirlo, come tutte le madri possessive. Se neanche lei ha lanciato il sasso possiamo dedurre che anche lei non era così pura, o disprezzava la parola del suo stesso figlio rifiutandosi di eseguire quanto diceva.

Secondo il testo G non condanna l’istituto della lapidazione. Questo in linea con la vena sadica che lui e la sua Chiesa hanno sempre praticato. Inquisizione, Crociate, roghi, tutte le realtà storiche di cui vi abbiamo sempre informato con equilibrio e realismo sono la diretta conseguenza di posizioni come questa. Probabilmente G è a favore anche della tortura e delle forme più estreme di punizioni corporali. Ora, non è che noi demoni siamo del tutto sfavorevoli a queste pratiche se si rendono necessarie, ma gli umani sensibili dovrebbero tenerne conto quando scelgono una religione.

Lasciatemi sottolineare l’affermazione più forte del brano, quando ribadisce che il peccato non deve essere condannato. “Neanch’io ti condanno”, afferma G.

Anche noi, sembra dire l’evangelista, dobbiamo fare lo stesso: non giudicare niente e nessuno, e lasciare ai giudici veri, lo Stato, il compito di condannare le persone secondo il loro volere. Non ci deve immischiare con l’autorità, soprattutto non esiste davvero nessuna autorità o legge da rispettare di origine divina. Tutto è amore, quindi si faccia pure l’amore liberamente. Non solo quello, ovviamente, possiamo tranquillamente assumere che nel vero pensiero del falegname ci sia il rifiuto per ogni ipocrita limitazione delle passioni umane.

C’è anche un’altra interpretazione possibile di quanto accade. Che la donna sia davanti a G da sola perché è lui stesso la persona colta con lei in fragrante peccato. La cosa avrebbe un senso, non vi pare? Il popolo stufo di questo falso profeta gli pone dinnanzi la scelta tra autoassolversi e condannare la sua stessa complice. Dobbiamo allora anche in questo caso prendere esempio: una mano lava l’altra, e dobbiamo sempre proteggere coloro che ci possono tornare utili, anche negando l’evidenza e ricattando. Tutti hanno i loro altarini, il più sano ha la rogna. Certo, se qualcuno dovesse indignarsi per questi comportamenti mafiosi e decidesse per questo di non avere più niente a che fare con G non potremmo dargli torto.

Voi direte: questa insinuazione ci sembra troppo cattiva. Ma se non siamo cattivi noi, chi lo è?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 novembre 2016 su Non è Vangelo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. “Tutto è amore, quindi si faccia pure l’amore liberamente.”

    Se ciò fosse vero,
    Allora l’adultera la si vuole condannare per che cosa?
    Perché ha amato o perché ha fatto sesso?

    Come stabilire un rapporto lecito di amore da quello di sesso perché sia condannato da Dio e dall’uomo?
    Troppo spesso usiamo la parola amore a sproposito per giustificare l’atto sessuale volto solo al piacere.

    Gesù non condanna mai chi ama,
    ma ha pietà di chi pecca, e perdona di cuore chi si pente.
    – Non peccare più – è l’invito di Gesù per ottenere il perdono.

    Questo è Vangelo.

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