Non è Vangelo – II – Tenta e ritenta

Cari amici dell’Inferno, nel nostro sforzo di fornire agli uomini i mezzi per interpretare correttamente i Vangeli oggi esamineremo l’episodio delle proposte che abbiamo rivolte al Figlio del Nemico nel deserto.

Capirete bene che di tale avvenimento non ci sono interpreti migliori di noi diavoli. In questo caso non siamo infatti solo spettatori, ma protagonisti. Possiamo perciò confutare le molte interpretazioni errate, spesso provenienti da commentatori pregiudizialmente ostili alla nostra parte.

Intanto, non è vero che ci sia stato uno scontro tra G – chiamiamo così il Figlio-del-Nemico-che -sta-lassù, per brevità – e il nostro rappresentante. E’ stato uno scambio di opinioni, in cui da parte nostra abbiamo per tre volte offerto suggerimenti perfettamente sinceri e ragionevoli ai quali G non ha opposto un netto rifiuto, come talvolta si legge, ma è rimasto su una posizione possibilista. Teniamone conto.

Prendiamo la prima tentazione. G sta delirando per la fame e la sete, e uno di noi gli domanda come mai, con i suoi poteri, non possa semplicemente creare del pane.
Domanda legittima, lo ammetterete. Si potrebbe persino esprimere il dubbio che forse  G non tanto non voglia, quanto non possa, perché è solo un becero millantatore. Il suo cambiare il discorso è molto più spiegabile ammettendo che sia solo un uomo e che i miracoli non possano esistere. Ma non ci spingeremo a tanto. G, infatti, se leggiamo bene, accetta il suggerimento. Si limita ad una osservazione un poco enigmatica, “non di solo pane vive l’uomo”. Il che è vero: ci sono molti altri beni. Perché fermarsi al solo pane? “Ma anche”, sostiene, “delle parole che escono dalla bocca” del Nemico-che-sta-lassù. “Anche” qui è ironico: uno mangia le parole? Sarebbe immorale non dare il pane agli affamati. Quindi sono da cercare innanzi tutto i beni materiali. L’uomo si procuri per prima cosa le cose di cui ha bisogno, senza perdere tempo in sacrifici o preghiere.
Dal punto di vista allegorico si può anche leggere nella frase una sconfessione dell’Eucarestia, che, occorre ricordarlo, è solo pane. Il significato qui è “non limitatevi alla sola Chiesa, ma provate altre esperienze”.

Il secondo episodio è in linea con il primo. G, infatti, sembra incapace di chiamare gli angeli perché gli evitino una caduta, come da noi benevolmente proposto. Anche in questo caso mi sembra importante indicare la totale ragionevolezza del suggerimento dato, che oltretutto è basato anche sulle Sacre Scritture. Di nuovo qui il figlio del falegname si ostina con puntiglio, pur non rigettando l’indicazione data. Come potrebbe? E’ però l’indicazione allegorica ad essere importante. Vuol dire che è sbagliato invocare l’aiuto tramite la preghiera, e che uno devo sapersela cavare da solo. Chiedere assistenza al Nemico sarebbe come sfidarlo, e lui questo, lo sappiamo bene noi, non lo sopporta.

La terza di quelle che vengono impropriamente etichettate come tentazioni è, se vogliamo, cristallina nella sua semplicità. Noialtri demoni abbiamo riconosciuto in G, quell’uomo così modesto, alcune qualità, e gli abbiamo offerto un posto di responsabilità. Unica condizione? Un generico attestato di fedeltà, come viene richiesto normalmente ad ogni impiegato in ogni parte del mondo. Un grande onore, di cui avrebbe dovuto essere estremamente grato. Infatti la nostra offerta non viene rifiutata del tutto, ma viene rimandata ad un momento più propizio. Il nostro rappresentante viene invitato a avanzare di nuovo la proposta in seguito, come difatti poi avverrà.
Ma cosa può voler dire? L’indicazione mi sembra chiara: chiunque segua G dovrà assolutamente rifiutare ogni posto di responsabilità, ogni coinvolgimento politico, ogni volontà di avere a che fare con leggi e potere. Queste cose le si lascino a noi demoni: sono il nostro territorio, i cristiani devono badare a mantenersi assolutamente puri e distaccati.

L’episodio termina con G che, accogliendo i nostri suggerimenti, viene servito dagli angeli. Cosa ci insegna questo? Che G non si è rifiutato di dialogare con noi, ma ha accettato un confronto civile da cui ha tratto utili spunti. Anche il cristiano quindi non dovrebbe pregiudizialmente rifiutarsi di parlare con forze che gli sembrano ostili, ma deve essere aperto a consigli e adattarsi a nuovi modi di vedere le cose, come possono, modestamente, essere anche queste note ai Vangeli. Come si dice? Non tutto il male viene per nuocere e anche noi abbiamo a cuore, a modo nostro, gli esseri umani.
L’accordo non si è trovato, è vero, ma anche da questo i cristiani devono imparare: è stato per orgoglio, e a malincuore dobbiamo ammettere che più orgoglio per i cristiani è una buona idea. Può sembrare difficile e contraddittorio, ma essere tanto orgogliosi negli atteggiamenti esteriori quanto possibilisti e disposti a cedere sull’essenziale apprendendo dal mondo è la ricetta della felicità.

Se può dare fastidio la nostra richiesta di adorarci direttamente, bene, per il momento soprassediamo. Noi proponiamo soltanto di deciderci per ciò che è razionale, per la priorità di un mondo pianificato e organizzato, in cui il Nemico-che-sta-Lassù, come questione privata, può avere un suo posto, ma non deve interferire nei nostri propositi essenziali. Insomma “la via aperta alla pace e al benessere del mondo”, che ha come contenuto essenziale l’adorazione del benessere e della pianificazione razionale. Sono convinto che su questo possiamo tutti concordare, come ben ci testimonia il brano evangelico.

Fin qui l’interpretazione. Ma chi ci legge deve tenere conto del fatto che l’episodio di cui si è discusso finora è inventato di sana pianta. Il Falegname, G, non è mai stato nel deserto e non ci ha mai incontrato. L’episodio storico non esiste, abbiamo finto per amor di discussione. Rimangono gli insegnamenti morali che abbiamo tratteggiato, il resto è una favoletta prodotta dalla mente abbruttita dal digiuno di qualche fanatico fondamentalista. Ormai gli esseri umani dovrebbero averlo capito: noi non esistiamo.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 17 novembre 2016 su Non è Vangelo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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