Non è Vangelo – I – Ci andiamo a nozze

Fratelli e sorelle nel Nostro Padre che sta nell’Inferno Quaggiù, ho deciso di inoltrarvi alcune delle riflessioni utilizzate nel quotidiano lavoro da noi tentatori professionali su quei miti noti come Vangeli.

Posso capire il vostro ribrezzo dell’argomento e la vostra riluttanza a proseguire con la lettura. Quelle scarne notiziuncole sulla vita del cosiddetto Figlio del Nemico-che-sta-Lassù hanno fornito a noi tutti amici dell’Inferno un sacco di grattacapi. Siccome il nostro compito è procurarci le anime umane occorre capire come neutralizzare l’effetto che quei raccontini hanno sui mortali.
E’ da molto tempo, fin dall’inizio della storia si può dire, che i nostri migliori tentatori si sono impegnati per alterare, interpretare, correggere i fatti. Il modo di farlo è adeguarle ai tempi correnti della vicenda umana: adeguare l’eterno alle circostanze presenti è la soluzione migliore per neutralizzarlo. I nostri metodi, non essendo legati alla realtà o la verità, si adattano alla moda del momento per ottenere il maggior effetto. Ciò significa anche che quanto oggi vi illustro domani potrebbe cambiare perché non più adatto a acchiappare i mortali. A differenza delle imprese del Nemico-che-sta-lassù, che non hanno bisogno di versioni aggiornate ma solo di ristampe.
Qui vi presenterò una raccolta delle nostre riflessioni demoniache, sperimentate sul campo in secoli di consigli spirituali agli umani. Lo scopo di quanto vi scriverò, tenetelo bene a mente, è usare il Vangelo non per condurre il mortale al Nemico-che-sta-lassù, ma per allontanarlo da esso il più possibile. Usate questo strumento, diffondetelo. Vi sarà utile soprattutto per ingannare le deboli menti di quei pochi predicatori e sacerdoti che ancora esistono nel mondo umano, e poi di tutti gli ingenui che pretendono di rendersi da soli esperti di quei libercoli. Diverremo noi la loro nuova tradizione.

Prendiamo, come primo caso di studio, le cosiddette “Nozze di Cana”.
Quello che gli uomini credono di sapere su di esse è che il Falegname, invitato ad un matrimonio, pur di non ascoltare più quella scocciatrice della madre, cambia l’acqua nel vino che gli invitati alle nozze avevano esaurito. Il nostro ruolo è indicare nel racconto alcuni particolari fondamentali, che potrebbero essere trascurati. E’ nei particolari che mettiamo noi stessi.

Intanto, avrete notato che si parla di nozze ma non è specificato il sesso di ambedue gli sposi: è nominato solo lo sposo. Ciò è molto importante. Significa che G (d’ora innanzi chiameremo così il Falegname, per evitare di ripetere quel nome irritante) non ha niente contro i matrimoni tra due maschi; per estensione, quindi, anche due femmine o qualsivoglia altro genere. Se avesse avuto qualcosa in contrario l’avrebbe espresso esplicitamente; invece lascia opportunamente aperta la strada ad ogni possibilità. Si può quasi dedurne un appoggio esplicito a quel tipo di unioni.

Pensate forse che se, invece di un matrimonio, fosse stato un’unione civile, G si sarebbe tirato indietro? Certo che no, diciamo noi. Lui li avrebbe accolti così com’erano. Non si capisce allora come mai una certa parte di Chiesa possa continuare ad opporsi al procedere del progresso quando anche il loro fondatore è favorevole. Auspichiamo che al più presto si pensi ad un qualche tipo di cerimonia per tutti quelli che vogliono unirsi con chi gli pare. Negare questo diritto è negare il racconto evangelico, è negare l’amore.

Il fatto che abbia portato i suoi discepoli a delle nozze è certamente per dare un esempio. Come a dire: fate anche voi lo stesso. Niente di più lontano da quel celibato ecclesiastico che disgraziatamente è stato imposto ai suoi discepoli successivi.

G e sua madre ci tengono particolarmente a che la festa sia realmente senza freni. Senza nessun moralismo, si deve prendere atto che per loro l’importante è ubriacarsi. Il miracolo è fatto in modo che tutti possano sbevazzare senza limiti con un vino di qualità, quindi altamente alcolico. Possiamo immaginare, nel contesto di amore libero che abbiamo già descritto, gli effetti delle bevande sugli invitati. Quindi, perché scandalizzarsi dei festini che si celebrano con sostanze inebrianti? Possiamo facilmente desumere che, se fosse stato conosciuto il fumo, G non si sarebbe certo tirato indietro e avrebbe ricavato qualcosa dall’erba lì nei pressi.

A questo proposito, è ovvio che il testo non parla di un vero miracolo. Come altrove nei Vangeli è una parafrasi per avvolgere di un’aura di mistero l’opera di G. Possiamo facilmente dedurre dagli avvenimenti che in realtà il protagonista paga di tasca sua qualche anfora di vinello, facendolo mettere poi in altri recipienti per non imbarazzare; un po’ come quando lo si mette in una caraffa per non far vedere l’etichetta. Niente di soprannaturale: cambia l’acqua col vino: butta il primo, mette il secondo. I servi lo sanno, ma se ne stanno zitti: è l’esaltazione della consapevole omertà. Ci insegna che i servi devono coprire i padroni quando ne combinano delle loro: il potente non dev’essere disturbato quando opera.

Nella lode del maestro di tavola allo sposo, quando pensa che sia stato lui a ordinare il vino più costoso, è possibile leggere l’esaltazione dello spendere. Più spendi meglio è, sembra dire l’evangelista. E’ un inno al consumismo, che porta alla felicità delle persone. Teniamone conto prima di condannare con troppa fretta l’uso del denaro. Povertà sì, ma liberalmente.

Per ultimo consideriamo lo scontro di volontà tra la donna e suo figlio. Per pigrizia, spilorceria o perché non ci tiene G cerca di scansare la spesa del vino con una scusa ridicola. I due litigano, in conflitto aperto, ma alla fine quella che prevale è la volontà della madre, che non ascolta neanche quanto l’altro ha da dire. Dal che si capisce che anche colui che si dice divino sbaglia, ed è giusto opporsi al suo volere quando noi riteniamo meglio così.

Che è appunto ciò che noi facciamo: tenetene conto, colleghi, nelle vostre omelie!

cana

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 10 novembre 2016 su Non è Vangelo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. Cavaliere di San Michele

    Ti prego:dimmi che NON è un florilegio di omelie realmente pronunciate…

  2. No…non del tutto, almeno.

  3. Teologia new age.

  4. Berlicche, chiunque tu sia per me sei geniale!!!! Qualche prete del nuovo corso “misericordia low coast” legge i tuoi scritti?

  5. scusa, low cost…..

  6. Non lo so. Non mi scrivono mai (qualcuno mi ha anche bannato).
    Ogni tanto tra le provenienze dei contatti, comunque, una bandierina vaticana spunta.

  7. Grandiosamente perfido.
    Se fossi uno dei “colleghi” dell’oratore, non la finirei più di scodinzolare.
    Fortuna che la coda non ce l’ho, né di paglia né…di amianto.

  8. Che dire? Nuovo appetitoso ciclo di geniali catechesi sulfuree dello zio berlic…

    Che sarebbero da scompisciarsi.. senonche’… chissà come mai… dopo 5 anni di facoltà teologica… mi viene molto meno da ridere!

    Diciamo un riso un po’ amaro.. quando si materializzano davanti a me i volti e le voci di egregi professori di teologia… che ritengo decisamente capaci di fare seriamente affermazioni non molto dissimili da quelle postate qui da Berlic x gioco..

    E ho detto tutto!

  9. Caro Davide, non so nelle altre religioni, ma da noi sono il 8,33% di simili traditori che non è male come quantità ma poi ci sono due frasi aggiunte del Signore che dovremmo sempre tener presente : il piccolo gregge e non prevalebunt. Queste rassicurazioni …..dopo 5 anni di mia personale facoltà teologica ….. nella vita vissuta e non alla Gregoriana …. non mi tolgono il buonumore cristiano (San filippo Neri, Giacomo Biffi etc ) perché al mio pastore spetta l’ultima parola.

    Vuoi sapere da dove nasce quel 8,33% ?

    Nasce da uno su dodici che dette retta al demonio.

    Ciao e buon discernimento e sorridi

  10. Berlicche, sei un ganzo.

  11. 8,33%? A naso mi sembrano molti, molti di più. Spero tanto di sbagliare perchè l’aria comincia davvero a farsi pesante.

  12. Fuori tema ma mi scuserete. Ieri e oggi in un paese della costa adriatica, fiera di san Martino piovosa e molto fredda. Molti degli ambulanti presenti se ne sono andati. Hanno tenuto duro quelli delle zone terremotate (venditori di salumi, formaggi, miele, funghi e conserve). Se qualcuno vuole dare una mano, qua due link affidabili:
    http://www.sibilliniweb.it/sosteniamo-i-prodotti-e-i-produttori-dei-monti-sibillini/
    http://www.madewithloveap.org

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