Inaccettabile

Sentivo parlare, stasera, di un Vangelo “senza colpa né peccato”. Che è quello che poi desidererebbero i padroni di questo mondo. Resa inutile e dannosa la croce, all’antico peccato è sostitutito il non accettabile.
Quest’ultimo ha l’indubbio vantaggio di potere essere configurato a seconda delle mode. Quello che oggi non è accettato domani potrebbe essere la regola da seguire, se torna utile: è così semplice cambiare la visione delle cose quando si ha la televisione. E internet, e i giornali.

In questo nuovo mondo la colpa di essere inaccettabili la si cancella facendo ammenda, inchinandosi e baciando – di solito metaforicamente – il culo del corretto. La pena per chi si rifiuta è l’essere bandito dal consesso civile, essere vilipeso dai servi e dalle comparse, perdere lavoro e rispettabilità. Imperdonabile è andare contro ciò che è obbligatorio pensare.

Se ci pensate un attimo, e la vostra memoria non è irrimediabilmente corrotta, potrete vedere che la dannazione degli individui oggi avviene per quello che ieri era considerato vanto e onore. E’ un disonore l’essere con il popolo, detto da coloro che si gloriavano di essere il popolo, la sessualità ostentata va o non va a seconda delle persone delle circostanze. Le parole si trasformano nel loro opposto. Il disprezzo più profondo è per coloro che ad esse non si piegano, che dicono le cose come stanno, che hanno memoria del tempo in cui ogni cosa aveva un senso.

Forse è proprio questo il significato più profondo di tradizione. Il saper valutare il nuovo non per cosa esso asserisce essere, ma per cosa è: confrontatndolo con quanto ci arriva dalla saggezza di tanti, dalle esperienze, dai secoli.

Da queste parti sappiamo che il peccato è reale, che la colpa è reale, e non si cancella volendola ignorare. Proprio il contrario: solo la sua memoria, la consapevolezza, possono valerne il perdono. Senza peccato non ci può essere misericordia del peccatore. In fondo l’unica cosa di cui abbiamo davvero bisogno, perché non ce la possiamo dare da soli.

unacceptable

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 7 novembre 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Ma dico: lo stai guardando Young pope? E’ vagamente blasfemo ma è figo.

  2. Com’è controcorrente quello che scrivi! Eppure vero. Oggi guai a parlare di peccato, siamo nell’era della misericordia low coast!

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