Senza di te

Volendo ostinatamente negare la morte, abbiamo finito con l’ostinatamente negare la vita.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 2 novembre 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Mi sono imbattuto nella (ri)lettura di uno che non ha negato la morte ma l’ha costruita e poi ha vissuto il rimorso che lo ha portato alla espiazione e quindi alla salvezza. Alludo all’episodio dei 10 figli di Giacobbe che tramano contro Giuseppe loro fratello prediletto dal vecchio padre. Nello specifico penso a Giuda (dalla cui genealogia secoli dopo nascerà Gesù!!!!) il quale trama contro la vita di suo fratello Giuseppe insieme agli altri fratelli ma dopo tanti anni, in occasione del grano in Egitto, dice a quel (finto) pazzo malefico di viceré (era Giuseppe sopravvissuto che recitava una parte non sua) che si offriva ad essere ostaggio al posto del piccolo fratello Beniamino (fuori all’epoca del crimine contro Giuseppe) il quale per motivi processuali andava bloccato in Egitto.

    Stare nella verità e chiamando le cose con il loro nome fa iniziare la metamorfosi di chi si riconosce peccatore

    E qui comincia la santità, la quale ti fa fare cose nuove prima inimmaginabili, e allora la santità è dunque una trasmutazione ….. proprio come l’Eucaristia….. farmaco unico di immortalità….

  2. Sì, “fare cose nuove prima inimmaginabili” comincia proprio dal pentimento profondo, dal distacco del Sé rispetto a quel mondo distorto o anche solo insufficiente, incompleto — e per ciò stesso falso — che avevamo… creato ed era solo una misera proiezione del nostro Ego. E’ un processo che dura tutta la vita, fino all’ingresso nell’Eternità, la quale sfugge del tutto al controllo del nostro Io programmante e immaginante.

    Complimenti Mario per questo commento e per il fascio di luce, per me del tutto nuovo e splendido, che ha gettato sulla vicenda veterotestamentaria di Giuseppe venduto dai fratelli. Alcuni anni fa ne avevo letto una lunga e avvincente analisi per mano del nostro Arcivescovo di Milano, il Cardinale Scola ma, come ripeto, questa Sua rilettura rappresenta per me una vera, entusiasmante riscoperta delle ricchezze nascoste — inesauribili ! — sotto ogni riga, o meglio sotto ogni nome, del testo biblico.
    Non per nulla, durante la santa messa, siamo a conclusione di ogni lettura avvertiti che è “Parola di Dio”, cioé Parola viva e vivificante.
    Grazie ancora, di cuore!

  3. Cara Marilù

    Ti ringrazio per il tuo lusinghiero apprezzamento ma entrambi dobbiamo rivolgere la nostra lode a chi ha fatto il cielo e la terra e i suoi abitanti e i suoi talenti.
    A settembre io farò 70 anni e oltre 65 anni fa frequentavo l’asilo delle suore Orsoline di viale Trastevere a Roma e che tuttora esiste con qualche grata in più assente negli anni di me bambino ove la società non era impazzita come oggi

    Mia madre mi accompagnava ogni giorno laggiù fino in classe affidandomi al sorriso di una certa suor Daniela. E’ a questa suora che sono debitore della favoletta (favoletta ?!?!?!) di Giuseppe e i suoi fratelli. Una cosa che mi colpì fu Giuseppe che recitava la parte del duro affinché i suoi fratelli si ravvedessero seriamente e senza melasse, ma il povero buon Giuseppe non poté resistere a lungo nel non poter gettare le braccia al loro collo per via della recita e con una scusa andò nella stanza accanto per piangere a dirotto e poi rientrare ricomponendosi

    Qualche giorno dopo con mia madre entrammo di buon mattino entrambi all’asilo ma suor Daniela era occupata con una donna che in preda ad una misteriosa tragedia urlava “ma Gesù Cristo dove era? Ma Gesù Cristo che stava facendo in quel momento??”

    Mia madre non capì la enigmatica risposta di suor Daniela a quella poveretta. Io invece la compresi perfettamente tant’è che dopo quasi 70 anni ancora me la ricordo
    Suor Daniela rispose : “Gesù Cristo è andato in qualche stanza lì accanto a piangere”

    Son diventato vecchio ma questa ancora oggi è la risposta che do a chi con livore mi chiede “ma dov’è Dio quando …. quando ….. quando …… Auschwitz … quando ……. quando….”

    È andato a piangere senza che lo si possa vedere

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