I marginali

Apprendere che il Vangelo è letto solo dal 20% delle persone non è un dato che mi scandalizzi.

Prima di tutto per realismo: non è solo il Vangelo a non essere letto, ma praticamente tutto quanto, da Ariosto allo Zibaldone. L’ignoranza non è solo religiosa, anche se quest’ultima tocca picchi non indiffenti anche a causa della sistematica diffamazione che da qualche secolo a questa parte è stato fatta del cristianesimo. Se è ostacolo alla mia realizzazione, perché dovrei perdere tempo a capire cosa dice?

In secondo luogo non mi scandalizza perché il Vangelo non è fatto per essere letto, ma praticato. Il cristianesimo non è una religione del libro, checché ne dicano certi intellettuali o prelati, ma un avvenimento vivo che si comunica attraverso la Chiesa. E’ quindi tanto più urgente che chi ha la responsabilità di trasmettere la fede faccia esattamente quello: senza inventarsi niente di suo.

Recentemente abbiamo assistito al tentativo, da parti di alcuni, di demonizzare il disagio che innegabilmente attraversa proprio quella massa di fedeli meno tiepidi degli altri. Abbiamo assistito all’uso, o l’abuso, del termine Tradizionalista, che precedentemente era stato associato a fenomeni decisamente più di nicchia. Si cerca di ricondurre tutto ad un estremismo leggendario, quando in realtà il problema è l’inverso: i tanti fedeli che sono loro malgrado spinti verso i margini. Confusi perché gli si dice che devono credere il contrario di quanto si è sostenuto con forza in passato. Mi lascia molto perplesso questo tentativo di demonizzare i dubbiosi di questo nuovo corso dipingendoli come idioti nostalgici. Specie da parte di chi insiste sul dialogo e la misericordia.
Se è vero che “una Chiesa garante dell’ortodossia e della tradizione vede nascere al proprio interno un’opposizione che la accusa di cedimento dottrinale, di adattamento al mondo, quando non addirittura di franca connivenza con quella che, a tutti gli effetti, costituisce la nuova élite culturale dominante”, la confutazione di queste accuse non può consistere nella pretesa marginalità di questa opposizione, proprio perché si parla di élite culturale dominante. Gli apostoli erano marginali, e la Chiesa stessa, come abbiamo visto, è marginale rispetto al mondo. Occorre capire se le accuse siano fondate.

L’unico altro argomento a confutare che fino ad ora ho visto utilizzare è che “che cos’è la Tradizione oggi lo definiscono il Papa e i vescovi“.
Ciò è falso e pericoloso. La Tradizione non è definita dal Papa o dai vescovi; piuttosto, il Papa e i vescovi la custodiscono, ne sono i garanti, non i padroni.
Se per, assurdo, ci fosse un Papa che non è un custode della Tradizione ma decidesse di fare di testa sua opponendosi a Cristo, secondo questa interpretazione andrebbe seguito lui e non Cristo. Il che ci porta al dogma dell’infallibilità papale, e ai suoi limiti chiaramente espressi.

Se si ridefinisce cos’è la Tradizione, se si fonda una nuova Tradizione che soppianti la vecchia, allora quella non è più Tradizione, e il custode non è più un custode. Se prima dice bianco e dopo diviene nero allora non ho più una Verità da seguire, e come conseguenza non ho interesse a seguire uno che non dice la Verità. In effetti tutto si gioca sul filo dell’interpretazione. Quando la mia interpretazione rovescia tutto quello che che si era detto su una particolare faccenda, è ancora interpretazione o è una nuova dottrina? Qui si parla di salvezza eterna, non c’è da scherzare.

Se da una parte si intende la modernità come il “restituire all’individuo la più completa e radicale libertà“, dall’altra c’è la risposta data da san Giovanni Paolo II alla domanda: “Se la Bibbia dovesse essere distrutta e Lei avesse la possibilità di salvarne una sola frase, quale sceglierebbe?”, “Sceglierei questa: ‘La verità vi farà liberi’”.

“Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero i miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8, 31-32).
Si parla di fedeltà alla sua parola. Mi pare abbastanza chiaro. Le altre sono parole umane.
Se si è interpretato male, allora disposti a cambiare; se si approfondisce, disposti ad approfondire. Se si tratta di buttare via quella parola per sostituirne un’altra, no, non ci sto. O si seguiva la Verità, o non la si seguiva; se non la si seguiva, cos’è quella di adesso? Chi me la garantisce? I papi di allora non erano meno papi, quello che vale adesso valeva allora. Se ciò che fa sì che ti segua è la Tradizione, se mi ridefinisci tu la tradizione allora non sei più garantito.
Se tutto è interpretazione allora non c’è più la Verità, e quindi “liberi tutti”. Se non che, come dice Cristo, liberi non si è davvero.

Facciamo quindi attenzione, noi tutti, a non sbagliare, a crederci non servi ma padroni. Aiutiamoci a capire, correggiamoci a vicenda. Sì, dialoghiamo, e usiamo misericordia gli uni con gli altri. Ma per la Verità.

Sapete, neanche quanto sta accadendo mi scandalizza. Le forbici del potatore assumono spesso forme inattese e dolorose. E’ mia intenzione fare quanto posso per stare dalla parte del tronco, non in quella dei tralci improduttivi che, storicamente parlando, abbiamo visto tante volte seccare. Quelli sì, marginali.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 ottobre 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 13 commenti.

  1. Innanzitutto complimenti
    Il tema è ad alto tasso di … boom …
    E qui è posto con invidiabile tono e rispetto

    Io provo a introdurre una terza obiezione detta del “salva capra e cavoli”
    Scrivi:
    “Confusi perché gli si dice che devono credere il contrario di quanto si è sostenuto con forza in passato”

    Ecco, non è così. La confusione nasce dal dare per certo che sia così (su entrambi i fronti, eh)
    Da qui discende il resto.

    “La verità vi farà liberi”
    Ecco, appunto. La verità è che non è stato detto di credere il contrario.
    Ed è verità anche che sta divisione è proprio tanto brutta

    Divisione … hmm … mi rimanda a qualcosa …

  2. Bri, è chiaro che questa divisione è luciferina. Per come la vedo io, la contrapposizione in questo istante è tra chi dice che “la verità vi farà liberi” e chi afferma che “la libertà vi farà veri”. Che possono, in certe condizioni, essere vere entrambe, ma conducono ad una prassi molto diversa tra loro.
    Che oggi alcuni dicano diverso da ieri è innegabile. Su questo blog non troverete, in passato e spero in futuro, qualcosa che fomenti la divisione, e ho cercato sempre di prendere la strada che meno separa. Ma di fronte a chi cerca di separare qualcosa si deve pur dire.

  3. Se chi cerca di separare da Cristo è il Papa, che si fa?

    L’infallibilità papale non significa che il Papa non possa cadere in eresia: significa che parlando ex cathedra non può definire eresie in materia di fede e morale. Ma può benissimo cadere personalmente in eresia, e far cadere altri nell’eresia.

  4. “Confusi perché gli si dice che devono credere il contrario di quanto si è sostenuto con forza in passato”
    Bri, tu dici che non è così. Mi sembra difficile da sostenere, però, sia pure con dolore, soprattutto in alcuni ambiti che non a caso sono dibattuti con grande trasporto.
    Secondo me, una delle cose che esaspera la divisione è anche il non parlare con chiarezza: e mi sembra che l’ambiguità sia proprio uno dei grandi problemi con cui dobbiamo (tutti) fare i conti oggi nella Chiesa.

  5. La Chiesa materiale che esiste per custodire la Verità, esercita il suo Magistero in obbedienza piena umile e prudente alla Parola, permanendo nel solco di una tradizione che si limita a tradurre in significati espliciti (e quindi in regole e giudizi) ciò che è implicito. Nel tempo queste esplicitazioni possono affinarsi, e una regola può essere diversamente modulata, ma deve conservasi integra.

    E “le regole” non sono carichi pesanti “imposti” ai discepoli di Cristo, ma, al contrario, doni della misericordia divina, sostegni che aiutano a procedere anche quando si è stanchi delusi e affaticati.
    Ora sentiamo ripetere dall’entourage del Papa, che questo modo di pensare la Chiesa è “divisivo”, che lo scrupolo per la dottrina della Chiesa è roba da farisei…

    E mi dispiace dover far riferimento direttamente al Santo Padre, ma non posso ancora dimenticare la costernazione che mi prese quando il 15 dicembre del 1014 lessi su Zenit ciò che aveva predicato il Papa a Santa Marta. “Pio XII” disse ” ci liberò da quella croce tanto pesante che era il digiuno eucaristico. […] Tanti farisei si sono scandalizzati. Tanti”.
    Certo Pio XII “modulò” diversamente una regola che restava assolutamente coerente con la dottrina, e non c’era motivo di scandalizzarsi troppo.

    Ma quell’espressione, quella “croce” buttata lì…Non ci potevo credere. Ma come, mi chiedevo, dobbiamo ammirare i musulmani che si sottomettono ai ripetuti digiuni diurni imposti dal ramadan, e dobbiamo nello stesso tempo ritenere un “pesantissima croce” la regola millenaria di un singolo digiuno che andava dalla mezzanotte del sabato alla mattina di domenica?

  6. Molto tempo che non venivo, entro e trovo un argomento tosto, denso, complesso pieno di sottopiani e concetti che rimandano l’uno all’altro. Ho letto attentamente ma non ho capito qual è la tua posizione: voglio dire che ad un certo punto proprio su argomenti come questi, per chi immagino sia credente come te, è necessario prendere posizione, decidere. A meno che tu non voglia diventare il mezzo di una ”divisione luciferina” ma ti chiedo
    – ritieni che il pontificato di Bergoglio così come si è sviluppato finora sia espressione di un cristianesimo sul campo e non ideologico o letterario?
    – La tradizione cattolica come si dovrebbe porre davanti a tematiche come quelle divorzio, della finis vitae e della omosessualità? Il vecchio atteggiamento è obsoleto? Non corrisponde all’insegnamento del Cristo?
    – Il disagio dei credenti ( sempre meno e sempre più tiepidi) a cosa è dovuto?
    – Come vedi il rapporto Islam – Cristianesimo, come vedi l’atteggiamento delle gerarchie cattoliche nei confronti della evidente diffusione del mondo islamico nel nostro?
    Ti chiedo non dire, non decidere, glissare, non voler dividere perché qualsiasi decisione sarebbe foriera di contestazioni e scissioni è un atteggiamento di convenienza strategica oppure una perfetta interpretazione di fede… cos’era il Cristianesimo , cos’è oggi, cosa sono i cristiani.
    Io non ho capito come la pensi su questi temi. Oppure chiederlo è sconveniente? Non si dovrebbe analizzare e eventualmente criticare la maniera con cui la tradizione viene custodita dai nostri pastori? Tu citi – La verità vi farà liberi – bene io vorrei avvicinarmi alla libertà…certo che aprire questo ulteriore argomento ( libertà e fede) forse adesso è eccessivo. Ciao diavoletto.

  7. Eh, Rasi, non è che metti poca carne al fuoco, ci metti un intero bue…
    La mia posizione l’ho detta in tanti interventi – in fondo scrivo una volta al giorno feriale. Se vuoi conoscerla meglio, se vuoi capirla, la trovi lì. Più di 5000 pezzi, eh. Poi rispondo brevemente.
    Il cattolicesimo non è che c’è da ieri: la tradizione è proprio questo, duemila anni di soluzioni a problemi. E’ tutto detto: se ci sono argomenti nuovi, in quella luce possono venire illuminati anch’essi. Può cambiare il modo di proporli, questo o quell’accento, ma la sostanza, Cristo, resta e deve restare, se no non è più Chiesa e non è più cattolica. Non è che c’è un Cristo diverso per ogni epoca: c’è Lui, vivo, ora. Il cristianesimo, sul campo, c’è da mo’: quello letterario è parecchio che non si vede (nom, non è quello dei giornali), l’ideologico è sempre in agguato ma, per Grazia, c’è sempre qualche santo che riesce a rimettere la barca sulla giusta rotta. Al contempo mi pare che certi che hanno perso tutte le loro pecore, se ne hanno mai avutra, si ostinino a cercare di insegnare come si deve fare il pastore: su questo valga la chiusa del mio pezzo.
    Si possono cercare forme e modi nuovi: si è sempre fatto. Il tempo e lo Spirito diranno se erano cosa buona e giusta. Lo fanno sempre.
    Il disagio sorge quando quello che viene detto non corrisponde all’esperienza, alla tradizione, alla vita. C’è bisogno di una Roccia sicura. Anche su questo valga quello che ho scritto, mi pare chiaro a sufficienza.
    Sull’Islam ho pure già parlato. E’ una religione falsa e mortifera, a prescindere dalla buona fede di tanti suoi aderenti. Come tutti i grandi peccati, ha bisogno di molte preghiere e molta grazia, e di conversione.

  8. xBerlicche
    “Che oggi alcuni dicano diverso da ieri è innegabile”
    Premessa: posso tranquillamente essere in errore io.
    Ora, di polemiche e posizioni e interpretazioni contrastanti ce ne sono (state) a bizzeffe e quindi è facile che qualcosa ora io non ce l’abbia presente per cui la tua frase che ho riportato sia a tutti gli effetti vera non solo se presa alla lettera ma soprattutto se integrata da “e quel che si diceva ieri era giusto”
    Ciononostante a me pare che in molti dei casi più eclatanti o la diversità sia puramente un parto dell’ansia da diversità ovvero un’evoluzione (o come dicono anche sviluppo) di quel che veniva detto
    E alla luce della percentuale di false flag che, sempre mi pare, d’aver riscontrato, e aggiungendo che spesso, anche via web (non qui) mi son imbattuto in clamorosi casi di mistificazione a sostegno del “oh cielo, crolla tutto” tengo a mantenermi sulla posizione che ho espresso e che ribadisco in altri termini (*)

    Non è vero che, nel senso profondo di quel che vien detto, chi più conta stia dicendo cose diverse da ieri in modo che risulti che tra ieri e oggi ve ne siano di non vere

    E confermo, per quel che vale, che ti trovo bravissimo a non aver mai aiutato alcuna divisione. Ancora di più se, mi par di capire adesso, avverti anche tu la preoccupazione di questi tempi

    (*)
    Prudenza vorrebbe che avessi aspettato almeno domani per cianciare così convinto, ma penso che ci si possa serenamente esporre anche a rischio figuraccia. In fondo si chiacchiera, ben sapendo di non possederla la Verità

  9. xAgo86
    “Se chi cerca di separare da Cristo è il Papa, che si fa?”
    Si fa quello che è giusto fare

    Ma prima anche solo di avanzare l’ipotesi che sia così, per la gravità della materia, dovrebbe servire un grado di certezza di molto superiore a quando tornato a casa, pane e monetine e scontrino in mano, pensi che la cassiera del panificio abbia sbagliato a darti il resto, senza controllare se la tasca contiene ancora qualcosa, se qualcosa è caduto in auto, se qualcosa l’hai perso prima di salire, se l’hai dimenticata parte del resto sul bancone
    Ah, se non si notasse, lo specifico, tutti i controlli del caso, falli sempre in prima persona. Non ti fidar dei commenti su un sito web :-)

  10. Sì Berlicche, molta carne al fuoco, accendiamo un fuoco per arrostirla, la mangiamo a poco a poco e ci guardiamo in viso tutti e riflettiamo.
    Cristo sempre e per sempre fuori da limiti temporali, gli Evangeli, la roccia salda e sicura. Sì il fuoco sfrigola e a Roma sorge la più grande moschea d’Europa. Si possono cercare forme e modi nuovi, funerali laici cui partecipano sacerdoti cristiani e imam musulmani. Perchè? Perchè Papa Francesco così e Benedetto XVI che disse basta e se ne andò? Quante preghiere serviranno Berlicche a noi tutti per capire dove e come e quando, per capire se dobbiamo affidarci a questi pastori o se dubitandone andremo dritti tra le braccia di Lucifero. Prendo per buona la tua frase ” Non è che c’è un Cristo diverso per ogni epoca”. Ma sono molto, molto amareggiato.

  11. Bri, ormai ho controllato ad abundantiam: cos’altro deve fare Bergoglio per dividerci da Cristo? Dire “cattolici, tièèè!” e fare il gsto dell’ombrello in diretta mondiale? Dai.

    Sono deluso e amareggiato da quella che ormai è diventata una conventicola di clericali invece che la sposa di Cristo. Ormai i prelati non credono più a nulla, se non al potere personale. Ormai l’apostasia del clero è conclamata e consumata.

    Io resto attaccato a Cristo, non mi importa dei preti. Si dannino loro, Bergoglio, Galantino e compagnia cantante. Io resto abbracciato a Cristo, in mezzo alle macerie di 60 anni di “non-magistero”.

  12. Ago, sei ingiusto.
    Basta davvero così poco per dividerti da Cristo? Che abbraccio è il tuo, che rifiuta il suo corpo mistico, tanta parte di lui? Basta che qualcuno ti presenti un cristianesimo che non è esattamente quello che tu vorresti? E se davvero pensi che tutti i prelati siano come li descrivi, allora trasferisciti armi e bagagli con i protestanti. Io di sacerdoti ne conosco di diversi; forse anche tu, pensa a loro.
    Ma non credo che tu lo creda veramente. Se sei attaccato a Cristo, resta attaccato alla tua Chiesa, come hanno fatto infiniti santi prima di te che non vivevano in tempi meno duri, non erano meno invisi e perseguitati, non avevano a che fare con prelati meno corrotti. Altrimenti le tue sono solo parole vuote.
    Capisco lo zelo, ma prima dello zelo c’è misericordia, l’umiltà, e la pazienza. E prima ancora la verità.

  13. Capisco Ago.
    Oggi più che mai la Chiesa per me (per noi?) è tutto; la politica, la filosofia, la “religione”, sono interessanti ma mi lasciano indifferente. Non cerco qualcosa che mi dia ragione, che mi coccoli, magari col fascino decadente delle cose antiche o al contrario col profumo del nuovo, e il bollino dell’avanguardia. Cerco, dietro le infestanti che l’anno ormai sommersa, quella Chiesa che ieri mi ha donato la fede. So che c’è.
    E son d’accordo, Berlicche: guardiamo ai Santi, prendiamo esempio da quelli cui è toccato vivere tempi più bui.
    Tuttavia non ce la faccio, non sono un santo, e non ci riesco proprio a star zitto, chiudere gli occhi e pregare quando vedo i custodi, tanti custodi, prodigarsi incuranti (e indisturbati) a sarchiare e innaffiare intorno ai rovi.

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