Il giorno che tolsero Cristo da Internet

Il giorno che tolsero Cristo da Internet non se ne accorse quasi nessuno. Già da molto tempo era stato difficile, sempre più difficile, vederlo nominato. I motori di ricerca sputacchiavano, tornavano di tutto. Nomi di artisti e di paesi, paginate di filologi e filosofi e filo diretto con l’intellettuale di turno. Il riferimento più ovvio – Lui, proprio Lui –  prese a non comparire nei primi dieci risultati, poi nei primi cento. Che è la morte, per internet. Ad un certo punto fu oltre la millesima posizione. Colpa degli algoritmi che valutano il ranking, l’interesse per un dato argomento, fu detto: “Non lo cerca nessuno, non è importante”. Ciò che meno viene trovato meno viene cercato.

Le pagine web, i blog, i forum erano stati un poco più complicati da ripulire. Infestati dai troll, soggetti ad interruzioni del servizio, sempre meno frequentati. Straordinario quanto può fare una statistica appena ritoccata. Lo sconforto di non essere letti, dell’inutilità di scrivere, la mancanza di speranza, di senso. Chi è interessato a quello che hai da dire, chi ti legge? Alcuni presero a parlare sempre più spesso di cose differenti, morale, moda, sport, canzoni, politica. I rimanenti furono abbandonati, chiusi, uno dopo l’altro. Poi rimossi, spariti, per fare posto a qualcosa di più alla moda.

Le foto, le immagini, quelle furono un problema. Un po’ si eliminarono per il diritto d’autore, altre per decenza, e ci furono campagne per togliere illustrazioni così pericolose dai posti raggiungibili dai bambini. Un Cristo sulla croce può urtare la sensibilità, le immagini di morte impressionano. Un presepe, tutto ciò che è religioso per molti è fastidioso. Potrebbe offendere, irritare, discriminare. Meglio oscurare.

Sui social manifestare certe tendenze era stato sempre rischioso. Le grandi piattaforme avevano cominciato a bandire certi contenuti, a loro modo di vedere discutibili. Cosa valuti di più, il tuo profilo o la foto che vorresti condividere? Parlare di certi argomenti nella maniera che ti aggrada, per il breve momento prima che ti chiudano l’account, o mandare agli amici video buffi? Puoi scegliere, essere rimosso o pubblicare gattini. La scelta è quasi sempre gattini.

Fu solo questione di tempo. Di tempo per abituarsi a non discutere più certi argomenti, a non ricercarli più, a non pensarci. Quietamente, senza grandi proclami. Anche chi avrebbe dovuto parlarne, chi avrebbe dovuto preoccuparsi si adeguò. Ci sono opere sociali degne, si può parlare e fare un sacco di cose senza per forza dovere parlare di Cristo, ricercare Cristo, pensare a Cristo.

Il giorno che tolsero Cristo da internet era un giorno come gli altri, e il giorno dopo le cose proseguirono come avevano sempre fatto. Ci fu chi brindò, in posti che non vi aspettereste, e in altri che sono esattamente ciò che vi potreste aspettare. Estirpato, completamente, e sale informatico fu sparso per impedirGli di ricrescere.
Cristo non era più su internet, ma in fondo Lui lì non c’era mai stato.
Solo il Suo nome, l’immagine; la Sua presenza, beh, la Sua presenza era dove era sempre stata.

f91

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 ottobre 2016 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Caro Berlicche

    La sola tua ultima frase da sola vale il premio Nobel per la Verità

  2. E poi da qui il passo è breve per diventare adoratori di gattini…

  3. @ Zimisce

    Foto e didasclaia sorpassano, per efficacia, tutte le più ardite decisioni di revisione storico-religiosa dell’Unesco, da qui all’eternità.
    :-)))

  4. errata corrige: “didascalia”.
    (Il mondo è pieno di scale/graduatorie in cui inciampare, accidenti.).

  5. Chi non ha mai parlato di gatti scagli la prima pietra…

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