Abiezione d’incoscienza

L’obiezione di coscienza è incomprensibile se non si possiede una coscienza.
Le persone che ne sono prive sono i servi migliori: estensione del potere dominante senza intelletto proprio.
Incoscienti e senza scrupoli. Sì, anche quelli necessitano una coscienza.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 25 ottobre 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. Resta da chiedersi se abbiano più incoscienza o più abiezione quelli che ieri hanno scassinato il Tabernacolo, sfigurato statue e derubato elemosine nella chiesa della Trasfigurazione eretta… in un paese lontano, che preferisco non specificare.

    O forse no, meglio non chiederselo affatto; basta prenderne atto e poi, subito dopo, in un sussurro, sgranare un rosario, idealmente composto di rose bianche, rosse e d’oro, come quelle apparse sul Cuore Immacolato di Maria, a Montichiari, l’ 8 dicembre di tanti anni fa.

  2. Perché, diciamolo francamente, può un essere umano dotato di “piena coscienza”, a causa del suo lavoro, intervenire per togliere la vita a un’altro essere umano, o “sposare” due maschi, due femmine, senza sentire almeno un brivido corrergli lungo la schiena? senza avvertire neanche un po’ l’acre odore del sangue e del falso salirgli al naso?

  3. @Tonis (e Federico Koemushi Fasullo)

    Purtroppo sì, può accadere — accade. Parrebbe trattarsi di una temibilissima forma di pietrificazione interiore, nota come “accecamento spirituale” e diametralmente opposta a quella da cui fu investito Simone, figlio di Giona, conosciuto in seguito come Pietro.

  4. Non riesco a essere così pessimista…

  5. Più che brivido oppure odore, un leggero frinire come di un grillo: ma si sa che fine fanno i grilli che si comportano da coscienza.
    Io però parlavo di qualcosa di anche peggiore: non solo rifiutare il frinire della coscienza, ma rifiutarsi di ammettere che possa esistere, o debba essere ascoltata.

  6. Un rifiuto del genere ha sempre alla base una qualche ideologia, che prende pieno possesso della ragione e diventa monossido di carbonio per la coscienza, togliendole il respiro necessario per farsi sentire.

  7. @ ToniS

    In realtà, la Vergine prudentissima, acclamata anche come “sede della Sapienza” nelle litanie lauretane, nel penultimo messaggio consegnato a una delle veggenti di Medjugorje ha, con la consueta semplicità…fanciullesca, messo il dito nella piaga: il problema sta proprio nel volersi fare una ragione, subito e senza esitazioni, di tutto ciò che ci fa soffrire o che, semplicemente, altera la nostra consolidata visione del mondo, che, in quanto tale, non dev’essere per forza una visione “firmata”, un’ideologia confezionata da questa o quella scuola filosofica o teologica o corrente di pensiero. E’ proprio questo attegiamento ad essere in sé ideologico, al di là di ogni definizione o tendenza precostituita.

    Ma la continuata sospensione del giudizio — o costante disponibilità a rivederlo per strutturarlo secondo un ordine diverso — è disagevole, faticosa e ansiogena. L’antidoto a questi umanissimi inconvenienti consiste nella fede e nella speranza nella promessa di “quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né MAI ENTRARONO IN CUORE D’UOMO” e che corrispondono proprio a ciò che “ha preparato Dio per coloro che lo amano” — come scrive san Paolo nella sua seconda lettera ai Corinti, al capitolo 2.
    Ci è stato dato anche un farmaco, il “Farmaco d’immortalità”, per custodire e rafforzare l’autenticità e la purezza delle nostre fede e speranza sempre troppo deboli e troppo insidiate, in primis dal nostro Ego che, per natura e anche per educazione e tradizione culturale, è affamato di certezze, di idee, direi di etichette più che di etica.

    Si tratta dunque di nutrire una fiducia davvero “cieca” (non accecata) — in quanto deliberatamente spoglia di idee — e ostinatamente convinta dell’onnipotenza creatrice e riparatrice di Dio, così come del Suo amore profondo, irrevocabile, per le preziose individualità che ne scaturiscono: “‘Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nessun passero cade a terra se Dio, vostro Padre, non vuole. 30Quanto a voi, Dio conosce anche il numero dei vostri capelli. 31Perciò non abbiate paura: voi valete più di molti passeri!” (Matteo, 10, 29 e ss.).

    P.S.: Chiedo scusa a Berlicche e ai suoi ospiti per la prolissità, ma l’argomento mi è sembrato troppo importante, specie in queste ore, per lasciarmi sfuggire l’occasione di soffermarmici un po’ più a lungo.
    Buona festa di Ognissanti a tutti!

  8. Grazie, marilù. Buona festa di Ognissanti anche a te, e a tutti!

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