XXIV – Non Credo… nel perdono dei peccati

Professo un solo Battesimo
per il perdono dei peccati

Non credo nel perdono dei peccati, figurarsi nel Battesimo. E’ un’altra invenzione del Nemico-che-sta-lassù, l’ennesimo sgarbo nei nostri confronti, l’ultimo insulto alla nostra volontà di trovare un accordo tra noi e lui.

Prende un grumo di terra, gli dà la vita, crea un universo attorno apposta per lui e poi gli concede persino la libertà. Quindi lo avverte: sgarra e te ne pentirai. Demenziale, non trovate? Se non volevi che sbagliasse non dovevi dargli la libertà! Ovvio che si sarebbe messo subito nei guai, specie con una piccola mano da parte nostra.
Ma non basta. Uno si aspetterebbe che, di fronte alla sua infedeltà, prenda quel pugno di argilla e lo distrugga. Così andrebbe fatto. L’uomo schiacciato, noi a leccare il sugo. Il suo peccato originale a condurlo in modo sicuro qui sotto da noi.

Invece no.

Con “sgarra e te ne pentirai” noi pensavamo ad una minaccia effettiva. Lui intendeva davvero “pentirsi”.

Non solo non li distrugge, si è inventato una maniera di recuperarli. E non con riti complicati, accessibili solo ai più forti, ai più intelligenti, ai più fortunati. No, tramite un’operazione ridicola: il bagnarsi con un po’ d’acqua.

Ma scherziamo?

Senza quello, sarebbero stati già tutti nostri. Lui si sarebbe tenuto solo i perfetti, cioè nessuno, e noi saremmo qui a banchettare, masticando anime succulente.  Invece dobbiamo procacciarci il nostro malvagio quotidiano con fatica, strappandolo usando le corna e gli artigli dalle grinfie degli angeli e dei santi.

Sì, perché per quanto noi diamo – provvisoriamente – al nostro protetto umano tutto ciò che chiede, potere, sesso, ricchezza, non riusciamo mai a farglielo bastare. Ne chiedono dosi sempre maggiori, e dopo un po’ cominciano a domandarsi se ne valga la pena. Badate bene, non è che domandiamo loro chissà cosa: semplicemente un po’ di riconoscenza. Spieghiamo loro chiaramente che le risorse non sono infinite, e che se ne vogliono di più devono meritarselo, ad esempio strappandolo agli altri.

Ma il Nemico riesce sempre a fare balenare loro l’idea che ci sia di meglio. Proprio perché ciò che hanno non basta mai, e devono alzare sempre la posta per essere soddisfatti per qualche breve istante, il vedere qualcuno che invece è gioioso e si accontenta di ciò che possiede può avere un impatto psicologico devastante. C’è il rischio che capiscano il senso della parola peccato: non un concetto pretesco astruso, ma qualcosa che è un di meno per loro.

Così, quando si scoprono infelici, vogliono il paparino. E il Nemico se li riprende! Ci affama, sottraendoci quelle anime impure: come può non essere nostro Nemico?

Che basti un bagnetto per essere di nuovo figli, dopo tutti i danni compiuti, è qualcosa di impensabile. Se noi demoni, che siamo incredibilmente intelligenti, la pensiamo così, anche gli umani non possono non essere della stessa idea.

Da bravi tentatori, possiamo sfruttare questo fatto per fare dimenticare ai mortali il battesimo e il suo effetto.
All’uomo di oggi, dopo secoli di propaganda, questo sacramento è diventato del tutto sconosciuto. Ci sono solo più pochissimi in grado di dire esattamente in cosa consista: nella maggioranza dei casi è solo un rito a cui sottoporsi per presentare il piccolo alla vecchia zia. Qualcuno potrebbe obiettare che essersi mossi su questo binario è stato controproducente: anche se nessuno conosce più la sostanza del battesimo, tuttavia esso viene eseguito lo stesso e produce in ogni caso i suoi effetti nefasti. Compagni demoni, usciamo dalla prospettiva immediata, i nostri tempi si misurano in secoli. I riti si dimenticano quando cambiano le mode, se non hanno delle ragioni solide. E noi badiamo che i nostri protetti siano sempre alla moda. Questo secolo è il nostro secolo.
Le vecchie zie muoiono, i nuovi genitori (quei pochi che ci sono ancora) dicono “per adesso non battezziamoli, decideranno quando saranno grandi”. Senza battesimo, ma anche senza ingresso nella comunità dei santi, si troveranno da soli, senza nessuno che gli insegni la realtà del Nemico. La nostra realtà, invece, saremo bene attenti a presentarla da ogni pagina che leggeranno e in ogni schermo in cui si specchieranno. La sussurreranno i loro e nostri amici; e di quel padre lontano non sapranno niente.

Spingerli a  sottovalutare il Battesimo è semplice: sapessero le conseguenze, ci andrebbero decisamente più cauti a ignorarlo. Ma chi dovrebbe informarli? Uno dei nostri successi più grandi è il fatto che i preti per primi non ne parlano più. Li abbiamo addestrati al rispetto umano, non sono più capaci di indicare un peccato per paura di offendere il peccatore. Invece di additare la bellezza fanno la morale: e uno si dovrebbe battezzare per una morale? Non ne vedrà neanche il senso. Per ogni predica sui sacramenti ce ne sono mille sulla mafia; magari la mafia sarà sconfitta, purtroppo per noi, ma avremo guadagnato mille picciotti dal cuore morto.

Certo, tutto questo parlare di misericordia oggi è un fastidio. Se c’è la misericordia, vuol dire che c’è qualcosa che non va e qualcuno che ne ha bisogno. L’importante però è che siano sempre gli altri: ai nostri protetti non facciamo mai notare che ne avrebbero bisogno per primi. Avanti con i casi pietosi: che diano un euro e si sentano buoni. O, ancora meglio, li si faccia indignare contro quelle sanguisughe, quei profittatori. Non li si faccia mai pensare che, in fondo, a loro è stata offerta la salvezza tramite poche gocce d’acqua.
Si può essere buoni anche senza battesimo, si rimarchi. E non si faccia mai notare loro che il punto non è essere buoni.

Oh, sì che si credono buoni: il battesimo dovrebbe servire per perdonare i peccati, ma si illudono che sia loro tutto concesso anche senza. Perché entrare in una comunità noiosa di cui non sentono la necessità? Presto, vedrete, quel rito sarà del tutto dimenticato, e tutti i figli del Nemico diventeranno figlioli adottivi del nostro Padre che sta quaggiù.
Quanto desidereranno allora quelle gocce d’acqua. Ma non se trovano nel nostro inferno.

battesimo

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 14 ottobre 2016 su Non Credo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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