XXIII – Non Credo…nella Chiesa Apostolica

E poi, questi apostoli, chi erano? Dei cretini ignoranti, pescatori ed esattori con la mania mistica. Il più acculturato aveva a stento la barba. Arroganti e presuntosi, pronti a cancellare intere città perché gli abitanti erano stati sgarbati verso di loro. Gente che, nel momento in cui si è trattato di mostrare di che stoffa fossero fatti, se la sono data a gambe rinchiudendosi in un buco a farsela sotto, mentre il loro “amato” Maestro veniva torturato a morte. Notate bene, li aveva scelti uno ad uno. 92% traditori per paura, 8% traditori e basta.
Questo la dice lunga sulle reali capacità organizzative del Nemico-che-sta-lassù. Se nella piccolezza di scegliere utili idioti come galoppini ha fatto un simile disastro, come stupirsi poi che dell’Universo abbia fatto un tale casino?

In fondo, perciò, che la Chiesa del Nemico-che-sta-lassù si definisca apostolica ci sta anche bene. Se questi erano gli originali, immaginatevi i successori. Non ci credereste che tipetti sono alcuni. Nonostante questo, però, non siamo ancora riusciti ad aver del tutto ragione di loro.

La colpa non è nostra. Se fosse un combattimento alla pari saremo già da un bel pezzo noi i padroni assoluti del campo. Ma il Nemico, come al solito, gioca sporco. Quei mentecatti che ha per suoi servi non sono un problema per noi presi singolarmente, ma se si affidano al Nemico questi li sostiene e li protegge dal nostro paterno interessamento. Nessuno di loro potrebbe reggere in un confronto diretto senza quest’aiuto. Curioso: è come se avesse voluto dimostrare agli umani che senza di lui non possono fare niente: il che non ha senso, strategicamente e tatticamente. Per vincere avrebbe dovuto scegliere i più intelligenti, i più sapienti, i più potenti, come facciamo noi; non dei perdenti sfigati. Allora sì che ci sarebbe stata partita.

Non tutti i suoi apostoli, per nostra fortuna, approfittano dell’indebita protezione del Cielo. Ci sono quelli abbastanza orgogliosi delle loro capacità da commettere l’errore di sottovalutarci. Pensano di potere vincere da soli, gli illusi. La maggior parte sono come gli altri uomini: inconsapevoli di essere stati scelti, pronti a sottovalutare quello che dovrebbero annunciare. Non credono, in fondo, a quello in cui dovrebbero credere. Proprio come erano quei pezzenti all’indomani della squallida morte del loro capetto. Se non fosse tornato lui personalmente, se non fosse arrivato quel maledetto Spirito fiammeggiante sarebbero ancora lì a nascondersi.
E’ proprio questo che ha fatto la differenza, li ha trasformati da tremebonde nullità ad apostoli, cioè annunciatori, inviati. Insetti di cui nonostante i nostri sforzi non siamo riusciti a contenere la diffusione. Siamo stati presi in contropiede: ci aspettavamo che il Nemico imponesse la venerazione di se stesso, non delle persone che dialogavano tra di loro. Ci aspettavamo l’imposizione dei migliori, invece abbiamo avuto la scelta di successori. Non leggi da seguire, ma mortali, che si trasmettevano l’uno con l’altro la fede.
Capite quanto questo modo di procedere sia irrazionale. Come mai non si ribellano? Come mai non rivendicano la sovranità personale, ma liberamente collaborano con quell’autorità arbitraria nota come il Nemico? Come mai non crolla tutto miseramente? Ci aspettavamo una guerra, è una guerriglia.

Da ogni fedele presente oggi sulla Terra è possibile tracciare una linea ininterrotta sino agli apostoli originali, attraverso cui quella fede è stata trasmessa. Dobbiamo perciò cercare dei modi di interrompere questa catena che lega loro e che ci lega.

Il primo metodo è, naturalmente, cercare di adeguare il punto di vista dei mortali al nostro.

Il Nemico sceglie con i criteri suoi gli apostoli, dobbiamo invece farli scegliere con criteri nostri. Farli nominare dal potente di turno, re, imperatore, presidente o dittatore che sia. Qualsiasi criterio umano non è il criterio del Cielo. Verrà scelto il più utile, il più duttile, il più politicamente adatto. Ciò vale anche per quei luoghi dove vige la democrazia. Non è difficile: il popolo decide cosa decidiamo noi, abbiamo i mezzi per farlo. Tutti pensano di saperne di più dello Spirito, del Papa e dell’allenatore della Nazionale.

Il candidato ideale per noi brucia dalla voglia di comunicare se stesso. Vogliono essere apostoli, perché ci vedono la realizzazione della loro vita, una sorta di potere. Quelli che ne sarebbero degni secondo i criteri del Nemico capiscono bene che non lo sono.

Disgraziatamente troppo spesso sono proprio questi ultimi ad essere nominati, quando alla Chiesa è data la possibilità di scegliere. Non sarà finita questa lotta finché coloro che decidono non useranno gli stessi criteri che usa il mondo. Stiamo lavorando per questo.

Un altro metodo efficace è abolire il concetto che la Chiesa sia fatta di persone vive che seguono una persona viva. Le persone falliscono, dobbiamo ribadire: perché affannarsi, quando ci sono i libri che dicono già tutto?
Chi ha ideato il concetto che il cristianesimo sia una religione del Libro è stato più volte premiato dalle nostre massime autorità. E’ quanto più distante possa esistere da quanto vuole il suo fondatore, che infatti scriveva solo sulla sabbia.
Un libro è un oggetto morto; una religione che lo segue è una religione morta, di morti e di morte.

La successione apostolica si snoda nel tempo, è qualcosa di concreto: occorre negarne la necessità. Siamo gli uomini nuovi, facciamo dire ai nostri protetti. Non abbiamo bisogno di una storia, di padri, riscriviamo il futuro secondo le nostre idee. Con queste premesse potranno dire cosa vogliono, perché non dovranno rendere conto a nessun punto di partenza. Potranno atteggiarsi a profeti, ad apostoli del progresso; negheranno il passato per affermare un futuro tutto nella loro testa, devastando nel frattempo il presente.

Invece che affidarsi al Nemico, abbandonarsi al suo Mistero, saranno abbandonati perché avranno scelto di perdersi.

E tutti i perduti li ritroviamo noi, non è vero?

apostoli

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 7 ottobre 2016 su Non Credo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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