Qui Radio Kabul

Mentre vado al lavoro ascolto la radio, di solito le notizie RAI. Mi è capitato talvolta di dover cambiare in fretta canale. Per combattere la nausea.

Stamattina mi sembrava di udire una radio di regime, e forse in alcuni regimi si sarebbe più discreti. Cinque minuti al Presidente del Consiglio che insulta l’opposizione e fa propaganda per il suo referendum. Citazione veloce di quanto ribatte detta opposizione, ma solo per affermare che “hanno problemi” e scaricare qualche altra quintalata di letame loro addosso con voce che cola disprezzo. Non è che i cinquestelle mi stiano particolarmente simpatici, ma una volta eravamo in democrazia e la radio di Stato un servizio pubblico. Ora è l’acronimo di Renzi, Ascoltalo, Inchinati.

Ho trovato emblematico il servizio di chiusura, sugli attacchi del New York Times a Donald Trump. Dopo lo stupore simulato nel descrivere i colpi sotto la cintura che la testata americana sta rfilando è seguita un’intervista con una tizia americana che ha sostenuto, enfaticamente doppiata, che non è vero che Il NYT è per Hillary, povera gioia; è Trump che è cattivo, come Berlusconi. E che quindi è dovere di ogni bravo giornalista usare ogni mezzo per fermarlo.

America e Italia, quindi, stessa cosa. Con la differenza che il NYT è l’espressione privata dei poteri forti, la RAI non dovrebbe esserlo. Ma lì come qui il nemico, cioè tutti quanti non gradiscono chi governa, sono il male e vanno arrestati con ogni mezzo. Anche, a quanto pare, con la menzogna più spudorata. Chiedo scusa: l’opinione personale di commentatori accuratamente scelti.

Questo avviene nell’ambito di una Costituzione italiana appositamente modulata per impedire derive autoritarie. Tramite barriere che ora si vorrebbero abbattere.
Non sono più adatte al nostro tempo, dicono. Forse hanno ragione. Prima, non eravamo in dittatura.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 3 ottobre 2016 su diavolerie e cattiverie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 22 commenti.

  1. per la tua salute, e per il tuo stomaco ti consiglierei di sentire dei podacst invece della radio, ce ne sono di eccellenti!

  2. Camillo Vidani

    L’uso politico della RAI è certamente meschino e da condannare (per quanto assolutamente bipartisan; se ne sono approfittati tutti). Mi stupisce invece lo stupore riguardo il New York Times: è sempre stato un giornale di sinistra e l’ha sempre dichiarato pubblicamente, mi sembra ovvio che combatta Trump.

    Anzi, la vera notizia è che molti giornali di provata fede repubblicana si sono pubblicamente esposti contro di lui; parlo di quotidiani che non facevano un endorsement a un democratico da sessanta, ottanta, cento anni.

  3. x Vidani: Come ho già fatto notare in precedenti post, è proprio questo finto stupore a far puzzare il tutto. Come se non fosse almeno un anno che il NYT sparge acido e liquami contro Trump. Sembra poi che sia il solo giornale che leggono, da quelle parti…

    x Merak: ahimé, il guaio della radio è che è una radio.

  4. Hai perfettamente ragione. Ascoltare i tg ormai è continua fonte di gastrite.

  5. Camillo Vidani

    La stampa americana in realtà è stata molto misurata riguardo a Trump, fino a poco fa. Al NYT hanno fatto una riunione di redazione 2 settimane fa per decidere se chiamarlo o meno “bugiardo” in prima pagina, riportando una delle mille panzane che ha raccontato ultimamente. Finora non lo avevano ancora fatto.

    In generale tutto il sistema dei media USA ha interesse a raccontare l’elezione come combattuta, che sia vero o meno, perché questo stimola ovviamente l’attenzione e le vendite. E poi avendo in corsa Trump (che come showman ci sa fare, gli sia riconosciuto) in pratica lavorano la metà che in un anno normale: basta riportare quello che dice e già hai fatto audience.

    La stampa c’è cascata con entrambi i piedi, insomma, e lo ha aiutato moltissimo a costruire il suo personaggio. Gratis.

  6. Allora suppongo che quello che ho letto nell’ultimo anno sul NYT su Trump – una media di 4-5 attacchi al vetriolo, insinuazione ecc. al giorno – fossero incontrollati refusi di qualche scalmanato fuori controllo. E la parallela santificazione di Hillary fossero in realtà severissimi articoli…
    Sorry, ma almeno nel caso del NYT misurata ‘sta cippa.

  7. Camillo Vidani

    Erano attacchi falsi? La cosa importante è quella, e Trump nei fatti ha smentito pochissime delle accuse rivoltegli (perchè non può smentirle: la gran parte consiste nel rivoltare le sue dichiarazioni pubbliche contro di lui).

    Santificazione di Hillary non ne ho vista da nessuna parte, se non da qualche testata molto schierata tipo l’Atlantic (o Salon, non ricordo mai quale dei due). È stata difesa dagli attacchi scalmanati dei repubblicani su Bengasi, ma più o meno tutto il partito democratico a mezza voce ammette che è una maneggiona o come minimo imprudente, e la stampa continua a seguire con molti dettagli il pasticcio delle email.

  8. Falsi? A pare letame immesso sistematicamente nel ventilatore, in ogni modo possibile.
    Stranamente, però, di tutte le accuse ad Hilary sul NYT si trova poco o niente. E non da mo’, chiaro. Solo lodi sperticate; e anche quando hanno dovuto dare notizie degli scandali sono stati bene attenti a minimizzare o scusare. Basta fare un giro un po’ negli archivi, anche solo banalmente quelli di twitter, per farsene un’idea.
    Compitino: trovare, risalendo indietro nel tempo un articolo sfavorevole a Hillary o favorevole a Trump.

    Il problema non è (solo) che sia maneggiona o imprudente; il problema è cosa pensa di fare una volta eletta.

  9. Camillo Vidani

    E di Trump invece non hai paura?

    La Clinton è un falco e si sa, di certo avrei preferito Sanders; ma Trump è un iracondo incompetente che ha insultato il mondo intero, a giro, nel senso che ogni mattina sembra alzarsi e non ricordarsi più con chi ce l’aveva il giorno prima. A parte i messicani e i negri, quelli sono una certezza.

    Poi a te piace la fantascienza, no? È appena uscita una lettera di endorsement a Hillary di tutto il cast di Star Trek :) A parte William “Panza” Shatner, che sta schiscio perchè è canadese e ha paura che se poi disgrazia volesse vince Trump, gli leverebbero il visto…

  10. Molta meno paura di Hillary. E’ come scegliere tra Ciccio Pasticcio e Grimilde. Ne ho scritto qui, e qui.
    Gli incompetenti si possono circondare di gente competente. Le regine cattive in genere solo di sgherri.
    Che mi piaccia la fantascienza non vuol dire che io debba seguire le scelte politiche di alcuni attori. Avere pilotato una finta astronave non dà molte garanzie di sapere come si debba pilotare una nazione.

  11. Se verrà eletto Trump, c’è la possibilità che faccia qualche idiozia. Se verrà eletta Hillary, c’è la certezza che sarà una dittatura ideologica anche oltre i confini americani.

    Le cose purtroppo stanno così.

  12. Camillo Vidani

    Ho visto il video, cominciando da un po’ prima di 8:30. La traduzione è tendenziosa: chiunque te l’ha data o ha problemi con l’inglese o è in malafede. “All the laws we’ve passed don’t count for much if they aren’t enforced” significa semplicemente “le leggi che abbiamo non servono se poi non vengono applicate”, e lo dice parlando di leggi sulla violenza domestica. Poco dopo menziona solo di passaggio “access to reproductive health”; ma siccome lo fa parlando della riduzione della mortalità infantile in Nepal e in Africa, credo che se uno pensa che possa significare solo e soltanto “aborto” è un po’ fissato.

    Certo, dice anche “religious beliefs will have to change” ed è una frase che può essere spiacevole; ma in mezzo a quel discorso sulla libertà delle donne io ho subito pensato all’Arabia Saudita, per dire solo la più grossa, non ai cattolici italiani.

    Questa mostrificazione della Clinton, in fin dei conti, segue a puntino le parole d’ordine della destra evangelicale americana: per essere un cattolico contro i poteri forti, ti fidi con troppa facilità del Partito Repubblicano e dei protestanti :P

    Tra l’altro Hillary bene o male è cristiana (non lo dico io ma i gesuiti americani: http://americamagazine.org/issue/private-faith-life-hillary-clinton ) mentre non penso ci siano dubbi che Donald non ha altro Dio all’infuori di se stesso ;]

  13. Hillary cristiana? Detto dalla rivista più liberal dei cattolici americani fa ridere…

  14. Vidani, io l’inglese lo leggo e lo parlo correntemente, non ho bisogno che qualcuno traduca per me. E’ la tua traduzione, o forse la tua comprensione di quello che Hilalry ha detto che lascia piuttosto a desiderare. “Are enforced” non sottintende un’applicazione generica, tipo “applicate” o “rispettate”, ma “con serie conseguenze altrimenti”. En-force: con forza, non certo “respect” o “abide”. Su quali leggi stia parlando, anche qui forse dovresti riascoltare meglio. E se qualcuno pensa che reproductive health NON voglia dire aborto e contraccezione lui sì che è in malafede.
    Hai pensato subito all’Arabia Saudita? Io ho pensato invece alle porcate che Hillary e Obama hanno fatto alla Chiesa, dato anche che quando ha parlato si era in piena polemica sull’Obamacare, sul matrimonio omosessuale e via andare. Certo, sarebbe curioso che si stesse riferendo all’Arabia Saudita dato che non mi risulta in proposito abbai mai detto una parola esplicita. Ma forse, con tutto quello che sai di lei, chissà.
    La mia opinione della Clinton non arriva certo dalla destra evangelica americana – non tra le mie letture preferite: fatta in casa, grazie, guardando ai fatti e ascoltando cose tipo quella che tu hai forse un po’superficialmente liquidato. La facilità con la quale hai supposto il falso su di me dovrebbe metterti in guardia su altri tuoi giudizi.
    Circa Clinton cristiana, devo dire che, dato quello che dice e che vuole fare, è più cristiano il mio gatto. In ogni caso un cristiano che tiene nascosto il proprio convincimento, come afferma l’articolista, non è cristiano. Non lo dico io, ma colui il cui nome è lì evocato invano.
    In ogni caso a me importa poco che sia cristiana o meno, lei o Trump. Quelli sono affari tra loro e il buon Dio. A me interessa che la Chiesa, il modo in cui Dio si esprime sulla Terra, possa sussistere, e non sia troppo perseguitata o il potere cerchi di impadronirsene. Che è quello che ha detto Hillary che avrebbe fatto. Che ha già fatto, e che farà ancora se gliene sarà data occasione.
    Io spero proprio di no.

  15. Camillo Vidani

    La cosa del “chi ti ha dato la traduzione” era un modo per non dirti in faccia che stai travisando il discorso cercando di vedere tutto il male possibile in ogni parola pronunciata; voleva essere una gentilezza…

    “Law enforcement” è un termine normalissimo, usato correntemente: “the law enforcement community” si traduce in “forze dell’ordine”, senza nessun sottotono fascista che tu sembri volergli invece dare. Che le leggi si facciano rispettare “con serie conseguenze altrimenti”… beh, non è ovvio? Nulla lege sine pena, lo dicono da duemila anni e più. E sì, sta molto tranquillamente parlando di donne lavoratrici, rappresentanza politica, sanità pubblica e cose del genere.

    Tu non li leggerai in originale, i tea partier e i repubblicani, ma io sì (qualche volta). E ti assicuro che molto spesso i casi che indignano il web “supercattolico” italiano e le teorie a volte complottiste sulla politica estera che hanno gran successo nell’ambiente vengono, dritte dritte, dalla destra americana. Polemiche tradotte in italiano a volte quasi subito, a volte invece con qualche anno di ritardo, e in alcuni casi talmente fuori contesto qui da noi che sembra di ascoltare un rapper di Tor Vergata mentre si sforza di imitare un nero di Los Angeles: una cosa che fa un po’ ridere.

    Ed è pieno di gente talmente desiderosa di non farsi fregare “da Washington” che nemmeno si rende conto di abboccare con tutto l’amo a Putin; esattamente come i destrorsi del west che odiano “i federali” e tutto ciò che rappresentano per partito preso.

    Il guaio è che ce ne sarebbe da fare tanto, di lavoro, per contrastare l’individualismo menefreghista che SICURAMENTE si sta impadronendo di tanta gente; ma non riuscirete a farlo standovene chiusi dentro la vostra fortezza assediata (da truppe che spesso vedete solo voi) e portando acqua ai peggio ipocriti che si servono di voi come bacino elettorale e poco più.

  16. Che devo dirti, Vidani? Beato te che sei una mente libera e non ti fai imbeccare, che so, da quello stesso potere che controlla il NYT, i Clinton, i capi della stragrande maggioranza delle multinazionali, il nostrano Renzi finanziatore di Hillary e di Obama. E’ curioso come vai dicendo le stesse esatte cose che dicono i potenti del mondo e disprezzi chi non si adegua: come se anche tu facessi parte del giro. Il sistema, si diceva una volta, di cui talvolta sembrano far parte proprio quelli che si atteggiano a lottatori contro di esso. Per me, vota pure la Clinton e\o i suoi analoghi italiani pensando di fare un voto di protesta; lei che non è la peggio ipocrita, vero?

    Se sei addentro come dici alle cose americane, allora dovresti sapere esattamente di cosa sta parlando la Clinton: “sanità pubblica e cose del genere”, con tutti gli annessi e connessi della protesta dei religiosi che non vogliono pagare aborto e contraccezione, i referendum contro le leggi federali, sentenze imposte e via andare. Se l’interpretazione delle sue parole fosse quella che tu fornisci, un tranquillo “bisogna applicare la legge” come “bisogna pagare il canone”, non si capirebbe l’enfasi del discorso, né le parole sulla religione che tu sorvoli. No, qui sta dicendo che ci penserà lei a quelli che non si adeguano al suo pensiero, alle leggi che lei metterà, anche cambiando le convinzioni religiose delle persone. Cosa un poco difficile da ottenere in maniera tranquilla, essendo la religione per definizione la convinzione più profonda di una persona. Tentativo che però sta accadendo sempre più spesso, dicono le cronache (curioso, ti viene in mente il fascismo e non Stalin).

    Ho detto che la destra evangelica non è tra le mie letture preferite, non che non li leggo in originale; e so perfettamente quali sono le polemiche del momento, sia da destra che da sinistra, ben prima che arrivino in Italia. Sia a destra che a sinistra: quanti articoli sui Corriere o Repubblica o La Stampa sono becere traduzioni! Spesso del NYT. Anche se non lo dici anche tu te ne sei accorto, vero? E l’incipit del TG di radio 3 è preso di lì parola per parola, senza neanche aspettare un anno.
    Quindi, ancora una volta, sbagli bersaglio: ho l’impressione che sia tu, invece, nello sforzo di giustificare gli investimenti nostrani, che edulcori la Clinton. Non c’è niente di accomodante nelle sue parole. Ma, non bastassero le parole, basterebbe guardare ai fatti.
    Si fanno le leggi, e poi è enforcement: “Nulla lege sine pena”, lo dici anche tu. Hai un altra convinzione, religiosa o meno? Ti adegui con le buone o le cattive. Quindi, che mi vieni a dire?

  17. Camillo Vidani

    “E’ curioso come vai dicendo le stesse esatte cose che dicono i potenti del mondo e disprezzi chi non si adegua: come se anche tu facessi parte del giro.”

    Vedi, in questo momento la maggioranza di quelli che ce l’hanno contro “i potenti del mondo” purtroppo chiedono muri, controlli alle frontiere, provincialismo, chiudersi nella loro piccola fortezza e tenersi strette le briciole.

    Peccato che io sia un immigrato. Me ne sono andato qualche anno fa non perchè non amassi il mio paese, ma per fare esperienze e godere di opportunità che non avrei avuto nella mia piccola nazione, lavorando onestamente e pagando le tasse. E quindi sì, ho un minimo di riconoscenza per quelli che mi hanno permesso di vivere la vita che desideravo. Li apprezzo pienamente? No, anzi, spesso sono degli stronzi. Solo che in questo momento storico a quanto pare devo scegliere fra loro e quelli che vorrebbero cacciarmi da dove abito. Non è una scelta difficile.

  18. Certo, ai padroni si deve sempre riconoscenza perché ci permettono di esistere, no?

  19. Temo di essere OT e me ne scuso con Berlicche: se mi cancellasse non me la prenderei affatto. Desidero però dire a Camillo Vidani che ogni nazione è una comunità di persone. Chi appartiene ad un’altra comunità (o nazione che dir si voglia) se arrivato rispettando le leggi che la comunità si è data, è un ospite. Normalmente agli ospiti si offre un posto di riguardo ma ci si riserva anche il diritto di decidere quando questa ospitalità debba aver fine. Se qualche elite europea gli ha fatto credere che vivere qui sia un diritto perenne e insindacabile, tenga presente che i popoli dell’Europa potrebbero legittimamente non essere di questo avviso.

  20. Camillo Vidani

    Beh, invece i padri fondatori degli anni ’50 (in gran parte cattolici, aggiungerei) volevano proprio questo: il diritto per ogni europeo di andare ovunque in Europa, fra le altre cose. E io farò il possibile per mantenerlo.

  21. Ognuno fa un elenco delle proprie priorità e le segue; si potrebbe dire che ognuno coltiva il proprio orticello e difende la propria fortezza. Quello che occorre capire è quale sia la cosa importante, a prescindere dal proprio gusto o temperamento.

  22. A proposito di “priorità”, l’emigrazione può essere considerato un diritto da promuovere o incoraggiare?
    Credo proprio di no.
    La sola ipotesi di poter abbandonare il proprio Paese, dovrebbe essere sentita come una tentazione da rifuggire, come un’offesa ai propri cari e all’intera comunità che ci ha accolto e fatto crescere.
    Sfortunatamente certi “padri fondatori in gran parte cattolici” e i loro efficienti seguaci dei nostri giorni, stanno di fatto “tecnicamente” e tenacemente costruendo un deserto abitato da apolidi, cosmopoliti e sradicati.

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