Ragnatele

La ragnatela viene tessuta dove tutte le mosche passano

Appare sempre più evidente, ogni giorno che passa, che internet non è poi così libera. Ci sono controllori che decidono chi favorire, chi condannare all’oblio.
Davvero ci potevamo illudere che i proprietari dei social network, i concessionari del servizio di rete, i gestori delle informazioni si sarebbero limitati a fornire una piattaforma neutrale, senza sfruttare il potere che si sono presi, che gli abbiamo dato? Andiamo. Siamo in presenza di monopolisti, con un controllo che neanche ci immaginiamo su quanto pensiamo sicuro, personale. Ritenete che basti una password a proteggere la vostra privacy? Loro sono i custodi delle vostre password. Hanno le serrature, e pure le chiavi. Sono loro che le fabbricano.

Oh, quant’è stato comodo dare tutto in mano loro. I nostri dati, i nostri soldi, ogni particolare della vita. Per farglieli gestire, per toglierci la preoccupazioni. Per la nostra sicurezza.

Quando i padroni di internet, uno dopo l’altro, hanno cominciato a schierarsi in modo graduale su una posizione comune dentro di me non ho avuto dubbi: è cominciato. O meglio, è finito: credo che tra pochi anni ci ricorderemo con nostalgia di quando potevamo scrivere quello che volevamo ovunque in rete.
Se i media che tutti usano ti censurano, puoi dire quello che vuoi, ma nessuno ti ascolterà. Forse i blog, relitti di un altro tempo, potranno rimanere attivi ancora per un po’; lì ci sarà bisogno di leggi apposta che qualcuno sta già scrivendo.
Salvatevi questa pagina da qualche parte mentre esiste ancora. O meglio, no: potrebbe costituire prova a carico, in un domani che forse sarà.

Mi ha sempre colpito il termine web, ragnatela. Le ragnatele non le vedi quasi, sembrano trasparenti, ma ci sono.
E appiccicano. E’ difficile tirarsene fuori.

Ci hanno fatto entrare nel web dicendoci che era la libertà.
Ora si scopre che loro sono i ragni.

ragnatela

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 settembre 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. grande!!! come sempre… ciao! Anna

  2. Se fosse solo un fenomeno regolato, lento e graduale, si osserverebbe da parte di tutti un trend chiaro e verrebbe da reagire. Ma essendo graduale e caotico, la presenza di sacche di temporanea grande libertà ti confonde le idee; e si va avanti passivamente…

  3. …tremendamente vero.
    Il nostro pensiero è intercettato mentre vaga nell’etere.

    Silenzio! il nemico ti ascolta!

  4. E’ la “rivoluzione” (telematica) bellezza!
    Peccato che, a partire da quella dell’89, ogni rivoluzione debba diventare totale, palingenetica, e quindi si inventi sempre una tecnica migliore per tagliar teste.

    Le basi del web sono state poste in una caserma, e oggi i rivoluzionari stanno strutturando il cyberspazio come uno sterminato campo di marte dove un’umanità finalmente affratellata in una nuova reichsparteitag potrà marciare come un sol uomo, con un solo pensiero, anzi senza.

  5. Caro Berlicche, di prove a carico contro di noi ormai ce ne sarebbero a carriole piene, se vuole il ragno ci si mangia quando vuole.
    Corro a comprare una paletta per difendermi…

  6. Suvvia, Enzo, sii realista: quando mai hanno avuto bisogno di prove?

  7. Facevo spesso ascoltare a mia figlia La canzoncina ‘ Napoleone’ di Endrigo ( testo Rodari) su youtube. Poi da un giorno all’altro sparita. Introvabile. Come non fosse mai esistita. Mi é diventato ancora più chiaro cosa sia la rete…, Chi ha in mano il passato…é padrone anche del presente.

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