Correggiamoci

Discutevo in questi giorni con gli amici di libertà e verità. Di che altro vale la pena di discutere?

Da quello che mi sembra di avere capito nella vita, la Verità viene prima della Libertà. Sì, la libertà è importante; ma la vera libertà è aderire a ciò che è vero, perché altrimenti si ficca in un vicolo cieco e diventa meno libertà.
Mi facevano notare però che il rischio che si corre con la verità è di assolutizzarla cioè, come diceva il Papa qualche tempo fa, di dimenticare che è relazione. Una definizione di verità è che essa c’è quando le cose sono come credo; senza le cose con cui relazionarsi rimane solamente un intelletto slegato e la definizione non si compie.
Da bravo cattolico, so che la Verità è Gesù Cristo – Dio fatto persona incontrabile, via, vita. Quindi ho il vero quando incontro, mi relaziono con le cose, le persone usando il criterio di Cristo e non il mio progetto di su esse.

Se la verità è un uomo, io non potrò mai possederla: sarebbe come  schiavismo nel significato più deteriore. E posso conoscerla come conosco un uomo, come conosce un uomo – pensate alla persona con cui avete più confidenza, e a quanto vi manca per comprenderla davvero. Ma bisogna conoscersi per comprendersi, bisogna stare assieme e farsi compagnia: cum-panis, mangiare il pane assieme, condividere la vita, perché da soli sappiamo bene quanto ci si può fissare sui propri errori. Cor-reggendoci, reggendoci a vicenda per non cadere, per cercare meglio questa relazione, questa verità.
Essendo piccolino, in questa mia ricerca posso sbagliare, e l’altro può sorprendermi con strade a cui non avevo pensato o non avevo considerato. Allora nella mia ricerca della verità devo formarmi un giudizio: qui sta la mia libertà.

Quindi posso dire a qualcuno “amico, amica, stai sbagliando”; ma con timore e tremore, conscio che potrebbe essere mio il giudizio ingiusto, e che sarò giudicato con lo stesso metro da me usato.

Amici, cerchiamo di non sbagliare, ma questo non è possibile; allora, cerchiamo di correggerci.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 22 settembre 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

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