Disparitarie

Qualcuno si compre il macchinone, qualcuno va tutti gli anni a fare ferie in posti esotici, qualcuno si piglia tutto all’ultima moda. La nostra famiglia ha deciso di investire sull’educazione. I nostri figli fanno un liceo paritario. Quest’anno l’inizio è stato un po’ traumatico. Il primo giorno due professoresse si sono presentate nella classe di mia figlia. “Noi faremo italiano, faremo latino”. Sono state con lei e i suoi compagni tutta la mattina. Quelle insegnanti non le hanno più viste. Le ha chiamate lo Stato, ad anno scolastico ormai iniziato, a ricoprire dei ruoli nella scuola pubblica. Le ultime defezioni, per ora,  sono state venerdì. Persone convocate per il giorno seguente in scuole in altre province, all’improvviso. Che dovevano fare? Hanno accettato di andare. La scuola pubblica può permettersi di pagare di più, perché la paritaria è così tar-tassata che altrimenti le rette sarebbero più onerose di quello che già sono, troppo. Il posto statale è una garanzia; le paritarie devono sperare di avere abbastanza allievi, di non ricevere mazzate in tasse ulteriori, blocchi di fondi o problemi edilizi. E i punteggi in graduatoria? Per quanto affezionati, uno si fa i conti in tasca. Eh sì, uno a guardarla così direbbe che lo Stato stia facendo di tutto per strangolare l’educazione non centralista e indipendente.
Così si può permettere di rubare fuori tempo massimo la metà dei docenti altrui. Buona scuola? Forse: intanto, quello che si vede è pessima organizzazione.
Non mi sento di dare torto a quei professori che hanno messo in seria difficoltà le loro scuole di provenienza con le loro defezioni. Ma qualcuno al ministero dovrebbe rimetterci la testa, per questo disservizio. Cioè, se fossimo in un paese serio, invece di dargli la promozione.
Una massima afferma che non bisogna attribuire a malizia ciò che è ascrivibile alla sola stupidità; però un’altra dice che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

classe-banchi-vuoti-a-scuola

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 19 settembre 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 11 commenti.

  1. che ingrati. vanno a lavorare dove guadagnano di più, come l’ultimo dei calciatori. dai docenti cristiani mai e poi mai me lo sarei aspettato.

  2. E già. Maledetti cristiani che non fanno quello che dice r&s!

    Ma poi, se lo facessero, tu li odieresti lo stesso. Tanto non ti frega nulla di nulla. Perciò non prendertela se i cristiani non ti seguono: in fin dei conti, non sei nessuno.

  3. Ciao Berlicche,
    la scuola è il Vals….?
    La penso esattamente come te: anche mio figlio va alla scuola paritaria (ITI).
    Di tutta la situazione la cosa che mi consola è che negli ultimi anni il numenro degli iscritti e frequentanti (nella scuola frequentata da mio figlio) è costantemete aumentato.
    Grazie per tutto quello che scrivi e che fai.

  4. No, Incammino…quella è stata la mia, ma è troppo lontana con gli odierni orari.

    Buono Ago…R&s vuole solo distrarre e cambiare discorso.

  5. …cambiare discorso? perché, non stiamo parlando di lapsi che depongono la fiaccola dell’educazione cristiana dei nostri piccoli in cambio di quattro marchette e due sesterzi in più?

  6. No, r&s, stiamo parlando di un governo che spinge il settore della scuola paritaria verso la distruzione con comportamenti vessatori. Basta leggere il post.
    A nessuno è richiesta l’abnegazione in grado eroico, e le scuole paritarie non sono certo tutte cristiane. Neanche i loro insegnanti, se è per questo. Quindi il tuo commento è sbagliato nel merito e nella sostanza.
    Ma questo tu già lo sai, perché il tuo scopo non è dire cose vere.

  7. Caro R&s, ho disapprovato il tuo ultimo messaggio OT. In questo scorcio d’anno avrò un po’ meno pazienza verso i tuoi consapevoli sforzi per dirottare la conversazione verso temi men fastidiosi per i padroni del tuo pensiero. Avvertito.

  8. Te stai a fa’ vecchio triste e pavido, poveretto. Tanti auguri…!

  9. Ricco e spietato, dal proprio l’idea di essere senza argomenti: non è che forse stai invecchiano anche tu? Coraggio, non è poi così male, lasciatelo dire da uno che ti precede nella cosa…. Eppure è così facile: basta ricordare a Berlicche la mitica frase della Costituzione “senza oneri per lo Stato”. Peccato che Renzi si sia dimenticato di toglierla: Berlicche e io avremmo probabilmente votato SI al suo referendum.

  10. R&s ricordati di Cavour napoleone pannella

    Non se la sono fatta sotto come vuole la propaganda, ma in punto di morte ti cadono le squame dagli occhi e non arriva la paura ma la verità

    Non avere problemi a chiamare la chiesa al tuo capezzale

    Vogliono offuscare i fatti e le testimonianze ma anche Antonio Gramsci ha voluto l’ultimo conforto

    Non fare il Mona e se ti sarà data la match ball della consapevolezza dell’ora della nostra morte, ricordati di quando pregavi da piccolo e fai bingo con verità ed intelligenza

    Non ti sto augurando niente

    Faccio solo – forse – parte di un disegno di Dio che ti ama e ti vuole in paradiso nonostante le tue punture a noi con punte di spillo

  11. Ricordo che si commentano i post e non i commentatori.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: