Verità vo cercando

Molti cercano la soluzioni dei loro problemi in ideologie di morte. Queste ideologie sono tanto più deleterie tanto più sono accoglienti dell’errore, tanto più partono da un errore.

Molte sono le idee umane. Alcune più piccole, altre più grandi.Tutte le idee hanno un fondo di vero,altrimenti non potrebbero nascere e crescere. Ma l’idea che pensa di essere la completa realtà è un’idea deforme, che si è deformata fino ad essere irriconoscibile; un’idea egoista e cieca. Nessuna idea può essere tale, perché esclude ogni idea che non è stata ancora pensata.

Una religione è la più pericolosa delle idee, in quanto per definizione vuole dare una risposta umana alla realtà intera. Non esiste maggiore disgrazia di una religione che ha perso l’idea del vero per limitarsi a contemplare se stessa allo specchio. Guarda solo il suo riflesso e diviene incapace di vedere ciò che dovrebbe – tutto il resto. Diventa una risposta senza domanda. Una risposta senza domanda distruggerà qualsiasi cosa che non sia se stessa, ciò che la mette in discussione: tutte le altre domande, e chi le pone. Il soggetto della religione non necessariamente è un dio; può essere anche il denaro, il progresso, il futuro, l’ecologia, il cibo, persino il nulla, non importa. Perché in ultima analisi tutte queste cose divengono lo specchio per il sommo egoismo, per se stessi: chi pensa di essere la risposta.

L’Islam sicuramente ha al suo interno il germe del massacro perché, se da un lato parte dalla necessità di una spiegazione per ciò che esiste, dall’altro la risposta che dà è quella del totale asservimento della realtà ad un dio che, poiché è muto, non può parlare che attraverso uomini. Niente eguaglia la ferocia degli uomini. L’Islam è quindi intrinsecamente feroce, se preso alla sua fonte. Per questo ha tanto successo: è dominio di uomini sugli uomini, tramite una risposta che ha perso la sua domanda vera.
Ma non crediamo che il cristianesimo sia immune da questa lebbra. Ho visto troppe volte elevare il particolare all’universale, scegliere un aspetto per giudicare il tutto. Ho sentito talvolta su di me il giudizio di colui che si ritiene giusto; e magari lo è, per il piccolo perimetro di quanto vede. Qualcuno lo chiama fondamentalismo, ma è diverso; la chiamerò ideologia. E’ ancora una volta il particolare che parla, la giustizia delle piccole cose; la famiglia e la libertà, la misericordia e l’accoglienza. Tutte verità che, nell’istante in cui pretendono di essere la sola verità, cessano di essere tali. Quant’è facile cadere; quant’è facile presumere.

Allora io vado cercando la Verità che comprenda tutto, che non mi faccia lasciare indietro niente, che non sia ideologia. Non può essere niente che arrivi da me, quindi.

Da cosa riconoscerò che è vera? Dal fatto che non una singola cosa vera va persa.

sky_walker-t2

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 settembre 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Hai colto un punto fondamentale, che mi ha riportato alla mente una serie di interviste qualche anno fa (sul “Foglio”) con cui si intendeva illustrare il mondo dei convertiti nostrani all’Islam: mi rimasero impresse perché, mentre quelli che mussulmani ci nascono hanno tutta la mia simpatia, quelli che ci arrivano apostati dal cristianesimo mi innervosiscono un po’. Un leader fra questi convertiti insegnava con sufficienza la logica al Papa e al Cristianesimo, appuntandosi sulla contraddizione tra monoteismo e mistero trinitario. Vantava di essersi studiato il latino, ma forse non aveva presente anche la nozione secondo cui all’origine di tutta la filosofia e dello sviluppo del logos greco c’era la questione del “principio”, di fronte alla constatazione di una realtà che è paradossalmente una e molteplice ad un tempo: sembrava illusorio spiegare la molteplicità a partire da un principio unico immobile, sembrava difficile riguadagnare l’unità dell’ente partendo da una molteplicità originaria degli elementi o dal divenire. L’impasse fu superato introducendo una concezione dialettica, e quindi articolata, complessa, organica, della realtà. NON sto dicendo che questa sia la “formula” della Trinità, che è un mistero e cioè oggetto di contemplazione piuttosto che dimostrazione, ma che la contraddizione che scandalizza certi è insita nella realtà, a meno di chiudere gli occhi e alla realtà fare violenza. L’Islam è semplice – rivendicavano. E ciò che non lo è deve diventarlo? La questione si fa spinosa quando dall’ontologia si passa all’etica. Un eccellentissimo professore di filosofia spiegando Platone diceva che l’altro grande maestro dialettico era Cristo (il terzo, purtroppo, era Mao, ma il prof. devo citarlo, perché con le sue belle lezioni sulla verità che non è che non esiste ma è complessa, ci ha messo in tanti a riparo dal nichilismo dei relativisti non meno che dal fanatismo dei settari). Sembra in effetti che la gente si converta alle sette perché rifiuta la libertà e la responsabilità del cristianesimo, per avere istruzioni dettagliate, magari opprimenti, ma rassicuranti, e nel farlo spesso ammettono ingenuamente di aver cercato ciò che faceva al caso loro – piuttosto che la verità. Era la motivazione espressa anche da qualcuno di quegli intervistati convertiti all’Islam, che pure, va da sé, non è una setta ma una grande religione, e prescrive una verità assoluta. Ebbene Cristo grande maestro dialettico “semplifica” in maniera affatto diversa. Quando gli chiedono lumi, lui non moltiplica i comandamenti aggiungendo tre quattro o mille precetti al decalogo, ma li riassume in due che poi sono uno. Perché quello dell’amore non è tanto un comandamento quanto un criterio, un metodo, la via immediata alla Verità, che la ragione invece investiga passo passo. L’amore, come la Verità, comprende accoglie e riconosce tutta la realtà, ogni persona, ogni istanza autentica: non trovano ricetto le pretese e l’inganno insinuato dal male, ciò che in realtà non è. E’ il livello superiore in cui ogni conflitto, dovuto al limite della natura creata e decaduta, è sanato. Per il cristiano una coscienza rettamente formata e orientata dall’amore può scegliere per il bene in qualsiasi particolare circostanza, fin dove la limitata natura nostra e in cui operiamo lo consente, e il resto è colmato dalla Misericordia divina. Una morale duttile e non rigida che ha un ancoraggio saldo in Cristo non merita né l’una né l’altra delle contraddittorie(quelle sì) accuse che leggevo rivolte dagli intervistati. Non è “annacquata”, ma impegnativa, responsabile, critica: premia lo spirito sulla lettera (il sabato per l’uomo). Non è viceversa “idealista”, utopica rispetto ai limiti dell’uomo: si guarda a Cristo ma si è per definizione peccatori (a proposito, è volgare chiedersi la “concessione” di una regolata poligamia fatta dall’Islam alla debolezza umana dove sia per le donne eventualmente deboli? Sbaglio o è una concessione alle debolezze del più forte?). Non tradisce la giustizia: l’uomo è perdonato perché non è ridotto al suo peccato, ma nemmeno le ragioni offese sono misconosciute dalla Verità; la ferita del male non sana da sé, ha una necessità di riparazione: il sacrificio di Cristo, l’offerta dei santi in comunione, il purgatorio – e finché si può l’obbligo di rimediare. (E che accanto alla purificazione personale ci sia l’espiazione oblativa, non deve stupire: il male oltre ad esprimersi nel peccato individuale è il nemico e avversario comune della creazione: in battaglia non c’è orario sindacale, ciascuno fa quello che può).

    (scusa lo sproloquio, ma sei tornato ancora sul tema col recente post su verità e libertà e non ho più resistito)

  2. @ziastra: quell’eccellentissimo professore di filosofia è forse Maurizio Migliori?

  3. Scusato altroché. Grazie del commento.

  4. @ago86: l’hai detto (giustamente), ma fermiamoci qui: con tutti gli alunni che ha avuto in quarant’anni tra superiori e università non rischiamo di evocare una rimpatriata!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: