XVIII – Non Credo…nei profeti

…e ha parlato per mezzo dei profeti???

I profeti sono sempre stati un problema, per noi. Gente fastidiosa, di cui non c’è da fidarsi. Dicono la verità che è e la verità che sarà, e questo è indisponente. Della verità possiamo fare benissimo a meno. E questo vale anche per i mortali.

Gli umani non vogliono sentire il vero. Anche se sostengono di desiderarlo, soprattutto quando sostengono di desiderarlo. Sono una massa di mentitori: come potrebbero volere qualcosa così lontano dalle loro abitudini? Pensate un attimo a quelli che avete in custodia. Con quanta accuratezza evitano gli imbarazzi usando mezze frasi o complete falsità. “Come stai? Tutto bene? Sei felice? Mi ami?” Volessero una risposta sincera, non farebbero domande del genere. Che dire della maniera in cui si autoingannano sulla vita, sugli avvenimenti che accadono loro? Se ascoltassero il vero di accorgerebbero di vivere un’esistenza insopportabile, ed ammattirebbero. Noi rendiamo un servizio preziosissimo, suggerendo di ammantare di menzogna ogni pensiero. Di lasciare perdere quanto è autentico per far finta di vivere il sogno. Possono almeno illudersi di essere passabilmente contenti con la miserevole vita che il Nemico-che-sta-Lassù concede loro.
Sì, la menzogna è invenzione nostra, e ne siamo fieri. Pensate che squallore senza di essa. Ogni cosa sarebbe come il Nemico vuole, mancherebbero del tutto il guizzo di ribellione, la libertà, la fantasia che ci caratterizzano. I mortali? Ne sono entusiasti, gli idioti.

No, non vogliono la verità: se fossero sinceri lo ammetterebbero. Ma guardateli: tifano per sportivi prezzolati a cui non importa niente di loro, pronti a vendersi al miglior offerente; votano politici di cui già sanno la completa cattiva fede, ma che scelgono per partito preso; si rifiutano di guardare fino in fondo la loro ideologia, di portarla alle sue ultime conseguenze, perché se no ne sarebbero così schifati che si rinchiuderebbero in casa a vomitare.
Vivono nel loro mondo immaginario, incapaci di sincerità, finché un giorno muoiono e si accorgono con raccapriccio di non avere mai vissuto. A questo punto interveniamo noi a rassicurarli: tranquilli, da ora in poi ci pensiamo noi a voi. Quello che avete vissuto era solo il prologo; ora vi aspetta l’eternità, quaggiù all’inferno.

Tutto bene, se non fosse per questi profeti. Saltano fuori all’improvviso, pieni di disgustosa grazia, e indicano la menzogna. Non la nascondono, come tutti gli altri; la portano anzi in piena luce, in modo che tutti si possano accorgere di cosa sia. Capite? Noi fatichiamo nell’ombra per anni, a volte per decenni o per secoli, al fine di tessere una rete di bugie che possa soddisfare la sete di falso dell’umanità; arrivano loro e in quattro e quattr’otto la smantellano, aprono in essa buchi tanto grandi che tutti i pesci fuggono. Giudicano il mondo corrente e preannunciano quello futuro: portano speranza, quell’orrendo veleno, nel cuore di chi li ascolta.

Capite bene allora che occorre salvare le nostre pecorelle dalla luce malata del vero, prima che si guardino attorno e capiscano dove li stiamo portando. Di questi figuri occorre sbarazzarsi il prima possibile, con le buone o le cattive.
Per quanto riguarda le cattive non credo che ci sia bisogno di grandi indicazioni.
Per quanto riguarda le buone…
Quei profeti di cui si parla nel Credo devono rimanere confinati in un passato morto e sepolto. Devono restare figure arcaiche, vecchi barbogi dalla lunga barba bianca che non hanno niente a che fare con l’oggi. Non deve neanche balenare alla mente che possano essere contemporanei, che vivano una vita comune, che stiano parlando in questo momento, che possano indicare proprio adesso la strada giusta per la felicità.

Che il tizio che dice cose scomode e vere possa essere un profeta ai mortali non deve venire mai in mente. Che lo Spirito possa ispirarlo…ma quando mai! Più lontano pensano il Nemico dalle cose di ogni giorno, meglio è per noi. Al loro sguardo il profeta contemporaneo deve apparire uno strambo, un contaballe, un pazzo, un prezzolato da chissà quale organizzazione. Alternativamente un arretrato, uno fuori dal tempo, che non capisce la modernità; oppure troppo avanti, un visionario, che non coglie la necessità di ogni giorno. Se predice il futuro – che gli sia suggerito dal colombaccio, o che ci arrivi applicando la logica alle situazioni – basta contrapporre alle sue previsioni cupe un futuro radioso, il nostro.

Dobbiamo rendere impossibile credergli. Ostacolarlo in ogni maniera.
Non è difficile, perché il profeta per sua natura si mette nei guai. E’ scomodo perché parla delle cose del Nemico, va contro il Potere, perché il Potere siamo noi. Abbiamo un sacco di servi che non sopportano la scomodità, e pensano di saperne di più di chiunque altro. Non è difficile: siamo noi che diciamo alla gente come pensare.

Il profeta avrà i giornali contro, i politici contro, la gente contro. Si faranno beffe di lui, perderà il lavoro, eventualmente sarà imprigionato. Anche il profeta è un uomo. Anche lui può cedere.
Quanti ne abbiamo fatti fuori così!

Per squalificare i restanti la tecnica abituale è creare falsi profeti che soverchino quelli veri.

I nostri profeti hanno l’aspetto da profeti, parlano da profeti, si comportano da profeti. Tutte le televisioni e i salotti li esaltano come vati di questo tempo. I loro no. Sembrano persone del tutto comuni, persino troppo comuni, donnette, omacci, professori o sempliciotti che siano.
Come potrebbero credere a loro e non a noi? Eppure posseggono un alone di verità che non riusciamo a cancellare neanche sporcandolo con le nostre peggiori menzogne.

Il Nemico parla per mezzo loro, e noi non riusciamo a farli stare zitti. Più facciamo loro la festa, moralmente o fisicamente, più ne rispuntano. Sono infestanti, e non riusciamo a sradicarli.

Non sappiamo quando o dove sorgerà il prossimo, perciò dobbiamo stare attenti. Sono loro la bocca del Nemico, e si possono incontrare ovunque. Come riconoscerli? Portano la speranza e la verità.

Abacuc-big

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 2 settembre 2016 su Non Credo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Come riconoscerli? Domanda difficile, Berlicche. Anche perché definire qualcuno esplicitamente un profeta offre ai tuoi colleghi il destro per screditarlo (o peggio) nei modi che hai descritto molto bene. Grazie a Dio credo comunque di vederne qualcuno anche ora…

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