Fertilità

L’agronomo disse, “Maestà, il nostro popolo soffre la fame. Troppi contadini hanno lasciato le campagne a causa delle alte tasse sul raccolto, e i nostri campi un tempo fertili sono deserti. Già ora siamo costretti a importare grano dall’estero: se continua così, sarà carestia. Bisogna incoraggiare i giovani a riprendere l’aratro in mano.”

Si alzò il Grande Esperto, e fulminò l’agronomo con uno sguardo di disprezzo. Il Grande Esperto era un famoso generale che non aveva mai combattuto una guerra, un noto economista che non aveva mai amministrato niente, e naturalmente era altrettanto esperto di agricoltura.
“Quante storie!” Disse il Grande Esperto. “Ditemi voi se ha senso incoraggiare i giovani a coltivare, quando non sanno se pioverà o no, se potranno o no mantenere la fattoria. Invece di spingere a coltivare campi fertili, come nel medioevo, bisognerebbe dare fondi e contributi per coltivare Pesche del Gibuti e Fragole amazzoniche nelle rocce delle colline, dove adesso non cresce niente.”
Una scarica di applausi si levò dal pubblico che attendeva al consiglio, laddove sedevano i grandi industriali di quel Regno e i loro servi.

Il re era perplesso. “Chiediamo a quel popolano che vedo là”, disse il re. “Tu, giovane, che dici?”
“Ma come,” disse il giovane, “prima ci avete detto che eravamo troppi a coltivare la terra, che l’uomo realizzato è l’operaio in azienda, chi fa carriera, colui che cambia spesso lavoro, il cittadino, vi abbiamo creduto e abbiamo abbandonato le nostre fertili zolle; e ora ci dite il contrario?” Scosse la testa. “E sapete come avete fatto a convincerci a venire in città? Avete tassato tre volte i raccolti, indebitandoci, ci avete obbligati a cederli a voi e voi li avete lasciati ammuffire.” Il re sussultò.
“Abbiamo venduto la nostra fattoria alle banche per venire nelle fabbriche perché ci avete raccontato che era meglio, ma era una falsa promessa. Chi ce le renderà? Ci avete raccontato che non bisogna seminare se non si è certi di un ottimo raccolto, ma da sempre chi semina non sa se raccoglierà. I nostri padri e i padri dei nostri padri seminavano e pregavano, e noi siamo qui. Non non semineremo per paura del domani, e domani non ci saranno raccolti e nessuno per seminare ancora. Salvo chi ha confidato nella fertile zolla.”

Si girò verso il Grande Esperto. “Siamo un popolo senza più terra, ma senza terra e senza casa siamo alla mercé dei potenti. Di coloro che ci usano, pagandoci poco o niente. Non abbiamo niente per cui sperare davvero, per impegnarci. Se il denaro speso per coltivare le amare Pesche del Gibuti sulle rocce aride venisse usato per aiutare chi fa crescere il grano, la gente forse tornerebbe a farlo. Se si togliessero le tasse sul seme, sul raccolto, sulla macinazione, si tornerebbe. Se si aiutasse chi non riesce ad irrigare, si tornerebbe. Se si dicesse che la vecchia fattoria, con tutti i suoi difetti, dopotutto è meglio della stamberga in affitto nella periferia, se si raccontasse la gioia di coltivare invece che solo le sue difficoltà forse si tornerebbe. E si seminerebbe, e si ricomincerebbe a crescere e far crescere.”

Il re ci pensò su, e disse “Va bene, mi avete convinto. Suvvia, si finanzi un banditore che esalti la fertilità delle nostre terre”.
Chiese l’agronomo: “E il resto che è stato chiesto?”,
Il re fece spallucce. “Ho appena finanziato un progetto innovativo consigliatomi dall’Associazione Amici dei Buchi per coltivare i ciclamini nelle miniere. E’ molto costoso, ma è doveroso: pensate a tutti i poveri minatori tristi perché in galleria non hanno fiori. Il grano attenderà, è il progresso che conta.”

terreno-fertile

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 1 settembre 2016 su diavolerie e cattiverie, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Accidenti! Sembra la metafora di chi ci governa.

  2. non sembra è la metafora di chi governa.
    comunque non credo che il problema della natalità si risova ne con le pubblicità, ne con incentivi, ne con politiche famigliari poichè il problema trava origine nella cultura della società stessa.
    il problema è culturale se non fosse così paesi come la Svezia, Danimarca e perfino la tanto decantata (su questo fronte ) Francia non avrebbero problemi di denatalità; invece i loro tassi di natalità pur più alti del nostro rimangono comunque al disotto della soglia di rinnovazione della popolazione, del resto ora non posso andare a ricercare un ultimo studio americano ma anche gli USA hanno lo stesso problema.
    per cui l’origine del problema, la sua causa va ricercata oltre tutto questo blaterare di benessere e fiducia nel futuro.
    del resto non è che nostri nonni se la passassero meglio di noi eppure per loro figli li facevano.
    ecco perchè per me il problema è socio-culturale.
    la società oggi ha epurato la sofferenza e la morte dal proprio orizzonte viste solo come negative e non anche come punto di partenza per trovare il Vero senso della Vita, così abbiamo costruito una socità tutta incentrata sulla soddisfazione individuale, sul vivere il presente non per costruire un futuro migliore ma solo per goderlo, per sentirsi soddisfatti e appagati ora, oggi perché “del domani non c’è certezza”.
    in altre parale abbiamo tolto la Speranza nella vita come orizzonte ultimo alle persone.
    del resto se non c’è Dio, se la vita è un caso allora essa può essere anche un non caso, un qualcosa senza senso, un contenitore vuoto che deve essere riempito di ciò che ci diletta, ci piace, ci realizza perchè dopo non ce niente altro.
    INSOMMA IO HO FIDUCIA NELL’UOMO MA NELL’UOMO CHE RICONOSCA CHE LA VITA E’ UN DONO E CHE COME TALE VA DIFESA, CONSERVATA E TRASMESSA.
    (come si vede il trasmettere la vita è una conseguenza naturale del Credere in essa e in chi ce l’ha donata perché che piaccia o no ai signori e padroni del mondo neppure loro sono nati da soli tutto ha una origine una fonte e solo riconoscendo umilmente questo allora ci riapriremo alla vita=nascite come società).
    preghiamo perché la gente, il popolo conservi e ritrovi la fede per ripartire davvero altro che investimenti e pubblicità progresso.

  3. Gran parte della storia sociale del mondo Occidentale nelle tre decadi passate ha comportato la sostituzione di ciò che funzionava con ciò che sembrava buono. In settore dopo settore: crimine, educazione, casa, relazioni razziali – la situazione è peggiorata dopo che le nuove brillanti teorie venivano messe in pratica. La cosa sorprendente è che questa storia di fallimenti e disastri non ha scoraggiato gli ingegneri sociali né li ha screditati. (Thomas Sowell)

  4. Se mi trovassi in un’aula ove Thomas Sowell dopo aver detto

    La cosa sorprendente è che questa storia di fallimenti e disastri non ha scoraggiato gli ingegneri sociali né li ha screditati.

    al momento di alzare la mano per domande, io gli avrei chiesto

    Lei crede che il demonio esiste, che il peccato originale esiste, che gli uomini senza volerlo poco a poco, senza usare mai una mezza precauzione, divengono schiavi del demonio per inabitazione spirituale e talvolta anche per possessione materiale?

    Thanks

    E ascolterei la sua risposta con interesse

  5. Del nero Sowell mi piacciono le argomentate critiche a Obama e la sua scarsa fiducia in uno Stato che non si pone dei limiti, che interviene su tutto.

    Mi piace quando dice “…avrebbe molto più senso ammettere che non siamo Dio, che non possiamo vivere la vita altrui o salvare chi non vuole essere salvato”.

    Mi piace la sua arguzia in questo “E’ difficile leggere un giornale o guardare un telegiornale senza incontrare qualcuno che ha messo a punto una nuova “soluzione” per “i problemi della società”. A volte sembra che ci siano più soluzioni che problemi. A ben guardare, si scopre che molti dei problemi di oggi sono il risultato delle soluzioni di ieri”.

    Poi è chiaro che se uno non crede nel “peccato”, difficilmente ammetterà che le cose, con o senza un certo “re”, non possono che peggiorare.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: