I costumi sulle spiagge

Il loro burkini è colorato in modo vivace, lascia scoperto l’ovale del volto, le mani. La madre scorta il bambino che sguazza con il salvagente, come fanno tante altre madri molto meno vestite lungo tutto il litorale. Il gruppo che gioca a tirarsi il pallone tra le onde quiete è allegro, sembrano tante farfalle policrome. Sono giovani. Maschi pochi, ma non si distinguono, loro. L’abbronzatura da spiaggia livella le differenze di carnagione, i tratti somatici non sono poi così distanti. “Sarà un harem?” chiedo, per scherzo ma neanche poi tanto, a mia moglie. La gente che passa lancia occhiate furtive, non è educato fissare.

Se io in spiaggia metto il costume, se non vedo l’ora di togliermi maglietta e pantaloncini è per il sole, per il mare. Ci sono delle ragioni pratiche per spogliarsi, per indossarlo. Credo che lo terrei addosso anche su una spiaggia di nudisti, evita un sacco di problemi. Posso comprendere anche i mutandoni dei trisnonni, attinenti con il pudore. Spesso il costume oggi è un esporre spudoratamente la mercanzia, esibizione più che comodità. Anche se spesso l’unica cosa esibita è la nostra imperfezione di esseri carnali. Personalmente trovo che faccia risaltare molto più la bellezza un indumento che copre, piuttosto di quello che lascia scoperto. Nessuna donna è bella come quella che vedi di spalle, immaginata. Nell’era del consumo immediato, dell’amore – chiamiamolo così –  senza futuro forse questo non vale più. Sono di un’altra epoca, lo so.

Ma quel costume integrale, quel burkini, è altro. Lo vedi che è altro. Sono proprio i colori che danno da pensare. I colori sono una piccola ribellione dentro la sottomissione.
Una ragazza che lo indossa corre nell’acqua. Sembra felice, tra le onde. Spero che lo sia: che abbia deciso lei, di metterselo, lo abbia scelto tra tanti. Spero che sia libera di scegliere di toglierselo, un giorno; che capirà questa civiltà plasmata dalla libertà e comprenderà pure, anche se tanti sembrano dimenticarsela, la verità che ha generato quella libertà. Persino la libertà di far vedere troppa pelle. O troppo poca.

Sulla spiaggia, in tanti giorni, ho visto solo un topless. La donna che mostrava le tette al vento era stata probabilmente una sessantottina, una libertaria, a suo tempo. In quel periodo ormai remoto, quando era sicuramente già adulta e matura, quei seni erano una vista notevole; ma siamo cinquant’anni dopo. A suo modo, anche quella è una sorta d’uniforme. Perdonate il mio cuore d’esteta: di fronte a quelle rovine mi sono trovato a desiderare un burkini.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 31 agosto 2016, in meditabondazioni con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. Se Dio ci ha dotati di un corpo la ragione è sempre quella lì, immancabile, ogni qualvolta ce ne usciamo con un “PERCHE’ ?…..” rivolto verso Dio.

    Dio ci ha dato un corpo PERCHÈ CI AMA, e amare è a momenti la sua unica prerogativa e le altre cose (potenza, sapienza, etc) in confronto sono per le mance.

    Tramite questo corpo ci è così agevolata per noi la possibilità di amare e di essere amati. Amarti è anche offrirti la bellezza e il piacere della mia compagnia e delle esperienze positive che puoi fare con me, addirittura grazie a me. Chiaramente il tutto comincia con i sentimenti e il batticuore ma poi è il turno del corpo.

    Io sono vecchio ma ancora non ho smaltito lo shock di quando tanti anni fa entrando nella Chiesa mi fu detto “Prima di fare l’amore pregate”. Si sta ricevendo un dono di Dio e nel contempo una trappola dell’insinuatore malefico che vuole rovinare questo dono, e quindi si prega prima. Poi ti godi il dono e se ci sono problemi (e in un siffatto MISTERO ci sarebbe perfino da meravigliarsi se problemi e difficoltà non ci fossero) quella tal preghiera agirà anche per i problemi. Poi c’è una fine del dono. E allora “Pregate dopo aver fatto l’amore” quale ringraziamento del dono ricevuto e gustato con eventuale contesto di eventuali problemi che fanno parte della vita e del divenire della coppia. In tal caso anziché lasciarvi o schizzofrenizzarvi sul sesso, ne diverrete i ministri di questa materia. Succede qualcosa come con l’Eucaristia. Lì la materia del sacramento è il pane e qui è il sesso. Li c’è un altare e una grazia sacramentale, qui c’è un letto che fa da altare e altresì grazia sacramentale. Naturalmente poi Dio ti offre questo dono per sempre e in ogni età della vita sponsale, al contrario degli accoppiamenti di satana cui poi segue spesso e subito e in giovane età la cresima di satana cioè la droga o la schiavitù.

    Ovviamente si prega insieme anche fuor di sesso, e non certo dalla mattina alla sera, ma un solo rosario può bastare. Neppure immaginiamo quante grazie poggiano su un rosario. Te ne dico soltanto una. Non esiste una sola coppia che pregava insieme tutti i giorni con rosario aggiunto e che poi abbia conosciuto il divorzio. Anche in queste nostre coppie ognuno porta in sé una parte oscura: l’importante è che non ci parli, non ci spaventi così che – come diciamo ad ogni Eucaristia – viviamo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento (o paura). Liberi dal peccato, non senza peccato. Cioè nella preghiera chiediamo che la tenebra non ci renda schiavi. La regola di vita cristiana venga allora proposta e vissuta come forma dell’amore, come strumento utile (finché resta tale) per incontrare il Signore Gesù. Il fine della vita cristiana è l’unione con Dio e l’unità con il prossimo (il famoso Shemà Israel). E il corpo serve anche a questo. E fare la pratica sessuale diviene una grazia sacramentale come l’eucarestia. Talvolta scherzando io dico che se nella mia vita ho fatto 3000 comunioni e 5000 rapporti sponsali ho 8000 ragioni per andare in paradiso.

    Queste cose le trovi solo nell’unica religione vera.

  2. caro berlicche sono impressionato – questo post, ma anche il successivo – da quanto ragionevole mi sei tornato dalle vacanze (o sarò io che sto diventando un vecchio codino? …potrebbe essere).

  3. Tra sacro e profano.
    Chi esalta il sesso con 5000 rapporti per avere un figlio o è sterile o è un coniglio.
    A San Giuseppe gli mancarono 5000 ragioni per avere un altro figlio o per andare in Paradiso.
    Poi, chi ostenta sfacciatamente le nudità è trivialità offensiva al pudore (e al prossimo).
    – scusate se è poco –

  4. ° mio caro Armando, ma perché hai quella faccia delusa e avvilita?

    : Ho fatto una scoperta che mi ha messo di malumore. Recentemente rivedendo una mia vecchia registrazione di un film, mi sono imbattuto in una vecchia pubblicità sulla carta igienica ove si vedono rotoli della concorrenza appesi ad un palloncino che arrivavano nello srotolamento ascensionale al 5° piano dei palazzi, mentre la nostra carta igienica pubblicizzata arrivava addirittura al 7° piano …. Sono letteralmente avvilito !!!

    ° Mio caro Armando ma perché questa cosa ti ha avvilito ?

    : Perché non sono un architetto e neppure un ingegnere edile !!

    ° Spiegati meglio

    : Io non potevo mai immaginare che la carta igienica che compriamo nei supermercati vada utilizzata nell’Urbanistica per stimare l’altezza delle civili abitazioni e di conseguenza ne facevo tutt’altro uso …. Che mi vergogno anche a dire quale ……

    ° Mio caro Armando, ma molte cose servono a più convenzioni, e oltre alla carta igienica ce ne sono altre, ad esempio …… ad esempio ci sentiamo dopo, ora ho da fare. Ti ringrazio per il tuo attacco frontale ma in giornata ti rispondo. Ciao

  5. Quando si predica tanto la libertà è perché non c’è.

    Il burkini non è come il bikini dettato dalla moda e stride per chi crede alla moda.
    E’ la moda che ci detta come vestire, fosse pure da straccioni, non importa.
    Diversamente è sgomento per chi ha motivo di vergognarsi, anche su una spiaggia.

    Berli sa parlare con garbo e sa andare a fondo al problema, è comprovato.
    Quello che ci fa paura è apparire diversi; questo obbliga a riflettere e scegliere.

    @ Mario.

    Non la voglio avvilire, ma far salire.
    Gesù quando ha detto a Pietro: “Vade retro satana” era per correggerlo. Ma lo amava col cuore.

    Si prega per compiere dignitosamente azioni che Dio desidera. Gesù lo ha fatto più volte, e nel Getsemani in modo angoscioso.
    Anche chi si fa esplodere prega prima per far piacere a Dio (Allah)
    Un conto è dare la vita per sopprimere gli “infedeli” un conto è cercare solo il piacere di cui i Santi si privano.
    E per chi non uccide i nemici ma uccide il nascituro, prega prima e dopo il sacrificio?

    Preghiamo sempre e comunque, perché la preghiera sopperisce a tante aberrazioni se detta con il cuore, e solo Dio provvederà alla retta intenzione di quell’anima.

    – Sempre con amicizia.

  6. Caro Armando, prendo atto del tuo cambio di tono e rinuncio quindi alla replica. Comunque nella mia esposizione non c’è la parola figlio (minuscola) e neppure la parola Giuseppe e non capisco perchè li hai tirati entrambi in ballo. Parlavo di 5000 rapporti non per avere specificatamente un figlio ma come quantità forse sovrastimata di una vita con la propria sposa e la vedevo come una grazia offertaci per amarla e perciò la necessità di pregare prima e dopo. Vivere cristianamente il sesso è l’unico modo per non diventare schizofrenici poiché nel sesso e nella vita da generare e nell’amore fisico da donare e ricevere c’è un attore legittimo che è il Signore con la sua benedizione ma anche il demonio con le sue insidie e i suoi inganni che non ha bisogno di essere invitato. Nel suo genere questo messaggio che ho scritto sul blog, cioè di pregare prima e dopo, non è farina del mio sacco ma del sacco della Chiesa, e non è certamente un tam tam di grande diffusione ahimè. Ciao Mario

  7. Costumi da spiaggia e costumi di vita.

    @ Mario
    Per rimanere in tema sui “costumi”,
    diciamo che il burkini è un costume che non offende S. Giuseppe perché casto, e il bikini va bene a quanti vedono il sesso come dono.
    Si tratta allora di costumi di vita che, come S. Giuseppe, (e non solo Lui) hanno scelto di apprezzare e vivere il
    matrimonio in modo “cristiano” (senza diventare schizofrenici… – povero S. Giuseppe -).
    – Ora provo a spiegarmi con degli esempi:
    Mangiare per nutrirsi comporta un piacere al palato. Sappiamo che i “buon gustai” sono portati a gustare i cibi sebbene non soffrano la fame ma solo assecondare l’appetito smodato.
    Anche procreare comporta un piacere legittimo, un piacere di cui molti non sanno più fare a meno dell’atto, ma sanno fare a meno del figlio. Va detto che l’atto procreativo è finalizzato alla vita come il cibo al sostentamento del corpo.
    Anche ai romani piaceva la buona tavola, e quando erano “pieni” vomitavano per poter continuare il piacere di mangiare.
    Un conto è vomitare il cibo, un conto vomitare la vita.
    Tutto questo come si fa a chiamarlo un atto cristiano?
    Certo, la Chiesa si è espressa del “bisogno di procreare” in modo sterile – ha messo una regola per gli incontinenti – di stare nel ciclo non fecondativo. Un modo semplice per esercitare la continenza.
    E’ chiaro che la Chiesa non può legittimare certi comportamenti ma offre una scelta libera e responsabile.
    Ad esempio, come accostarsi nel ricevere la S. Comunione: Sulla lingua o in mano.
    Una facoltà “voluta” per varie ragioni igieniche e lontane dal galateo, ma prettamente anticonformistiche, e non volute dalla Chiesa, di cui i Papi si discostano a partire da Giovanni Paolo II, e dal 2008 Papa Benedetto ha preso le distanze nel dare solo la S. Comunione in ginocchio e sulla lingua. Chi ha orecchie per intendere, intenda e capisca il motivo.
    Ora vale più che mai pregare e chiedere a Dio la luce e la forza di sopportare le conseguenze dei nostri insensati gesti che hanno una ripercussione su tutta la società; nel fare il bene o nel male, tutti subiscono.

    Grazie caro Mario per l’attenzione.

  8. Avviso ai naviganti

    Esistono persone che difendono la chiesa senza che la chiesa glielo abbia chiesto. La chiesa esiste per annunciare al mondo una buona notizia e per offrire la forza per accogliere e vivere questa notizia. Se qualcuno in questa storia (tra l’altro universale e bimillenaria) incontra incomprensioni, dubbi e difficoltà e’ solo alle fonti della chiesa che deve rivolgersi e non a opuscoli, predicatori saccenti autoproclamati, stampe o fonti che chiesa non sono.

    Ma se il parroco non mi riceve e ha altro da fare?

    Esiste la preghiera e i sussidi editi dalla chiesa e fra questi ad esempio il CCC. Se poi ti e’ indispensabile una sorgente acustica e parlante poiché non sai ricercare ma soltanto domandare?

    Ok ma scegli chi secondo te sta nella verità, sia un pochino umile (se lo incontri sappi che hai trovato un santo) MA SOPRATTUTTO CHE AMI LA CHIESA e te ne puoi accorgere con facilità da come si esprime : a parte le eventuali becere accuse, occhio alle mezze verità per poi piazzarti in aggiunta anche velenose bugie e soprattutto se si fa sfuggire il ridicolo verso la chiesa nel suo pontificare.

    La chiesa e’ molto più di nostra madre, e uno che va in giro a parlare male della madre o a renderla ridicola con caricature varie non va ascoltato. Finanche fosse la peggiore prostituta o un’assassina: nel suo cuore troverebbe attenuanti, oppure non crederebbe alla evidenza, oppure starebbe zitto convinto che troverà una spiegazione.

    Tornando alla mia verbosità, in questa arena non ho creato frasi ridicole ma con estrema serietà, notando che si parlava di corpi e di nudità, ho ribadito che i corpi possibilmente sono destinati a sposarsi e ad accoppiarsi anche per un substrato di amore e che ciò e’ grazia e nella grazia si prega. E non ho fatto alcun circo equestre aggiunto. Ho parlato solo di pregare prima e dopo.

    Un caro saluto ai cristianucci impauriti

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