Marta, Marta

Qualche volta mi sembra che il tempo non basti mai. C’è sempre un programma da ultimare, un problema da correggere, un lavoro che aspetta.

Poi sento una vocina, nell’orecchio, che mi dice: “Marta, Marta”.
L’estate arriverà e terminerà, i ragazzi cresceranno e diverranno adulti, l’erba spunterà nei campi, malgrado me.
Marta, Marta, ricordati cosa è importante.

terradiavolo
Con oggi per me inizia il tempo estivo, ad aggiornamento incostante e aperiodico. Per il resto, sono sempre da queste parti a guardare crescere i fiori.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 29 luglio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. Con il nostro correre ed affannarsi che cosa possiamo edificare?

    Duran Duran ?

    Alfredo Alfredo ?

    New York New York ?

    Che bello Gesù !!! Con il suo Marta Marta ha riempito due millenni e queste due parole dette a Betania ci ha dato una ulteriore buona notizia e ci ha donato ancora sapienza e discernimento.

    Capite perché solo il cristianesimo è verità è tutto il resto, nella migliore delle ipotesi, è un tentativo di buona volontà ?

    Marta Marta !!!

    Sinfonia di affetto e di verità ……..

  2. buone vacanze e riposati ca tutto passa Dio resta

  3. Buone e meritate vacanze!

  4. Nato al mare, non amo le sdraio e gli ombrelloni. E in agosto vado per quelle primordiali lagune tropicali trasformate in alta e solida dolomia.
    Cerco rifugio, lontano per un po’ da quegli impegni materiali che pretendono sempre troppo.
    E mi vedo piccolo davanti a una stella alpina.
    Buone vacanze.

  5. Chiedo venia ma questo e’ un intervento OT che con Marta Marta poco ha a che fare. Volevo solo segnalare un articolo in cui il santo nome di Berlicche (quello vero e non il nostro padrone di casa) viene citato in tutta la sua sapienza diabolica.

    Merita di essere letto e al Berlicche di cui siamo ospiti e a tutti gli amici lettori anche gli auguri per domani anniversario della santa Pasqua di Maria morta, risorta e “ascensionata” al cielo il tutto in meno di un minuto ……. il record precedente apparteneva a tal Gesù Cristo detto “il Signore” con 3+40=43 giorni …… la classe non è acqua.

    Evviva Maria ed ecco il flash davvero interessante su Berlicche

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-gli-ecologisti-lindio-e-la-sua-pelle-di-leopardo-17086.htm

  6. Grazie, Mario, buona super-ascensione record anche a Lei.

    Simpatico anche l’articolo, senonché quelli che abbonderebbero nel nostro Sud (soltanto?) dovrebbero essere i GATTOpardi e non i loro cugini onestamente ed elegantemente maculati di….nei leali e manifesti, detti anche “lei”; da cui il nome di ogni singolo esemplare.

    Noto (per restare al Sud) anche un’altra nota (questa del tutto metaforica) calante, quella riguardo il nostro bistrattato Omino Bianco che, però, per sempre più fedeli cattolici risulta sempre troppo poco candeggiato e candeggiante.

    Ma devo ammettere che il moto (con la emme, stavolta) ascensionale è comunque riaffermato dal sorriso — sebbene un bel po’ amaro, quasi amarico — che suscita la lettura di frasi come queste: “aggiunse che la sua gente sognava una pista con aereo, magari un inquinante Piper, perché l’ospedale più vicino era a mille chilometri. Lo cacciarono quando spiegò che, per poter acquistarlo, ogni tanto vendevano qualche albero.”

    Insomma, a proposito di tempi record: è proprio vero che non ci sono più le mezze stagioni. E con questo omaggio alla nostra compianta e coraggiosa (in mezzo ad atroci sofferenze) concittadina Anna Marchesini, La saluto, rinnovandoLe gli auguri per un sereno, anzi gioioso — nonostante….tutto — lungo finesettimana di ferragosto.

    A presto rileggerLa!

  7. Chiedo scusa ma debbo mettere un altro OT che con Marta Marta non c’entra niente. Queste mie disgressioni hanno un qualche legame con l’assenza di boss Berlicche per ferie. Questo mio OT è un piccolo omaggio a C.S.Lewis cioè il creatore del personaggio Berlicche. Già in passato sia io che altri abbiamo postato brani curiosi della sua opera, ma stavolta vorrei fare copia incolla di un pensiero di fede dello scrittore cui dobbiamo il personaggio Berlicche.

    Ecco il copia incolla e scusatemi l’ulteriore OT

    Avere una notizia luttuosa e poi affidarsi o non affidarsi alla fede in Dio Padre è passaggio di tutti. L’autore di Berlicche, C.S. Lewis, ebbe modo già in vita di testare la consistenza reale della sua fede, e ancora più raro, ebbe l’onestà intellettuale di riconoscere la sua pochezza. E dal suo Diario leggiamo:
    “Dal punto di vista razionale, la morte di H. quale nuovo fattore ha introdotto nel problema dell’universo? Quali ragioni mi ha dato per mettere in dubbio tutto ciò a cui credo? Che ogni giorno accadano cose del genere, e peggio, lo sapevo, e credevo di averlo messo in conto. Ero stato avvertito – mi ero avvertito – che non dovevo fare assegnamento sulla felicità terrena. Ci erano state persino promesse sofferenze. Rientravano nel programma. Ci era stato detto persino: «Beati quelli che piangono» e io l’avevo accettato. Non ho nulla che non fosse nei patti. Certo, è diverso quando accade a te e non agli altri, nella realtà e non nella fantasia. Sì, ma per un uomo sano di mente la differenza deve essere così grande? No. E non lo sarebbe per un uomo la cui fede fosse stata vera fede, la cui partecipazione alle pene altrui fosse stata vera partecipazione. La risposta è fin troppo chiara. Se il mio castello è crollato al primo colpo, è perché era un castello di carte. La fede che «aveva messo in conto queste cose» non era fede ma fantasia.”.

  8. @ Mario

    “Non ho nulla che non fosse nei patti”. Giusto.
    Ma è terribile la cecità che non ci permette di vedere il “centuplo quaggiù.” Forse per avere riaperti gli occhi, dovremmo aprire le mani, prima, e lasciarlo andare, quel centurione di un centuplo.

    Inutile nascondersi che è difficile, proprio come morire (e non da suicidi o, peggio, da kamikaze!).

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