I pazzi siete voi

“Ma io non ci sto più” gridò lo sposo e poi,
Tutti pensarono dietro ai cappelli,
Lo sposo è impazzito oppure ha bevuto…
“Alice”, F. DeGregori

Nel paradiso dei lavoratori, l’Unione Sovietica, chi pensava che ci fosse qualcosa che non andava nella società era chiaramente un pazzo. Niente può andare male in paradiso. Per questo tanti dissidenti furono internati in manicomio.

Nella nostra società moderna, per gli psicologi il pazzo non è chi crede a qualcosa differente dall’evidente realtà; è chi non crede a quanto dicono gli psicologi. Così è un pazzo chi ammazza ragazzini sparando loro addosso, ma se si serve di un aspiratore mentre sono ancora dentro la madre il folle è chi tenta di impedirglielo. Se un uomo ammazza a colpi di coltello dei disabili è pazzo, mentre potrebbe avere giustificazioni se lo facesse a colpi di pillole o togliendo loro acqua e cibo. Tutti i terroristi a quanto pare sono disturbati, non-integrati, instabili: perché se no ucciderebbero tante persone senza scopo? Forse che dovremmo credere a dei pazzi, quando asseriscono di avere dei motivi? Come mai però li definiscono matti, ma sono incapaci di fare altrettanto per i motivi che adducono? Ce ne fosse uno, che dica che l’Islam è follia, che le sure che invocano sono i deliri di un disturbato mentale.

Io credo però che non si tratti di follia. O meglio, che in quella follia ci sia un metodo. Non la chiamerò follia, ma con un nome ancora più antico. Lo chiamerò male.

“E io non credo più, e i pazzi siete voi”…
“Alice”, F. DeGregori

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 luglio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. Ciao. !, sono i pazzi di sempre, oggi c’è più istrumentaliazzione diabolica che prima forse, più subdola. Perché il Satana con i Luciferini potenti si deve nascondere, occultare, adescare, come leone di notte che attende la preda.Ne so cualcosa perché ho 5 gatti veri cacciatori. Purtroppo hanno ucciso i cuccioli del nido di merli. Così è tutti gli anni, e curiosamente la madre merla ci ritorna lo stesso. Come gli umani direi! Ci dimentichiamo che il Diavolo non dorme mai ed è sempre in agguato e progressista, attua la banalità del Male, però dietro agguato calcolato al tavolino. Come lo fa la Global Intelligenz massonica. Ma c’era già ai tempi di Salomone. Niente di nuovo. Lo chiamano oggi NOM, o NWO:New World Order. Ma è solo lo stesso dello Principe di questo mondo.
    Però il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
    Saluti e buona Resistenza!

  2. Circa la pazzia sono riuscito a trovare un articolo che lessi 4 mesi fa.

    Leggetelo con calma e sottolineo la finale ove Dio viene chiamato in causa dall’autore. Un articolo davvero ben fatto e in linea con l’argomento pazzia

    http://pardonuovo.myblog.it/2016/04/02/il-negoziato-i-musulmani/

  3. “And that is called paying the Dane-geld;
    But we’ve proved it again and again,
    That if once you have paid him the Dane-geld
    You never get rid of the Dane.”

  4. Nella società odierna è pazzo chi crede qualcosa dall’evidente realtà :3

    Sta’ senza pensier’.

  5. Ho questo difetto, Fasullo: mi piace pensare. Continua pure nelle tue illusioni.

  6. Causa problematiche personali ho scelto di effettuare un costoso e faticoso percorso di psicoterapia. I benefici ottenuti sono stati lievi, e non solo perché mi trovavo in un ambiente ostile (mancanza di lavoro, ecc) ma anche perché la “dottoressa” a parole diceva di rispettare il credo dei pazienti, ma nei fatti ti metteva sempre in conflitto con le tue convinzioni anche di base…è vero, o accetti in toto la loro visione (che comunque è loro, non tua) o puoi avere giovamenti sempre mescolati a conflitti. E Berlicche se la ride!

  7. Quello dello studente algerino linkato qualche post sopra (http://www.asianews.it/notizie-it/Noi-musulmani-ipocriti:-Daesh-ci-rappresenta-37960.html) era, in termini più spicci, meno argomentati e diplomatici, il medesimo invito di Benedetto a Ratisbona: sottoponiamo / sottoponete la tradizione religiosa islamica all’interpretazione e al vaglio della ragione, per espungerne la violenza, confidando e convenendo che la ragione appartiene a Dio e la violenza no. Ma l’invito fu respinto non solo con… violenza da tanti interessati, ma anche con scherno, come inopportuno e politicamente scorretto (per alcuni addirittura “razzista”), dall’opinione pubblica intellettuale c.d. laica: gli stessi che insistono a parlare di Islam moderato e non integralista, ma poi rifiutano che si possa e debba cercare di dare spazio e vero fondamento a tale moderazione (fondamento teoretico e teologico, più saldo e produttivo di quello posticcio per il quale tanto alla fin fine si sarà tutti più o meno buoni o cattivi).
    La motivazione dei fedeli poteva essere quella indicata dal giovane algerino: l’ipocrisia di chi in cuor suo caldeggia proprio l’imposizione della fede coranica, con la sua legge religiosa oppressiva elevata a legge civile (motivazione che vale tanto più per quanti, detenendo un qualche potere, si avvalgono a un qualsiasi livello della possibilità di esercitare l’oppressione e pilotare la violenza). Ma c’è forse una seconda motivazione, la paura. La paura che non solo la sharia, ma altro nella fede islamica non tolleri il confronto e l’esame della ragione. Da parte dei fedeli questo significa – consapevolmente o meno – rinunciare alla verità, facendo della confessione religiosa una questione meramente identitaria.
    Ecco, probabilmente anche quei c.d. laici, in fondo, temono il confronto delle fedi all’esame della ragione: che le fedi debbano essere tutte indiscutibilmente valide o tutte ugualmente folli e insensate, consente loro di mantenere in una posizione di indiscusso equidistante equilibrio il loro ateismo: anche essi rinunciano alla ricerca della verità, preferendole la propria opzione. Capita così che certi giovani si facciano un soddisfatto manifesto di vita di quell’altra canzone: il Crocefisso, il Buddha, il talismano, tutto uguale, insieme al grandissimo rispetto per le sure del Corano – senza conoscerle, e anzi senza conoscere o ricordare più nemmeno una parola di catechismo. Si accantona la ricerca della verità con leggerezza, nonostante qualunque cosa a prescindere dalla verità sia per definizione un’illusione.

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