Trump l’oeil

Su Twitter, tanto per farmi del male, seguo il New York Times.
Negli ultimi mesi quel giornale sta facendo una campagna ossessiva e pervadente contro Donald Trump. Stiamo parlando di una media di tre-quattro tweet all’ora, con articoli annessi, il cui tono fanno sembrare le campagne di Repubblica e Manifersto contro Berlusconi un sorridente incoraggiamento politico.
Lo insultano. Lo ridicolizzano. Elencano i suoi errori e le sue gaffes. Lo deridono e affastellano interviste e grafici su quanto è becero, come sarebbe letale per l’America votarlo.
Devo dire che una simile campagna d’odio – nessun altro sentimento potrebbe esprimere tanta determinazione nel far male – mi rende quasi simpatico il magnate newyorkese. Per avere tanta bava alla bocca deve dargli tanto fastidio, devono cominciare a sentirsi davvero insicuri, temono sul serio di non riuscire a portare a casa l’elezione di Hillary.

Se non provo molta simpatia per Trump, mi è però chiaro che una vittoria della Clinton sarebbe una disgrazia immane: quella donna rappresenta il peggio delle forze anticristiane che il potere può mettere in campo. Ne ho già scritto: ne va della libertà della Chiesa negli USA e, per estensione, nel mondo. Che mi è anche confermato guardando chi l’appoggia.
Il New York Times, prima di attaccare Trump, dedicava un tweet su due a “quant’è bella l’agenda gay, quanto sono retrogradi chi non si adegua”, con annessi uteri in affitto e orinatoi vari. Gli stessi articoli ripresi dai nostri commentatori nostrani, spesso facendoli passare per proprii; i medesimi intellettuali che fanno un tifo sfegatato per Hillary, manco fossimo americani. Sanno che i loro progetti sono legati alla permanenza sul tetto del mondo di qualcuno che esercita quel tipo di potere; e, che se mancasse, ogni cosa, l’onda presente, sarebbe rimessa in discussione.

Così anche in Italia l’immagine del magnate newyorkese soffre di questo errore di prospettiva, di questa univocità di fonti. Si tratta di illusione, di una pittura fatta per ingannare l’occhio e la mente?
Non so cosa accadrà di qui a novembre. Dicono che una farfalla può causare una tempesta dall’altra parte del mondo; chissà cosa può generare un presidente.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 23 luglio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 18 commenti.

  1. Concordo in pieno sulla Clinton. Quanto a Trump: non ho seguito molto la sua campagna elettorale, ma sbaglio o quasi mai ha toccato i temi etici? Che certezze abbiamo su quello che pensa in merito?

  2. Io non seguo twitter, né il NYT, né la campagna di Trump, a parte qualche scampolo di discorso strapazzato e riscaldato passato ai Tg di mamma RAI (o omologabili). Però la faccia di Trump la trovo davvero inquietante: una maschera di cerone indurito al punto da parere gesso, occhi che sono fessure d’ombra, capelli dipinti in uno spericolato virtuosismo di Troemp l’oil; la sua moglie bambina, farfalla sfuggita alle retate di reciproci odii etnico-religiosi balcanici, è non meno sconcertante.

    La realtà non-diminuita che ne deduco è quanto mai allarmante: la… strega di Salem rediviva e schiumante vendetta ha come avversario un ometto di paglia, una bambolina di stoppa da rito woo-doo. Dopo tutto, secondo la leggenda riferita (spero puntualmente) da Wiki, “il primo abitante di Chicago non appartenente a tribù native fu Jean-Baptiste Pointe du Sable, un haitiano di origini francesi, che si stabilì sul Chicago River intorno al 1770 e sposò una donna Potawatomi”.

    Davvero, non posso che augurare di cuore ai nostri fratelli d’oltreoceano: God bless America!

  3. sorry, messieurs: trompe l’oeil.
    Si vede proprio che non sono di Chicago e nemmeno canadese.

  4. Certezze poche, Enrico…sicuramente discutibili in tema d’accoglienza, ambigui su aborto e gay; quantomeno non sembra avere nell’agenda la distruzuione completa della religione, come la sua avversaria. In compenso mi è molto piaciuta la dichiarazione di apertura del suo vice: “Sono cristiano, conservatore e repubblicano, in quest’ordine.”
    Poi, si tratta di politici.

    Marilù, l’ometto di paglia non è tanto impagliato, nonstante l’aspetto. Speriamo abbia un cervello.

  5. E’ un po’ come in Italia scegliere tra Renzi e Grillo sapendo che tertium non datur. A Roma io votai Raggi anziché quel tale renziano cui ho dimenticato perfino il nome illudendomi di aver scelto il male minore. Se qualcuno mi offre un link con una piccola luce Clinton anziché solo tenebra Clinton io lo premierò’ con un fiammifero trump nonostante le certificate tenebre Trump

  6. Caro Mario, spero tu non abbia votato Raggi anche al primo turno e mi permetto di farti notare che un male minore è pur sempre un male… la prossima volta certe cose lasciale fare al comune amico r&s!

  7. Votai Alfio Marchini poiché non Carneade e soprattutto offriva una vita già nota nel bene e nel male sia con tanto di certificazione sia con tanto di calunnia. Accanto a lui il vuoto a parte il candidato PD che voleva droghe libere e matrimoni etc ma gli altri erano zero almeno fino a quel giorno. Raggi mi prese anche perché per il solo fatto di esistere meritava le manette. Ma perché non prima delle elezioni? Perché niente manette semmai fosse stata eliminata o si fosse ritirata.

    Dai, coraggio, mandatemi una scoreggina buona e profumata della Clinton che io poi vi segnalo un link forse un poco buonino su Trump

    Tanto per fare qualcosa di nuovo

  8. Per quel po’ che so della Clinton, in questo caso optare per “il male minore” è quello che farei se fossi americana. Ammesso e non concesso che Trump arrivi vivo alle elezioni.

  9. Berlicche,

    il punto è che le uniche (rare) faville di pensiero argomentato mi è parso di coglierle soltanto nelle dichiarazioni — peraltro sempre quanto più laconiche e semplificate possibili — del suo vice, o primo consigliere che dir si voglia.
    Trump, dal canto suo, procede a slogan più insulsi e appiccicosi del suo parrucchino, mi fa pensare a una slot-machine sputa-messaggi pubblicitari, tipo: “I’ll establish law and order again in this nation”; sembra un trailer promozionale della nota serie televisiva omonima, affidato al travolgente appeal di un muppet rivoltato, ovvero alla reincarnazione del Presidente “Yancy” descritto da Philip K. Dick (chicaghense d.o.c.) nella realtà finto-aumentata del suo romanzo fantapolitico intitolato “La penultima verità”.

    E’ come dire che tra lui e i pokemon non c’è partita, li sbaraglia anche solo visto di schiena, in una sera nebbiosa e senza luna.

    E il poker d’assi (da cimitero delle idee) dei suoi mirabolanti poteri di Iper-pupazzo sembra fatto apposta per rendere invincibile quella Regina della Notte e degli inganni, a cui — in teoria — dovrebbe contrapporsi.

    In definitiva, mi sento più che disposta a offrire asilo politico ai nostri fratelli d’oltre-atlantico.
    Ma sono pure disposta a ricredermi, magari anche grazie alle persuasive rivelazioni che Mario potrebbe, forse, anche senza l’offerta di valide ‘figurine’ di scambio da parte nostra (mia), fornirci.

  10. Mi complimento con marilu’ per avere usato l’eufemismo “figurina di scambio” quel che IN FONDO la Clinton potrebbe anche avere di buono SENZA RICORRERE ALLA DIETROLOGIA.

    A questo punto cedo la mia figurina Trump in cui qualcuno non dico che lo loda ma almeno gli riconosce una lucina piccola piccola

    Buona lettura

    http://pardonuovo.myblog.it/2016/07/23/leconomia-nella-politica-estera-trump/

  11. Grazie, Mario, per la gentilezza, in questo caso anche generosa, visto che il mio…treno di considerazioni viaggia su monorotaia e non sono perciò in grado di effettuare scambi di sorta.

    Però, devo dire che un po’ spero che i contribuenti americani si chiedano se quel sostanzioso risparmio che deriverebbe dal lasciare l’Europa dell’Est a provvedere da sé alle proprie spese militari, verrebbe indirizzato verso un significativo miglioramento di — poniamo il caso — istruzione e sanità pubbliche e non verso l’incremento esponenziale di acquisti di aerei, bombe, dispositivi di morte ultrasofisticati di ogni forma e colore per rafforzare, da un lato, i propri confini (soprattutto col minacciosissimo Messico) e, dall’altro, la sicurezza interna di apparati e istituzioni chiamate a “restaurare legge e ordine” nella nazione, almeno di quella di pura razza W.A.S.P. (ammesso che esista ancora, anche fuori della sua testa, voglio dire).

    Ps.: riconosco che l’espressione “figurina di scambio” per possibili doti nascoste della Clinton non è granché come eufemismo. Soprattutto perché, al di là di ogni motivata e seria apprensione circa le conseguenze di una sua eventuale vittoria elettorale, il personaggio tutto mi sembra tranne che una donnina da calendario.

  12. @ senm_webmrs

    ” Will those episodes be harbingers of a general election message to convince voters that the GOP is not “God’s Own Party”? ”

    Sì, mi pare chiaro che l’afflato unitario simil-messianico della ex First Lady la dica lunga sulla sua smisurata ambizione, più che sulla profondità della sua fede; che sia di marca metodista piuttosto che evangelica o da “born again” o da “Bourne-legacy again”, non penso faccia molta differenza.

    Quel suo vice estratto fresco fresco (o surgelato?) dal cilindro, educato dai gesuiti e persino ex missionario in Honduras, mi ricorda certi ‘cattolici adulti’ nostrani, magari pure con genitori devotissimi della instancabilmente amabile e paziente Vergine santa di Medjugorje, che a tutti si rivolge sempre come a suoi “cari figli”, anche quando è per esortarci a lavorare “di più sulla vostra conversione, perché siete lontani, figlioli”, come fece il 25 marzo del 2012; o come quando, nell’ultimo messaggio di ieri, lamenta che, guardandoci, ci vede “persi” e ci invita a mettere “Dio al primo posto, e non l’uomo”. E neanche la donna, se è per questo.

    Chissà se Tim Kaine e Hillary Clinton gliela danno, un’occhiata di sguincio, a quei messaggi, di tanto in tanto.

  13. Sì, un vice “cattolico, favorevole all’aborto”. Mi chiedo a quali altre cose è favorevole, e cosa insegnasse nella sua “missione”.
    Quello che più impressiona è che si tratta tutta di tattica politica. Tanto più che si noleggiano esperti per capirci qualcosa.
    Niente di personale, direbbe qualcuno.

  14. @ Berlicche

    “Niente di personale, direbbe qualcuno”; se si eccettuano le ignare persone in carne, ossa e sangue — tanto sangue — che ci vanno di mezzo, sia dietro l’angolo di casa che a migliaia di chilometri di distanza, oltre l’oceano e anche oltre il mediterraneo.

    @senm_webmrs

    condivido i tuoi dubbi, ma la fede mi reindirizza, con la preghiera, al Dio “che, se siamo infedeli, rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso”, come ricorda san Paolo a Timoteo; così come mi ri-orienta verso la Regina del mondo che, proprio nel suo ultimo messaggio, ci raccomanda: “Non perdete la speranza che vi porto”. E’ arrivato il momento per i “worshippers” americani di, appunto, adorare Dio in spirito e verità, più che di “pull the lever” in cabina elettorale.
    Anche se capisco che trasformarsi tutti di botto in amish non parrebbe una soluzione praticabile. Ma “nulla è impossibile a Dio”…

    Ti ringrazio per la consueta miniera di informazioni molto interessanti che metti sempre a disposizione di tutti. (Ora non ne ho il tempo, ma mi riprometto di leggere il nuovo articolo che hai linkato non appena mi sarà possibile). :–)

  15. @marilu: per le informazioni il merito va al “Timone” di questo mese.
    Per il resto pienamente d’accordo: siamo chiamati alle armi (quelle di Cristo, ovviamente)
    http://www.campariedemaistre.com/2016/07/chiamata-alle-armi.html

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