XVI – Non Credo…in un Regno senza fine

“…ed il Suo regno non avrà fine.”

Qui si vede chiaramente come il Nemico-che-sta-lassù sia chiaramente un tiranno antidemocratico.

Cominciamo con questa storia del Regno. E’ evidente che abbiamo a che fare con un nostalgico monarchico. E’ per questo che noi siamo grandi fautori della democrazia, ci dà l’occasione di parlar male dei re. La propagandiamo perché ci torna utile: avremo tutto il tempo di abolirla dopo che avremo assunto il potere  in via definitiva.
Democrazia: anche lei è una signora vecchia di migliaia di anni, ma con un poco di trucco sembrerà una giovincella. I re invece sono out, decrepiti, assolutamente non trendy. Se quando sente parlare di “regno senza fine” l’essere umano pensa automaticamente a sovrani imparruccati e sanguinari, cupi medioevi e via andare, capite che tutto quanto si accompagna a questa definizione avrà un che di obsoleto, saprà di muffa. Quello che vogliamo: che si passi oltre al Credo, che ci si ammoderni. Si lascino perdere le formule e la ragione, si dia spazio all’improvvisazione, all’impulso del momento. Si segua la moda, si lasci stare il vecchiume. Date retta: i migliori stilisti ce li abbiamo noi.

Qualcuno potrebbe pensare che qui all’inferno si sia anarchici, dato la nostra ribellione permanente. Niente affatto! Ci vuole disciplina per combattere le schiere angeliche, e vi assicuro che il demone che osasse dissentire da Nostro-Padre-che-sta-Quaggiù non durerebbe molto. Semplicemente, noi vogliamo un altro Regno: un regno di Libertà, non di Giustizia o Bellezza o Verità. Sarà Nostro Padre ad essere Re! Nel suo futuro dominio ognuno sarà libero di adorarlo ed eseguire senza discutere ogni suo ordine. Come è adesso all’inferno, ma felicemente esteso a tutto l’Universo.
Sarà il Regno di un forte, di un vero Re nel pieno del suo diritto.
Il Regno del Nemico è invece il Regno di un debole che vuole essere tale. Si permette di ascoltare anche i suoi sudditi; ha persino misericordia di loro. Invece di pretendere il loro omaggio si aspetta l’inchino spontaneo. E’ incredibile, potrebbe costringerli i suoi umani, e non lo fa; meglio per noi. E’ proprio questa sua mollezza che ci permette di mangiare. Aspetta che vedano e si convertano; ma hai voglia ad aspettare.

Perché se il Nemico asserisce, nel Credo, che quel suo regno non avrà fine, il nostro sarà ancora più lungo.  Avremo quella stabilità che lassù si sognano. La nostra forza sarà la nostra forza, che altro? Con essa ci libereremo di tutte le false idee che abbiamo messo in giro e che, una volta che il dominio sarà nostro, potremo tranquillamente eliminare perché non serviranno più.

Ad esempio: che la verità la faccia il popolo. Voi direte, non è possibile, sul serio qualche umano crede a queste balle? Ebbene sì, ve lo confermo: e questo la dice lunga sul comprendonio di quelle creature. Ci sono davvero alcuni che pensano di poter inventare a piacere le leggi e impersonare la giustizia. Ve lo do per certo: siamo stati noi a suggerire l’idea. Che la verità si possa decidere a maggioranza ci è tornato utile in più di un’occasione, come Pilato potrebbe confermare. Il Nemico si appella sempre alla ragione, ma è difficile ragionare con una folla che sa cosa vuole o, più probabilmente, sa cosa non vuole.

Il bello del popolo è che è fatto di umani; e ciascuna di quelle creature è quanto di più immondo, falso e credulone ci sia in natura. Per quale miracolo si spera possa saltare fuori dall’amalgama di tanti piccoli fessi un’entità capace di decidere, e decidere giustamente, batte anche la nostra inventiva. Si soffermassero un attimo capirebbero che il popolo è formato dai propri vicini di casa, gli stessi della riunione di condominio. Ognuno attento solo a se stesso. Un mortale può votare in modo contrario persino all’evidenza, se si usa per lui la giusta esca.

Siamo dell’opinione che ogni cosa debba avere un posto nel mondo secondo la sua natura. La natura della politica dev’essere quella di prevaricare sugli altri per ottenere il massimo vantaggio. Se si è convinti che la propria idea sia la migliore sarebbe ipocrita fare altrimenti, non trovate?

La politica per noi è il proseguimento della corruzione fatto con altri mezzi. Il suo scopo dev’essere la crescita personale del politico: in potere e denaro. Deve avere a cuore l’utilità per il popolo che amministra: deve quindi ricavare da esso un utile. Non deve agire per la gloria: è molto meglio umilmente tramare nell’ombra. La gente, in fondo, non conta nulla. Non dopo che ha dato il voto. Il nostro partito preferito è quello che non torna a giustificarsi. Ci importa poco che sia unico, purché tutti quelli che ci sono rispondano a noi.

E’ per questo che il Nemico preme per il Regno: perché l’uomo è debole, ed è meglio concentrare le forze su uno solo. E’ furbo, lui: al suo vicario dà le chiavi, ma si tiene la porta. Per quanto possiamo riuscire a corrompere, o ingannare, o manipolare, il Re rimane sempre lui. E’ frustrante: non avete idea quanti dei suoi portinai siano quaggiù da noi. Nonostante questo non siamo mai riusciti a cambiare la serratura.

Il popolo è pernicioso solo in una occasione: quando riconosce la verità. E’ un inconveniente sempre in agguato, perché è la realtà che la rende evidente. Finché si rimane nella teoria, possiamo far credere quello che vogliamo; ma quando arriva l’esperienza, ed è un’esperienza che tocca sul vivo, allora le nostre parole servono a poco.
Se si arriva a questo punto è chiaro che noi abbiamo sbagliato. Non abbiamo fatto abbastanza propaganda, non abbiamo ingannato a sufficienza, non abbiamo coccolato e vezzeggiato l’elettore in modo corretto. Abbiamo lasciato lo stesso trucco in opera per troppo tempo, e la gente si è accorta dell’inganno. A differenza del Regno del Nemico, sempre uguale a se stesso, perché il nostro impero sia eterno deve continuamente correggere il tiro. Ma non  preoccupatevi; finirà l’universo prima che abbiamo esaurito il numero delle menzogne a nostra disposizione.
A questo proposito, è ora di ricominciare.

xking

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 18 luglio 2016 su Non Credo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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