XIV – Non Credo…sia salito al Cielo

Salito al cielo? Meno male. Non ne potevamo più di avercelo sulla terra.

Siamo ironici, certo. Quella della salita al cielo è menzogna pura e semplice. Lo volesse il cielo (appunto) che se ne fosse andato. Ma il nazareno è un po’ come quelle infezioni rognose che non ti riesci a togliere mai del tutto. Tra pane, vino e gente riunita che prega ce lo ritroviamo sempre tra i piedi.

Si decidesse, una buona volta. O resta lassù e la smette di rompere le scatole a noi, alla nostra opera continua di miglioramento del mondo, o torna e si sottomette finalmente al nostro dominio. Troppo comodo sedere alla destra del Padre e fare il mantenuto: e poi parlano di nepotismo.

Quelle righe del Credo certificano che abbiamo a che fare con qualcuno che ha fatto dell’ingerenza nei fattacci altrui la ragione dell’esistenza. Padre e Figlio, proprio una bella coppia. Stanno lassù e pretendono di fare il bello e cattivo tempo. Cancellare la loro pretesa significa riaffermare il valore della libertà.

L’abbiamo fatto scappare là in cima, dove spera di essere al sicuro da noi, ma che il Nemico se ne stia nei cieli ad esercitare la sua signoria non ci piace. Su di noi non ha potere, è chiaro, ma perché quelli che stanno in alto dovrebbero avere qualche privilegio rispetto a coloro che sono più giù? Noi pensiamo che il cosmo dovrebbe essere governato dal basso: e chi sta più in basso di noi? Siamo noi la vera demonocrazia: se volete parteciparvi, non avete che da cadere. Accogliamo tutti.

Dobbiamo abbattere i privilegi dei potenti. Riportarlo sulla terra, in senso figurato ovviamente. Oppure fare in modo che se ne stia lassù una volta per tutte, in quei cieli tanto lontani, e la smetta di voler avere influenza sulle cose della terra. Te ne sei andato? E allora ciao.

Banalizzarlo o renderlo remoto? Sistemi differenti, stesso risultato. Non è complicato. Basta prendere quello che ha detto e lasciare fuori lui.

Banalizzarlo vuol dire dimenticarsi che lui è Figlio del Nemico. Vuol dire renderlo fratello, di più, amico, di più, compagnone. Di quei compagnoni un po’ scemi che sparano sentenze ma a cui in fondo si vuole bene.
Di quei compagnoni a cui nessuno con un po’ di cervello chiederebbe consigli su come ci si debba comportare, o sulle cose della vita in generale. Hey, Nazarè, fratello ammé, come butta? E cose del genere.
Il Figlio fratellone è un tipo allegro, che non si sognerebbe mai di chiedere cose impegnative. E’ un complice quando vuoi pigliarti qualche libertà, perché in fondo la libertà è quella che conta, no? E’ l’amico che tutti vorrebbero, perché è un gregario e fa’ tutto quello che gli chiedi. Uno che non esiste, insomma.
Facciamolo parlare d’amore e d’amicizia ma trascuriamo il fatto che sia verità. Proclamiamo il messaggio e lasciamo perdere il contenuto.
Certo, i suoi discepoli li ha chiamati amici. Anche Giuda: ma questo è meglio non ricordarglielo, ai mortali.
Potrebbero rammentarsi della Croce, o dell’Ascensione, e queste sono memorie pericolose: perché potrebbero rendersi conto chi sia il compagnone con cui hanno tanta confidenza. Chissà quanta di più se lo conoscessero davvero.

Renderlo remoto è invece far dimenticare che lui è stato uomo. Pensarlo così in su da non potersi mischiare con la materia. Avvolgerlo nelle nubi in mezzo alle quali è risalito, quelle che impediscono di vederlo, e continuare a guardare in alto. Che ci sia o non ci sia davvero, lì in mezzo, a quel punto non fa differenza.
Le nubi assumono tante forme, puoi vederci quello che vuoi. Una divinità lontana nei cieli è molto utile: non ha niente a che fare con la terra. Diventa un idolo; e l’idolo ha per scopo il piacere di chi lo adora. Se l’importante è piacere, ci si dedica al piacere e poi al compiacere. La divinità remota è la preferita dai potenti, non intralcia il loro lavoro. E chi è che rende i potenti tali? Noi, è chiaro.

Sia che voliamo alto sia che razzoliamo basso il risultato è identico. Il Figlio storico, quello che è vissuto, ha predicato ed è morto sulla croce è rimosso, sostituito con una sua immagine. Meglio: una nostra immagine.

Si torna ai bei tempi quando lui non era ancora venuto. Anzi, migliori: il Nemico compagnone e il Nemico fuori dal mondo sono bugie che sostituiscono la verità. Quando anche il vero nazareno tornasse da dove lo abbiamo mandato la gente lo guarderebbe stranita e direbbe: ma tu non sei quello che noi conosciamo. Sei un impostore.
Esagero? Ovviamente no. Quanti sono i mortali che credono di sapere tutto sul Nemico e la sua Chiesa, e di essa hanno un concetto completamente errato? Poche cose mi danno più allegria del vedere i servi del Nemico affannarsi a negare e a smentire tutte le panzane che noi mettiamo in giro. La cosa più buffa è la gente che a queste crede veramente.

Un Nemico così come gliel’abbiamo venduto non ha nessun potere. Non è uno che possa salvare realmente le persone. Si limita al sentimentalismo idiota mentre la vita della gente va a rotoli, o neanche quello, sperduto lassù tra le nubi. Che ci sia o non ci sia è lo stesso, quindi tanto vale dimenticarsene.
Gli umani non possono sopportare la mancanza di un dio: se non ce n’è nessuno disponibile ne fabbricano subito uno. Con il materiale che hanno: cioè loro stessi.
Poi provano a salvarsi, e a salvare gli altri. Mai sentito niente di più ridicolo? Quelle insignificanti creature credono di averne il potere. Pensano di riuscire a battere in astuzia, forza, sapienza e volontà noi, esseri vecchi quanto l’universo e ugualmente freddi e implacabili. D’accordo, siamo stati noi a suggerirglielo. Ma il punto è che loro ci hanno creduto.

Ci conoscessero per quello che siamo, altro che di un amicone avrebbero bisogno. Se sapessero cosa li aspetta, frugherebbero ogni nuvola per trovare qualcuno che li possa aiutare. Sbagliando, perché non è nelle nuvole che lo possono trovare. Per nostra disgrazia è molto più presente di così. Ma non siamo certo noi che andremo a dirglielo.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 luglio 2016 su Non Credo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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