I terroristi al potere

Cosa hanno in comune i governanti dell’unione europea e i terroristi islamici che hanno ammazzato venti persone a Dacca? L’appartenenza ad un ceto agiato, ottime scuole, convinzione assoluta di dovere educare le masse.
Cosa condividono l’importante personaggio islamico che in televisione dà la colpa della strage di cui sopra all’occidente che esaspera i poveri e i commentatori che attribuiscono la brexit agli anziani, ai paurosi e agli ignoranti? Se ipotizziamo la loro sincerità, il disprezzo per il popolo e la volontà di addossare ad altri la colpa, negando i problemi reali.

Le rivoluzioni e le controrivoluzioni sono sempre stati appannaggi di felici pochi. Le sollevazioni, i massacri, il terrorismo hanno i loro architetti in ricchi figli di papà che vogliono cambiare il mondo secondo la loro idea. Quando ci riescono diventano i più feroci guardiani del nuovo ordine, pronti a reprimere con qualunque mezzo sollevazioni simili alla loro. Non a caso la testa della comunità europea appartiene ai nipotini di quel Lutero che affermava
 “Verso i contadini testardi, caparbi e accecati, che non vogliono sentir ragione, nessuno abbia un po’ di compassione, ma percuota, ferisca, sgozzi, uccida come fossero cani arrabbiati…” 
e che sia la massoneria, con il suo concetto iperelitista di potere, a detenerne le chiavi. Non per niente l’attuale terrorismo islamico nasce da un progetto perseguito e finanziato dai regnanti di alcuni precisi paesi arabi.

La gente comune è troppo occupata a vivere la vita per idealizzarla. Organizzare una rivolta o un attentato richiede tempo, conoscenze, soldi. Oltre che quel disprezzo per lo status quo che nasce dalla sua assidua frequentazione.

I ricchi giovanotti che si fingevano proletari e costruivano barricate per sparare meglio ai soldati, loro sì figli del popolo, de “I Miserabili”, i borghesi carbonari che servirono da carne da cannone e poi da parlamentari per Cavour, i nostri sessantottini anarcocomunisti e figli di buona famiglia, tutti appartengono alla stessa razza. Li potremmo chiamare figli dell’ideologia; se non vengono ammazzati ne diventano i più arcigni custodi. Il potere contestato dell’opera di Hugo era l’avanguardia di pochi anni prima; i carbonari al governo falsificarono elezioni e schiacciarono il popolo; i nostri sessantottini…guardateli, dove sono. Nella rivoluzione francese, gli storici hanno provato che i rivoluzionari veri, onnipresenti ovunque, erano una manciata. Molti, molti meno di tutti coloro ai quali hanno tagliato la testa.

Il dubbio viene che sia così che va avanti la storia. I figli dei privilegiati di ieri diventano i capi dei rivoltosi di oggi, gli oppressori di domani. Occupano il loro posto di dominio per i meriti ottenuti sul campo o per raccomandazione? Forse per riuscire ad avere il potere occorre avercelo già. Comunque sia, non contiamocela troppo di democrazia. La democrazia è roba per ricchi; gli altri, pensino a sopravvivere e a votare secondo le indicazioni.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 luglio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 11 commenti.

  1. “La democrazia è la forma politica del capitalismo”
    (George Bernanos)

  2. Bell’articolo, ben approfondito, graffiante e pure erudito.

    A proposito, la citazione del testo di Lutero mi ha lasciata allibita. Ma come, proprio lui che ha avuto il merito indiscutibile — almeno secondo la vulgata corrente — di tradurre in ‘volgare’ e diffondere quanto più possibile presso il popolo di ogni classe e condizione la Parola di Dio, è stato capace di “disumanizzare” (e fino a che punto!), a seconda delle convenienze, i suoi fratelli e sorelle in Cristo, esasperati dalla protervia e spietatezza dei propri oppressori?

    Verrebbe da tremare fin nel profondo dell’anima, come già i discepoli costernati di fronte al dialogo tra il loro Maestro e il giovane ricco, e chiedere/chiedersi smarriti: “Chi si potrà dunque salvare?” (Matteo 19, 25).

    Davvero nessuno, mai, può vantare alcun merito davanti a Dio.
    L’unico appello possibile è quello alla Sua Volontà Onnipotente e, soprattutto, ancora più misericordiosa che invincibile.

  3. Lutero? Questo e altro!

  4. Brunella Rosano

    Quanta amara verità!

  5. Avete mai letto un testo scritto da un rivoluzionario del XIX secolo? Li trovate gratis su google books,rimarrete allibiti dall’esaltazione religiosa di certi carbonari mossi dall’odio contro il cristianesimo.

  6. Esiste più odio verso Cristo che verso hitler Marx Mao Castro Mussolini Stalin etc etc poiché tutta questa gentaglia e’ morta e oggi e’ cenere o meno di cenere mentre Gesù e’ vivo e quindi ben insultabile da satana e dai suoi posseduti. E’ vivo cioè il suo cuore fa tunf tunf tunf tunf e il suo corpo e’ bello e glorioso e con una civetteria aggiunta e cioè le sue ferite (ferite d’amore) non sono state rimosse e sono ancora li’ (Tommaso docet). Caro Ago non mi sorprende
    Il livore contro di lui e contro i cristiani

  7. Carbonari che falsificarono elezioni? Questa non la sapevo..

  8. Una volta conteduca telefono’ alla assicurazione SAI e chiese

    – pronto ? La SAI ?

    – no, che me la racconti ??!!

  9. All’epoca non si chiamavano già più carbonari, direttamente massoni…a parte i “plebisciti” vistosamente fasulli (letto “il Gattopardo”?) un’intera elezione fu invalidata da Cavour perché avevano vinto i cattolici e non i suoi. Dire che c’erano brogli è dire poco…
    Magari faccio un post sull’argomento, più in là.

  10. Cavaliere di San Michele

    Un buon modo per approfondire e’ procurarsi i testi di Angela Pellicciari

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