Sradicati

“I giudici affermano di non essere convinti che il diritto di possedere, operare o lavorare in una impresa professionale dotata di licenza libera da regolamenti che richiedono all’impresa di essere coinvolta in attività che uno sinceramente crede portino al prendere una vita umana sia così radicato nella coscienza e nella tradizione della Nazione da essere considerato come fondamentale”

Il linguaggio giuridico è faticoso e involuto, non so se abbiate compreso cosa viene affermato in questa sentenza americana. Detto in termini più semplici: rifiutarti di ammazzare qualcuno non è un tuo diritto.
Il caso è di qualche anno fa.   

Margo Thelen, Rhonda Mesler, e la famiglia Stormans lavorano nella professione farmacistica da oltre settant’anni. Quando un cliente chiede un farmaco abortivo lo indirizzano ad una delle oltre trenta farmacie nel raggio di cinque miglia che lo vende. Per decenni questa è stata la scelta comune praticata e approvata dalla American Pharmacists Association in tutti i 50 stati degli USA.

Nel 2007 Washington ha adottato una nuova legge che rende illegale l’obiezione di coscienza. La legge è passata tra molte controversie, con l’allora governatore Christine Gregoire che minacciava di sciogliere la State Pharmacy Commission e rimpiazzarne i membri con attivisti pro-aborto. La nuova legge permette alle farmacie di indirizzare i pazienti altrove per un’ampia varietà di ragioni connesse ad affari, economia e convenienza ma non per ragioni di coscienza. A causa della legge, Margo Thelen ha perso il lavoro, Rhonda Tesler è sotto minaccia di subire la stessa sorte e la famiglia Stormans rischia la revoca della licenza.

Dopo un processo durato 12 giorni, una corte federale nel Febbraio 2012 ha cassato la legge come incostituzionale, trovando “abbondanti prove” che la legge stessa era pensata per costringere i farmacisti e i possessori di farmacia religiosi a violare la loro fede.

Ma nel luglio scorso la Nona corte d’appello, di inclinazioni liberali, ha rovesciato la decisione, sostenendo la legge con la motivazione che abbiamo fornito all’inizio.

Perché ne parlo adesso? Perché ieri l’altro la Corte Suprema degli Stati Uniti, il giorno dopo avere stroncato una legge del Texas che imponeva alle cliniche abortive un regolamento di sicurezza, si è rifiutata a maggioranza di rivedere il caso di cui abbiamo parlato.

E’ da parecchio che vi faccio notare come in ogni parte del mondo si stia sempre più usando la legge per colpire la coscienza delle persone, imponendo loro la scelta tra essere schiavi del potere e perdere tutto. Se non è aborto è gender, omosessualità, o qualunque altra scusa.
Certo che, leggendo quella sentenza, uno si chiede in quali altri casi potrebbe essere applicata. Mi domando se davvero il “non uccidere” sia così poco radicato nella coscienza e nella tradizione, negli Stati Uniti o in qualsiasi altro posto. Una nazione omicida e senza coscienza? E dove sta andando questa nazione?
Questo lo so. Dove stiamo andando anche noi, se quella coscienza non si risveglia.

SupremeCourt

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 30 giugno 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 50 commenti.

  1. A parte il Bianco ipocrita, orrorifico e de-voluto di quell’ir-i-onico monumento all’ingiustizia mostrato nella foto, e che è politicamente e umanamente incorreggibile, mi permetto di avanzare un suggerimento sulla possibilità di migliorare la resa della traduzione del disarticolato decreto tribunalizio riportato in apertura: “sia così radicatO” invece di “radicata”, accordando il genere del participio al sostantivo-soggetto “il diritto”.

    (un saluto e un sorriso a senm_webmrs, già che ci sono).

  2. In questo momento sono poco “compos mei” (30 all’ombra e pranzo di pesce in contrada innaffiato in abbondanza da vino vino bianco d’ordinanza) ma ricambio calorosamente.

  3. Insomma decidono loro cosa sia fondamentale per te e la chiamano pure libertà.

  4. berli’, sembra preso da una catena di santantonio di quarant’anni fa…

    (margo e rhonda hanno non meno di novantacinque anni, complimenti a loro e a te che le sostieni)

  5. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Leggere, leggere, leggere, e chiedersi dove stiamo andando. A me, francamente, non piace nemmeno un po’.

    “E’ da parecchio che vi faccio notare come in ogni parte del mondo si stia sempre più usando la legge per colpire la coscienza delle persone, imponendo loro la scelta tra essere schiavi del potere e perdere tutto. Se non è aborto è gender, omosessualità, o qualunque altra scusa.
    Certo che, leggendo quella sentenza, uno si chiede in quali altri casi potrebbe essere applicata. Mi domando se davvero il “non uccidere” sia così poco radicato nella coscienza e nella tradizione, negli Stati Uniti o in qualsiasi altro posto. Una nazione omicida e senza coscienza? E dove sta andando questa nazione?
    Questo lo so. Dove stiamo andando anche noi, se quella coscienza non si risveglia.”

  6. Qui mi serve Quente ma se non vado errato la pillola del giorno dopo non è una pillola abortiva.

  7. Allora restiamo in attesa del parere di un medico (a Fasullo anche un ortopedico va bene, come dice il sito da lui citato)

  8. Suppongo che non abbia letto il mio articolo…
    Ringrazio Fasullo per l’articolo linkato, che conferma pienamente quanto da me sostenuto nel post. Perché qui è evidente che non si tratta di “proteggere” le donne, ma colpire la fede religiosa delle persone e la possibilità di obiettare ad una pratica omicida.
    Evidente a tutti salvo che ai servi sciocchi del potere, chiaramente.

  9. @Berlicche e Federico. Eccomi. Premetto che non sono esperto, la percentuale di donne fertili tra i miei pazienti è nettamente inferiore all’1%, però la risposta più semplice è: no, la contraccezione d’emergenza non è abortiva.

    Siccome tempi.it non ha un impact factor elevatissimo sono andato a rileggere una recente review del New England Journal of Medicine (‘Emergency Contraception’ 2 aprile 2015).

    ‘Previous studies over the past decades have not revealed adverse effects of levonorgestrel exposure during pregnancy on either the woman or the conceptus. Two studies that compared a total of 357 women who had used levonorgestrel emergency contraception during the conception cycle with unexposed women showed no significant differences in pregnancy outcomes. Two-year follow-up in one of these studies of babies identified no differences in physical or mental development between those who had been exposed to levonorgestrel and those who had not. A review of 136 studies showed that, when this regimen failed, the likelihood of the pregnancy implanting ectopically was not greater than that in the general population.’

    Con un po’ meno impact factor (ma sempre più di tempi.it) abbiamo ‘Emergency contraception review: evidence-based recommendations for clinicians’ Clin Obstet Gynecol, 1 dicembre 2015:

    ‘The question of how levonorgestrel ECPs work to prevent pregnancy has been studied extensively. Two recent studies demonstrate that levonorgestrel ECPs, if taken before the luteinizing hormone (LH) surge has begun, can inhibit the LH surge, thereby disrupting the ovulatory process, but are ineffective thereafter.17,18 In these studies, a combined total of 492 women presenting for EC were monitored using blood serum and ultrasound to assess their cycle day. Among those who took EC before ovulation, none became pregnant, whereas 20 pregnancies would have been expected. Those who took EC on the day of ovulation or after became pregnant at the rate that would have been expected if no contraception had been used (11 women became pregnant, and 11 or 12 pregnancies would have been expected). These studies conclude that, because levonorgestrel ECPs are ineffective after ovulation has occurred, they do not interfere with the implantation of fertilized eggs. Levonorgestrel ECPs have been postulated to interfere with sperm function, tubal transport of sperm or egg, or endometrial receptivity, but evidence of these mechanisms is inconsistent across studies.42 Levonorgestrel ECPs have no effect if taken after implantation has occurred; the regimen does not affect an existing pregnancy or increase rates of miscarriage.’

    Il fatto che (come dice Mozzanega) la ‘pillola del giorno dopo’ non inibisca l’ovulazione nei giorni più fertili non vuol dire che non la ritardi (difatti il meccanismo d’azione proposto è ‘inhibition or delaying of ovulation’, dal sito della WHO) rendendo meno probabile la fecondazione (forse anche alterando l’interazione spermatozoo-ovulo, quando non riesce a inibire l’ovulazione). Posto che il secondo estratto sembrerebbe dire che l’effetto è fondamentalmente dato dall’inibizione dell’ovulazione.

    Poi, ripeto, non è proprio il mio campo. Per come la vedo io, se il consenso è largamente a favore dell’idea che il meccanismo d’azione della contraccezione d’emergenza è l’inibizione della fecondazione*, il fatto che il professor Mozzanega dica (con il tipico disprezzo dell’evidence based medicine dell’accademia italiana) che questo è impossibile e che addirittura nei giorni più fertili TUTTA l’efficacia dipenda dall’inibizione dell’impianto mi lascia abbastanza indifferente. D’altra parte se tu pensi che WHO, AIFA, FDA ecc. ecc. siano influenzate da politiche scientiste, anti-nataliste e anti-religiose non vedo come convincerti del contrario.

    Tornando però al merito della questione, ho detto che ‘la risposta più semplice’ (e secondo me adeguata, ma qua sta la controversia) è che la pillola non è abortiva. Perché se anche è acclarato (dal mio punto di vista) che la sua efficacia dipende dalla fecondazione e non dall’impianto questo non vuol dire che non possa capitare in alcuni casi che un ovulo fecondato non si impianti a causa dell’azione ormonale del farmaco. Questa possibilità è, se non sbaglio, segnalata nel foglio tecnico. Quindi un farmacista può rifiutarsi di dare la contraccezione d’emergenza perché POTREBBE causare un aborto**? Se sì, potrebbe per lo stesso motivo non vendere qualsiasi contraccettivo orale progestinico, che avrebbe lo stesso effetto (prima delle attuali formulazioni dei contraccettivi d’emergenza venivano usata la pillola normale, prendendone 2 o 4 alla volta. E’ la stessa cosa, solo lievemente meno efficace). Se per qualche motivo (ad esempio errore di assunzione) in corso di contraccezione orale un ovulo viene fecondato, la continuazione inconsapevole della stessa potrebbe teoricamente impedire l’impianto. E non è tutto: sembrerebbe che tra i vari metodi con cui la natura previene due gravidanze ravvicinate l’allattamento riduce l’ovulazione ma anche (quando l’ovulazione avviene) la probabilità che l’ovulo si impianti.

    * qua c’è anche un articolo più completo, ma è quasi troppo tecnico anche per me… https://www.researchgate.net/profile/P_G_Lalitkumar/publication/232745506_Emergency_contraception_-_mechanisms_of_action/links/53f1b3710cf23733e815cb51.pdf

    ** che poi, secondo me considerare il mancato impianto di un ovulo fecondato moralmente sovrapponibile a un aborto al secondo o terzo mese è una reductio ad absurdum della dottrina cattolica in merito

  10. Ah, perché essere un giuggiolone che legge pamphlet su internet e copiaincolla dei link manco si stesse a parlare di scie chimiche è indubbiamente una mente illuminata.
    Ma non eri tu che dicevi di non insultare le persone?

  11. Fasullo come sempre il problema morale risiede in quello etico-scintifico.

    Per cui non c’è bisogno di attendere il parere di un medico almeno che te non rifiuti il concetto di liberta personale ma così rifiuteresti lo stesso concetto di democrazia.

    La scienza oggi afferma che dal concepimento in poi quello è già un organismo vivente con tutte le caratteristiche fisiche intrinsiche della futura persona che io e te siamo oggi. Nessuno scienziato serio oggi negerebbe questo dato oggettivo, l’embrione non è solo un grumo di cellule bensì è già un uomo altrimenti non avrebbe nessun senzo scintifico, poi, cercare, come alcuni ceracano, di selezionare i migliori, quelli con caratteristiche fisiche intrinsiche migliori.
    Per cui la domanda non è più scientifica ma come avrebbe detto lo stesso Einstein o Planck è etica e morale ed è per questo che anche il cittadino comune ha il diritto di poter dire la sua proprio in base alla libertà di persona che è alla base della democrazia sociale degli stati occidentali dal dopo guerra.

    Per cui in base al concetto di liberta di persona la domanda è la seguente: questo essere umano in tutto e per tutto uguale a noi ha diritto o pure no di portare a compimento la sua crescita o pure in quello stadio della vita umana altri si possono arrogare il diritto di decidere in quanto lui non ne ha ne le capacità ne le possibilità da se solo? In altri termini ci possono essere vite di serie A e vite di serie B?
    Guarda che questa non è una provocazione è solo una presa d’atto della realtà.
    Io in altri tempi della mia vita non mi sarei posto nessun problema nel rispondere a quelle domande con un ….ma si indefinitifa quella non è propriamente una persona perché non pensa, non è autonoma ecc. ecc. Mi sono accorto però che così facendo negavo proprio il concetto scientifico che c’è alla base del ragionamento perché la scienza mi dice che non c’è differenza sotto il profilo biologico fra me embrione e me oggi.
    Per cui ecco che la il problema non scientifico ma appunto di ciò che si pensa e quindi filosofico-etico e in una democrazia il pensiero deve essere libero e non posso essere inficiato nel mio operare da ciò che penso altrimenti non siamo più una democrazia.

    Per cui la domanda a cui dobbiamo rispondere non è più se l’embrione sia o no persona ma: se esiste o no la libertà di coscinza in occidente?
    I miei cari amici “laiconi” che tanto si sono sempre affannati ad appellarsi alla tolleranza per far passare le loro battaglie, giustamente, come battaglie di libertà di coscienza con lo slogan: “io non lo farò mai ma se altri lo vogliono fare chi sono io per dirgli di no”; oggi si riconoscono ancora in questo diritto oppure no e negano nei fatti, a chi non ha il loro stesso punto di vista di esercitare la propria libertà di pensiero e di coscenza?

    Se oggi venisse meno la libertà di coscienza verebbe meno la democrazia per cui stiamo molto attenti a come si risponde a questa domanda non buttiamola in caciara con posizioni ideologiche.

    Quindi per riassumere :
    1) a livello scintivico non c’è dubbio che dal momento del concepimento ci sia già vita umana.
    2) ci sono due posizioni divergenti: a) quelli come me e tanti altri come me ai quali basta questo per dire che ogni persona umana ha il diritto di evolversi e nascere e per vivere e quindi morire con l’assistenza di tutti gli appartenenti al genere umano. b) ad altri, invece, come te non basta questo dato scintifico ma pensano che una persona sia tale se è capace o comunque se è nata o altre posizioni ancora (perché su questo punto ci sono molte versioni etico-filosofiche).
    Ora queste due posizioni sono estremamente divergenti fra loro ma nessuna delle due può dirsi unica verità.
    Esse hanno lo stesso valore sotto il provilo scientifico al quale te ti appellavi ma trovano la loro approvazione o negazione solo sotto il profilo etico-morale delle convinzioni che ogni persona ha.
    Insomma esse trovano valore o meno solo nella liberta personale di pensiero.
    Per cui l’unico modo per risolvere la diatriba in un paese che sia veramente democratico e laico non è imporre l’una o l’altra visione ma permettere di volta in volta che chi si riconosce nell’una o nell’altra visione la possino esercitare liberamente.
    Ecco perché oggi si rischia una vera deriva dittatoriale perché lo stato contrariamente a ciò che ci stanno dicendo ha smesso di essere laico ma si sta trasformando a poco a poco in stato materialista-positivista-ateo; la quale è comunque pur sempre una visione di vita ma non è l’unica mentre abbraciandola come tale si sta trasformando in stato etico che è il contrario di uno stato laico.
    Lo stato così ha iniziato ha varare leggi etiche che ben poco hanno a che fare con i poteri che il cittadino gli delega e si sta trasformando in uno stato dio poichè vuole imporre una visione unica del mondo cioè la sua e non rispetta la libertà dei cittadini che la pensino diversamente negandogli di fatto il diritto ad esercitare alcuni lavori almeno che non paghi pegno allo “stato dio”.
    Come vedi mio caro fasullo o la libertà di coscienza è tale e lo stato la garantisce, garantendo il diritto all’obbiezione di coscienza, oppure lo stato rinnega proprio ciò che dice di affermare cioé la democrazia e la laicità.

  12. Fasullo, hai la coda di paglia? Io presupponevo che il tuo intento fosse attaccare la religione; altrimenti, come spiegare le tue modalità di intervento?
    Ma se non ti è evidente, ritiro quello che ho detto.

    Quente, se non ha effetti abortivi non ne posso che essere contento. Però non posso fare a meno di trovare strano che una “pillola del giorno dopo” sia inefficace se presa dopo. WHO, AIFA, FDA eccetera sono sicuramente influenzate dalle politiche che hai detto – o forse dai soldi che ci sono dietro. Circa poi il “mancato impianto di un ovulo fecondato moralmente sovrapponibile a un aborto al secondo o terzo mese”, faccio notare che un male è un male a prescindere da quanto piccola sia la vittima. Seguendo il tuo ragionamento, l’omicidio di un anziano dovrebbe essere più grave di quello di un giovane, o quello di una persona grassa su una persona magra.

    In ogni caso vorrei far notare che il post NON AVEVA A CHE FARE con se la pillola del giorno dopo è o non è una pillola abortiva. Non si è mai nominata quella particolare pillola, e come certo sapete di farmaci abortivi ce ne sono diversi. Il post aveva a che fare con la volontà di un certo potere di perseguitare la visione religiosa della vita; negate questo, se potete.

  13. Non voglio entrare nel merito del discorso sull’aborto che abbiamo fatto mille volte, un po’ perché è evidentemente inutile un po’ perché secondo me la differenza morale tra un aborto e il mancato impianto di embrione non è questione di scienza o ideologia (anche perché ‘ideologicamente’ io dovrei essere indifferente a un aborto al secondo mese o addirittura all’ottavo se seguissi la linea dura dei Radicali) ma proprio di ‘bussola morale’.

    ‘Però non posso fare a meno di trovare strano che una “pillola del giorno dopo” sia inefficace se presa dopo.’

    Dopo l’ovulazione, non dopo il rapporto sessuale. Devi ricordare che il tasso di efficacia della contraccezione d’emergenza non è elevatissimo: forse proprio perché se l’ovulazione c’è stata l’impianto non è significativamente ostacolato.

    Provando a riassumere: la pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo, a fronte della possibilità puramente teorica di un mancato impianto (che è possibile con qualsiasi farmaco a base di progestinico). Rifiutarsi di prescriverla quindi non ricade nella obiezione di coscienza. E’ come se andassi da un farmacista con la ricetta del medico per un antibiotico, e lui non me lo desse per antipatia per la medicina allopatica.

    Comunque scusa Berlicche io capisco che per te le fonti ‘ufficiali’ e ‘autorevoli’ sono quasi tutte influenzate da ideologie a te avverse. Però devi renderti conto che
    a) la qualità delle tue fonti è spesso inaccettabile: dall’articolo che citi sembra che la farmacia si rifiutasse di vendere pillole abortive tipo la Ru486, e tutti i link sono ad altre pagine dello stesso sito (Lifenews) parlando semplicemente di ‘abortion inducing drugs’ quando da qualsiasi altra fonte si capisce che i farmacisti non vendevano il ‘plan B’ (Levonergestrel).
    b) in scienza non esiste un principio di autorità, ma una gerarchia dell’evidenza. L’opinione personale di un professore di ginecologia conta niente. Se uno crede che tutto il sistema sia distorto dall’ideologia e mette in discussione la letteratura scientifica mi chiedo come nella pratica possa fare il medico o il farmacista.

  14. Berli, se la pillola del giorno dopo non è abortiva ma è contraccettiva la storia dell’obiezione di coscienza regge poco. L’ho tirato fuori perché le due farmaciste hanno fatto protesta per non tenere in stock le pillole del giorno dopo.

    Quente: grazie per le precisazioni.

    david: non è un dato scientifico dire che un embrione è un essere umano come me e te, un embrione è un embrione un essere umano è un essere umano.
    Per lo stesso motivo, visto che comunque tutti moriremo, io non mi riferisco agli essere umani come “cibo per vermi”. Tanto meno mi riferisco agli umani come “polvere di stelle” visto che tutta la materia nell’universo è uguale.
    Però sì, lo ammetto, è un argomento scivoloso.
    Fermo restando che per me, prima di stamattina, era assodato che la pillola del giorno dopo fosse un contraccettivo proprio perché “scientificamente parlando” era cosa nota.

  15. @Berlicche: scusa non avevo letto quest’ultima parte della tua risposta: ‘In ogni caso vorrei far notare che il post NON AVEVA A CHE FARE con se la pillola del giorno dopo è o non è una pillola abortiva. Non si è mai nominata quella particolare pillola, e come certo sapete di farmaci abortivi ce ne sono diversi.’ a cui però ho involontariamente già in parte risposto nell’ultimo commento.

    L’articolo che citi tu (da Lifenews) parla di ‘abortion inducing drugs’. Non si è nominata quella particolare pillola perché è scritto molto male. Qualsiasi altra fonte che abbia trovato sul caso parla sempre dello stesso farmaco, cioè Plan B, che è un contraccettivo d’emergenza il cui principio attivo è un progestinico, sul cui meccanismo d’azione ho parlato prima. Ad esempio leggi qua: http://www.catholicherald.co.uk/news/2016/01/05/pharmacists-ask-supreme-court-for-review-of-conscience-on-contraceptives/ (fonte evidentemente non schierata contro i farmacisti).

    ‘Two pharmacists and a family-owned pharmacy have asked the Supreme Court to review a Washington state law that would force pharmacists to sell abortion-inducing contraceptive drugs. (…) They lost in July when a three-judge panel of 9th US Circuit Court of Appeals reversed a 2012 court victory that would have permitted them to refuse to fill prescriptions for emergency contraception drugs such as Plan B and ella, and to refer customers to other pharmacies that would fill them’

    Dire ‘abortion-inducing contraceptive drugs’ è più corretto ell’espressione ‘farmaci abortivi’ ma comunque, come abbiamo detto, è un po’ equivoco. Non sono farmaci che provocano aborto, sono farmaci che in linea teorica potrebbero in alcuni casi impedire l’impianto (come riconosciuto, a titolo cautelativo, dall’FDA), esattamente come altri contraccettivi orali per uso cronico.

    Ciò detto parliamo della sentenza (qua il testo originale: http://www.becketfund.org/wp-content/uploads/2015/07/Stormans-op.pdf). La legge del 2007 che è stata contestata limita i motivi per cui un farmaco non può essere fornito da una farmacia, e tra questi non mette l’obiezione di coscienza (non è che rende ‘illegale l’obiezione di coscienza’, la cui situazione legislativa per quanto riguarda l’aborto è riassunta qui: https://www.guttmacher.org/sites/default/files/pdfs/spibs/spib_RPHS.pdf. Né obbliga un singolo farmacista a consegnare il farmaco: l’onere è della farmacia, che quindi deve trovare il modo di esaudire la prescrizione, ad esempio con un reperibile. Ovvio che questo non è sempre fattibile ma ciò non rende meno errata l’espressione ‘rendere illegale l’obiezione di coscienza’). La prima sentenza della corte trovava questa legge discriminatoria nei confronti delle persone religiose (in sostanza andava contro violava il Free Exercise Clause; la seconda sentenza spiega perché così non è. Ad esempio qui:

    ‘The delivery requirement also applies to all prescription
    products—not just Plan B, ella, or other emergency
    contraceptives. In both trial testimonyand official documents
    accompanying the final regulations, Commission members
    expressed their expectation that the Delivery Rule’s effect
    would extend beyond Plan B, for example, by guaranteeing
    access to medications for HIV patients. Evidence before the
    Commission and at trial demonstrated that pharmacists and
    pharmacies had refused to fill prescriptions for several kinds
    of medications other than emergencycontraceptives. Specific
    examples included refusals, for a variety of reasons, to deliver
    diabetic syringes, insulin, HIV-related medications, and
    Valium.’

    The possibility that pharmacies whose owners object to the distribution of emergency contraception for religious
    reasons may be burdened disproportionately does not
    undermine the rules’ neutrality. The Free Exercise Clause is
    not violated even if a particular group, motivated by religion,
    may be more likely to engage in the proscribed conduct. See
    Reynolds v. United States, 98 U.S. 145, 166–67 (1878)
    (upholding a ban on polygamy despite the fact that polygamy
    was practiced primarily bymembers of the Mormon Church);
    cf. United States v. O’Brien, 391 U.S. 367, 378–86 (1968)
    (rejecting a First Amendment challenge to a statutory
    prohibition of the destruction of draft cards even though most
    violators likely would be opponents of war).’

    Viene citato in un altro punto un esempio opposto, in cui una legge è stata abrogata perché effettivamente violava il Free Exercise Clause, ovvero il divieto di sgozzare gli animali, perché (considerando il fatto che da tale legge erano esentate le macellerie kosher e halal) la legge di fatto colpiva solo gli adepti della Santeria che praticavano il sacrificio rituale.

    Per quanto riguarda la possibilità di essere indirizzati a un’altra farmacia: ‘When a drug is unavailable at a particular pharmacy,
    facilitated referrals help the customer receive the prescribed
    drug by traveling to another pharmacy where it is available.
    But the immediate delivery of a drug is always a faster
    method of delivery than requiring a customer to travel
    elsewhere. Speed is particularly important considering the
    time-sensitive nature of emergency contraception and of
    many other medications. The time taken to travel to another
    pharmacy, especially in rural areas where pharmacies are
    sparse, may reduce the efficacy of those drugs.’

    Il fatto che ci fossero altre 30 farmacie nel raggio di 5 miglia da quella degli Stormans non è importante: la legge è nazionale, non fa eccezioni.

    Tu puoi dire che è questa sentenza a essere frutto di una Corte Suprema ‘liberal’, qualcuno può dire che era quella prima a essere frutto di una Corte Suprema conservatrice. La verità è che i giudici della Corte Suprema non sono creature soprannaturali e imparziali (che poi, tu mi insegni, neanche gli Istari sono incorruttibili) e ogni loro giudizio è inevitabilmente influenzato dalle convinzioni. Come in ogni caso simile, la legge deve conciliare istanze contrapposte, concludendo con un giudizio che sicuramente scontenterà qualcuno.

  16. (PS la mia risposta è finita in moderazione, troppi link forse)

  17. Fasullo se un embrione non appartiene alla specie umana allora neppure io e te apparteniamo alla specie umana.
    Vedi come ti dicevo il problema sotto il profilo strettamento scientifico è presto risolto la pillola del giorno dopo evita l’annidamento dell’embrione e per dire che essa non è abortiva hanno usato lo stratagemma di dire che solo dall’annidamento in utiero dell’embrione in poi si può dire che è aborto. Questa è una posizione degna di rispetto ma sostenibile solo sotto il profilo etico-filosofico e non sotto il prifilo scientifico. Bada bene che le persone sono liberisseme di sostenere questa posizione io però voglio che anche coloro che hanno una visione etico-filosofica diversa possono esercitarla pena il decadere della democrazia e lo scadere in una stato etico e non laico.

  18. @Fasullo: “non è un dato scientifico dire che un embrione è un essere umano come me e te, un embrione è un embrione un essere umano è un essere umano”.
    Quindi un embrione umano non appartiene alla nostra specie? E miracolosamente “cambia specie” a un certo punto del suo sviluppo? E’ pacifico che un embrione umano non è un umano adulto come me e te. Ma scientificamente, fino a prova contraria, si tratta in entrambi i casi di un homo sapiens.

    Uscendo invece dall’ambito scientifico, la discussione è su quali esseri umani siano persone (quindi titolari di diritti): per me, la risposta ragionevole è “tutti”, per ragioni di continuità.

    Le parole sono importanti, e purtroppo nelle discussioni su argomenti “sensibili” ci sono molti esempi di parole ridefinite per portare acqua al proprio mulino. Come insegna il buon Orwell, se privi il tuo avversario dei termini con cui esprimere le proprie ragioni, hai già vinto… E quindi “aborto” definito in base a quello che succede alla madre, invece che al concepito; “essere umano” definito come “essere umano già nato”; e così via.

    P.S. seguo questo blog da qualche tempo ma è la prima volta che scrivo; ringrazio Berlicche per i tanti spunti di riflessione, e voi tutti per le animate discussioni.

  19. Raga, ma voi dite “mangio i semi di zucca” o “mangio una zucca” in maniera totalmente intercambiabile?

    david, nello specifico, parli un po’ troppo della scienza come una specie di entità che ha sempre ragione. La scienza è puramente descrittiva nn ha una posizione etica intrinseca, si limita a dire come le cose funzionano, le conclusioni a posteriori sono a carico di chi le sta analizzando.

  20. gattorandagio

    La discussione mi pare proceda su altri argomenti, comunque degni di essere dibattuti, anche se ho notato che quando si cerca di nascondersi dietro un giudizio “tecnico” ciò che manca innanzitutto è un giudizio etico (ma forse per ciò che riguarda solo il mio mestiere).
    Per quanto riguarda invece la vicenda, settimana scorsa la Chiesa cattolica ha fatto memoria di San Thomas More (o Tommaso Moro che dir si voglia), ammazzato il 6 luglio 1535 perché fece obiezione di coscienza al proprio Re.
    Noto con molto dispiacere che in mezzo millennio le cose sono cambiate di poco: allora ti toglievano la testa, ora il lavoro, ma la logica è ancora uguale, ahimè.
    Mi sa che avremo ancora tanto bisogno di molti San Thomas More.
    p.s. sono un po’ di parte, sia Moro che il suo omonimo Becket (quest’ultimo grazie anche alla “complicità” di T.S. Eliot) mi sono particolarmente cari, sarà poi che il servizio di leva l’ho svolto come obiettore di coscienza e pur con molti dubbi ritengo in questo di aver fatto una scelta giusta.

  21. Gentile Cachorroquente,

    nell’estratto del secondo documento medico da lei riportato (quello pubblicato in data 1 dicembre 2015) risulta che, in base ai rilievi e monitoraggi condotti dagli studiosi che l’hanno redatto, il principio attivo del contraccettivo di emergenza “if taken before the luteinizing hormone (LH) surge has begun, can inhibit the LH surge, thereby disrupting the ovulatory process”.

    Ora, leggendo alla voce “corpo luteo” di Wikipedia, si apprende che le cellule deputate alla produzione della luteina, cioé dell’ormone principalmente reponsabile di quella sorta di “ghiandola temporanea” (da Wiki) che è il corpo luteo stesso– definito ” molto importante nella prima parte della gravidanza (fino alla comparsa della placenta definitiva)” da Wikipedia, voce ‘Corpo Luteo’ — iniziano a innescarne la produzione solo dopo l’espulsione dell’ovocita, ossia ad ovulazione avvenuta.

    Come si concilia questa sequenza assodata di eventi nella formazione del corpo luteo, con l’affermazione secondo cui le pillole a base di levonorgestrel “CAN (dunque con una certa probabilità, non ogni volta) inhibit the LH surge, thereby disrupting the ovulatory process”? Come sarebbe a dire “thereby”? Non è pacifico che la comparsa della luteina E’ SUCCESSIVA ALL’ESPULSIONE DELL’OVOCITA, cioè che si rileva A OVULAZIONE GIA’ AVVENUTA?

    Forse il Prof. Mozzanega è poco attento agli studi pubblicati dalla Emergency Contraception Review, ma conserva buona memoria dei normali manuali accademici sui cui si è formato e su cui continua a formare i suoi studenti.

  22. xFasullo: grande confusione, eh? Usa quella scienza che invochi, e la zucca che nomini. Quella che tu chiami zucca non è “la zucca”, ma un frutto di una pianta appartenente alla specie es. “Cucurbita maxima”. I semi contenuti nella zucca stessa appartengono, o meraviglia, alla specie “Cucurbita maxima”. Se tu mangi una mano di un uomo mangi un uomo; se tu mangi un embrione, mangi un uomo. Se tu privi di cibo un homo sapiens adulto, che così muore, si chiama omicidio. Se tu privi di cibo un homo sapiens appena concepito, impedendo che si annidi, come si chiama? Caso? Aborto? Omicidio?
    Segnati questa: la vita non è un gioco di parole, e neanche la scienza.

    xQuente: sì, 3 o più link e manda in approvazione.
    Plan B è un progestinico, ella è invece ulipristal acetate, che altera i recettori del progesterone – quindi impedisce l’annidamento o peggio. Abortiva. Ugualmente anche la progestina modifica l’endometrio. Lo studio che tu hai citato riguarda il solo levonorgestrel.
    “ciò non rende meno errata l’espressione ‘rendere illegale l’obiezione di coscienza’”
    Quente, l’hai letta la sentenza successiva su quella legge? La legge è scritta apposta per togliere l’obiezione di coscienza senza mai nominarla. Come tagliare le gambe e lasciare liberi di camminare. Suvvia, un po’ di decenza almeno.
    La parte che tu citi della sentenza è quella precedente la parte che ho tradotto io nel post. Vale la conclusione che lì ho scritto. Per quei giudici, “rifiutarti di ammazzare qualcuno non è un tuo diritto.”
    “Dopo l’ovulazione, non dopo il rapporto sessuale”
    Ah, davvero? Secondo te allora “il giorno dopo” è il giorno dopo l’ovulazione? Strano, perché dalle pubblicità tutti sembravano intendere “il giorno dopo avere fatto sesso”. Chi è che prende per il naso?
    Facciamo due calcoli. Uno spermatozoo sopravvive circa tre giorni, un ovulo al massimo uno. Se l’azione è sull’ovulazione, questo vuol dire che, se presa “dopo”, nella migliore delle ipotesi (presa subito dopo) la sua efficacia è meno del 50%, cala al 30 il giorno dopo e così via. Collima con i dati?
    Altro pensiero cattivo: se è del giorno dopo, e ha una resa così bassa, davvero la fretta è così giustificata anche in una zona rurale? Te li vedi due agricoltori che, matidi di sesso, saltano sul trattore e si fanno 60 miglia per…ma andiamo.
    La legge “sicuramente scontenterà qualcuno”
    No, Quente: qui è fatta per colpire qualcuno.

    xGatto: living, and partly living…

    Grazie agli altri intervenuti

  23. E’ in commercio un prodotto che, spruzzato sugli stipiti delle colonne del palazzo, da lontano impedisce ai cani di avvicinarsi, da vicino li uccide all’istante. Il negoziante della strada accanto si rifiuta di vendermelo. Lo posso denunciare?

  24. @Marilù: io mi avvicino a una disciplina che non conosco (la ginecologia e l’endocrinologia dell’apparato riproduttivo) con umiltà. Purtroppo la scienza medica è ormai così complessa che è impossibile essere completamente generalisti: in particolare la fisiologia non è semplice come si impara al secondo anno di medicina ma un delirio di sistemi ormonali ridondanti, feedback, contro-feedback. Molti professori universitari, invece, confondono il piano di ciò che insegnano ai loro studenti con quello della Verità. Insisto nel ricordare che la contraccezione d’emergenza non ha efficacia al 100%, neanche si avvicina. Se sperimentalmente si è dimostrato che ‘Those who took EC on the day of ovulation or after became pregnant at the rate that would have been expected if no contraception had been used (11 women became pregnant, and 11 or 12 pregnancies would have been expected)’ io starei abbastanza tranquillo.

    @Berlicche: ammetto di aver scritto un’imprecisione, come dici tu l’ulipristal non è un semplice progestinico (di nuovo: non è il mio campo). Siccome è più efficace di Plan B, è possibile che il numero di gravidanze prevenute in più dipendano dall’inibizione dell’impianto. Allo stesso tempo, è altrettanto possibile che questo meccanismo sia sfruttato da un diffusissimo metodo di contraccezione naturale: l’allattamento al seno.

    Per quanto riguarda la sentenza, analizziamola prendendo separatamente i differenti ‘claim’ degli Stormans:
    1) Free Exercise Claim, cioè la violazione del principio della giurisprudenza statunitense per cui non possono essere messe in atto leggi che colpiscono la professione del culto. Come dice una sentenza precedente però ‘The right to exercise one’s religion freely, however, does not relieve an individual of the obligation to comply with a valid and neutral law of general applicability on the ground that the law proscribes (or prescribes) conduct that his religion prescribes (or proscribes).’.
    Quindi la Corte Suprema doveva dimostrare che la legge è neutrale e applicabile generalmente.

    Secondo i giudici il criterio di neutralità è rispettato perché l’obiezione religiosa non è l’unico motivo per cui alcuni farmacisti si sono rifiutati di dare dei prodotti (ivi inclusi farmaci per l’HIV, valium ecc.).

    L’applicabilità generale secondo i ricorrenti era inficiata dal fatto che una farmacia poteva non disporre di un farmaco per un sacco di motivi, salvo quello dell’obiezione religiosa/morale. In realtà l’obiettivo della legge è quello di garantire l’accesso rapido e sicuro al farmaco e ci sono un sacco di altri comportamenti sanzionabili da parte delle farmacie, non motivati dall’obiezione morale, che inficiano questo principio: ad esempio ‘ “not deliver the drug over the counter because it requires extra recordkeeping (e.g., Sudafed),” “not stock the drug because it is an expensive drug,” or “not stock the drug because it would attract crime”. (…) The fact that no one has filed a complaint with the Commission, to trigger its action, does not make the practices permissible under the rules. ‘.

    Inoltre, i farmacisti hanno accusato la legge di essere applicata selettivamente contro di loro e non contro le farmacie cattoliche (maledetti papisti!). Argomentazione a cui la Corte Suprema risponde semplicemente che nessuno ha esposto reclamo contro le farmacie cattoliche.

    Infine il ‘Due process claim’. Qua la parte legale è ben al di là della mia comprensione ma quello che ci interessa è quella finale che credo vada letta per intero perché la conclusione che hai citato tu (che c’era anche all’inizio della sentenza, per questo mi sono fermato a metà) si capisce un po’ meglio. In sostanza il ‘due process’ è inficiato dal fatto che colpisca un ‘fundamental right’, e nello specifico i ricorrenti dicono il diritto a non distruggere vite umane.

    Quello che i giudici dicono è che
    1) i farmacisti non hanno provato ad argomentare che i farmaci effettivamente distruggono vite umane, ma si sono limitati a dire che questa è la loro sincera convinzione.
    2) la legge del 2007 non riguarda tutte le persone o meglio nessuna persona ma delle imprese commerciali (‘ the delivery of medication only by pharmacies, which are professional businesses subject to licensing and regulatory requirements.’)
    3) un fundamental right dev’essere (citando una sentenza precedente): ‘objectively, deeply rooted in this Nation’s history
    and tradition and implicit in the concept of ordered liberty,
    such that neither liberty nor justice would exist if they were
    sacrificed’.

    Con queste premesse, la conclusione è che il ricorso dei farmacisti non è valido perché:
    – la legge non colpisce selettivamente il diritto di espressione religiosa
    – non limita un diritto fondamentale (che sarebbe stato quello di un’impresa regolamentata a livello federale di offrire un servizio che, nell’opinione del suo proprietario, è lesivo di una vita umana)

    Questa sentenza distrugge l’obiezione di coscienza negli Stati Uniti? Personalmente non credo. Vedremo.

  25. Gentile Cachorroquente,

    mi spiace, sul serio, di averLe dato l’impressione di arroganza e mancanza di rispetto per la complessità (e anche per la paziente, grandiosa fatica) della scienza medica alle prese con gli enigmi, a volte davvero intricatissimi, della vita e dell’organismo umano in particolare. Mi scuso, dunque, per i modi un po’ troppo sbrigativi cui sono ricorsa pur di puntare bene i riflettori su quello che mi pareva essere il nodo cruciale della questione.

    Ciò detto, devo ribadire che la presenza del corpo luteo è, come fatto certo e assodato al di là di ogni dubbio, successiva all’espulsione dell’ovocita, e questo perché esso deriva la sua stessa esistenza dalla trasformazione del follicolo ovarico in qualcos’altro, cioé proprio in quella “ghiandola temporanea” nota come corpo luteo. Esso è di vitale importanza, nei primi tre mesi di gestazione, per il sostentamento della morula-blastocele-blastocisti prima che questa, tramutata in embrione e placenta, acquisti una certa autonomia e renda quindi superato e inutile il ruolo del corpo luteo.

    Una volta stabilito questo, anche “solo” la minima probabilità (riconosciuta — suo malgrado — anche dallo studio da Lei menzionato, proprio in quell’ambiguo, stranamente impreciso brano che ho ripreso nel mio precedente commento) che il levonorgestrel interferisca con la creazione del corpo luteo e dunque con la capacità, per l’essere umano nei primissimi stadi di vita intrauterina, di nutrirsi e proseguire il suo normale sviluppo, mi costringe a considerare questo ‘farmaco’ come POTENZIALMENTE, anche se non certissimamente, ABORTIVO.

    Ci tengo a sottolineare che questa convinzione è frutto di una riflessione basata proprio sui dati sperimentali da Lei riportati (oltre che su una rapida ricognizione dell’argomento “ripduzione umana” sul manuale di Anatomia & Fisiologia di Seeley, Stephens e Tate, del 1992) e non di un vago timore superstizioso alimentato da pregiudizi ideologici, privi di fondamenti obiettivi e unanimemente condivisi.

    Berlicche,

    grazie a Lei, e molto, per la precisione e competenza con cui ha elencato esistenza e raggio d’azione di altre “pillole del giorno dopo”, basate su principi attivi diversi dal levonorgestrel e ancora più micidiali di quest’ultimo.

  26. FedericoFasullo

    A Berli, mi prendi in giro? È ovvio che gli embrioni appartengono alla specie umana, ma nn puoi usare la parola embrione al posto della parola uomo. Se uccidi un embrione uccidi la mano di un uomo? Perché questo mi stai dicendo.

    Federico Fasullo

  27. errata corrige: “privi di fondamenti obiettivi e NON unanimemente condivisiBILI”.

    “riproduzione umana” invece che “ripduzione umana”.

  28. Fasullo, sei tu stesso che ti prendi in giro. “Embrione”, nel nostro caso, è abbreviativo per “uomo (homo sapiens) nella fase embrionale”, esattamente come “vecchio” è “uomo (homo sapiens) nella fase adulta avanzata”. Se pensi diversamente allora devi indicarmi esattametne il momento in cui si entra a far parte della nostra specie, fornendone naturalmente le prove scientifiche. Su, fallo.
    Quanto alla mano, essa è parte di un uomo; come gli occhi, che potresti usare per leggere meglio le mie repliche e il cervello che dovresti usare per capirle, evitando di scrivere a sproposito “questo mi stai dicendo”.

    Quente, il punto è che quei particolari giudici non credono che rifiutarsi di contribuire ammazzare bambini sia un diritto, tale che “ordered liberty, such that neither liberty nor justice would exist if they were sacrificed’”. Io, e altri, sì. Non è annegando la norma liberticida entro altre norme e dicendo quindi che è generale da un lato, dall’altro dicendo che riguarda imprese commerciali – ma colpendo le persone che ci lavorano – che la sostanza del provvedimento, colpire chi obietta al potere, può essere sminuita. Il medesimo trucco legalistico può essere appliciato a qualsiasi mostruosità il potere possa chiedere successivamente, e lo sarà fintanto che ci saranno giudici disposti ad avallarlo a prescindere. Datti una scorsa alle obiezioni dei giudici di minoranza. Se tu sei convinto che un embrione non sia una vita umana, o meglio, se preferisci volontariamente permettere la distruzione di quelle vite per tua convinzione ideologica, non saranno certo le prove oggettive che ti convinceranno di qualcosa di differente. Guarda le obiezioni di Fasullo, che non riescono a reggere un secondo davanti alla logica, ma che continua a fare come una sorta di riflesso pavloviano senza capire o voler capire il nocciolo della questione.
    Come sempre è un problema di libertà: se credere alla realtà, o alla propria idea.

  29. io non lo sapevo che “ghianda” è abbreviazione di “quercia”.

    si impara sempre qualcosa, qui; grazie.

  30. A che specie appartiene la ghianda, R&S? Contento di averti insegnato qualcosa.

  31. Tutta la discussione non avrebbe motivo d’essere alla luce del fatto che si fa contrasto anche al profilattico, non è quindi questione di fecondazione o meno.
    A che specie appartiene, dmitri, lo spermatozoo? Ah, ecco.
    Non mi convince, ma non fa una piega.

  32. Un embrione non è uno spermatozoo. Un embrione è il risultato del concepimento di uno spermatozoo e di un ovulo, quindi la critica di r&s (come al solito) è inconcludente.

    Quanto al preservativo, è proprio l’uso spropositato che se ne fa che porta ad un aumento dell’incidenza dell’aborto: tutto ciò per la statistica compensazione del rischio. L’uso del preservativo non fa che fomentare la cosiddetta “mentalità contraccettiva”, e quindi anche il ricorso all’aborto e alla pillola del giorno dopo, visti come “rimedi” ad un caso di contraccezione andata male.

  33. @ago86: come per la droga, si comincia con uno spinello.

  34. Lode e gloria al dio copula, scopo e luce della vita mortale, unico motivo per cui valga la pena vivere in questa valle di lacrime e sottoporsi anche allo squallore e all’umiliazione, se occorre. E sia mai che i suoi seguaci si debbano scontrare con il motivo per cui detto dio esiste!

    Non è forse così?

  35. “è proprio l’uso spropositato che se ne fa”

    Come in tutte le cose, è sempre una questione di misura. Due volte con condom su dieci rapporti, bene; dieci su dieci, male. Nel secondo caso lo si vede proprio che lo fai solo per vizio.

  36. quanto all battaglia di gavettoni sono d’accordo: l’uso del preservativo è spropositato; vendono dei palloncini colorati che sono molto più economici, oltre che meno imbarazzanti davanti ai più piccini

    gli altri usi che mi sovvengono sul momento (scusatemi ma le mie nozioni dirette sono stagionatelle ormai) sono:

    – la prevenzione dell’aborto (che, non si dimentichi, per alcuni pensatori disinvolti equivale all’omicidio)

    – la prevenzione di alcune fastidiose infezioni.

    …quale di questi usi è spropositato?

  37. Per quente: la prolattina, nelle giuste quantità, agisce a monte dell’ovulazione. Le ovaie vengono messe a riposo, non c’è alcuna ovulazione. Se l’ovulazione avviene, non c’è alcuna azione della prolattina (che se l’ovulazione è avvenuta, evidentemente non era abbastanza) sul corpo luteo e la proliferazione dell’endometrio. Quindi non c’entra proprio niente.

  38. @Cacciatrice di stelle: non so dove tu possa trovare la certezza nell’affermare ciò. L’argomento non è studiatissimo ma la possibilità che, ripristinata l’ovulazione, la fertilità sia comunque ridotta dall’allattamento per l’inibizione della fase luteale non mi pare fantascientifica (ad esempio qua: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12311528). Non credo che la Divina Provvidenza sia una valida argomentazione per la tua posizione, considerando l’altissimo tasso di aborti spontanei del primo trimestre, che evidentemente rientrano in una ‘strategia’ naturale per evitare di portare ulteriormente avanti la gravidanza di feti malformati; qualche impianto fallito in corso di allattamento mi pare una goccia nell’oceano. Secondo me, per rispondere anche a @Berlicche, la comparazione all’omicidio di un farmaco (diciamo pure Ella anziché Plan B) che rischia significativamente di distruggere un ovulo fecondato è moralmente insostenibile. L’unica posizione che riesca a far convivere il mio senso morale e le mie conoscenze scientifiche è quella che differenzia il prodotto del concepimento dell’essere umano formato, e diverse fasi di sviluppo del prodotto del concepimento. Rispetto le convinzioni di chi non è d’accordo con me, ma rivendico il diritto della legge di prendere una posizione e di regolamentare i fornitori di servizi sanitari, che non sono delle imprese private qualsiasi.

  39. Complimenti ai vari trollini (commovente vederli muovere sempre in gruppo) per i funambolismi pur di non voler parlare dell’argomento del post. Mi piacerebbe solo sapere se qualche volta non vi prenda un attimo di angoscia, a dovere faticosamente fare la parte dei servi del potere che devono a tutti i costi impedire certi discorsi, o se un adeguato stipendio cancelli tutti i vostri dubbi (perché so che qualcuno viene pagato. Voi no? ahi ahi!)

    xQuente: Non è studiatissimo? Non ero intervenuto prima (me ne ero dimenticato), ma cacciatrice ha più che ragione: normalmente l’ovulazione si interrompe durante l’allattamento. Pensavo fosse più che assodato e che tu semplicemente non lo ricordassi.
    Quanto al resto: ti credi immortale? Io morirò, tu morirai, e che questo avvenga durante il primo trimestre della mia vita o il decimo decennio dipende da tante cose, ma sicuramente avverrà. Proprio tu, lavorando in ospedale, dovresti saperlo bene. Altro è che qualcuno mi ammazzi prima. Se no derubrichiamo direttamente l’omicidio a normalità. Il moralmente insostenibile, a mio parere, è cambiare la definizione di coloro la cui vita non è meritevole di essere protetta a seconda di quanto ci conviene. Esattamente quando è che posso ammazzare qualcuno? Cos’è che fa di un uomo un non uomo, o un uomo non protetto? Tanti, nei secoli passati, hanno dato risposte diverse, identificando con età, perfezione fisica, razza, appartenenza politica o religione questo discrimine. Io rispondo: niente. Tu, a quanto sembra, hai una risposta diversa. In bocca al lupo per la tua “morale”, compagno spartano.

  40. Caro Quente, scusa, ma proprio non riesco a capire qual è per te la differenza tra “il prodotto del concepimento dell’essere umano formato, e diverse fasi di sviluppo del prodotto del concepimento”. Non ci vuole un genio o un medico per riconoscere facilmente che, se impedisci ad un embrione di annidarsi e di crescere, ottieni (salvo aborti spontanei) lo stesso effetto dello smaciullamento di un feto, di uno o 8 mesi. No?

  41. “pur di non voler parlare dell’argomento del post”

    Porta pazienza, Berlicche, che per me è un periodaccio.
    Tra lavoro, impegni famigliari ed altre facezie, recentemente gli unici momenti di svago sono la Settimana (quando espleto) e la lettura a campione dei commenti a questo blog (cliccando a caso sulla lista dei recenti). Va da sè che non ho idea di quale esattamente sia il tema del post (e anche se lo sapessi, e mi pigliasse, non avrei tempo da dedicarci).

    “commovente vederli muovere sempre in gruppo”
    Sì, e così che ci piaci, a noi, visionario.

  42. L’allattamento causa amenorrea, quindi interruzione dell’ovulazione; in questa fase è un contraccettivo piuttosto efficace (accettato dal Vaticano). Quando è portato avanti a lungo (e il bambino è parzialmente svezzato) l’ovulazione riprende ma la fertilità può essere comunque ridotta (come l’efficacia della fecondazione in vitro). L’effetto potrebbe dipendere dall’inadeguata proliferazione dell’endometrio. Stiamo parlando di possibilità, ma questo vale anche per la contraccezione d’emergenza.

    Per quanto riguarda
    ‘Esattamente quando è che posso ammazzare qualcuno? Cos’è che fa di un uomo un non uomo, o un uomo non protetto? Tanti, nei secoli passati, hanno dato risposte diverse, identificando con età, perfezione fisica, razza, appartenenza politica o religione questo discrimine. Io rispondo: niente. Tu, a quanto sembra, hai una risposta diversa.’
    secondo me semplicemente la tua definizione di essere umano (entità biologica con un codice genetico individuale) è inadeguata, perché comprende anche un individuo di cui è stata dichiarata la morte cerebrale in attesa di espianto degli organi per donazione ma anche le cellule della signora Henrietta Lacks che vivono nei laboratori di mezzo mondo. L’elevazione a principio assoluto del concetto di ‘sacralità della vita umana’ secondo me non permette di risolvere in maniera accettabile numerosi dilemmi bioetici. La mia individualità genetica è un’ente mortale e deperibile, ma la sua fine può essere più traumatica (ad esempio nei miei trent’anni sotto un autobus), o meno traumatica (nel primo trimestre di gestazione o per sospensione dei trattamenti a novant’anni dopo una lunga malattia).

  43. Quente, sembri non capire completamente la questione della contraccezione. Un conto è la naturale disposizione dell’uomo a concepire, o non concepire secondo i ritmi del corpo; un altro la forzatura in un senso o nell’altro a seconda del capriccio del momento. In un certo senso è la stessa differenza che c’è tra morire naturalmente e omicidio.
    Cosa comprenda la mia definizione di essere umano evidentemente non ce l’hai ben chiara, dato gli esempi che fai, quindi dovresti essere un poco più prudente nelle tue affermazioni. Dire che alcune cellule sono un individuo equivarrebbe a dire che ogni capello che perso è un piccolo me; una persona decisamente morta cerebralmente è il corpo d un individuo. Detto questo, eviti accuratamente di pronunciarti positivamente con una definizione tua preferendo limitarti a criticare, forse perché sai che ti posso stroncare con argomenti reali. In ogni caso siamo decisamente OT, e non ti chiederò altro.

  44. “KI TI PAKAAAA??!!??undici?!!!”

    diavolo d’un berlicche…

    dopo appena setteotto anni che mi ricreo qui, m’hai scoperto subito:

    mi paga il cartello dei preservativi.

    (ma sto pensando di dare le dimissioni: il fatto è che mi pagano cambiomerce, e all’età mia capirai anche tu…)

  45. Caro Quente, hai ragione, ma allora aggiungiamo uno o due aggettivi: entità biologica vivente e crescente dotata di un proprio codice genetico. Così va meglio?
    La tua fine potrà essere più o meno traumatica, ma nel caso di una IGV sei tu che arroghi il diritto di decidere per qualcun altro, che tra l’altro non si può né difendere né esprimere il proprio parere. Non mi sembra così difficile da capire.
    “L’elevazione a principio assoluto del concetto di ‘sacralità della vita umana’ secondo me non permette di risolvere in maniera accettabile numerosi dilemmi bioetici”: vallo a dire al bambino che sta per essere maciullato nella pancia della madre. Qui c’è in gioco la vita di un bambino e noi ci facciamo le seghe mentali sul concetto di sacralità della vita e sulla definizione di essere umano: discutiamone pure, ma non dimentichiamoci della realtà, la realtà che chiunque dotato di due occhi non può negare: siamo stati tutti embrioni e siamo qui a scrivere anche perché nostra madre non ha preso pillole e non ci ha “interrotto volontariamente”!

  46. “pur di non voler parlare dell’argomento del post”

    Non ho interesse a fare un discorso su delle premesse sbagliate. Le farmaciste si sono comportate in una maniera errata e nessuno sta perseguitando nessuno a mio avviso.

  47. Come si è visto nella discussione, Fasullo, erano le tue premesse ad essere del tutto errate. Chissà se dentro di te lo ammetti o no, e se ne trai le conseguenze.

  48. @ Cachorroquente
    @Cacciatrice di Stelle

    Mi spiace, Cachorroquente, ma sulla base del resoconto sperimentale riassuntivo di PubMed da Lei linkato il 3 luglio scorso alle 19:14, non mi sembra risalti con chiarezza la possibilità, comprovata da dati oggetivamente rilevabili, che il 45% delle donne che ritornano ad avere mestruazioni — associate ad ovulazione — nonostante il prolungarsi dell’allattamento, la mancata fecondazione degli ovuli (la cui presenza è stata, suppongo, accertata da rilievi di particolari ormoni nelle urine, come accennato nella premessa del documento) sia dovuta CON CERTEZZA alla mancata formazione di un corpo luteo. Le puerpere partecipanti all’esperimento, oltre a giornalieri esami delle urine, si sono sottoposte anche a quotidiani test di gravidanza? Se no, come possono i ricercatori affermare che l’infertilità di quelle donne in quel particolare periodo POTREBBE essere imputabile a mancanza di luteina e corpo luteo? In altri termini, gli studiosi hanno la certezza che in quel 45% di casi osservati di mestruazioni in presenza di ovulazione, si aveva, ALMENO in una parte di detti casi, la presenza di ovuli fecondati, e non di ovuli e basta?

    In caso contrario, più che di possibilità e di ipotesi, scientificamente ammissibili, mi sembra che qui si debba parlare di illazioni indebite.

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