XII – Non Credo…nel Crocefisso

Di tutte le cretinate che il Nemico-che-sta-lassù ha fatto, certamente la peggiore è aver voluto farsi ammazzare. Un dio che si lascia uccidere? Da creature mortali? Scherziamo? E’ rovesciare l’ordine delle cose, dimenticarsi della propria dignità. Un Figlio senza Rispetto per il Padre, un Padre che abusa del Figlio.

Sì, abbiamo premuto per farlo condannare alla crocefissione, ma non era solo per odio. Noi speravamo che lo shock lo aiutasse a ritrovare serietà, in modo che potesse comprendere che a quei miseri umani di lui non importava niente.
Davvero ci aspettavamo che arrivassero giù tutte le legioni angeliche a cauterizzare con il fuoco la città. Lo flagellavano, e noi lì a scrutare il cielo: niente. Gli ficcavano a forza spine nel cranio, e non arrivava nessuno a salvarlo. Noi, sempre più a disagio, non capivamo: perché non scappa? Perché non li disintegra?
Glielo abbiamo anche detto: il paparino ti ha lasciato solo? Non ti preoccupare: ci siamo qui noi. Pronuncia una sola parola e ti assicuriamo piena vendetta. Facciamo a fettine giudei e romani e ti innalziamo un trono fatto con le loro ossa. Quelli sono bestie, non uomini: e non c’è comunque molta differenza.

Ci credereste? Non ha mosso un dito per salvarsi, da lassù non è arrivato nessuno. Si è portato la croce a spalle, ce l’hanno inchiodato, e noi a guardarlo divisi tra la goduria e l’orrore. Adesso scende giù, adesso scende giù…
Non è sceso. Si è caricato di tutto quello che noi gli avevamo mandato addosso per stroncarlo, come stronchiamo tutti gli uomini: il peso delle attese inutili, dei tradimenti, dei desideri negati, del disinteresse, della malvagità e dell’odio puro e semplice. Se l’è preso su di sé, e ci è morto.
Tutto quel male, andato con lui. Perduto.

“Oh, perdonali, paparino…” Pietà solo per i suoi cocchini; quando ci abbiamo tentato noi, mica ce l’ha avuto tutta quella misericordia.
Forse perché noi sapevamo benissimo quello che facevamo.

Ci ha presi davvero in contropiede. Avevamo investito tanto in questa morte, e lui ha reso vano il nostro sacrificio. Ma noi non ci arrendiamo: ha voluto morire in quel modo orrendo? E noi facciamo in modo che sia stato tutto inutile. “Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mori e fu sepolto“? Quella riga del Credo deve essere cancellata, o almeno ridetta con incredulità completa.

Intanto, siamo sicuri che sia morto davvero? Va bene, va bene, noi eravamo là; ma gli umani di oggi no.

Magari non è mai successo. Magari ha fatto finta. Magari è stato un trucco. Magari era tutto combinato. Magari è stato in coma per un po’, ma poi è guarito ed è andato in India a fare il guru, o il pizzaiolo a Napoli. Magari non era lui, ma un’illusione, un angelo, un tizio qualsiasi con cui l’hanno sostituito.

Non ditemi che sono deboli scuse, che i fatti dicono altro. Mezzo mondo crede davvero ad una delle fregnacce che ho appena elencato. Anche la mente dei mortali si ribella all’assurdità di un dio torturato e assassinato, ed è disposta a bersi qualsiasi cosa pur di sfuggire a quel fatto: avere ucciso il loro creatore.

Le balle di cui sopra tornano utili con quelli che cristiani non sono. Noi però dobbiamo pensare a tutti. Soprattutto ai suoi seguaci, che sono quelli che ci interessa di più dannare. Anche per loro quella croce è uno scandalo. Come dare loro torto? Assecondiamoli. Via tutto il sangue, via i lividi, i buchi e la carne strappata; che la coroncina di spine abbia un aspetto innocuo, i chiodi siano appena accennati. Il Falegname appeso alla croce deve avere l’aria di uno che è appena uscito dal parrucchiere, gli occhi languorosi, il corpo tonico. Il fedele deve credere che lassù ci sia capitato per caso, passeggiando. Una croce che non è più strumento di tortura, non è più segno, ma simbolo.

Ad un simbolo puoi fare dire quello che vuoi. Pace! O Guerra. Due linee incrociate, semplici da disegnare, da cucire su una bandiera o uno scudetto. Una volta tolto quello scomodo dio da sopra, ovviamente.

Facciamogli dimenticare chi è stato appeso a quel legno. Banalizziamolo. Rendiamolo un ideale da perseguire, un vessillo da innalzare, distaccato dalla ragione e dalla storia. Una giustificazione per ciò che vogliono. Saranno davvero convinti che la loro moralità coincida con la croce. Nel segno di quella croce sarà tutto permesso.

Poi c’è il passo successivo.  E’ morto, umani, fatevene una ragione. E’ stato un grande personaggio, uno dei più grandi, via, con delle magnifiche idee che, sotto certi aspetti, assomigliano alle vostre. Se sono un poco diverse, in fondo non è un problema: lui è morto, non è che arriverà a rimproverarvi. Bisogna interpretare, adattare ai tempi. Cosa direbbe il Nazareno se tornasse adesso? Proprio quello che vogliamo fargli dire. Peccato che sia defunto e non possa confermarlo.

E’ finito tutto lì, morto e basta. Sepolto. Adesso tocca a voi portarne gli ideali, adattare il suo messaggio al mondo di oggi. Non vi mancherà il nostro consiglio in proposito.
Perché, vedete, in fondo lui ha fallito. La croce è stato un fallimento. Lui, una divinità? Ma fatemi il piacere. Sarebbe rimasto lassù, fosse stato tanto potente? Voi, che avreste fatto? Invece è stato abbandonato. Da tutti. Da quel padre di cui non conosceva davvero la pasta, dai discepoli uno peggio dell’altro. Ma non è tutto da buttare via. Ha detto anche cose intelligenti.

Umani, quella croce è certo un simbolo inquietante, quindi meglio dimenticare cosa significa. Togliete quel cadavere di mezzo, seppellitelo e scordate che sia vissuto davvero. Vi sono rimaste le parole, no? Tutte quelle parole, dentro i libri, e tutte le altre che ci avete messo intorno. Nessun bisogno di alcun messia reale, meno che meno di una divinità. Non esiste una verità per cui valga la pena di morire. Toglietevi dall’illusione, mettete il falegname nella tomba e dimenticatelo. Ispiratevi a lui, ma con prudenza, per ciò che vi fa comodo, lasciate perdere il resto. Fateci una croce sopra.

Ah no, quella meglio di no.

293-crocifissione_mantegna

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 21 giugno 2016 su Non Credo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Ciao,
    Sono rimasta male e addolorata del orrore di posts di giovani crocifissi in Siria e Iraq. Studenti cristiani e musulmani uccisi crudelmente in Kenia nuovamente.
    E l Occidente “civile ” a guardare!
    Anche se è vero che chi avrà lavato la sua veste nel sangue segue le orme di Gesù il Redentore di tutti. .

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: