Tranquilli

Poco meno di quattrocento anni fa, il mio piccolo paese piemontese, Leinì, versava in una situazione miserevole. Da tempo vi era la guerra, e gli eserciti spagnoli e francesi avevano alternativamente a più riprese saccheggiato l’abitato e le campagne, “compiendo ogni genere di ignominie”.

Allora non c’erano ballottaggi che tenessero: le armi e i potenti decidevano chi avrebbe regnato. All’inizio del 1630 era giunta anche la peste. Due anni prima la cittadina aveva mille abitanti; alla fine di quell’anno erano un terzo. La tradizione racconta che dal morbo si salvarono solo tre famiglie, anche se dai registri sembra che furono di più. L’anno seguente, pur in assenza di riscaldamenti globali, ci fu una grandinata di tali proporzioni che devastò non solo quanto di alberi e coltivazioni aveva resistito ai predoni e alla guerra, ma persino le abitazioni.

In questo contesto ad un povero sordomuto della famiglia Regina apparve, il 1 giugno, la Vergine Maria. Lo guarì e gli annunciò che la peste sarebbe finita presto.

Il fatto destò grande sensazione; fu stabilito di interrompere la costruzione della chiesa di S.Giovanni che andava già sorgendo nell’abitato per erigere invece un santuario sul luogo dell’accaduto. Completato in fretta, oggi è noto come Beata Vergine delle Grazie, popolarmente “la Madonnina”. Se in occasione del tricentenario si radunò una folla immensa, di quell’apparizione oggi spesso anche i leinicesi si rammentano poco o nulla.

Quando leggo le cronache di quegli anni mi dico che, in fondo, il tempo presente non è poi così male. La stoffa degli uomini non è cambiata molto da allora. Se oggi la morale ci sembra a pezzi, anche all’epoca di confusione ce n’era parecchia. La memoria e la ricerca del bene non è il nostro forte.

Non c’è da agitarsi per i tempi; guasti e guastatori imperversano, ma la salvezza arriva. Siamo uomini in una storia millenaria. Storia che forse non riporterà i nostri nomi, ma quelli sono scritti altrove.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 17 giugno 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 13 commenti.

  1. Grazie Berlicche, ogni tanto passo da Leinì per lavoro e andrò a salutarLa!

  2. Sono vecchio e ho quasi 70 anni e la probabilità che vengo a Leinì è infinitesima per non dire zero. Ma la prossima volta che vieni tu a Roma scrivimi (tu possiedi l’email di tutti) e io ti invierò il mio telefono affinchè tu possa contattarmi e accettare di venire a cena con me, se insieme ai tuoi famigliari meglio ancora.

    Ciao

    Mario

  3. fede speranza e carita’ oggi come allora

  4. Grazie! Anche perché faccio collezione di questi interventi nella storia e delle loro tracce materiali e immateriali. E i miei rispetti all’ammiraglio :-)

  5. Bellissimo post, molto significativo e istruttivo anche per questi tempi.

    “ALLA FINE, il mio Cuore Immacolato trionferà”, ha promesso la Regina per antonomasia. Fa tanto bene rovistare nei cassetti della Storia per ritrovare, più profumati dei foglietti alla lavanda, i fogli di lettere come questa.

    Grazie, Berlicche.

  6. Tutto vero: guerre, persecuzioni, catastrofi climatiche, eresie e pestilenze, tormentano l’uomo da sempre.
    Consoliamoci dunque.
    Ma ora che stiamo distruggendo quelle due o tre cose che ci hanno salvato in passato, davvero possiamo illuderci di non star peggio dei nostri predecessori?

  7. a Tranquillo, se dice a roma, j’hanno… (a me non crederesti, chiedilo a Mario).

    (“ALLA FINE, il mio Cuore Immacolato trionferà” ah. e allora perché ci diamo tanto da fare?)

  8. Alla fine il mio cuore immacolato (senza macula, senza macchiolina alcuna neppure usando il microscopio) trionferà e chiedete a Mario il perché è soprattutto di cosa preoccuparsi

    Ebbene il perché è che Maria tua madre ti ama e ormai alla mia età mi sento di darle ragione e soprattutto il paradiso e’ bello se ci sei tu. (tu R&S) altrimenti quella lì (che nel francese dei Pirenei – Bernadette – si traduce Acquero’) si fa triste in volto (ciò nonostante e’ sempre bellissima) e piange paradiso o non paradiso. La gioia sta più nei cuori che negli habitat. Prega per noi peccatori (io, te, Berlicche, Aleudin, Marilù,Eppe, etc etc) adesso è nell’ora della nostra morte il quale non è una retta e neppure una semiretta ma un segmento finito e misurabile e forse addirittura in millimetri e non in km o anni luce.

    Ecco di cosa preoccuparsi e meno male che Maria (e non solo lei) farà carte false specie negli ultimi 60 minuti (…. nell’ora della nostra morte)

  9. Grazie mille Mario, nel mio caso le carte dovranno essere sfrontatamente false, in quelle tue, di Aleudin, di Marilù e di Berlicche basterà un ritocchino. Per R&S ci sarà una grande festa, basta che lui voglia venire.

  10. @ Eppe

    Lei sì che sa come rendermi invidiosa, caro Eppe!

    Ecco, e adesso? Altro che ritocchino, qui mi ci vorranno gli imbalsamatori di Tutankhamon….

    “Maledette piramidi” (e obelischi), con licenza di Terry Pratchett, un volta di più! Stanno talmente in mezzo ai piedi che come si fa a non inciamparci? Dio solo lo sa.

  11. Sono passato questa mattina da Leinì e sono andato a salutare la tua “Madonnina”. Peccato che il bel santuario dalla linda facciata e dal campanile dall ‘aria vissuta fosse chiuso… Ho appreso che l’antica grafia di Leinì prevedeva la y (Leyni). Come mai l’avete persa?

  12. Eppe, idiozia. Adesso ci han tolto pure l’accento.
    Ci sono stato stamattina, quando era aperta…

  13. Incuriosito, ho visto qui: http://www.gioventurapiemonteisa.net/determinazione-denominazione-del-comune/ che “y” e accento sono stati cancellati dal podestà dell’epoca (1937 -1939). La decisione è stata riconfermata dal vostro Consiglio comunale nel marzo 2009, ma contemporaneamente il Consiglio ha dato mandato al Sindaco di fare istanza al Presidente della Repubblica per riavere l’accento: “….DI fare voti al Presidente della Repubblica ed al Presidente del Consiglio dei Ministri, autorizzando il Sindaco a presentare apposita istanza, al fine di verificare la possibilità della rettifica del Regio decreto 12.4.1939 n° 925, ripristinando l’antica denominazione in Leinì.” Se l’istanza è davvero stata fatta (non ci scommetterei) puoi sperare che adesso Renzi vi ridia l’accento in cambio di un “sì” al referendum costituzionale…

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