XI – Non Credo che si sia fatto uomo

Non c’è che dire: gli uomini si adattano a qualsiasi cosa. Proprio come gli scarafaggi.

Apprendono che il creatore si è fatto uomo come loro e ci si aspetterebbe che stramazzassero a terra per la notizia. Oppure si stupissero, schizzassero su, gioissero, brindassero. E’ una novità sensazionale, rivoluziona il loro modo di vedere la realtà, ha conseguenze immense per il vivere.

Invece i mortali dicono “Ah, sì?” e tornano a fare ciò che facevano prima. Lo vedete quanto sono stupidi? Non si meritano tutta la fatica che il Nemico-che-sta-lassù ha profuso verso di loro. Noi demoni, invece, prendiamo l’incarnazione molto seriamente. Non crediamo sia servita a niente, ma vogliamo esserne assolutamente sicuri. Non smetteremo mai di batterci per fare sì che sia proprio così e sia possibile rimuovere il versetto corrispondente dal Credo.

Perché problemi ce ne pone. Finché si rimane nell’ambito delle grandi costruzioni filosofiche, intellettuali, sui concetti e sulle elucubrazioni mentali a noi non ci batte nessuno. Poche cose ci danno più soddisfazione della costruzione di una visione della realtà senza alcun fondamento nella stessa. Fantasia a scopi pratici, è chiaro. Da rivendere al genere umano. Basta che sia appena un poco verosimile e, con l’adeguata pubblicità, possiamo renderla la moda del momento.

La carne, invece, è tutto un altro problema. Non la pensi: c’è. Non la immagini: la incontri. Non se ne sfugge.

Il Nemico ha trovato una maniera di rendersi presente agli uomini che rispetta la loro libertà. E questo è insopportabile.

Noi lo preferiamo disincarnato, il divino. Disincarnato non puzza, non si muove, non occupa posto. Rimane dove lo metti. Puoi considerarlo o non considerarlo. Se hai una tua idea di giustizia, come noi abbiamo la nostra, ciò che accade davvero è solo un ostacolo. E’ il gran merito della teoria. Più pensi, meno vedi. Meno vedi, più il tuo pensiero può rimanere puro, librarsi sopra le circostanze. Staccato dal noioso reale, che ti costringe nella sua misura. Invece incontrare un fatto costringe ad usare la ragione e la libertà.

E’ questo che ci lascia perplessi in tutta la vicenda. Che il Nemico preferisca farsi amare da uomini liberi invece che farsi servire da schiavi ai quali ha manifestato tutta la sua potenza. Scegliendo questa seconda possibilità non ci sarebbe certo stato bisogno di prendere corpo dentro una sciacquetta di provincia qualsiasi.

Perché un corpo che si può incontrare lascia intatta tutta la libertà. Non lo puoi manipolare, non lo puoi pensare diversamente, è così com’è. E’ per questo che la maniera principale di affossare questa faccenda dell’incarnazione è quella di esaltare il puro pensiero.

Il Nemico fa la Storia? Noi la rifacciamo.
Abbiamo intellettuali e professori in grado di mettere in dubbio ogni avvenimento di quel passato. I mortali hanno la vita corta e la memoria ancora più corta. Se asseriamo che quei racconti sono tutti inventati, che quei testimoni sono falsi e che la vicenda è andata in tutt’altro modo, chi volete che possa dire qualcosa? Se lo affermano i nostri dottori, chi oserà ribattere? Pontifichiamo, ridicolizziamo i testimoni e i testimoni di quei testimoni, inventiamo le panzane più pacchiane e vedete che saranno preferite al racconto autentico dei fatti.

Incarnazione? Mai esistita. Non ci sono mai stati discepoli, se c’erano erano drogati. Anche se fosse esistito, quel falegname era un illuso, un agitatore sociale, un deficiente con le allucinazioni. Mai ha asserito la sua origine divina, mai ha detto quello che ha detto, fatto quello che ha fatto, mai è nato e mai è morto così come è stato raccontato. Ogni particolare deve essere messo in discussione, e tra le possibili spiegazioni sia preferita quella più lontana dalla verità. Evitare accuratamente tutto ciò che è concreto, le prove siano escluse e gli indizi ignorati.

Tutti coloro che provano a difendere la ragionevolezza di quei fatti così come sono stati tramandati devono essere etichettati come tradizionalisti, arretrati, ciechi e ignoranti. Non li si lasci parlare, figurarsi pubblicare qualcosa o qualificarli per l’insegnamento: quel vecchiume che la pensa come nel medioevo deve essere cacciato via. Anche se non ci sono giustificazioni per opinioni diverse, il criterio è che il cristianesimo non può essere vero. Si pensi di conseguenza.

Nel frattempo stiamo percorrendo una strada più ardua ma che speriamo darà nel giro di qualche tempo grandi risultati. Se la nascita del cosiddetto salvatore è un atto d’amore, dobbiamo fare in modo che il venire al mondo non sia più considerato tale.

Se il dare alla luce un bambino sarà visto come un fastidio, una complicazione, qualcosa da evitare a tutti i costi, sarà sempre meno comprensibile, agli occhi degli uomini, che il Nemico sia passato di lì per salvarli.

Se il seno diventa una macchina, se l’inseminazione è una questione di provette, il concepire un bambino un affare o al massimo un incidente tra sconosciuti indifferenti, tutta la questione dell’incarnazione perde d’interesse. Il supremo atto d’amore, dare la vita, diventa qualcosa di artificiale, di meccanico. Che non riguarda gli uomini, non i viventi. Niente che crei un rapporto tra generato e generante, ma al massimo una relazione di possesso, di desiderio soddisfatto. Se non è soddisfatto, si abortisca.

Maria non sarà più capita. Oh, quanto disprezziamo quella donna! Rappresenta il contrario di quello che vorremmo negli uomini. Obbediente dove noi vorremmo la ribellione, pura dove noi bramiamo la corruzione, veicolo per portare nel mondo la più grande disgrazia che poteva capitare a noi demoni. Il principio femminile, l’ospitare la vita, fare da suo fondamento, in lei è espresso in massimo grado.
Capite? Noi vorremmo estirparlo.

Ancora oggi quella là si dà da fare per i suoi amichetti umani nel mondo. Ci brucia e ci schiaccia con la sua luce. E’ colpa del suo seno se la Terra non è l’inferno degli umani e l’inferno non è la Terra. E’ lei che incarna il nostro odio: non dovremmo odiarla?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 giugno 2016 su Non Credo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    I demoni di Berlicche… e di questo mondo. Leggetevi tutto il post, vale la pena. Ne anticipo due passi.

    “Noi lo preferiamo disincarnato, il divino. Disincarnato non puzza, non si muove, non occupa posto. Rimane dove lo metti. Puoi considerarlo o non considerarlo. Se hai una tua idea di giustizia, come noi abbiamo la nostra, ciò che accade davvero è solo un ostacolo. E’ il gran merito della teoria. Più pensi, meno vedi. Meno vedi, più il tuo pensiero può rimanere puro, librarsi sopra le circostanze. Staccato dal noioso reale, che ti costringe nella sua misura. Invece incontrare un fatto costringe ad usare la ragione e la libertà.”

    “Maria non sarà più capita. Oh, quanto disprezziamo quella donna! Rappresenta il contrario di quello che vorremmo negli uomini. Obbediente dove noi vorremmo la ribellione, pura dove noi bramiamo la corruzione, veicolo per portare nel mondo la più grande disgrazia che poteva capitare a noi demoni. Il principio femminile, l’ospitare la vita, fare da suo fondamento, in lei è espresso in massimo grado.
    Capite? Noi vorremmo estirparlo.”

  2. Un giorno Dio raduno’ tutte le acque e le chiamo’ mare.

    Un’altro giorno Dio raduno’ tutta la Grazia e la chiamo’ Maria.

    San Luigi Grignion de Montfort

  3. Tra i vari modi di “demolire”la divinità di Gesù c’è quella di considerarlo un extraterrestre…. ed è incredibile come riescono a piegare il significato dei Vangeli e di tutta la Bibbia a quello che vogliono loro…..

  4. Cavaliere di San

    Bello. Un unico appunto: i demoni non riescono a pronunciare il nome della Regina del Cielo. La odiano, ma ancor più la temono…

  5. Molto illuminante e luminoso il collegamento tra incarnazione e maternità, tra tenace istinto di perpetuazione e difesa della vita e Principio della vita in ogni sua forma che si identifica, sovrappone e fonde con quello stesso istinto.

    E’ eloquente anche la particolare raffigurazione della Madre e del Bambino scelta come illustrazione del post: il bambino stringe nella piccola mano un uccello (di cui neppure si distinguono più le ali, “tarpate”) e accenna con i piccoli piedi un passo, l’inizio della lunga marcia che ha deciso per divenire il vero “Dio con noi”, spogliato della sua aerea e numinosa divinità per passeggiare e discutere con noi, sotto il portico di Salomone, come sulla via di Emmaus.

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