X – Non Credo…in una salvezza

Noi demoni non crediamo ad una salvezza che scende dal cielo. Non crediamo neanche ad una salvezza, se è per questo. Cosa c’è per noi nel cielo? Umiliazioni, vessazioni, ordini incomprensibili. Ne siamo scappati, quella roba non la vogliamo più.

Certamente però la salvezza di cui si parla nel Credo, quel vomitevole accrocchio di formulette, non è la nostra. Piuttosto quella è la salvezza da noi, contro di noi. Contro la nostra incrollabile opera di miglioramento dell’Universo, che per qualche motivo è ritenuta dannosa dalla parte avversa. Se solo riuscissero a vedere il nostro vero intento! Se solo ci capissero! Noi non abbiamo mai inteso fare del male agli esseri umani. Anzi, li teniamo in gran conto. Sono preziosi. Senza di loro noi non riusciremmo a mangiare.

Il Nemico-che-sta-Lassù non è però d’accordo con l’uso che facciamo degli uomini e delle loro anime. E’ per questo che si è mandato giù da loro. Che umiliazione! Il Figlio, per mezzo del quale tutte le cose sono state create, che si preoccupa tanto di ottusi pezzi d’argilla. Sappiamo che chi opera può tenere al suo lavoro: ma questo è esagerare, si cade nel ridicolo. E’ come se il muratore decidesse di voler essere un mattone, e il paragone non è ancora abbastanza estremo. C’è più differenza tra il Nemico e gli umani che tra questi e una pietra. I mortali non si possono confrontare neanche con noi, figurarsi con chi li ha fatti.

Eppure il Nemico cerca di strapparci anche quelle minime soddisfazioni che abbiamo nel mondo materiale. Convinciamo un mortale a fidarsi di noi, a godere fino in fondo della sua vita infischiandosene di tutto, ed ecco che “quello” arriva a ricordargli che c’è cento volte di meglio. Quella nauseante retorica delle pecorelle…ehi, se la pecora vuole farsi un giro qui da noi, lasciala andare! Non è che sei per forza obbligato a cercarla.

Meno male che ce ne sono di uomini che non si lasciano sviare da flebili promesse di paradisi e felicità eterni, ma a cui piace ragionare secondo la testa nostra. Ogni anima che strappiamo al cielo è per noi una lotta: ma che soddisfazione, poi, poterli avere tra le zanne per tutto il resto dei secoli.

Se vogliamo però trionfare dobbiamo convincere i mortali che quella discesa dal cielo, quella salvezza sono menzogne.

Se anche un dio esistesse, sussurriamo loro, figurati se avrebbe tempo da perdere con una nullità come te. Credi davvero che un essere perfetto possa essere sceso nel vostro schifo di mondo per mettere tutto a posto, caricarsi dei tuoi peccati? Ma scherziamo? Lassù se ne fregano di te. Lassù mica c’è qualcuno.

I casi sono due. Se in alto c’è qualcuno, allora tu sei fregato, condannato per la vita che fai (vorresti mica rinunciarci?). Oppure sono tutte invenzioni. La prima possibilità sarebbe troppo faticosa, vada per la seconda.

Se gli esseri umani si convincono che nessuno è arrivato a salvarli allora faranno esattamente quello che più piace a loro, che sarebbe poi quello che piace a noi. Se dal cielo non è sceso niente, perché non dovrebbero rubare, mentire, uccidere? Chi glielo fa fare di rispettare leggi e convenzioni? Ognuno pensi a sé, al momento presente, perché il passato è troppo doloroso e il futuro è una fossa piena di vermi.

Che poi è quello che hanno sempre fatto ogni volta che li abbiamo convinti che il cielo è vuoto. Quando il cielo è vuoto è l’abisso che sorge.
Quando i mortali dimenticano cos’è il bene perfino noi demoni sembriamo dei dilettanti. Cosa può trattenerli? Gli scrupoli? Gli ideali? Ma andiamo. Sì, ci sono uomini buoni: li si riconosce perché praticano il male con minore scioltezza. Quel male che, una volta compiuto, rimane.

Così sussurriamo sempre ai nostri protetti: guarda che i tuoi atti malvagi sono come il bitume, ti si appiccicano addosso, non te li togli più. C’è solo una soluzione: dimenticateli. Fanne altri, chiodo scaccia chiodo. Non aspettare che arrivi la salvezza dall’alto, quella per te non esiste. Non sperarci: sii disperato.
Con un po’ di applicazione, con la pratica, vedrai che riuscirai ad ignorare ogni avvertimento interiore e praticare ogni perversione o cattiveria senza battere ciglio. Riderai allora degli scrupoli di un tempo, e scoprirai una dimensione in cui sei tu il dio che detta le regole, quello da cui gli altri devono salvarsi.  Dove sei tu che infliggi punizioni e pene, sei tu il fulcro, il pinnacolo, il punto più alto dell’universo.

Tutte balle, ovviamente. Di solito il male li mangia da dentro ben prima di raggiungere quel punto. E prima o poi capiscono di non essere dei.

E’ un momento pericoloso, quello. Perché potrebbero pensare “e se quel Figlio fosse effettivamente disceso per noi?”
Per allora, da bravi tentatori dovremmo avere preparato loro una serie di salvatori alternativi. Prima che abbiano concluso che sono tutti fasulli saranno già arrivati giù da noi.
Non è necessario che ve li elenchi, questi falsi dei, perché sono idoli che durano solo il tempo necessario a dannare il maggior numero possibile di persone. Quelli di oggi, domani saranno riconosciuti come demoni assassini, ma solo dopo che la loro copertura sarà saltata. E’ commovente vedere gli umani fuggire dal vecchio diavolo per andare a cadere tra le unghie di quello nuovo. Scambiarci i ruoli tra noi non ci secca, l’importante è il risultato.

Ogni epoca ha i suoi preferiti. C’è stato il periodo della politica, c’è stato il periodo dell’ideologia, quello della ginnastica e quello dei divi. Guerra, denaro, sesso, salute…e poi i miei preferiti: religione, tradizione, accoglienza, morale. Oh, quelli sì che sono veri falsi salvatori, perché hanno dentro l’odore del Salvatore vero e fregano alla grande. Quanti cristianucci abbiamo convinto che tutto quello che dovevano fare per raggiungere la salvezza era fare questo o quest’altro, magari tra gli applausi, e vivere tranquilli.
Eh no, ominicchio mio: se il Figlio è sceso è a Lui che ti saresti dovuto rivolgere.
Hai seguito i nostri fantocci. Bene arrivato da noi.

pastore_n

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 9 giugno 2016 su Non Credo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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