IX – Non Credo in qualcuno di generato

Compagni dell’oscurità, penso che anche a voi questa storia della generazione non sia mai andata giù.

Altro è la creazione. La creazione è okay per noi. Ti inventi una cosa, la progetti nei particolari, la realizzi. Il risultato è tuo, tutto tuo: non ci sono concessioni, hai il dominio completo. Ciò che è creato è oggetto e non soggetto; è tuo servo, è tuo giocattolo.

E’ anche per questo che, all’inizio, avevamo poche obiezioni sull’Universo. Era una creazione: certo, pieno di difetti tipo la materia, la luce e le altre carabattole che il Nemico-che-sta-Lassù si era messo in testa di ficcarci dentro. Ma erano solo deliri di una divinità senescente, non abituata ad avere a che fare con intelletti superiori come quelli di Nostro Padre che sta Quaggiù e di noi stessi.

Mentre la generazione implica un concetto che a noi disturba profondamente: l’amore. Volere il bene di qualcun altro. Il che è palesemente assurdo.

Certo, un dio che si genera ci rendeva inquieti. Ma non avremmo mai pensato che volesse estendere il concetto anche ai suoi balocchi.

Ha inserito a forza la generazione nella creazione. Perché abbia scelto un metodo così bislacco per moltiplicare i viventi, non ci è dato saperlo. Era il meno: si è spinto ancora oltre.
Qualcuno è giunto a dire che se noi non avessimo mostrato all’uomo il suo vero potenziale, facendogli abbandonare l’Eden, quel noioso villaggio vacanze, allora forse la pazzia del Nemico non sarebbe peggiorata tanto da spingerlo a diventare lui stesso una creatura.

Ma io ribatto: no, non abbiamo colpa di questa follia. La decisione è tutta sua.

Questo asserisce il Credo: “il Figlio…generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”. Pochi uomini capiscono quanto sia blasfema questa mescolanza di creazione e generazione. L’orrore ci spinge ad agire per cancellare quelle frasi affrettate che offendono chi le ascolta. Un essere umano, udendole, potrebbe farsi l’idea di essere qualcosa di più di un nostro trastullo. La stessa memoria di quella infelice iniziativa del Nemico deve essere rimossa.

Per invalidare questa riga del Credo il metodo più semplice è sradicare dagli umani il concetto stesso di generazione.

Generare è un processo indeterminato. Il suo prodotto sfugge al controllo; è dare origine ad una nuova vita, ad una persona differente. Gli esseri viventi questo lo sanno bene. Il Nemico li ha fatti perché essi stessi generino: “fecondità”, la chiamano. Il nome del meccanismo è “sesso”. Il luogo dove la generazione si esercita e le generazioni si ritrovano si chiama “famiglia” ed è lì che i viventi imparano i rudimenti di questo incomprensibile guazzabuglio.

Se vogliamo cancellare il concetto di “generato” dobbiamo dividere la riproduzione dal sesso, il sesso dall’amore, l’amore dalla famiglia. Dobbiamo renderli in-fecondi, de-generati.

Il sesso è il punto centrale. Il Nemico ha dovuto renderlo piacevole, se no non l’avrebbe praticato nessuno. E qui ha commesso un errore. Grazie al miraggio del piacere abbiamo suggerito agli umani di eliminare tutti i fastidi che arrivano sia dal riprodursi che dal volere bene a qualcuno. Meno problemi per gli uomini, che possono dedicarsi ad una delle loro attività preferite senza l’impedimento di trovare una persona da amare o dover amare chi hai generato; meno fatica per noi a trovare e portare quaggiù mortali che non amano nessuno e a cui nessuno ha insegnato ad amare.

Abbiamo lavorato duramente perché i figli si potessero creare con un atto tecnico, deciso a tavolino. E in quella creazione facciamo in modo che siano riversati tutto l’egoismo, tutto l’orgoglio, tutta la pretesa di quelli che non possono più chiamarsi genitori. Abbiamo fatto diventare il figlio il prodotto di un uomo che si concepisce da solo e che vuole allevare una vita per i propri scopi, fosse anche solo riempire il nulla che gli abbiamo donato.

Posso dirlo con giusto vanto: quest’opera di cancellazione del disegno del Nemico è in fase ormai avanzata.
Una volta che è stato separato l’atto di generare dal generato e si è devastato l’ambito da cui traeva forza e origine, il figlio ha smesso di essere il riflesso di una realtà superiore per diventare sempre più lo specchio della realtà inferiore, la nostra.

Con la rimozione di madre e padre si compie la nostra vendetta nei confronti del Nemico che ci ha così crudelmente esclusi dai suoi disegni. Non ci fermeremo finché lo stesso concetto di famiglia sarà reso odioso oppure incomprensibile alla totalità degli esseri umani. Quando non avranno più un padre ma un creatore, da chi potranno prendere esempio nell’amore? Quando sapranno di essere usciti da una provetta, scelti e programmati per essere quelli che sono, cosa potranno pensare della libertà? Quando verranno a conoscenza del destino implacabile di tutti i loro fratelli scartati, lasciati da parte, uccisi perché non rientravano nel sogno, che cosa penseranno della giustizia?

I figli non saranno più della stessa sostanza del padre. Saranno qualcosa di diverso, di inferiore.
Sostanza è ciò che rende una cosa ciò che è. Per il fatto stesso di decidere come deve essere il figlio, lo si rende di una sostanza diversa da sé. Su cui si può accampare ogni diritto, di vita e di morte. Io ti faccio, tu sei mio. Tu sei mio, io ti uso. E se non ti uso più, ti distruggo.
Magnifico!

Sì, la rimozione di questo trafiletto del Credo è l’opera più importante, anche se non l’unica, alla quale siamo chiamati oggi noi demoni. Senza di esso gli uomini non saranno più figli chiamati dal Figlio, non saranno più fratelli ma individui soggetti ad un potere più forte, sommamente autoritario, al quale obbedire ciecamente. Noi.

Avremo, in sostanza, reso del tutto inutile l’Incarnazione. Inutile perché incomprensibile.

Capite, ora, perché è tanto importante l’impegno di tutti in proposito? Pezzo per pezzo stiamo rendendo assurdo il disegno del Nemico. Facendo della famiglia un inferno, del matrimonio un inferno, del sesso un inferno, del fare figli un inferno. Quando tutto sarà inferno, saremo a casa.

madonnina

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 30 maggio 2016 su Non Credo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Geniale questo post di Berlicche… Vi consiglio di leggerlo tutto, per intero.

    “Questo asserisce il Credo: “il Figlio…generato, non creato, della sostanza del Padre”. Pochi uomini capiscono quanto sia blasfema questa mescolanza di creazione e generazione. L’orrore ci spinge ad agire per cancellare quelle frasi affrettate che offendono chi le ascolta. Un essere umano, udendole, potrebbe farsi l’idea di essere qualcosa di più di un nostro trastullo. La stessa memoria di quella infelice iniziativa del Nemico deve essere rimossa.

    Per invalidare questa riga del Credo il metodo più semplice è sradicare dagli umani il concetto stesso di generazione.

    Generare è un processo indeterminato. Il suo prodotto sfugge al controllo; è dare origine ad una nuova vita, ad una persona differente. Gli esseri viventi questo lo sanno bene. Il Nemico li ha fatti perché essi stessi generino: “fecondità”, la chiamano. Il nome del meccanismo è “sesso”. Il luogo dove la generazione si esercita e le generazioni si ritrovano si chiama “famiglia” ed è lì che i viventi imparano i rudimenti di questo incomprensibile guazzabuglio.

    Se vogliamo cancellare il concetto di “generato” dobbiamo dividere la riproduzione dal sesso, il sesso dall’amore, l’amore dalla famiglia. Dobbiamo renderli in-fecondi, de-generati.”

  2. admin @CostanzaMBlog

    L’ha ribloggato su il blog di Costanza Miriano.

  3. Ottimo! Si potrebbe anche approfondire l’argomento e mettere in più chiara luce il nesso tra creazione e generazione e il motivo dell’Incarnazione. Su questo punto probabilmente Berlicche ha preso un abbaglio! Mi permetto di rimandare ad una riflessione personale, molto consonante con quanto espresso dall’articolo:
    https://massimolapponi.wordpress.com/limmacolata-concezione-salvezza-ed-esaltazione-della-vita-umana-2/

  4. Questo perché il pensiero cd moderno, che ci propone questa evoluta visione della vita, viene passato come progresso. Ma e’ il progresso dell’uomo volutamente cieco e sordo a tutto ciò che non e’ il soddisfacimento del proprio capriccio del momento. Dell’uomo che non si scomoda neanche a vedere la propria storia, da dove viene quindi chi e’. Altrimenti scoprirebbe di essere vittima di un inganno, di una in-voluzione, di un re-gresso. Potrebbe svelarglisi la memoria della vita a.C.n. quando il pater significava “pater familias” ed al “fato” bisognava immolare quotidiani sacrifici per scongiurare le “res adversa”. E’ proprio vero, il principe di questa terra e’ estremamente generoso con noi e ci ricolma del suo bene più grande….. l l’inganno.

  5. @paolo
    Infatti quando sento la gente che pontifica sulla chiesa che si dovrebbe adeguare ai tempi e che il mondo è cambiato, Gesù viveva in una società diversa, inizio a ridere.
    La società moderna è quasi uguale a quella in cui è vissuto Cristo. Quasi, se i romani avessero avuto gli smartphone sarebbe stata identica…

  6. Sagace e caustico nel contempo!

  7. Perchè oggi non si fa più “all’amore”, ma si fa “sesso”?

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