Dammi una scusa

Siamo cattivi. E lo sappiamo, oh se lo sappiamo.

Perché, potendo, non abbiamo fatto.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 27 maggio 2016 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. …e allora facciamo!😊

  2. Io in partenza per Roma per la convention Difendiamo i nostri figli #famiglieperilno

  3. Ecco, appunto. Ricordiamoci!

  4. … azz Berlicche, ma sei proprio cattivo cattivo.

  5. No. Non siamo buoni. Fossimo buoni saremmo Dio.

  6. ToniS,

    Lei ha pienamente centrato la questione.

    Resta però un fatto. E questo è che, fin troppo spesso, e da parte di persone piissime, attivissime, ancorché fermissime nella (loro) Fede, ho sentito portare argomenti simili come scusa — anzi, bando all’umiltà: come giustificazione — per concedersi alcune (o molte) palesi, consapevoli cattiverie, alla stessa stregua di un goloso che non può trattenersi da qualche, umano e più che comprensibile, “strappo” alla regola di una dieta troppo severa.

    Senza riflettere un momento che la regola in questione sarebbe quella, addirittura banale, benché a ragione definita aurea, del “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” e del “fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te: questa infatti è la Legge e i Profeti” (vedi Matteo, 7, 12).

    E’ una semplice e piatta questione di equità e di logica elementare, eppure riesce così impraticabile a tanti ritenuti — o autopromossisi — fedelissimi tra i fedeli.

    Dunque, quanto a cattiveria — e ipocrisia di rincalzo — stiamo messi proprio male, noi umani.
    In ciò, siamo addirittura più colpevoli degli angeli ribelli, perché, come con sintesi molto efficace ci ricorda l’autore della Lettera agli Ebrei, al versetto sedici del primo capitolo, “Egli (cioè Dio) infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura.” E lo fa a prezzo del Suo stesso sangue, ripetutamente, sia nel SS.mo Sacramento dell’altare, sia nei Suoi martiri, resi davvero capaci di “resistere fino al sangue” (Eb., 12,4) nella logica dell’equità e della giustizia vera, quella del Regno di Dio.

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