Noi e il bisonte

Parto da un articolo che mi è stato segnalato da una affezionata lettrice.
Un piccolo di bisonte è stato soppresso dai guardiani del Yellowstone National Park. Un turista l’aveva ospitato all’interno del suo SUV per “salvarlo” dal freddo. In seguito a questo il vitellino era stato rifiutato dalla madre e dal branco.
“Un altro visitatore del parco aveva avvertito i turisti che non c’era bisogno di salvare il vitello (…) ma non l’hanno ascoltato. Pensavano sinceramente di fare un servizio. (…) Un frustrato portavoce del parco ha detto che la sua morte è stata causata dalla “preoccupazione fuori luogo” dei turisti”.
L’articolo prosegue notando che anche molti dei disastri della società odierna sono dovute a “preoccupazioni fuori luogo”. Si ignorano le prove che transessualismo e omosessualità sono un male per la persona umana, e li si incoraggia a cercare gli stessi atti e relazioni che impediscono alle loro ferite di guarire. Aborto, eutanasia…Si reagisce, spinti dal sentimento e dall’emozione, e si finisce per ammazzare il piccolo di bisonte. Il massimo del danno, fatto con tutte le migliori intenzioni.
Gli umani sono creati con la capacità per amore e compassione, ma hanno anche la capacità di permettere alle loro emozioni di zittire e persino sabotare la loro ragione. Dobbiamo chiedere a noi stessi: che tipo di interesse e preoccupazione stiamo davvero offrendo? Forse la natura umana non fornisce avvertimenti ovvi come quando abbiamo a che fare con la natura del bisonte. Oppure sì? Forse c’è saggezza nel guardare oltre la superficie nella natura più profonda. I segni ci sono se abbiamo gli occhi per vederli. Solo così la nostra assistenza può fare bene più che danno”.

Aggiungo un mio pensiero. Oggi viviamo come se la natura più profonda del nostro essere – cioè Dio – non esistesse. Come mi scrive un’altra persona,
se nel ’68 abdicavamo alla logica del mondo buttandoci anche a fare la rivoluzione nelle piazze (…), oggi abdichiamo perché accettiamo “i diritti dell’uomo” che il mondo ci presenta come fondamento della convivenza civile, evacuando Colui che è la sorgente della dignità dell’uomo. Quante volte ci toccherà sentir cantare “Imagine” prima di capirne il veleno? Quante volte renderemo omaggio all’idolo dei nuovi diritti per non essere divisivi?”

In altre parole, pensiamo di essere noi a salvare il mondo. Di potere essere noi, sentimentalmente, a decidere come è fatto un essere umano. Ma non è così: noi non possiamo salvare nessuno, siamo noi ad avere bisogno di essere salvati. L’errore prima o poi verrà rigettato, perché non è adeguato alla realtà. Chi lo segue sarà come un cucciolo senza madre e senza appartenenza – perché il suo io gli è stato sottratto. Morirà, un poco ogni giorno.

Io spero che quanti stanno battendosi, in parole, opere, firme e leggi, per un’idea dell’uomo errata stiano agendo per “preoccupazioni fuori luogo” e non per una cattiveria, per un vantaggio personale. Che siano convinti di fare del bene, in fondo. Perché si ingannano. Perché ingannati.
Spero che, vedendo il baratro, capiscano. Ma se non vediamo noi per primi l’inganno, se non cerchiamo di avvisarli – con ardore e misericordia – chi lo dovrebbe fare?

giovani-bisonti

Advertisements

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 maggio 2016 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 29 commenti.

  1. …stai forse dicendo che stai meditando di smettere di salvare (magari anche per forza) chi non ne ha bisogno e nemmeno te lo chiede?

    wow!

    …quanto al vitello speriamo almeno che qualcuno, omo o bestia, se lo sia magnato.

  2. Salvare per forza, r&s? Non mi pare proprio: tu mi leggi da un pezzo, e continui ad essere perduto uguale. Forse perché ti illudi di non averne bisogno.

  3. …io sono “perduto” perché tu e i tuoi non avete più la forza di mettermi le zampe addosso berli’, non per altro.

    (vabbè: anche perché non sono più abbastanza cucciolo sprovveduto da salire sulle vostre jeep…)

  4. E’ per questo che vieni qui a cercarci, r&s?
    Tranquillo, comunque: da buon bovide adulto rimani pure alla larga, fino a quando i tuoi padroni decideranno di fare di te scatolette.

  5. Giá. Scatolette di me, arrosticini di voi.
    Dipinte in queste rive
    Stan de l’umane genti…

  6. Ci pensi che una persona normale leggerebbe il tuo post e penserebbe che la preoccupazione dei cattolici è una preoccupazione fuori luogo? E che si augurerebbe che foste solo miopi e non cattivi come sembrate.

  7. @Fasullo: detto da uno che non fa distinzioni tra bene e male è un complimento. Grazie!

  8. Vedi, Fasullo, è una questione di libertà. Bisogna stare a quello che è, non a quello che tu credi sia normale.
    Suppongo che, ad esempio, conciliare il tuo preconcetto “miopi e cattivi” con quello che scrivo sul blog, o la dottrina cristiana, o le persone reali non ti dia nessun problema: basta eliminare la realtà. Su questo non hai mai avuto molti problemi, mi pare.

  9. Stringi stringi il problema è: come si fa a trasmettere a (un esempio a caso) Monica Cirinnà il concetto contenuto un po’ sinteticamente nella famosa espressione “ricordati che devi morire” nel modo adeguato a far sì che la suddetta si fermi un momento a riflettere su quello che le sto dicendo e perché, invece di contentarsi di mettere il cervello in folle e ribattere col troisiano “Mo’ me lo segno”?

  10. Temo non sia possibile. Mi vengono in mente certi scambi qui sul blog, o certi “dialoghi” allucinanti su twitter. Ad esempio in quest’istante ho uno che considera Severino “inattaccabile”; quando gli indichi gli errori in cui è incorso capisci che per “inattaccabile” intende che non vuole sentire ragioni, non può essere attaccato perché è Severino.
    Banalmente, si chiama ideologia: anteporre un proprio ragionamento alla realtà.
    A cui siamo soggetti tutti: anche da queste parti siamo impegnati a ripigliarci quotidianamente e rendere ragione di ogni cosa.

  11. Beh, almeno si potrà dire: «Io ve l’ho detto» https://www.youtube.com/watch?v=AAw-o-c4vcc

  12. Io una cattiveria l’avrei, anzi due.
    La prima: chi porta avanti in prima persona l’ideologia (es. la M.C. prima citata) probabilmente un po’ di cattiveria ce l’ha, la mandria che segue mi sembra più “abbindolata”. Certo che convincere la mandria che sta sbagliando, ce ne vuole e purtroppo non so in che modo farlo (se si escludono le preghiere).
    La seconda @ R&S: se anziché essere R&S fossi Raffinata&Simpatica, le zampe addosso … :-) eddai almeno una volta prova a sorridere.

  13. In fin dei conti, è più facile decidere chi o cosa amare, che lasciarsi perdutamente amare.

  14. @ago: ma tu non farai distinzioni tra bene e male.

  15. …pare de no. allora so’ io che c’ho le visioni (pensavo di aver scritto un’altra stupidaggine qui e invece)

    dunque, ripeto:

    @ gattorandagio

    se prima non mi sposi non se ne fa niente, adultero e fornicatore.

  16. berli’ sei padrone a casa tua; inoltre io nun so’ quello delle risposte; al limite – ma limite estremo – quello delle domande.

  17. Dopo le preoccupazioni fuori luogo a casa di Yoghi, le presunzioni infondate degli animalisti veneti che adorano gli animali ma di loro non sanno un tubo
    http://www.tempi.it/siamo-spiacenti-la-natura-non-e-walt-disney-qualcuno-lo-spieghi-agli-animalisti

  18. Era successo anche da noi. Avevamo perso quasi tutte le galline e i conigli.

  19. Non so se l’omosessualità è solo una questione di “atti e relazioni” o anche un sentire che nasce da qualcosa che gli stessi omosessuali non possono controllare (istinto?).

  20. Sbaglio o mi pare di ricordare che gli “istinti” abbiano come scopo ultimo la conservazione della specie?

  21. Il discorso è complicato dal fatto che l’omosessualità esiste anche tra gli animali.

  22. Io avevo un gatto che aveva una malattia alle gengive. Il che non vuol dire che la malattia alle gengive sia la normalità per gli animali.

  23. @GinoCerutti se l’omosessualità esiste anche tra gli animali, sicuramente quei due animali in questione non potranno fare una cosa: riprodursi e così continuare la specie, almeno loro due e almeno finche uno dei due non si rivolge a qualcuno dell’altro sesso.
    Gli esseri umani, grazie alla tecnica (e a tanti soldi) hanno almeno parzialmente saltato il problema, ma la natura è altro e la tecnica non sempre l’abbiamo usata tanto bene, anzi in questo campo mi piace proprio poco.

  24. Non essendo né medico, né psichiatra, né omosessuale, non so quanto sia valido il paragone con le malattie alle gengive.

    Perfettamente d’accordo, gattorandagio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: